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Analisi delle strutture temporalesche organizzate, semestre caldo 2020

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  • Analisi delle strutture temporalesche organizzate, semestre caldo 2020

    Buongiorno a tutti,

    ringraziando gli amministratori di Meteotriveneto apro questa discussione che si propone di raccogliere osservazioni ed analisi della fenomenologia convettiva organizzata del semestre caldo 2020 (indicativamente da metà aprile a metà ottobre).

    Per organizzata intendiamo:

    Squall line (linea di groppo)
    Bow Echo (eco ad arco)
    Supercella (sistemi convettivi mesociclonici)
    QLCS (sistemi convettivi quasi lineari)
    MCS (sistemi convettivi a mesoscala)
    MCV (Mesoscale Convective Vortex)
    V-SHAPED STORM (Temporali autorigeneranti a V)

    e fenomeni accessori ad essi collegati:
    TORNADO
    LANSDPOUT E WATERSPOUT
    DOWBURST
    GRANDINATE DI MEDIO E GROSSO CALIBRO
    INTENSE RAFFICHE DI VENTO LINEARI
    INTENSE PRECIPITAZIONI LOCALIZZATE (ED EVENTUALI FLASH FLOOD)

    Inizio ad integrare questa discussione con un fenomeno molto marginale (come dice la definizione stessa che espongo di seguito)

    Stiamo analizzando i frames radar in quanto probabilmente, nel corso della giornata di ieri, abbiamo sfornato la prima cella con rotazione della stagione.

    La zona è quella di Conselve, nel padovano.

    Probabilmente trattasi di Marginal Supercell (da letteratura).

    Per supercella marginale si intende un sistema convettivo complesso che permette di reperire alcune caratteristiche peculiari dei sistemi temporaleschi di tipo mesociclonico, partendo dalla rotazione stessa dell'updraft, v-notch, RFD, DRC, pseudo FF e pseudo FC.

    La definizione Marginal deriva dal fatto che tale sistema convettivo non ha mantenuto le caratteristiche da letteratura per il tempo sufficiente ad essere classificato come supercella o per l'estensione della rotazione per una sufficiente porzione di updraft per il tempo indicato dai papers.

    Data, ora e località:

    28 aprile 2020 ore 18.00 UTC (20.00 locali), Conselve (PD)

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    Ben si può osservare, in questo frame, come sia attiva una linea di rovesci che si è sviluppata lungo la linea di convergenza che tagliava il territorio Veneto in senso diagonale.
    Poco a sud, nella zona di Conselve, probabilmente innescata da un boundary al suolo indotto proprio dalla linea convettiva che ho menzionato, si genera un updraft isolato.

    Tale condizione localizzazione geografica permette a questa struttura di intercettare in modo esclusivo il richiamo mite ed umido al suolo, che vedremo nelle immagini che seguono.
    Updraft che, grazie a queste favorevoli condizioni energetiche e di shear del vento, cresce rapidamente denotando anche una temporanea rotazione.

    Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

Nome:   IMG-20200429-WA0015.jpg 
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Nome:   IMG-20200428-WA0221.jpg 
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    Si ringraziano Alberto Gobbi e Federico Pavan per il supporto a questa analisi preliminare.

    La foto che segue l'ho aggiunta ma rappresenta l'evoluzione successiva a questi scatti radar. L'autore conferma di averla scattata alle 20.25, orario locale in cui il sistema convettivo si era già evoluto in mesolinea.
    File allegati
    Presidente di Meteo in Veneto
    Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
    Fondatore e Direttivo di AMPRO, Associazione Italiana Meteo Professionisti
    Opinionista sportivo per Tva Vicenza.
    https://m.facebook.com/MeteoinVeneto

  • #2
    Eh la peppa [emoji15]... Grazie mille per l'analisi... Molto didattica

    Inviato dal mio EML-L09 utilizzando Tapatalk

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    • #3
      Complimenti per l'analisi, e aggiungo un complimenti per la Passione, che sottolineo resta fondamentale al di là di tutto, in alcuni del vostro gruppo é sempre presente "come fosse il primo giorno".


      Sono sicuro che le segnalazioni da qui ad agosto non mancheranno dei tanti utenti del forum, appassionati a loro volta di un certo tipo di fenomenologia che sarà presente nei prossimi 4/5 mesi nel nostro territorio.
      A tal proposito Marco aprirà un altro thread parallelo, dove tutti saranno liberi di inserire foto e segnalazioni lasciando questo più pulito, e di più facile lettura per chi vuole conoscere maggiormente i vari fenomeni e la spiegazione tecnica annessa.
      Approfitto per salutare anche Alberto, che mi fa tornar alla mente i primi anni di meteo su internet.

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      • #4
        Supercella tra vicentino, padovano e veneziano.
        2 maggio 2020, dalle ore 20.30 circa (orario locale di evoluzione in supercella)

        Disposizione del vento al suolo all'ingresso della cella, ancora non a carattere mesociclonico, sulla pianura vicentina.
        Tale struttura convettiva aveva avuto origine in Trentino.
        Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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        Propongo alcuni scatti radar e qualche foto prima dell'evoluzione:
        Scatto delle 19.50

        Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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        Scatto delle 20.00 con ingresso in pianura e rinforzo dell'attività.

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        Dal punto di vista visivo si inizia a percepire una certa organizzazione.

        Approcciando da NNW verso SSE la media pianura vicentina si segnalano le prime grandinate. Si tratta inizialmente di fenomeni locali e di breve durata. Non sono presenti lobi e il diametro massimo arriva a 1.5 o 2.0 cm.

        Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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        Questo uno scatto radar delle 20.40 locali.

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        Da questo scatto in poi la natura del temporale assume sempre più caratteristiche supercellulari.

        Già al momento di questo scatto radar si ravvisa la presenza di un mesociclone strutturato alla base dell'updraft in fase di estensione verso l'alto.

        Segue in altro messaggio.
        File allegati
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        • #5
          La presenza di grandine diventa, nel frattempo, il leit motiv di questo temporale a supercella.
          Beh le descrive il prodotto VIL del radar Arpav di Teolo.

          Scatti delle 20.20 e 20.30 locali (grandinata di piccole dimensioni a Monticello Conte Otto, mio sito di osservazione)
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          Scatto delle 20.50 locali, la grandine ha interessato la zona di Lerino di Torri di Quartesolo, segnalata in questo forum da Ghiri2019 di Meteo in Veneto.
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          Immagini della cella da Mestrino (PD), foto di Ilaria Martinoli:

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          Anche il radar emiliano ci supporta nell'identificare la struttura di tipo supercellulare. Ma sono le foto scattate lungo il percorso a non lasciare più spazio a dubbio alcuno.
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          Prosegue il percorso verso SE senza che venga in alcun modo perso vigore.
          Anzi, aumentano le fulminazioni all'interno del mesociclone, ulteriore segnale da letteratura, di aumento dell'intensita delle correnti che lo alimentano.
          In alta quota di dispone di una jet stream fino a 200 km/h alla quota isobarica di 300 hPa.
          Tale da "stirare" per svariati kilometri l'incudine (vedremo di seguito uno scatto radar significativo in tal senso) di questa supercella e favorire il suo "tiraggio" dal basso.
          Sistema di alimentazione sostenuto da un getto di basso livello LLJ da SE.

          Aumento delle fulminazioni a seguito dello sviluppo del mesociclone:
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          Scatti radar delle 21.00 e 21.10 locali, riflettività e VIL con grandinata anche su Padova città:
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          Continua
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          • #6
            Altre immagini giungono soprattutto dal padovano.
            Si sottolinea come, nonostante l'oscurità serale ormai incombente, molte persone siano riuscite a ritrarre il mesociclone grazie alla presenza di frequenti fulminazioni.

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            Sono fotografie ampiamente esplicative.

            Di seguito gli scatti riflettività e VIL delle 21.30 e 21.20 locali.
            Il meso è ben presente e produce ulteriori grandinate.
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            Gli scatti successivi mostrano, come anticipato nel messaggio precedente, la "stirata" prodotta dalla corrette a getto dell'incudine e i valori termici in alta quota raggiunti dalla sommità di questo spettacolare temporale.

            Scatto radar delle 21.40 locali, la struttura supercellulare si va indebolendo.
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            Il top dell'updraft scende fino a temperature inferiori ai -50 °C
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Nome:   IMG-20200502-WA0258.jpg 
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            Può bastare per descrivere questa meraviglia del 2 maggio 2020.
            Presidente di Meteo in Veneto
            Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
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            • #7
              Ma cos'è la foto di Ilaria Martinoli?
              Che razza di struttura ne é uscita ieri sera..... e oggi grazie ai molti appassionati guardate come si riesce a documentare tutto, robe impensabili solo 15 anni fa....

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              • #8
                Originariamente inviato da Marco Rabito Visualizza il messaggio
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                Nessuno forse ha fatto anche caso alla sottile inflow band che si vede lungo tutta la destra della foto. Potrebbe proprio corrispondere a uno dei fronti caratteristici della supercella, forse una manifestazione visibile della zona di aspirazione della stessa.
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Nome:   Tor_supercell_above.jpg 
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Nome:   Schematic-diagram-of-a-supercell-thunderstorm-showing-a-plan-view-of-left-an-idealized.png 
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ID: 1634594

                Sicuramente un dettaglio che arricchisce ancora di più questa già fantastica foto. Da quello che ho rapidamente visto, non era un setup prevedibile a priori secondo me. Le condizioni si sono rapidamente spostate da uno scenario nemmeno favorevole a uno come quello che abbiamo visto. La parte del leone l'hanno fatta il JS e il flusso da SE (alias brezza marina) nel primo km di quota.

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                • #9
                  Originariamente inviato da mr. tornado Visualizza il messaggio
                  Le condizioni si sono rapidamente spostate da uno scenario nemmeno favorevole a uno come quello che abbiamo visto. La parte del leone l'hanno fatta il JS e il flusso da SE (alias brezza marina) nel primo km di quota.
                  Mi permetto di quotare solo la parte finale del tuo intervento non perché il resto non lo condivida, ma quanto sopra riassume esattamente anche il mio pensiero.
                  È la brezza marina da SE, che molte volte riesce a mischiare le carte.
                  Per me personalmente non é affatto una novità, ne ho visti ormai veramente tanti di ts estivi orografici e magari locali, nati grazie al SE (brezza di mare), penso per esempio a quelli che una volta nel gergo contadino venivano chiamati temporali di calore, come nascevano, morivano, ma la miccia per farli partire era spesso la brezza di mare sul calar del sole estivo.
                  Ieri sera chiaramente poi c'era pure dell'altro, ma resto dell'idea che la stessa struttura, si fosse affacciata alla pianura in discesa dalle Prealpi alle 23 di sera (quindi al contrario con brezza di monte già attiva), non avrebbe portato a tale struttura, ci sarebbe stata molta striatura certo data dalle correnti in alta quota, ma il meso non credo si sarebbe visto, idea personale.
                  Com'è stato detto, é una vita difficile.

                  Ciao.

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                  • #10
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ID: 1634601 foto da zenastormchaser zona fanzolo-altivole
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ID: 1634602 foto di simone mattiello, pedemontana trevigiana.
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ID: 1634604 foto che ho scattato poco prima delle 20
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ID: 1634607 radar tra le 19:50 e le 20:10
                    Anche la cella trevigiana probabilmente ha assunto una natura supercellare attorno alle 19:40/50, per poche decine di minuti.
                    Quando la cella giunge in pianura (19:30 circa), sulla pedemontana trevigiana convergenza tra libeccio a ovest (con presenza di aria calda e secca al suolo) e scirocco a est con tendenza a ruotare da nordest (aria al suolo più fredda e più umida)
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ID: 1634609ventilazione alle 19 e alle 20 locali: lo spostamento della convergenza tra libeccio e scirocco dal trevigiano al vicentino determina l'indebolimento della (super)cella trevigiana in favore della vicentina
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ID: 1634611 temperatura e umidità alle 20
                    Domanda: è un caso che i fenomeni temporaleschi più violenti si siano sviluppati allo sbocco delle valli prealpine (valdastico, val del piave e fadalto)?
                    Neve inverno 2018/2019: 1,5 cm 23-01
                    Neve inverno 2017/2018: 5 cm 10-12, 1 cm 16-12, tracce 25-02 e 28-02, 3 cm 01-03. Totale 9 cm
                    Neve inverno 2016/2017: 2 cm 12-01
                    2013-2016: nessun accumulo (tracce-0,5 cm 30-01-2015)

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                    • #11
                      Ciao e grazie per il contributo a questa discussione!
                      Per quanto ho potuto osservare in merito alla cella trevigiana, ci sarà da approfondire di quale tipologia specifica di supercella si può parlare.
                      Potrebbe trattarsi di una marginale (facendo riferimento alla durata della rotazione dell'updraft o all'estensione verticale della rotazione stessa).

                      Cercherò di raccogliere altre informazioni che possano rispondere in modo esaustivo.

                      La convezione di ieri tardo pomeriggio/sera si è innescata proprio sui rilievi, probabilmente per dinamiche orografiche.
                      In pianura mancava proprio questo fattore. Pur disponendo di indici favorevoli all rinforzo e al sostentamento di sistemi temporaleschi organizzati o complessi, mancava quella forzante capace di far partire la convezione.
                      Forzante che invece era presente sui rilievi con l'orografia e le convergenze allo sbocco delle valli a favorire il sollevamento.

                      Una volta in pianura il gioco era fatto, hanno trovato tutte le caratteristiche cinematiche ed energetiche favorevoli ad una organizzazione più complessa.
                      Presidente di Meteo in Veneto
                      Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
                      Fondatore e Direttivo di AMPRO, Associazione Italiana Meteo Professionisti
                      Opinionista sportivo per Tva Vicenza.
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                      • #12
                        Che spettacolo
                        Ancora una volta (non che qualcuno ne dubitasse) il mare con la sua riserva di calore e umidità si dimostra elemento FONDAMENTALE per generare strutture tanto belle quanto potenti.
                        E ancora una volta mi piange il cuore nel trovarmi dalla parte sbagliata rispetto alle Prealpi.
                        Vorrei vivere un'eterna primavera
                        https://www.marcobonatti.it
                        https://nefologicando.wordpress.com/category/nuvole/

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                        • #13
                          TORNADO a Villorba (TV), 11 maggio 2020 ore 20.05 circa locali.
                          Intensità: sopralluoghi in corso

                          Materiale utile:
                          Originariamente inviato da Marco Rabito Visualizza il messaggio
                          Emerge l'ipotesi di una circolazione al suolo nei pressi di Villorba (TV)

                          Le zone più interessate sono, dalle prime informazioni, Castrette (con una ventina di alberi abbattuti) e via Morganella, a Villorba, dove un'abitazione ha subito un danno alla copertura. I vigili del fuoco e la Protezione Civile sono subito intervenuti.
                          Si segnalano in zona altre coperture leggere sollevate e danni minori.

                          Ho provato a ricostruire l'evoluzione dai frames radar e grazie a un video da cui ho estratto alcuni fermo immagine, che vi propongo:

                          [ATTACH=CONFIG]100168[/ATTACH] [ATTACH=CONFIG]100169[/ATTACH]

                          I fermo immagine che vi propongo non permettono di distinguere la debris cloud (polvere soprattutto) come si distingue invece abbastanza bene nel video.
                          È possibile notare invece un lungo telo scuro che, per più di un minuto, volteggia alla base del cumulonimbus.

                          Questo particolare ci comunica, assieme all'assenza di precipitazioni sotto la base, che le immagini ritraggono la zona di inflow (caratterizzata quindi da aspirazione e moto verticali).

                          In quei minuti, poco dopo le 20.00 locali, il radar mostrava proprio un'area di updraft in quel punto specifico del territorio.

                          [ATTACH=CONFIG]100170[/ATTACH] [ATTACH=CONFIG]100171[/ATTACH] [ATTACH=CONFIG]100172[/ATTACH]

                          Il sistema temporalesco ha probabilmente denotato temporaneamente della rotazione sulla porzione più bassa dell'updraft andando a generare un mesovortice.

                          Si tratta dell'ipotesi che sta in piedi più di tutte, dopo aver ritenuto meno probabile quella del tornado e da scartare quella del downburst (ci troviamo in area di inflow-updraft e non in settore di downdraft-outflow).

                          Da scartare anche lipotesi gustnado poiché ci troviamo in area posteriore allo storm motion e quindi non distanti al senso di avanzamento del sistema.

                          Domani vedremo di capire qualcosa di più.

                          Ringrazio per il supporto nelle indagini preliminari Alberto Gobbi e Federico Pavan e l'intero staff operativo di Meteo in Veneto.


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                          Per le foto si ringrazia Pierluigi Masetto, Meteo in Veneto.

                          Seguono altri modesti danni alla vegetazione, foto di Paolo Favaro:

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                          Presidente di Meteo in Veneto
                          Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
                          Fondatore e Direttivo di AMPRO, Associazione Italiana Meteo Professionisti
                          Opinionista sportivo per Tva Vicenza.
                          https://m.facebook.com/MeteoinVeneto

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                          • #14
                            Ad ulteriore compendio di queste valutazioni preliminari aggiungo lo sviluppo del path, grazie al lavoro di sopralluogo di Pierluigi Masetto e al contributo di alcune persone che vivono nella zona e hanno scelto di contribuire a raccogliere immagini e informazioni a scopo di approfondimento scientifico.

                            Al momento i DI's (Damage Indicators) sono pochi ma ben distribuiti su un percorso chiaro e definito.

                            Quella del vortice non è quindi solo un'ipotesi ma praticamente una certezza.

                            Per quanto riguarda l'intensità, gran parte dei danni appare di gravità molto lieve e quindi identificativi di un grado EF0.

                            Il danno sulla copertura dell'abitazione che si può osservare nel video identifica invece un DoD (Degree of Damage) da EF1.

                            Stiamo cercando eventuali evidenze del medesimo grado 1 anche nelle immediate vicinanze al fine di poter considerare tale grado, come prescritto dal documento di guida alla classificazione "A recommandation for an Ehnanced Fujita Scale".

                            Vi aggiorno.
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                            • #15
                              Ultimo aggiornamento sul path, grazie a Federico Pavan, Alberto Gobbi e ai sopralluoghi sul posto a Pierluigi Masetto, staff operativo Meteo in Veneto

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