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[MODELLI] Estate 2020

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  • Indubbiamente comincia ad essere una situazione intrigante, in questo inizio estate non sembra esserci spazio per situazioni di stallo o di lunga persistenza, sia in un senso che nell'altro... se da un lato mi verrebbe da dire: "bene così", dall'altro lato si fa fatica ad organizzare gite fuori porta, specie in montagna... c'è rischio di temporali praticamente ogni giorno, non riesco ad individuare, nei prossimi 5-6 giorni, uno in cui non si rischi di prendere acqua...

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    • Originariamente inviato da Astico Visualizza il messaggio
      Indubbiamente comincia ad essere una situazione intrigante, in questo inizio estate non sembra esserci spazio per situazioni di stallo o di lunga persistenza, sia in un senso che nell'altro... se da un lato mi verrebbe da dire: "bene così", dall'altro lato si fa fatica ad organizzare gite fuori porta, specie in montagna... c'è rischio di temporali praticamente ogni giorno, non riesco ad individuare, nei prossimi 5-6 giorni, uno in cui non si rischi di prendere acqua...
      Proprio così! La tua è una riflessione corretta.

      Il mio suggerimento è quello di pianificare le escursioni prevalentemente al mattino, cercando con il primo pomeriggio di essere già sulla via del ritorno.

      Chiaramente facendo riferimento ai giorni in cui l'instabilità prevista è di matrice termoconvettiva diurna.

      In montagna è tuttavia abbastanza normale non disporre di molti giorni totalmente stabili, salvo in presenza di strutture altopressorie costituite da valori molto elevati di geopotenziale (cosa che ad oggi non si vede nemmeno col migliore binocolo).

      Presidente di Meteo in Veneto
      Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
      Fondatore e Direttivo di AMPRO, Associazione Italiana Meteo Professionisti
      Opinionista sportivo per Tva Vicenza.
      https://m.facebook.com/MeteoinVeneto

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      • Originariamente inviato da Marco Rabito Visualizza il messaggio

        Proprio così! La tua è una riflessione corretta.

        Il mio suggerimento è quello di pianificare le escursioni prevalentemente al mattino, cercando con il primo pomeriggio di essere già sulla via del ritorno.

        Chiaramente facendo riferimento ai giorni in cui l'instabilità prevista è di matrice termoconvettiva diurna.

        In montagna è tuttavia abbastanza normale non disporre di molti giorni totalmente stabili, salvo in presenza di strutture altopressorie costituite da valori molto elevati di geopotenziale (cosa che ad oggi non si vede nemmeno col migliore binocolo).
        Proprio così Marco, concordo pienamente.
        Nella mia lunga esperienza di escursionismo in montagna ho imparato a partire molto presto (spesso anche alle 5, quando devo fare un paio d'ore di macchina), in modo da poter prendermela con calma, senza correre e con la previsione di iniziare il ritorno il prima possibile. Ciò nonostante, questa accortezza non mi ha impedito di prendere qualche bella lavata... d'altronde si sa, oltre i 2000 mt., al pomeriggio, se non becchi acqua, becchi nebbia

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        • Se parliamo di montanari, o meglio appassionati di montagna e ne conosco abbastanza (me compreso) , anche loro conoscono bene la stabilità che arriva da un tipo di alta pressione a dispetto di altra.
          Stabilità e secchezza alle varie quote con magari ur semi-desertiche... o dall'altra parte spesso nubi basse, umidità alta, visibilità scarsa quando si é in cordata, e rischi come ha scritto sopra Astico.
          Si erano abituati negli ultimi anni ad estati con giorni disponibili in calendario tantissimi, quest'anno infatti non si riesce a far uscite come si deve.
          Anche questi son segnali che si abbinano al discorso tipo di hp.


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          • Azzorre o non Azzorre sempre dì cella di Hadley si tratta. E' una questione di "lana caprina" come si suol dire.....

            Noi vecchietti avevamo i nostri termini di riferimento, ormai obsoleti e relegati alla archeometeorologia (Azzorre, Siberiana, Islandese.....etc).

            Quello che resta è la matrice delle masse d'aria prodotte, che per fortuna sono sempre quelle.

            L'alta delle Azzorre produce masse d'aria tropicali marittime, l'alta nordafricana produce masse d'aria tropicali continentali. L'alta Siberiana produce masse d'aria polari continentali.

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            • Originariamente inviato da Snoww Visualizza il messaggio
              Se parliamo di montanari, o meglio appassionati di montagna e ne conosco abbastanza (me compreso) , anche loro conoscono bene la stabilità che arriva da un tipo di alta pressione a dispetto di altra.
              Stabilità e secchezza alle varie quote con magari ur semi-desertiche... o dall'altra parte spesso nubi basse, umidità alta, visibilità scarsa quando si é in cordata, e rischi come ha scritto sopra Astico.
              Si erano abituati negli ultimi anni ad estati con giorni disponibili in calendario tantissimi, quest'anno infatti non si riesce a far uscite come si deve.
              Anche questi son segnali che si abbinano al discorso tipo di hp.

              Ti dirò che io guardo dettagliatamente le previsioni prima di partire, e se non sono quasi sicure (il quasi è riferito al discorso che faceva prima Marco, se l'instabilità è di matrice termoconvettiva diurna, è difficile prevedere un temporale, ma allora in montagna non ci andresti mai) non mi muovo. Tuttavia, negli ultimi anni, ho "spostato" le mie escursioni in autunno (ottobre, novembre, prima dell'arrivo della neve). Le giornate sono più corte, ma hai una maggiore probabilità di avere sereno tutta la giornata... scusate l'OT dei miei ultimi interventi

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              • Originariamente inviato da orione Visualizza il messaggio
                Azzorre o non Azzorre sempre dì cella di Hadley si tratta. E' una questione di "lana caprina" come si suol dire.....

                Noi vecchietti avevamo i nostri termini di riferimento, ormai obsoleti e relegati alla archeometeorologia (Azzorre, Siberiana, Islandese.....etc).

                Quello che resta è la matrice delle masse d'aria prodotte, che per fortuna sono sempre quelle.

                L'alta delle Azzorre produce masse d'aria tropicali marittime, l'alta nordafricana produce masse d'aria tropicali continentali. L'alta Siberiana produce masse d'aria polari continentali.
                Appunto Remigio, quello che è importante invece è riuscire correttamente a valutare gli effetti di queste masse d'aria , comunque classificate, sui nostri territori.
                Gino Lovisa

                ​http://www.maniagometeo.altervista.org

                Cos'è l'esperienza se non la memoria dei propri errori...?!
                La natura è un'artista e non ama ripetere se stessa.
                La curiosità è la madre della conoscenza.
                La meteo: passione, non ossessione!

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                • Originariamente inviato da Astico Visualizza il messaggio
                  Indubbiamente comincia ad essere una situazione intrigante, in questo inizio estate non sembra esserci spazio per situazioni di stallo o di lunga persistenza, sia in un senso che nell'altro... se da un lato mi verrebbe da dire: "bene così", dall'altro lato si fa fatica ad organizzare gite fuori porta, specie in montagna... c'è rischio di temporali praticamente ogni giorno, non riesco ad individuare, nei prossimi 5-6 giorni, uno in cui non si rischi di prendere acqua...
                  Avendo subito critiche tempo fa per aver richiesto al creatore (per motivi di lavoro) minimo 15 giorni di caldo secco senza alcuna pioggia, non capisco perché invece per divertirsi e fare gite in montagna sia invece consentito lamentarsi se piove ogni giorno, anzi sono stato accusato di pensare troppo ai miei interessi personali...mah!


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                  • Anche quest'anno mi sembra venga confermato il mutamento nella tipologia di peggioramenti estivi a carattere temporalesco che stiamo osservando da qualche anno. Mancano fronti temporaleschi estesi e vigorosi, mentre prevalgono dinamiche caratterizzate da celle temporalesche a scarsa mobilità legate a convergenze al suolo (ieri ad esempio i temporali più forti a cavallo tra Veneto e Friuli sono esplosi per il contatto tra il fronte in discesa dalle Alpi e il fronte di brezza ben visibile dalle immagini satellitari mentre sia ad est che ad ovest non si è avuta una vera passata frontale estesa). Anche nei prossimi tre giorni i temporali attesi si svilupperanno in un contesto di correnti in quota deboli con probabili sistemi temporaleschi legati a dinamiche di convergenza la cui localizzazione è difficile da prevedere. Non mancheranno fenomeni intensi a carattere locale, ma non credo si verificherà nessuna "squall line" incisiva in moto da ovest ad est.
                    Sono lontani i ricordi di certe vecchie sfuriate diffuse che capitavano tra fine giugno e inizio luglio nei primi anni 2000.

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                    • Originariamente inviato da Piovoso92 Visualizza il messaggio
                      Anche quest'anno mi sembra venga confermato il mutamento nella tipologia di peggioramenti estivi a carattere temporalesco che stiamo osservando da qualche anno. Mancano fronti temporaleschi estesi e vigorosi, mentre prevalgono dinamiche caratterizzate da celle temporalesche a scarsa mobilità legate a convergenze al suolo (ieri ad esempio i temporali più forti a cavallo tra Veneto e Friuli sono esplosi per il contatto tra il fronte in discesa dalle Alpi e il fronte di brezza ben visibile dalle immagini satellitari mentre sia ad est che ad ovest non si è avuta una vera passata frontale estesa). Anche nei prossimi tre giorni i temporali attesi si svilupperanno in un contesto di correnti in quota deboli con probabili sistemi temporaleschi legati a dinamiche di convergenza la cui localizzazione è difficile da prevedere. Non mancheranno fenomeni intensi a carattere locale, ma non credo si verificherà nessuna "squall line" incisiva in moto da ovest ad est.
                      Sono lontani i ricordi di certe vecchie sfuriate diffuse che capitavano tra fine giugno e inizio luglio nei primi anni 2000.
                      L'ondulazione tra giovedì sera con i primi prefrontali e il passaggio di venerdi metà giornata però Damiano rischia di essere un passaggio ben distribuito nel territorio soprattutto Veneto, con strutture anche abbastanza organizzate e diffuse, con il ramo freddo che penetra bene ad occidente in entrata ed avanzamento (lento) da o/sw verso est.
                      Interessante e non trascurabile a parer mio la curvatura per essere Luglio.


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                      • Originariamente inviato da Piovoso92 Visualizza il messaggio
                        Anche quest'anno mi sembra venga confermato il mutamento nella tipologia di peggioramenti estivi a carattere temporalesco che stiamo osservando da qualche anno. Mancano fronti temporaleschi estesi e vigorosi, mentre prevalgono dinamiche caratterizzate da celle temporalesche a scarsa mobilità legate a convergenze al suolo (ieri ad esempio i temporali più forti a cavallo tra Veneto e Friuli sono esplosi per il contatto tra il fronte in discesa dalle Alpi e il fronte di brezza ben visibile dalle immagini satellitari mentre sia ad est che ad ovest non si è avuta una vera passata frontale estesa). Anche nei prossimi tre giorni i temporali attesi si svilupperanno in un contesto di correnti in quota deboli con probabili sistemi temporaleschi legati a dinamiche di convergenza la cui localizzazione è difficile da prevedere. Non mancheranno fenomeni intensi a carattere locale, ma non credo si verificherà nessuna "squall line" incisiva in moto da ovest ad est.
                        Sono lontani i ricordi di certe vecchie sfuriate diffuse che capitavano tra fine giugno e inizio luglio nei primi anni 2000.
                        Tu Piovoso92. stai citando, ovviamene dal tuo punto di vista, quello che ho segnalato (bellamente ignorato) alcuni post fa sul NWC della mia Regione, infatti, lungi da me invocarli, mancano quei temporaloni spaccato tutto che caratterizzavano i tempi andanti . Qui in pedemontana pordenonese mancano da parecchi estati fenomeni di competenza (estiva intendo) salvo poi ritrovarsi con un temporale tardo autunnale (15 novembre) che ha scaricato una quantità elettrica da fulminare parecchie utenze domestiche ( compresa la mia meteo station )

                        Gino Lovisa

                        ​http://www.maniagometeo.altervista.org

                        Cos'è l'esperienza se non la memoria dei propri errori...?!
                        La natura è un'artista e non ama ripetere se stessa.
                        La curiosità è la madre della conoscenza.
                        La meteo: passione, non ossessione!

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                        • Originariamente inviato da handel Visualizza il messaggio

                          Tu Piovoso92. stai citando, ovviamene dal tuo punto di vista, quello che ho segnalato (bellamente ignorato) alcuni post fa sul NWC della mia Regione, infatti, lungi da me invocarli, mancano quei temporaloni spaccato tutto che caratterizzavano i tempi andanti . Qui in pedemontana pordenonese mancano da parecchi estati fenomeni di competenza (estiva intendo) salvo poi ritrovarsi con un temporale tardo autunnale (15 novembre) che ha scaricato una quantità elettrica da fulminare parecchie utenze domestiche ( compresa la mia meteo station )
                          A volte mi domando se quello che abbiamo vissuto tra il 2004 e il 2009 in termini di temporali estivi rappresentasse una parentesi anomala o l'ultima manifestazione di un certo tipo di dinamiche estive che in passato erano la norma. Purtroppo non esistono statistiche in grado di descrivere tale cambiamento in quanto a calare non è il numero di temporali o la piovosità estiva, bensì la tipologia dominante dei temporali. Solo la memoria delle osservazioni lo rende evidente, ma purtroppo questa è in parte soggettiva.

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                          • Originariamente inviato da Piovoso92 Visualizza il messaggio

                            A volte mi domando se quello che abbiamo vissuto tra il 2004 e il 2009 in termini di temporali estivi rappresentasse una parentesi anomala o l'ultima manifestazione di un certo tipo di dinamiche estive che in passato erano la norma. Purtroppo non esistono statistiche in grado di descrivere tale cambiamento in quanto a calare non è il numero di temporali o la piovosità estiva, bensì la tipologia dominante dei temporali. Solo la memoria delle osservazioni lo rende evidente, ma purtroppo questa è in parte soggettiva.
                            OK ! sono daccordo

                            Gino Lovisa

                            ​http://www.maniagometeo.altervista.org

                            Cos'è l'esperienza se non la memoria dei propri errori...?!
                            La natura è un'artista e non ama ripetere se stessa.
                            La curiosità è la madre della conoscenza.
                            La meteo: passione, non ossessione!

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                            • entrate in argomenti molto "particolari" dove anche un anno può fare la differenza.
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                              Gli anni passano, ma le condizioni replicano, vedendo come si sta mettendo la proiezione dei GM dovremmo trovarci a "lottare" con temporali, aria fresca nel week end e forse una nuova sfuriata il 7/9 luglio, tuttavia ie isoterme potrebbero calare ben sotot i 10° sulle zone del Nord Est con punte anche sui +4° in alcune vallate nord dolomitiche...
                              Il post sembra relegato con temperature quasi in media o leggermente sotto, ed a metà mese potrebbe partre una nuova ondulazione.
                              Diciamo che non mi dispiacerebbe affatto fosse così...

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                              • Scusa Flavio, concordo sulla linea generale (temporali venerdì, forse nuova passata il 7/8), ma dove le vedi isoterme ben sotto i 10°
                                Per Reading sarà dura scendere sotto la +12° in pianura (sabato), poi di nuovo sù, poi il 7/8 una +13°
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                                http://www.meteoaltavillavicentina.altervista.org/tabella.php

                                Stazione Davis VP2 wireless con kit di ventilazione diurna

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