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[OT] Notizie meteo dall'Europa e dal Mondo

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  • Marco Rabito
    ha risposto
    Originariamente inviato da Tarvisium Visualizza il messaggio
    No comment.

    Inviato dal mio Mi 9T Pro utilizzando Tapatalk
    Aberrante l'estensione delle anomalie termiche...

    Davvero di anno in anno sempre più allarmante.

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  • stebel
    ha risposto
    Ormai l'Europa meridionale è diventata un proseguimento dell'Africa!!🥵

    Inviato dal mio SM-G970F utilizzando Tapatalk

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  • Tarvisium
    ha risposto
    No comment.

    Inviato dal mio Mi 9T Pro utilizzando Tapatalk

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  • Marco Rabito
    ha risposto
    Per il Previsore è sempre un lusso andare a proporre dei bollettini in presenza di questa configurazioni.

    Sto fornendo consulenza per i tantissimi eventi all'aperto di Vicenza città e per il settore agricolo e turistico e le performance sono naturalmente eccellenti grazie a questo mostro anticiclonico.

    Clicca sull'immagine per ingrandirla.   Nome:   850temp_anom_20200914_00_024.jpg  Visite: 0  Dimensione: 230.7 KB  ID: 1692436

    Clicca sull'immagine per ingrandirla.   Nome:   2mtemp_anom_20200914_00_048.jpg  Visite: 0  Dimensione: 215.6 KB  ID: 1692437

    Al di là della pesante ed estesa anomalia queste condizioni risultano particolarmente gradite agli stabilimenti balneari, al settore vitivinicolo, agli organizzatori di eventi e all'agricoltura che sta ultimando i tagli.

    Insomma, tra i periodi dell'anno in cui le anomalie possono risultare deleterie, questo credo sia quello in cui piu giocano invece a favore delle attività umane (anche senza arrecare particolare fastidio psicofisico).

    Come dice bene Remigio, per la muffa c'è sempre tempo.

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  • Snoww
    ha risposto


    Originariamente inviato da Marco Rabito Visualizza il messaggio
    Come spesso accade in presenza di strutture di alta pressione molto ampie e strutturate a tutte le quote, le performance modellistiche si rivelano eccellenti anche ad 8/10 giorni.


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ID: 1692385
    È proprio così quando le strutture sono così ampie anche la percentuale di realizzazione di una previsione più a lungo termine si alza.

    L'esatto contrario di quando per esempio parlando di ondulazioni strette, Cut off o peggio ancora gocce fredde piccoline con motto retrogrado, Dove l'esatta collocazione corretta per un modello si ha molte volte a 24 Ore e anche anche...
    Come si dice tutto torna.

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  • Marco Rabito
    ha risposto
    Come spesso accade in presenza di strutture di alta pressione molto ampie e strutturate a tutte le quote, le performance modellistiche si rivelano eccellenti anche ad 8/10 giorni.

    Confermata quindi l'estesa e significativa anomalia termica sull'Europa centrale con valori che, a tutte le quote, potranno segnare anomalie nell'ordine di 10/12 gradi come ben spiegato anche nell'intervento di oggi dalla bravissima Serena Giacomin.

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  • luppolastro
    ha risposto
    Scorrendo velocemente l'articolo a me ha fatto impressione vedere in figura S5 come gran parte degli incedi presi in considerazione nel sud ovest degli stati uniti (e immagino lo stesso possa essere in tante altre parti del mondo), si concentrino lungo le arterie stradali. E questo la dice lunga sul discorso di civiltà che veniva fatto ieri. Ovvio che ci sono anche altri fattori, è chiaro, ma è altrettanto ovvio che ci sono degli atteggiamenti incivili che creano situazioni drammatiche. Purtroppo la lungimiranza non è una delle qualità più sviluppate dall'essere umano.

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  • Marco Rabito
    ha risposto
    Originariamente inviato da luppolastro Visualizza il messaggio
    Infatti prima avevo trovato un altro articolo che diceva questo che stavo per mandare, ma poi mi son ricordato che la ricerca verteva sul "dolo" e quindi ho mandato questo
    Esatto.
    Ragionando su piani diversi (innesco e propagazione) ci si rende facilmente conto di quanto le cose siano peggiorate di anno in anno...

    Ed è un altra delle drammatiche conseguenze del Riscaldamento Globale...

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  • luppolastro
    ha risposto
    Originariamente inviato da Marco Rabito Visualizza il messaggio

    Purtroppo la percentuale dell'innesco dovuto a ignoranza o criminalità è preponderante, tuttavia rispetto al passato oggi osserviamo diverse condizioni dei substrati (aridità estrema dovuta a lunghi periodo caldi e asciutti) nonché mutate condizioni atmosferiche (ventilazione) che rendono l'intero meccanismo molto più incontrollato e drammatico.

    Ecco perchè gli effetti locali del Cambiamento Climatico rappresentano un fattore determinante in merito all'impatto di queste situazioni.
    Infatti prima avevo trovato un altro articolo che diceva questo che stavo per mandare, ma poi mi son ricordato che la ricerca verteva sul "dolo" e quindi ho mandato questo

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  • Boletus
    ha risposto
    Meanwhile, in the Atlantic ocean

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ID: 1692227

    Stagione degli uragani nella sua fase più intensa. Era da un po' che non si vedeva un trenino del genere

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  • Marco Rabito
    ha risposto
    Originariamente inviato da stebel Visualizza il messaggio
    Molto interessante... ecco un estratto: ..."Human-started wildfires were dominant
    (>80% of ignitions) in over 5.1 million km2, the vast majority of the United States, whereas lightning-started fires were dominant in only 0.7 million km2... "

    Periodo di riferimento: 1992-2012

    Inviato dal mio SM-G970F utilizzando Tapatalk
    Purtroppo la percentuale dell'innesco dovuto a ignoranza o criminalità è preponderante, tuttavia rispetto al passato oggi osserviamo diverse condizioni dei substrati (aridità estrema dovuta a lunghi periodo caldi e asciutti) nonché mutate condizioni atmosferiche (ventilazione) che rendono l'intero meccanismo molto più incontrollato e drammatico.

    Ecco perchè gli effetti locali del Cambiamento Climatico rappresentano un fattore determinante in merito all'impatto di queste situazioni.

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  • stebel
    ha risposto
    Originariamente inviato da luppolastro Visualizza il messaggio

    Forse questo potrebbe rientrare in quello che cerchi. Ho dato un'occhiata veloce e mi sembra in tema. Forse non è il migliore perchè ho solo iniziato a cercare velocemente e forse non è proprio un vero e proprio articolo peer reviewed, ma essendo un proceeding immagino ci sia comunque una comunità scientifica dietro che controlla e rettifica. Non conosco il giornale perchè non è il mio campo ma suppongo sia affidabile

    https://www.pnas.org/content/114/11/2946
    Molto interessante... ecco un estratto: ..."Human-started wildfires were dominant
    (>80% of ignitions) in over 5.1 million km2, the vast majority of the United States, whereas lightning-started fires were dominant in only 0.7 million km2... "

    Periodo di riferimento: 1992-2012

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  • Marco Rabito
    ha risposto
    Originariamente inviato da luppolastro Visualizza il messaggio
    Dato che l'ho trovato tramite lo smithsonian magazine suppongo sia affidabile
    Ti ringrazio molto. Sicuramente un contributo eccellente e scientificamente supportato. Una buona lettura che sicuramente farò.

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  • luppolastro
    ha risposto
    Dato che l'ho trovato tramite lo smithsonian magazine suppongo sia affidabile

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  • luppolastro
    ha risposto
    Originariamente inviato da Marco Rabito Visualizza il messaggio
    Il dolo rappresenta indubbiamente una variabile importante e significativa in merito all'attivazione dei roghi, assieme a molte altre cause, naturali e antropogeniche.

    Tuttavia è scientificamente provato, senza ombra di dubbio alcuno, che il Global Warming rappresenta la variabile principale a sostegno della diffusione e della propagazione dei roghi.

    Vale per l'Australia e vale per la California, zone da sempre soggette a roghi (anche in buona parte di origine naturale) per via dell'aridità delle superfici.
    In passato questi roghi disponevano di meno combustibile (specialmente in Australia giungevano a termine una volta consumato il combustibile) ed avevano velocità di propagazione più lente. Per via della minore estensione delle zone fortemente aride.

    Oggi le variabili a supporto della propagazione (più ampia e veloce) sono maggiori in virtù del clima mutato e in mutazione. Proprio per la maggiore estensione delle superfici riconducibili a condizioni di aridità estrema.

    Pertanto, a prescindere dall'origine, è più complicato (e spesso impossibile) estinguere i roghi.

    Comunque sarei grato a chi potesse postare dei grafici o dei documenti peer review che possano dare una dimensione della variabile "dolo" e della sua variazione negli anni.

    Perché una cosa sono le nostre opinioni o impressioni, ma è sempre meglio ragionare su dati.


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    Forse questo potrebbe rientrare in quello che cerchi. Ho dato un'occhiata veloce e mi sembra in tema. Forse non è il migliore perchè ho solo iniziato a cercare velocemente e forse non è proprio un vero e proprio articolo peer reviewed, ma essendo un proceeding immagino ci sia comunque una comunità scientifica dietro che controlla e rettifica. Non conosco il giornale perchè non è il mio campo ma suppongo sia affidabile

    https://www.pnas.org/content/114/11/2946

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