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In Italia piove meno che in passato..

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  • In Italia piove meno che in passato..

    Negli ultimi 15 anni in Italia si è registrata una diminuzione delle piogge e delle nevicate mediamente del 15-20% rispetto ai periodi precedenti.

    Secondo voi quali potrebbero essere le cause?

    I risultati di una ricerca,formulate sulla base di osservazioni scientifiche, da alcuni ricercatori del Goddard Space Flight Center della NASA, pubblicati sul periodico "Geophysical Research Letters",dice che la causa potrebbe essere il riscaldamento degli oceani, specie alle latitudini tropicali.

    Attraverso delle misurazioni effettuate recentemente tramite il satellite TRMM (Tropical Rainfall Measuring Mission), i mari tropicali sono risultati più caldi che in passato e di conseguenza le piogge sono più abbondanti sulle regioni delle basse latitudini.

    Ed ecco le inondazioni sempre più devastanti che negli ultimi tempi hanno colpito l'area del Golfo del Messico, l'India e il Bangladesh.

    In base a questa teoria questo surplus di vapore tenderebbe però a scaricarsi "in loco" e si distribuirebbe meno uniformemente che in passato verso le latitudini più settentrionali, dove rappresenta il carburante principale per le perturbazioni e i sistemi nuvolosi che giungono sempre più spompati sulla nostra Penisola.
    Meteolive
    A voi i commenti

  • #2
    Re: In Italia piove meno che in passato..

    Sull' Argomento ho letto anche un affascinante lavoro che mette in relazione l' attività solare con l' estremizzazione delle pioggie tropicali in Italia, con annesse diminuzioni di pioggie "normali", e dimininuizione della piovosità media.

    Lo studio affronta il discorso con il supporto dei frattali, e mette anche in relazione la circolazione atmosferica con l' attività della nostra stella.

    Lo studio è stato condotto dal Prof. Mazzarella, e dal Prof. Luongo, dell' Università Federico II di Napoli.

    "Sempre più spesso si sente parlare di “tropicalizzazione delle pioggie” , ma le evidenze di questo fenomeno sono di poca affidabilità, data la metodologi utilizzata, come ad esempio il “clustering” delle precipitazioni giornaliere, che è comunemente misurato in numero di giorni piovosi che cadono all’ interno di una finestra temporale , senza prendere in considerazione l’ irregolarità delle distribuzioni degli eventi giornalieri all’ interno esaminato.
    Un’ approccio interessante ce lo forniscono il Prof. Luongo ed il Prof. Mazzarella, che in un loro studio hanno affrontato questa tematica adottando gli strumenti della matematica non lineare, ossia attraverso l’ utilizzo dei “frattali”.
    E’ stato utilizzato un metodo denominato “ Polvere di Cantor”.
    Le dimensioni Topologiche (Dt) e quelle Euclidee (De) possono assumere valori interi ( 0,1,2,3) differentemente dalla dimensione del frattale D, che può assumere tutti i valori compresi tra 0 e 3.

    Per ottenere la Polvere di Cantor Standard si comincia con una linea, poi si procede all’ eliminazione la terza parte centrale (r=1/3) conservando le rimanenti due terze parti rimanenti; a questo punto , attraverso un metodo iterativo, si eliminano le terze parti dei segmenti rimanenti, proprio come fatto al passo uno.

    La Polvere di Cantor, in pratica, è l’ insieme dei punti che rimangono e la loro distribuzione è esprimibile attraverso la dimensione frattale D.
    A questo punto occorre fare una precisazione: più isolati sono gli eventi, minore risulta il valore di D: 180 eventi giornalieri, distribuiti all’ interno di un intervallo di 3 anni , sono responsabili di valori di D che vanno da 0 , quando 5 eventi sono distribuiti a caso all’ interno di ciascun mese, fino a D=0.9 quando 60 eventi sono distribuiti con continuità all’ inizio di ciascun anno.

    Per applicare tale metodo ad un catalogo di eventi piovosi giornalieri, si divida l’ intervallo t0, all’ interno del quale sono compresi tutti gli eventi del catalogo, in una serie di n più piccoli intervalli, di lunghezza pari a t=t0/k, con K = 2,3,4……. E si calcoli la percentuale R=N/k di N intervalli di lunghezza t, occupati da almeno un evento.
    Esce fuori una relazione che lega la dimensione D, all’ intervallo t alla percentuale, attraverso una legge logaritmica.


    Per valicare questo metodo sono state prese in esame due stazioni che affacciano sul Tirreno, e che hanno un clima di tipo Mediterraneo, con serie che vanno , per la città di Genova dal 1833-2002, e per Napoli dal 1872 al 2002.
    Va specificato che i due cataloghi hanno una grande affidabilità, e pochi periodi di vuoto..

    A questo punto consideriamo diverse soglie di Intensità, T ( T>=0.2 mm, T>= 5mm, T >= 10 mm, T>= 20 mm, T>= 30 mm).

    Si è osservato che la dimensione frattale tende a diminuire con il crescere dell’ Intensità di soglia T;
    Napoli e Genova tendono a mostrare gli stessi valori di D per soglie inferiori a 10mm, e valori sempre più diverse per soglie maggiori.
    C’è un fenomeno noto come “multifrattalità” da cui si deduce che esiste un processo moltiplicativo che è responsabile , all’ interno di una cella, di concentrazioni di flussi d’ acqua e di energia all’ interno di porzioni di troposfera sempre più piccole ( Lovejoy-Schertzer).

    Per entrambi i cataloghi sono state calcolate le dimensioni frattali, per intervalli di 3 anni e dai risultati si è evinto come, nel tempo, sia diminuita la dimensione frattale, con un livelo di confidenza maggiore al 99%."

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    • #3
      Re: In Italia piove meno che in passato..

      Questo significa che la distribuzione delle pioggie giornaliere, tende a distribuirsi in maniera sempre più irregolare nell’ arco degli anni , e con rovesci sempre più isolati.

      Ecco la continuazione..
      "L’ Opinione pubblica è convinta che le recenti mutazioni climatiche siano dovute esclusivamente all’ immissione nell’ atmosfera dei Gas ad effetto Serra, senza porsi il quesito se ciò potrebbe rientrare in una variabilità naturale del clima, nel lungo periodo.
      Per comprendere quanto l’ uomo possa incidere sul clima, bisognerebbe rientrare nell’ ottica delle oscillazioni climatiche, e cercare di estrapolare, poi, quei dati che ci potrebbero indurre a considerare l’ influenza antropica sulle variazioni.
      A tal proposito si è analizzata l’ attività solare, esprimibile attraverso il numero di macchie solari, ossia quelle anomalie del campo magnetico solare.
      E’ ben noto che le macchie solari hanno variazioni significative nell’ arco degli 11, 22, 60, 90, 150 anni.
      La comunità scientifica deve ancora comprendere a pieno come delle variazioni nell’ ordine dello 0.1 % di output solare, possano avere influenze sulle grandi energie in gioco nella circolazione troposferica.
      A tal proposito è stata prestata attenzione all’ attività Geomagnetica osservata al suolo, ed esprimibile attraverso il numero di Mayaud ( aa), che misura la turbolenza del vento solare che fuoriesce dai buchi coronali ai poli del sole: buchi coronali ampi e stabili, tipici del minimo solare, determinano un flusso un vento solare poco turbolento; i buchi ristretti ed instabili determinano un flusso di vento solare turbolento , e quindi un’ attività geomagnetica alta.
      Il flusso di particelle ionizza l’ atmosfera, causa l’ aurora polare, produce vuoti nella troposfera, altera le pressioni atmosferiche al suolo ed influenza la distribuzione areale dei centri semipermanenti di azione, quali l’ HP delle Azzorre, il ciclone Islandese, e l’ anticiclone Russo (Bucha).
      La circolazione atmosferica nel bacino del Mediterraneo è ben esprimibile attraverso ZI, che rappresenta il gradiente di pressione tra il 35°N e 55°N all’ interno del range di longitudine compreso fra -5 e 10°E.
      Un indice alto determina un’ intensa circolazione zonale (westerlies) lungo i paralleli; un indice basso una scarsa circolazione zonale, o un blocking barico.
      Incrociando questi dati, nella fattispecie tra aa e ZI e fra ZI e D si è dimostrato che l’’ attività geomagnetica modula negativamente la circolazione zonale che a sua volta modula positivamente la dimensione frattale.
      Un’ attività geomagnetica intensa , è in grado di determinare una forte diminuzione della circolazione zonale nel Mediterraneo e un aumento del blocco della circolazione.
      Questo è in grado di cambiare anche gli apporti pluviometrici, concentrando le pioggie in periodi più limitati e e ripetuti eventi di acqua alta in Adriatica.
      Presumibilmente le variazioni di lungo periodo di attività solare tenderanno a non essere più in fase tra loro, con il passare del tempo, e perciò osserveremo una progressiva diminuzione del valore dell’ attività solare.
      In tali condizioni la circolazione nel mediterraneo tenderà progressivamente a riacquistare il suo carattere zonale che si tradurrà nel ritorno progressivo delle stagioni intermedie ed di un regime termo pluviometrico regolare, come osservato nel medio periodo."

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      • #4
        Re: In Italia piove meno che in passato..

        Originariamente inviato da bora71
        Negli ultimi 15 anni in Italia si è registrata una diminuzione delle piogge e delle nevicate mediamente del 15-20% rispetto ai periodi precedenti.

        Secondo voi quali potrebbero essere le cause?

        I risultati di una ricerca,formulate sulla base di osservazioni scientifiche, da alcuni ricercatori del Goddard Space Flight Center della NASA, pubblicati sul periodico "Geophysical Research Letters",dice che la causa potrebbe essere il riscaldamento degli oceani, specie alle latitudini tropicali.

        Attraverso delle misurazioni effettuate recentemente tramite il satellite TRMM (Tropical Rainfall Measuring Mission), i mari tropicali sono risultati più caldi che in passato e di conseguenza le piogge sono più abbondanti sulle regioni delle basse latitudini.

        Ed ecco le inondazioni sempre più devastanti che negli ultimi tempi hanno colpito l'area del Golfo del Messico, l'India e il Bangladesh.

        In base a questa teoria questo surplus di vapore tenderebbe però a scaricarsi "in loco" e si distribuirebbe meno uniformemente che in passato verso le latitudini più settentrionali, dove rappresenta il carburante principale per le perturbazioni e i sistemi nuvolosi che giungono sempre più spompati sulla nostra Penisola.

        A voi i commenti
        Mettiamo anche la fonte di questo studio tante per capire il taglio delle teorie esposte
        Meteolive.
        E' NEL MOMENTO DEL BISOGNO CHE SI RICONOSCONO I VERI...WATER

        ...speriamo in un bel peggioramento per le nostre montagne!
        (io) ma chi se ciava dele montagne mi stago in pianura e vojo la neve a casa mia!
        ws1080 oregon

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        • #5
          Re: In Italia piove meno che in passato..

          Anche il Cnr conferma: in Italia il clima e'
          cambiato, fa piu' caldo e piove meno che in passato. Questo
          almeno e' quello che emerge dall'analisi degli ultimi 200 anni di
          storia climatica. Un'analisi che i ricercatori del Cnr hanno
          fatto consultando il database proveniente da oltre cento stazioni
          meteorologiche, frutto di un lungo e paziente lavoro di recupero
          e "omogeneizzazione" dei dati meteo raccolti nei piu' antichi
          osservatori d'Italia nell'arco degli ultimi due secoli.
          Lo studio e' stato condotto da Teresa Nanni e Michele
          Brunetti, ricercatori dell'Istituto di Scienze dell'atmosfera e
          del clima (Isac) del Consiglio nazionale delle Ricerche di
          Bologna, in collaborazione con Maurizio Maugeri dell'Universita'
          di Milano, e pubblicato sulla rivista internazionale
          international journal of Climatology.
          Dall'analisi del database si e' osservata una crescita della
          temperatura media dell'ordine di 1,7 gradi nell'arco degli ultimi
          due secoli. Il contributo piu' forte e' dato dagli ultimi 50
          anni, per i quali l'aumento e' stato di circa 1,4 gradi
          centigradi.

          "Fino a pochi anni fa non esisteva una banca dati
          climatologica di questo tipo per l'Italia, come lunghezza
          temporale e come disponibilita' di datiö, dice la riceratrice del
          Cnr. "Nell'ambito di diversi progetti nazionali ed
          internazionali, sfruttando principalmente gli archivi
          dell'Ufficio centrale di Ecologia agraria e degli istituti
          Idrografici, sono state recuperate e digitalizzate le piu' lunghe
          serie climatologiche esistenti nel nostro paese". Assieme ai
          dati, sono state raccolte "anche tutte le notizie relative alla
          storia delle varie stazioni meteorologiche (spostamento delle
          stazioni, sostituzioni di strumenti, malfunzionamenti degli
          stessi, )ö, spiega Michele Brunetti.
          Informazioni queste che si sono rivelate di "fondamentale
          importanza nella fase di 'omogeneizzazione' dei dati, necessaria
          per 'ripulire' le serie meteorologiche da tutti i segnali di
          origine non climatica".
          La ricostruzione del clima italiano proseguira' ancora in
          futuro, con la raccolta di nuovi parametri meteorologici quali la
          pressione atmosferica e la copertura nuvolosa, anche se qualche
          risultato preliminare e' gia' stato ottenuto per il periodo piu'
          recente: gli ultimi 50 anni- dice il Cnr- sono stati
          caratterizzati da un aumento della pressione al livello del mare
          e una diminuzione della copertura nuvolosa, in accordo con quanto
          registrato per le temperature e per l'escursione.

          L'anno piu' caldo della serie e' stato il 2003.
          L'anno piu' freddo, invece, e' stato il 1816. A redigere la
          classifica dei picchi climatici nel nostro Paese negli ultimi 200
          anni e' uno studio del Cnr. Per quanto riguarda il record del
          2003, spiega il primo ente di ricerca italiano, "questo e'
          dovuto- spiega lo studio- alla forte ondata di calore estiva
          (l'estate 2003 e' stata di oltre 4 gradi superiore alla media del
          periodo 1961-1990)". Mentre l'anno piu' freddo e' stato il 1816,
          noto alle cronache come "anno senza estate", preceduto da una
          lunga serie di eruzioni vulcaniche, la piu' potente delle quali
          fu l'esplosione del Tambora in Indonesia.
          "Studiando l'andamento delle temperature minime e massime
          giornaliere- spiega Teresa Nanni dell'Isac-Cnr di Bologna- si e'
          osservato un aumento piu' forte nelle prime rispetto alle
          seconde. Se pero' si considerano solo gli ultimi 50 anni la
          situazione e' capovolta, con le temperature massime che crescono
          piu' delle minime. Cio' significa un aumento dell'escursione
          termica giornaliera nell'ultimo mezzo secolo. Per quanto riguarda
          le precipitazioni si e' registrato un leggero calo nella
          quantita' totale annua, dell'ordine del 5% ogni cento anni. Tale
          diminuzione- conclude lo studio del Cnr- e' maggiormente evidente
          nell'Italia peninsulare.

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          • #6
            Re: In Italia piove meno che in passato..

            Ricordo che quando si portano a scopo di discussione testi o parti di essi riportati pari pari da altri lidi è necessario citare SEMPRE la fonte in maniera esplicita, questo per una questione di rispetto e gentlemen agreement ai quali da sempre questa realtà di M3V tiene in maniera particolare.
            Nel ricordare questo a tutti gli utenti, invito nel caso in oggetto l'utente Bora71 a provvedere alla citazione della provenienza di quanto da lui postato.

            Grazie per la collaborazione.
            Moderatore Forum MeteoTriveneto

            Commenta


            • #7
              Re: In Italia piove meno che in passato..

              Originariamente inviato da bora71
              Un’ attività geomagnetica intensa , è in grado di determinare una forte diminuzione della circolazione zonale nel Mediterraneo e un aumento del blocco della circolazione.
              Questo è in grado di cambiare anche gli apporti pluviometrici, concentrando le pioggie in periodi più limitati e e ripetuti eventi di acqua alta in Adriatica."
              In linea teorica, seguendo questo noto ragionamento, l’attuale minimo solare dovrebbe accompagnare un aumento della circolazione zonale con minori azioni bloccanti. Questo non sta succedendo perché la correlazione tra attività solare e clima non basta a spiegare questa fase climatica, tuttavia è cosa abbastanza nota l’influenza dell’attività solare sulla NAO (almeno nell'ultimo trentennio) :


              NAO Vs GCR (galactic Cosmic Rays) a SX e NAO Vs aa index a DX.
              http://www.meteotriveneto.it/modules/ne ... toryid=183


              Lo studio pubblicato dal Geophysical Research Letters, che ha evidenziato mari tropicali più caldi che in passato e conseguenti piogge più abbondanti sulle basse latitudini, conferma ciò che è stato più volte sottolineato in questo forum, cioè l’importanza che cicli come l’AMO (guarda caso positiva da 15 anni) e l’ENSO hanno sul clima mediterraneo.
              Dell’influenza de El Nino sull’ITCZ estivo (soliti 4-5 mesi di lag temporale) ne abbiamo parlato prima dell'estate quando abbiamo analizzato il WAM. L'AMO positiva è in grado di amplificare tali effetti, comportando uno slittamento verso nord dell’ ITCZ = maggiore ingerenza dell’anticiclone africano rispetto ad un tempo. Riassumendo, la dinamica è grosso modo questa: durante un El Nino invernale si assiste ad uno stravolgimento della circolazione di Walker, con conseguente soppressione delle precipitazioni in Amazzonia. Questo comporta un minor gradiente barico nella fascia tropicale = debolezza degli Alisei e SSTA+ (TNA+, WHWP+). In estate questa zona favorisce un ITCZ più alto e un monsone più forte che va ad intensificare la circolazione meridiana di Hadley, con il conseguente rafforzamento anche dell’HP delle Azzorre.
              La maggiore penetrazione del venti monsonici nel continente africano spinge più a nord l’ITCZ, spostando di conseguenza l’anticiclone Libico. Questo HP si trova così nella posizione di poter attaccare facilmente il bacino del Mediterraneo, portando stabilità e geopotenziali alti.


              Per quanto riguarda l’AMO abbiamo già detto tutto il possibile, l’influenza di tale ciclo sul clima mediterraneo è netta:



              Rosso e blu rappresentano positive e negative correlazioni tra la piovosità e l’indice AMO.
              Quando l’AMO è positiva c'è meno precipitazioni su gran parte degli Stati Uniti, nel NE Sud America e nel Mediterraneo e più pioggia nel sud Alaska, Nord Europa, Africa occidentale e in Florida.

              Neo

              Nel mondo esistono 10 tipi di persone: quelli che conoscono i numeri binari e quelli che non li conoscono....

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              • #8
                Re: In Italia piove meno che in passato..

                Originariamente inviato da Moderatore
                Ricordo che quando si portano a scopo di discussione testi o parti di essi riportati pari pari da altri lidi è necessario citare SEMPRE la fonte in maniera esplicita, questo per una questione di rispetto e gentlemen agreement ai quali da sempre questa realtà di M3V tiene in maniera particolare.
                Nel ricordare questo a tutti gli utenti, invito nel caso in oggetto l'utente Bora71 a provvedere alla citazione della provenienza di quanto da lui postato.

                Grazie per la collaborazione.
                Ho fatto un riassunto su un articolo letto su un noto sito meteo e tratto dal periodico "Geophysical Research Letters"(come ho scritto) che lo ha pubblicato
                Per questo non ho scritto la fonte(magari sbagliando),pensando che non servisse...ma se lo ritenete opportuno lo faro' subito

                Commenta


                • #9
                  Re: In Italia piove meno che in passato..

                  sul'indice AMO, importantissimo certamente, credo si debbano fare alcune considerazioni: l'indice può
                  essere positivo, o negativo, per diverse ragioni che possono determinare diversisssimi esiti..a titolo di esempio
                  guardiamo l' attuale positività rispetto a quella tipica degli anni '50:





                  il primo è il valore di anomalia attuale, l'altro l'anomalia tra ottobre e dicembre '55...indice
                  AMO più o meno agli stessi livelli, ma ad aree invertite.. e con tutt'altre configurazioni
                  "medie" risultanti

                  Commenta


                  • #10
                    Re: In Italia piove meno che in passato..

                    Vorrei sapere dai piu' esperti(neo in primis) cosa pensano di questa affermazione fatta da un esperto(Alessio Grosso)...grazie

                    "Nell'ambiente qualcuno dice che la positività dell'indice A.M.O, atlantic multidecadal oscillation, cioè acque più calde del normale nel vicino atantico faccia lievitare costantemente gli anticicloni sfornandone in continuazione e spingendoli poi su di noi. Vorrei però far notare come alla fine dell'estate le acque oceaniche fossero quasi in linea con i valori termici medi e che solo ultimamente si sono registrati picchi positivi di +2.4°C. Allora mi chiedo ancora una volta: ma è nato prima l'uovo o la gallina?"

                    Commenta


                    • #11
                      Re: In Italia piove meno che in passato..

                      Originariamente inviato da bora71
                      Vorrei sapere dai piu' esperti(neo in primis) cosa pensano di questa affermazione fatta da un esperto(Alessio Grosso)...grazie

                      "Nell'ambiente qualcuno dice che la positività dell'indice A.M.O, atlantic multidecadal oscillation, cioè acque più calde del normale nel vicino atantico faccia lievitare costantemente gli anticicloni sfornandone in continuazione e spingendoli poi su di noi. Vorrei però far notare come alla fine dell'estate le acque oceaniche fossero quasi in linea con i valori termici medi e che solo ultimamente si sono registrati picchi positivi di +2.4°C. Allora mi chiedo ancora una volta: ma è nato prima l'uovo o la gallina?"
                      che fossero "in linea" ne dubito:

                      http://20080.0760.1740.2100.0960.217...-99.990-99.990

                      che poi siano soltanto le SSTA atlantiche a determinare le "presenze" anticicloniche sul Mediterraneo è quantomeno
                      azzardato..c'entra, e molto, l' indice intertropicale ( ITCZ ) e le anomalie oceaniche indiane ( IOD )..comunque non mi piace un approccio così polemico alla scienza..cerchiamo di mettere insieme le conoscenze che possediamo per capirci qualcosina in più..io per primo

                      Commenta


                      • #12
                        Re: In Italia piove meno che in passato..

                        Originariamente inviato da bora71
                        Vorrei sapere dai piu' esperti(neo in primis) cosa pensano di questa affermazione fatta da un esperto(Alessio Grosso)...grazie

                        "Nell'ambiente qualcuno dice che la positività dell'indice A.M.O, atlantic multidecadal oscillation, cioè acque più calde del normale nel vicino atantico faccia lievitare costantemente gli anticicloni sfornandone in continuazione e spingendoli poi su di noi. Vorrei però far notare come alla fine dell'estate le acque oceaniche fossero quasi in linea con i valori termici medi e che solo ultimamente si sono registrati picchi positivi di +2.4°C. Allora mi chiedo ancora una volta: ma è nato prima l'uovo o la gallina?"
                        Non so rispondere a questa domanda, ma forse bisognerebbe capire una volta per tutte che molti degli indici di cui si (s)parla ultimamente hanno oscillazioni di decine o centinaia di anni...non è possibile pensare che gli effetti siano solamente (e nell'immediato) +anticiclone africano/+caldo o -VP/-caldo alle nostre latitudini ecc...Vorrei ci si rendesse conto che l'influenza del sole o dell'AMO (per quanto poco ne sappia, ma di questa cosa sono sicuro) non la si può in alcun modo notare "ad occhio nudo", immediatamente...sinceramente non credo che l'AMO, un'oscillazione di così lunga durata, possa essere messa in relazione lineare, di diretta proporzionalità, con l'anticiclone africano che c'è in questi giorni (per fare un esempio): vedo che molto spesso si fa, da qualche parte...l'affermazione di Grosso per me non ha senso, in quanto mette in relazione una variabile multi-decennale con una a scala sinottica (limitata nello spazio e soprattutto nel tempo).
                        Sempre con un parere da "ignorante"...
                        Francesco Dell'Orco

                        Sito (dati in tempo reale):
                        Wunderground:

                        Commenta


                        • #13
                          Re: In Italia piove meno che in passato..

                          Concordo con ciò che ha scritto Dellork, se parliamo di un indice multidecennale come l’AMO dobbiamo ragionare non sulla sinottica attuale, ma sulle caratteristiche climatiche generali.
                          Evidentemente la frase di Alessio Grosso era in risposta ad una osservazione sbagliata di qualche utente che considera le SST come l’unica causa, in realtà mi sembra riduttivo concentrarsi solo questo parametro, le cause possono essere varie e comprendere aspetti come l’ intensità della circolazione di Hadley o altri.
                          Sebbene però i meccanismi non siano sempre molto chiari, ci sono variazioni climatiche che ben si collegano con la variabilità dell’AMO, questo sarebbe inutile negarlo. Per esempio Dan Hudson e Rowan Sutton hanno dimostrato aumenti fino al 15% delle precipitazioni estive tra le varie fasi dell’AMO nell’Europa occidentale, Folland, Palmer e Parker 1986 hanno dimostrato elevate correlazioni positive tra l’AMO e le precipitazioni nel Sahel. Ci sono correlazioni tra AMO ed estensione dei ghiacci, variabilità degli uragani, precipitazioni negli USA (correlate con la PDO), temperature europee, in sostanza l’influenza dell’Oscillazione Atlantica sul clima va assolutamente presa in considerazione.

                          Ps: A settembre l'AMO ha registrato un'anomalia positiva di 0.253,mentre in estate ha viaggiato su questi valori 0.312 0.262 0.226. Non capisco cosa voglia dire Grosso con la frase: "Vorrei però far notare come alla fine dell'estate le acque oceaniche fossero quasi in linea con i valori termici medi e che solo ultimamente si sono registrati picchi positivi di +2.4°C. Allora mi chiedo ancora una volta: ma è nato prima l'uovo o la gallina?"
                          Neo

                          Nel mondo esistono 10 tipi di persone: quelli che conoscono i numeri binari e quelli che non li conoscono....

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                          • #14
                            Re: In Italia piove meno che in passato..

                            Diciamo che l'AMO, nei suoi effetti sul clima, non ha una corrispondenza univoca e diretta con certe configurazioni: va presa più come una "media", per cui con AMO+ avremo un'Europa più calda e con AMO- un'Europa più fredda, mediamente, ma da sola non basta certo a determinare le configurazioni.
                            Per altro, in un periodo mediamente caldo e di AMO+ come gli anni '40, si sono avute tante estati caldissime (spesso dimenticate) quanti inverni freddissimi (spesso ricordati) in una "estremizzazione" davvero anomala per l'Europa (se vi paiono forti gli scambi meridiani degli ultimi anni).
                            Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame - odio lo scirocco - gelo fan club.

                            Io che ho provato il clima mediterraneo dico: che noia!

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                            • #15
                              Re: In Italia piove meno che in passato..

                              anch'io penso che bisogna tener conto dell'AMO, e ne tengo conto...
                              ma a volte mi assale il dubbio... è talmente poco tempo che studiamo queste relazioni... ci sono indubbie correlazioni, ma queste non servono se non hanno anche una freccia, una direzione...
                              e spesso due fattori si influenzano a vicenda...
                              insomma non è che stiamo sbagliando tutto?

                              mmazza come scotta il sole oggi

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                              Sto operando...
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