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Eventi atmosferici estremi del passato

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  • Eventi atmosferici estremi del passato

    Oggi ho recuperato, grazie ai miei studenti, questo articolo di 70 anni fa...

    Se qualcuno vuole aggiungere a questa discussione altri cimeli storici riguardanti la Meteorologia del nostro territorio contribuirà ad una raccolta che sta facendo Associazione Serenissima Meteo

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    Presidente di Meteo in Veneto
    Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
    Fondatore e Direttivo di AMPRO, Associazione Italiana Meteo Professionisti
    Opinionista sportivo per Tva Vicenza.
    https://m.facebook.com/MeteoinVeneto

  • #2
    eventi_estremi_venezia_1400.txt

    Fonte: boh, trovato su internet anni e anni fa
    Vorrei vivere un'eterna primavera
    https://www.marcobonatti.it
    https://nefologicando.wordpress.com/category/nuvole/

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    • #3
      https://youtu.be/n63DOGJg40I
      Esondazione del Giaron a mussolente l'11 luglio 1992.
      Vedrò se riesco a trovare qualcos'altro nelle cronache passate della mia zona.
      Neve inverno 2018/2019: 1,5 cm 23-01
      Neve inverno 2017/2018: 5 cm 10-12, 1 cm 16-12, tracce 25-02 e 28-02, 3 cm 01-03. Totale 9 cm
      Neve inverno 2016/2017: 2 cm 12-01
      2013-2016: nessun accumulo (tracce-0,5 cm 30-01-2015)

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      • #4
        Nel libro "I Rech di Seren" di Pietro Melchiori ho trovato questa testimonianza dei Notai Antonio Cristoforo Dal Corno e GioBatta Mezzanotte di Feltre, riguardo un violento temporale abbattutosi nel Feltrino la notte del 27 giugno 1564.
        "Lacrimosa memoria del miserabil caso occorso alla città di Feltre et a parte del suo distretto alli XXVII di giugno l'anno MDLXIIII.
        Nella precedente notte intorno alle quattro ore, si mosse il tempo con paventoso rimbombo nell'aria oscurita, et rivolgimento di nebbia, con gagliardi venti, lampi, fulmini, tempesta, et una grossa et impetuosa pioggia che duro (sic) sino alle due hore del giorno per la qual non pur i torrenti e i fiumi, ma i piccioli ruscielli anchora talmente crebbero, et gonfiarono, allargandosi per le campagne, e praterie, che la povera città (sic) parea esser postà nel mezzo d'uno potente, e spacioso Laco- Questa crudele et funesta (SIC) innondatione, parea esser anzi postà diluvio, nel mezzo ha causato d'uno un poteutv,danno quasi inestimabile, perché oltra le possesioni e terre coltivate, che hora sono infrutuose, et inutili, essendo parte coperte da molta giarra, et grosse pietre con la total perdita delle biade, e seminati, et il romper delle strate publiche et private facendole del tutto inaccesibili, sono anco sta conquasate, inondate, et in parte smantellate, et guaste. Ma in assai maggior numero dale fondamenta et sue radici levate, et asportate le fila di case, molini, et di ogni sorte Edeficij con le robbe insieme, et ogni sostanza de' quei meschinj, et con la morte di XXIX tra Huomini, et donne di ogni eta (sic) miserabilmente sommersi, et affocati, Saria quanto alla citta (sic) successo anchor maggior fracasso se il ponte della Cormeta un pocho piu (sic) vi tardava a dar loco al soverchio impeto delle acque, perché non essendo bastevoli i suoi tre archi a comporle, sboccarono di sopra dal ponte facendo un gramuramo (?) per quella parte di borgo, che è tra detto ponte et la porta Imperiale con evidente pericolo della total rovina di quelle case havendone gia (sic) fatto assai buon saggio da l'una, et l'altra banda. Rovino (sic) anchora oltre ogni credenza il bello, et antico ponte della chiusa di S.to Vittore anchorchè fose così ben fondalo, et con quel arco di tanta altezza. Era un oscuro, et horrendo spettacolo da movere a pieta (sic) o Falari o Nerone, et ogni humano, et indurato core veder quei poveri afflitti attorniati, e cinti da le rapaci onde, odir gridi, e Iachrimose voci de Donne, de fanciulli, e ti Bambini chieder aiuto indarno. Veder girsene a seconda in gran squarzi de parieti, et coperti delle rovinate case. I bottami, sentamenti, et altri vasi delle canipe, e magazzeni, le seppelletili, e scritture, le merci, et altre cose mobili in gran parte transportate assieme con delli miseri Cadaveri sino ne l'intime parti del Triviggiano. Ma fu ben poca cosa degna di maraviglia, et di stupore, che le Mura del Monasterio di S.ta Maria delli Angeli posto sopra el borgo de S.to Spirito, come che fussero da tre Canti impetuosamente battagliate, si man tenero salde et immobili senza esserle mosse per una minima pietra. Il che non si può giudicare esser proceduto da altro, che da special dono, et a gratia di Dio per difesa, et conservatione di quel Santo Chiostro, et di quelle Devote et Venerande Monache. Si può anchora tenere per miracolosa opera di Dio, che essendo tra gli altri del tutto rovinato, et sradicato el molino, et stanze di un Pietro di Lucca da Pedavena, et egli sommerso con la moglie, et due sue figliuole da marito, et rapita dale onde un' altra sua figliuola pargionetta, et trasportata per ispacio assaj piu (sic) di mezzo miglio, fù la innocente fanciulla da vicini che la cercavano ritrovata dietro a certo scoglio mezza sepolta nella sabbia, che sene stava con le mani aggionte e la faccia diritta al cielo, et di quel logho tratta viva sana, e salva talmente, che fu in tempo ad accompagnare alla sepoltura, come è il costume di questa patria, i corpi de quelli suoi infelici patre, matre, et sorelle: preghiamo adonque con la debita humiltà Iddio nostro Signore, che per sua misericordia infinita si degni preservarci nell'avvenire da cosi strani et inopinati accidenti. Oltre la citta (sic), queste et altre ville patirono estremamente, chi da roine, et inondationi, et chi da crudel tempesta: cioè, Lamon, Zorzoi, Auni, Salzen, Serno (Sereno), Caupo, Pedavena, Fistisai, Norcino, Carpene, Murle, Credenza, Laltin, Lamme, Pren, Vignuio, Lasen, Arson, Vellaj, Busche, Ponte, Pezzo et Carto. El nostro Clarissimo Rettore il Signor Ottaviano Valiero al publico bene Vigilantissimo, et come padre amorevole compatendo nell'aio (?) al pari di qualsivoglia suo suddito con ogni celerità possibile volse, e per se stesso, et per mezzo di persone publiche mandate a predetti luoghi minutamente vedere, et certificarsi del tu tto, et ne diese subito aviso con sue lettere al Serenissimo Dominio con raccomandarli caldamente i meschini a gratie, e diligentia nel far ad un tempo indriciar ponti de legnami, racconciar i dirupi delle vie Maestre, e mercantili, et far molte altre provigioni secondo linstanza del presente bisogno. Scemate poi le aque, sono scoperte nelle giare del predetto torrente della Cormetta tra le rovine, oltra alcuni rotami, queste cose antique, cioè uno cannone da acquedotto di piombo di peso di libre cento e trenta nel fondo di una gran cava fatta da queste aque, presso il già detto monastero, et certo muro con una fenestra cancellata di ferro. Di sotto poi dal luogho del ponte due pietre lavorate, la maggior assai grande di marmo bianco nel cui piano appare esservi stato un Epitaffio, ma non vi sono rimaste intiere sentenze alquante poche lettere nel fine, de quali non si può comprendere la sostanza, per esser le precedenti del tutto consumate dal continuo corso de l'aqua per longo tempo: l'altra poi minore che tra el roso ha scolpito queste lettere, che facilmente si leggono in tal forma:IMP CAES.
        c. MESSIO
        QUINTO TRAZ
        IANO DECIO
        PIO FOELIC.
        PONTIFIC- MAX. TRIB. POT. 111 cos-ll P.P. PRO COS. AUC}.
        ORDO FELTRH
        Alli 13 Di Luglio fu ritrovata pocho piu al basso nell'aqua predetta della Cormetla un' altra pietra grande di marmo biancho con questo seguente Epitaffio quod incipit L Oclatio:
        L OCLATIO LE MEN. TERTIO PATRI
        ET L. OCLATIO L.F. MEN. FLORENTINO
        FRATRI MIL. CHOR. PRI. PR DEFUNCTO
        ANNO XXIII L OCLATIUS L.F. MEN. ROCIANUS VIR PR. 1. D ADL V.F.
        Alli 16 del istesso mese di luglio fu parimenti ritrovato di sotto dalla chiusa nei campi di trentino pilastro con questo Epitaffio scolpito in una delle sue faciate:
        PUBLICIAE
        IEAE MATRI
        SANCTISSIMI
        ETPUBLICIAE PRIMULAE sore PIENTISSIMAE
        SECUNDINUS.
        Et seben la memoria di questo così noto e segnalato Naufragio sara sic facilmente perpetuata nelle bocche, et nell'orecchue de' posteri, ho voluto non dimeno rappresentarlo in questo breve compendio, et scrittura di mia propria mano."
        Neve inverno 2018/2019: 1,5 cm 23-01
        Neve inverno 2017/2018: 5 cm 10-12, 1 cm 16-12, tracce 25-02 e 28-02, 3 cm 01-03. Totale 9 cm
        Neve inverno 2016/2017: 2 cm 12-01
        2013-2016: nessun accumulo (tracce-0,5 cm 30-01-2015)

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        • #5
          Altra testimonianza del 1695, anno del terremoto di Santa Costanza.
          Del 1695 si ricorda « che fu un anno molto stravagante poiché alli 20 genaro si udivano tuoni grandissimi e saette et poi il 25 febraro fü un terremoto cosi horrendo che squassò tutte le case con la caduta di molti camini et aperti muri ma per gratia del Signor Iddio cessò le rovine e sconquassi che fece invece à Lan, Comiran, Segosin tutta Valdobbiadene et Asolano et attri lochi del Trivisano che per il spasimo per tal horrendo terremoto per mesi dormirono in campagna nelle brande; à Feltre però non fu resentito alcun danno et ciò s' ha attribuito alla protetione delli nostri Santo Vettore e Corona al quale tempo l'università fece voto di offrire per una tanta gratia una Lampada d' Argento à detti Santi che poi fü portata processionalmente alla detta Chiesa di S. Vettore li 29 maggio dell'anno suddetto, che fü di valore di ducati 300» (Da una cronaca di un notaio anonimo dell'epoca).
          Neve inverno 2018/2019: 1,5 cm 23-01
          Neve inverno 2017/2018: 5 cm 10-12, 1 cm 16-12, tracce 25-02 e 28-02, 3 cm 01-03. Totale 9 cm
          Neve inverno 2016/2017: 2 cm 12-01
          2013-2016: nessun accumulo (tracce-0,5 cm 30-01-2015)

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          • #6
            Riassumendo da un libro sulla valcavasia redatto dalla comunità montana del grappa:
            589 d.c. rotta della cucca (in rete si trova molto)
            591 "gravissima siccità da gennaio a settembre, cui fece seguito una crudele carestia. Inoltre sul trentino calò una moltitudine di locuste, più grosse del normale, che, fatto assolutamente straordinario, si cibavano di erbe palustri, trascurando quasi completamente le messi. L'invasione si ripetè anche l'anno successivo."
            778 terremoto
            3 gennaio 1117 terremoto
            25 dicembre 1222 "in tutta questa marcha trivisana et lombardia apparvero molte comete, e furono molti terremoti, tal che in molte cittadi et castelli rovinarono molti edifici, et ammazzarono molta gente, et massime in Bressa (brescia) la quale fu quasi derelitta.
            1234 "anno di freddi incredibili e inauditi, di modo che per tutta l'italia morirono le vigne e arbori infiniti"
            1317 piena del piave e rotta a Nervesa
            1340 invasione di cavallette
            25 gennaio 1348 terremoto, il mare adriatico si ritira temporaneamente (maremoto?). Segue la peste nera.
            1511-12 terremoto
            1526-28 estate precoce, alluvione, peste
            1542 "fu notabile per una infinita moltitudine di locuste nere e grandi che volando passò per la germania e per l'Italia, le quali ad un tratto divorando tutti i frutti e tutte le erbe delle campagne questa trivigiana regione grandemente patì"
            1695 terremoto di santa costanza, alluvioni e grandinate 8 maggio e 30 giugno
            1815 frequentissime pioggie
            Dal 28 al 31 maggio 1816 "cadde una dirottissima e continuatissima pioggia, si che non serbasi memoria che sia avvenuta l'eguale; da questa ne conseguitarono inondazioni fatalissime ai seminati, perseverando anche a luglio tale calamità di pioggie"
            Neve inverno 2018/2019: 1,5 cm 23-01
            Neve inverno 2017/2018: 5 cm 10-12, 1 cm 16-12, tracce 25-02 e 28-02, 3 cm 01-03. Totale 9 cm
            Neve inverno 2016/2017: 2 cm 12-01
            2013-2016: nessun accumulo (tracce-0,5 cm 30-01-2015)

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            • #7
              Passato da un amico
              11 Febbraio 2013

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              • #8
                Grazie a tutti per i contributi e, se avete altro, ben venga!

                L'ultimo, sul tornado di Venezia, se possibile lo inserirò nel materiale divulgativo che porto giornalmente nelle mie attività e in quelle di Serenissima Meteo.

                Altri importanti articoli, relativi allo stesso vortice del 11 settembre del 1970, sono riuscito ad averli dalla signora Jolanda di via Agnesi, Porto Menai di Mira, già sfollata nel 1970 da Giare di Mira per i danni del tornado e nuovamente interessata nel 2015.

                Altra documentazione l'abbiamo recuperata a Sambruson di Dolo, presso una trattoria pizzeria che all'epoca contó dei danni.

                Con il Rapporto Scientifico sul Tornado della Riviera del Brenta del 8 luglio 2015 per la prima volta abbiamo certificato sul nostro territorio un punto esatto in cui due path tornadici si sono intersecati.
                All'altezza della SS Romea a sud di Mira.

                Qui il link al documento:

                http://documenti.serenissimameteo.it...ra_brenta.html


                Se avete altro materiale, grazie!
                Presidente di Meteo in Veneto
                Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
                Fondatore e Direttivo di AMPRO, Associazione Italiana Meteo Professionisti
                Opinionista sportivo per Tva Vicenza.
                https://m.facebook.com/MeteoinVeneto

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                • #9
                  Ciao Marco,
                  mi piacerebbe sapere se sono state fatte analisi scientifiche mirate a classificare il tornado del Montello del 1930.
                  Grazie se potrai rispondermi!
                  Dati rilevati con Davis VP2 ventilata 24h, collocazione urbana.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da piave Visualizza il messaggio
                    Ciao Marco,
                    mi piacerebbe sapere se sono state fatte analisi scientifiche mirate a classificare il tornado del Montello del 1930.
                    Grazie se potrai rispondermi!
                    Ciao! Abbiamo raccolto molto materiale ma non ci sono risorse sufficienti per un approfondimento che possa avere un degno valore scientifico. Anche relativamente ai danni stessi prodotti.
                    Sono passati troppi anni...

                    Al momento siamo in lavorazione con il Rapporto Scientifico sul Tornado di Morgano del 14 settembre 2015.
                    Presidente di Meteo in Veneto
                    Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
                    Fondatore e Direttivo di AMPRO, Associazione Italiana Meteo Professionisti
                    Opinionista sportivo per Tva Vicenza.
                    https://m.facebook.com/MeteoinVeneto

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                    • #11
                      Nel libro "Storia di Cavaso" ho trovato qualche testimonianza di eventi estremi del passato. Va detto che la pedemontana del Grappa non è soggetta né a temporali devastanti (grazie alla protezione offerta da monti e colline), né ad alluvioni (grazie alla natura carsica dei suoli delle Prealpi e al fatto che le vallate argillose e ricche di corsi d'acqua sono in prevalenza disabitate). In ogni caso nel giugno 1695 si hanno testimonianze di un nubifragio con effetti alluvionali, forse accentuati dal devastante terremoto capitato e febbraio che potrebbe aver modificato l'assetto di corsi d'acqua e valloni.
                      Queste sono due testimonianze di quell'evento funesto:
                      "Adì 30 zugno 1695,
                      Vene il giorno d'oggi una terribil tempesta ed aqua che fece una gran brentana che tolze tutto il formento e la uva e desterminò la campagna di Cavaso con ingiarar li campi e menar via la terra.(...) E sino oggi non è cessato ancora il terremoto che si va sentendo qualche giorno."

                      "In giorno di giovedì, in Cavaso, villa cospicua del territorio asolano, fu tempesta fiera che durò per due hore in circa, con pioggia tanta, che mai fu veduta una simile. La tempesta levò tutto il formento e furono spiantate case, danni assai - si dice che già anni circa cento e dieci, fu una cosa simile.(...) Da un Bellincanta il più danno, morti o pur annegati circa 4 persone. Dio ci guardi."

                      Un evento simile, ma probabilmente meno devastante, capitò nel giugno 1898:
                      ""Il sindaco relaziona lo straordinario rigonfiamento delle acque di tutti i torrenti; gli straripamenti che ne conseguirono talvolta distruggendo totalmente dei tratti di arginatura, i gravi guasti della strada comunale del Molinetto, la rottura di molte altre strade, la distruzione di platee di ponti, di briglie, l'ostruzione di tombini, gli incalcolabili danni alle proprietà private..."

                      Poi vi sono due testimonianze settecentesche di danni da vento (sempre legati a temporali di forte intensità probabilmente):
                      "Adì 14 maggio 1711,
                      Ad hore vintidue e mezzo un viscinelo cioè furor di vento che ha cavato e svelto dalla terra arbori, moreri, castegnari in Possagno e Obledo et in altri paesi Asolani e Trevisani" ("visinèl" in dialetto vuol dire tromba d'aria, anche se potrebbe benissimo essersi trattato di un banale downburst)

                      ""Asolo 19 settembre 1744. Il podestà di Asolo Nicolò Barozzi scrive al collega di Treviso per informarlo che nel turbine della scorsa settimana sono morti 102 bovini e cioè: montagna di Cavaso 1, Arches di Possagno 66, Arzames 5, Val di Millino 5, Ardosa 5, Poise e Poisetto 5, Coston di Semonzo 24. Molti animali furono sepolti. Simile disgrazia è accaduta anche nelle montagne di Alano ove sono morti 25 bovini."

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                      • #12
                        http://forum.meteotriveneto.it/showt...logici-storici
                        Su questa vecchia discussione cè un bel pò di roba
                        Neve inverno 2018/2019: 1,5 cm 23-01
                        Neve inverno 2017/2018: 5 cm 10-12, 1 cm 16-12, tracce 25-02 e 28-02, 3 cm 01-03. Totale 9 cm
                        Neve inverno 2016/2017: 2 cm 12-01
                        2013-2016: nessun accumulo (tracce-0,5 cm 30-01-2015)

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                        • #13
                          Originariamente inviato da natale2008 Visualizza il messaggio
                          http://forum.meteotriveneto.it/showt...logici-storici
                          Su questa vecchia discussione cè un bel pò di roba
                          Fantastico! Tanto materiale utile.
                          Presidente di Meteo in Veneto
                          Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
                          Fondatore e Direttivo di AMPRO, Associazione Italiana Meteo Professionisti
                          Opinionista sportivo per Tva Vicenza.
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                          • #14
                            Buona sera a tutti, su un volume che tratta della storia di Combai scritto in base a documenti trovati in parrocchia leggo quanto segue:
                            1) 28 ottobre 1642 l'uva non è ancora matura: "D'ordine dell'ecc.mo Conte (si tratta dei conti Brandolini che risiedevano presso il castello di Cison) essendosi avvicinato il tempo solito del vendemmiare ma non essendo ancora le uve mature, fan sapere i Conti che si possan sopender le vendemie per tuta la ventura settimana sperando che meiante la bona congiuntura il tempo prosperi e l'uva possa maturare." Mi permetto di far notare che la vendemmia, negli ultimi anni ,per la prima settimana di ottobre è terminata pressochè ovunque, immaginiamo che razza di estate fredda che fu quella.
                            2) 11 luglio 1649 Nota a memoria dei posteri: "Circa heri alle ore 24 ci fu un temporali così grande con venti et tempesta et rovinò tutto il quartier del Piave. A tal segno convocai il popolo nel nostro brolo e ci fu tanta disperazione per tal gravoso segno dal Cielo, che fu necessario sostenere tutti per sistemare i campi e togliere alberi caduti più altri danni fatti. Circa l'hora , le 24 , nel buio profondo della notte venne giù una pioggia tanto grande che mai si era vista a ricordo degli huomini mai succeda più qualcosa del genere nei tempi da causar simil danno, dai quali uniti Dio con pietà di tutti quanti ci liberi."

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                            • #15
                              Buona giornata a tutti ieri sera proseguendo la lettura del volumetto menzionato nel precedente messaggio ho trovato anche:
                              22 gennaio 1761 in pieno inverno diluvia per tre giorni è il parroco annota "Tanto da rempire un secio doi olte" penso si tratti dei secchi di rame che si utilizzavano un tempo in cantina o per l'acqua. A stima saranno alti almeno 35 cm per cui potrebbero essere caduti 700mm. Annota anche frane e smottamenti ovunque e si può immaginare.
                              Non fu un fenomeno violento ma comunque estremo trovo scritto gran gelo nell'inverno 1771/72 segnalano la morte di tutte le viti e le piante di fico.
                              Ci sono altre testimonianze di un gelo così forte in quell'anno? Io so dell'inverno del 1709 .

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                              Sto operando...
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