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I trasporti di polveri terrigene e aerosol sahariano

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  • #16
    Originariamente inviato da Marco Rabito Visualizza il messaggio
    Alcuni ricercatori del CNR hanno pubblicato ieri sulla rivista ATMOSPHERE un documento sul rapporto air pollution/aerosol/inquinamento atmosferico e trasmissione e mortalità provocata dal virus.

    https://www.cnr.it/it/comunicato-sta...a-del-covid-19
    Grazie, molto interessante, anche se mi pare che ci sia ancora molta incertezza (dal punto di vista scientifico) per il gran numero di variabili non del tutto controllabili o vetificabili (almeno per ora). Ma essendoci già vari studi di diversi gruppi di ricerca internazionali che puntano in questa direzione, appare perlomeno plausibile che ci sia una correlazione.
    Chissà che non sia la volta buona in cui capiamo (come umanità intendo) che non possiamo continuare a maltrattare a piacere il pianeta e che l'attenzione all'ambiente non è solo una questione da anime belle ma una questione di sopravvivenza ...
    --
    Paolo
    Still foolish, still hungry :-)

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    • #17
      Nel frattempo é uscito un ulteriore studio da parte della società italiana di medicina ambientale (Sima) in collaborazione con l’Università di Trieste e con i laboratori dell’azienda ospedaliera Giuliano Isontina, il Coronavirus è presente sul particolato atmosferico.
      Verranno fatte ulteriori prove e analisi sicuramente visto l'importanza e l'impatto della cosa, ma pensate anche solo sapere con certezza che il covid-19 é molto più invasivo in determinate zone per colpa del particolato, cosa possa voler dire come notizia anche in ambito sociale.

      Probabilmente per te Paolo tutto questo non sarà una sorpresa...

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      • #18
        Pensa che il primo articolo di Paolo Frontero in merito alla correlazione tra particolato e Coronavirus in atmosfera ridotta o indoor porta la data del 13 marzo.

        Quando lo abbiamo pubblicato sulla pagina di Meteo in Veneto, di quei tempi si escludeva totalmente sia la trasmissione a distanze di oltre un metro e la correlazione con aerosol e particolato.

        Se ricordi, all'epoca era uscito un paper cinese in merito alla trasmissione in atmosfera indoor (autobus) fino ad oltre 4 metri di distanza.
        Paper che fu ritirato in fretta e furia, senza che sia spiegato il perché...

        Ecco qui di seguito le riflessioni di Paolo Frontero pubblicate il 13 marzo da Meteo in Veneto:

        COVID19 E TRASMISSIONE IN ATMOSFERA RIDOTTA O INDOOR

        INTRODUZIONE

        Si trasmette questo focus sulle modalitá e caratteristiche di diffusione, dimensioni e aspetto fisico-meccanico degli aerosol in atmosfera ed in ambienti confinati indoor.

        Poichè il Covid19 hauna dimensione di circa 0.12 micron esso è di un ordine di grandezza più piccolo dei PM1, PM2.5,PM10, e puó essere catturato da questi restando in aria per diverso tempo. Il mio è un intento conoscitivo solo su questi aspetti di fisica dell'aerosol e non certo una valutazione di tipo virologica che lascio agli esperti di questo settore.

        DAL PUNTO DI VISTA DELLA FISICA DEGLI AEROSOL UNA BUONA PARTE DELLE DROPLETS EMESSE DA COLPI DI TOSSE E STARNUTI AGGREGANDOSI AL PARTICOLATO PM1, PM2.5, PM10 CHE HA DIMENSIONI ANALOGHE, PUÒ RIMANERE SOSPESA IN ARIA IN AMBIENTI INDOOR E OUTDOOR E SPOSTARSI ANCHE PER PIÙ DI UN METRO.

        POTREBBE QUINDI IN PARTE GIUSTIFICARSI L’ABNORME FOCOLAIO LOMBARDO COME MAGGIOR DISTANZA DIFFUSIVA DEL COVID19 A SEGUITO DI LIVELLI ELEVATI DI PM2.5 DI GENNAIO E FEBBRAIO CHE HANNO VEICOLATO MAGGIORMENTE IL VIRUS SPECIE IN AMBIENTI INDOOR?

        HA QUINDI UN FONDAMENTO LA MASSICCIA DISINFESTAZIONE DI STRADE E INTERNI EFFETTUATI IN CINA VISTO CHE RECENTI STUDI AFFERMANO UNA DURATA DEL VIRUS FUORI DAL CORPO UMANO CHE VA DA POCHE ORE A GIORNI?

        Sentendo alcune considerazioni e domande fatte a virologi sul fatto del metro o metro e mezzo di distanza come misura di sicurezza, questi hanno risposto che dopo questa distanza le goccioline emesse da starnuti o colpi di tosse si depositano per gravitá e quindi dovremmo essere in maggior sicurezza di contagio.
        Sono rimasto perplesso perché come fisico dell’atmosfera e avendo lavorato in ARPAV per lungo tempo su qualità dell’aria mi sembra che le cose dal punto di vista fisico non siano cosí. Senz’altro le goccioline o droplets più grandi ( poche) possono subire questo tipo di deposizione, però non sapendo esattamente la “granulometria” di goccioline emesse nei colpi di tosse o starnuti mi son documentato.
        E’ stato fatto uno studio analizzando con luce laser sulla distribuzione dimensionale delle particelle emesse ( fig.1).

        Si é visto che le dimensioni sono minori di 1 µm, cioé un millesimo di millimetro di diametro ( fig.2).

        Le conclusioni (applicato al meccanismo di trasmissione influenzale): goccioline di piccole dimensioni (<1 μm) hanno predominato il numero totale di goccioline espulse durante la tosse. L'aerosol per la tosse è l'unica fonte di trasmissione diretta, indiretta e / o aerea di infezioni respiratorie come il virus dell'influenza A H1N1. Studio a banco aperto, osservazionale, tosse, aerosol

        Bibliografia:
        Cough aerosol in healthy participants: Fundamental knowledge to optimize droplet-spread infectious respiratory disease management
        https://bmcpulmmed.biomedcentral.com...471-2466-12-11

        MECCANISMO DI CRESCITA AGGREGAZIONE DELLE PARTICELLE
        Il meccanismo di crescita e aggregazione delle particelle in atmosfera (p.e. dalla fase condensata del vapore alla gocciolina di pioggia) avviene attraverso diversi stadi che la formazione e l'evoluzione nel tempo degli aerosol naturali e antropogenici sono influenzate dalle transizioni di fase da gas a liquido. Il processo di formazione di una fase liquida dal vapore può di solito essere suddiviso in tre fasi. Innanzitutto, una piccola quantità della nuova fase si forma spontaneamente (nucleazione).
        In secondo luogo, una quantità crescente della nuova fase si accumula attorno ai nuclei inizialmente formati (crescita per condensazione). L'ulteriore crescita delle particelle è infine causata dalla collisione e dalla coalescenza delle goccioline (coagulazione). A seconda della situazione fisica effettiva, possono verificarsi contemporaneamente due o anche tutti e tre questi processi ( fig.3).

        ANALOGIA DIMENSIONALE
        L’ordine di grandezza del particolato atmosferico che condiziona maggiormente l’inquinamento sia all’esterno che all’interno delle abitazioni é lo stesso delle droplets emesse dai colpi di tosse o starnuti virali, pertanto a seguito dei processi di aggregazione, visti sopra, le polveri fini potrebbero veicolare le cariche virali e trasportarle anche ad una certa distanza poichè la forza di gravitá, vista la dimensione ed il galleggiamento delle droplets, ha una marginale influenza ( fig. 4).
        Pertanto questo potrebbe giustificare le continue drastiche operazioni di sanificazione esterna ed interna agli edifici operata in Cina, essendoci ancora molti dubbi sulla durata del virus fuori dal corpo. In uno studio ancora da pubblicare, infatti, viene affermato dal National Institutes of Health, Princeton University, the University of California and the CDC, che sulle superfici può durare fino a 9 giorni a seconda della natura della superficie stessa.

        INQUINAMENTO E MAGGIOR DIFFUSIONE DEL VIRUS IN LOMBARDIA
        Una ipotesi del maggior contagio in Lombardia potrebbe in parte spiegarsi dalla maggior presenza di particolato fine indoor ( che se non si arieggiano i locali con il miglioramento dell’aria esterna rimane confinato) e outdoor che ha veicolato più facilmente il covid19, ricordiamo infatti che il periodo di gennaio e parte di febbraio ha avuto elevati tassi di inquinamento in Lombardia un esempio in fig. 5, mappa di PM10 31 gennaio 2020- ARPA Lombardia.
        2) Bibliografia
        1) https://thehill.com/policy/healthcar...08.GRANDCHAL14)

        vedi info da slide allegata

        A cura di Paolo Frontero - Fisico Meteorologo

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        Presidente di Meteo in Veneto
        Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
        Fondatore e Direttivo di AMPRO, Associazione Italiana Meteo Professionisti
        Opinionista sportivo per Tva Vicenza.
        https://m.facebook.com/MeteoinVeneto

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