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Medie e statistiche in quota

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  • Vediamo come si è comportato aprile 2020; ecco il solito grafico con i valori registrati, la media 1991/2019 ed i valori estremi giornalieri:

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ID: 1634586

    Il mese è cominciato decisamente rigido, proseguendo la seconda ondata fredda iniziata a fine marzo; tale fase è durata un paio di giorni, poi la temperatura si è portata in media.
    Poco dopo è iniziato un periodo con temperature sopra la media di 5-6 gradi, valori di 8-9 gradi positivi e clima tipico di maggio anche in pianura; a metà mese si è avuta una sfreddata (che ha riportato temperature minime vicine allo zero), ma essa è stata solo una breve parentesi.
    Infatti la temperatura si è riportata subito ai livelli di partenza, anche se con scarti inferiori rispetto ai giorni precedenti (perché la media di riferimento è più alta); in seguito la temperatura si è mantenuta vicina alla media con scarti quasi sempre modesti da essa.
    Da questo grafico si vede subito che abbiamo avuto un altro aprile piuttosto caldo, fatto che sta accadendo spesso da almeno un decennio.

    Aprile ha avuto una temperatura media di 5.7°C, a +1.6°C dalla 1991/2019; esso è al sesto posto tra i più caldi, dietro al 2000 e davanti al 2014 di un decimo.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 3.4°C (+0.2°C), 7.2°C (+3.8°C) e 6.4°C (+0.6°C); esse sono al 18°, terzo e dodicesimo posto tra le più calde, (nelle loro graduatorie).
    I valori estremi sono stati di -5.7°C e 9.8°C, registrati nei giorni uno e 18; non abbiamo battuto i record mensili, essi sono di -8.3°C e 15.2°C, registrati rispettivamente il 7 aprile 2003 e l’otto aprile 2011.
    Come dicevo, non abbiamo battuto i record ma la punta minima è stata piuttosto bassa: i valori sotto i -5°C durante il mese di aprile sono davvero molto pochi, essi sono stati registrati nel già citato 2003 (-7.1°C, -8.3°C, -7.9°C e -5.7°C), nel 1986 (-5.3°C il giorno 14), nel 1984 (-5.1°C addirittura il 29 aprile!) e 2012 (-5.1°C) con anche qualche valore molto vicino alla soglia scelta come riferimento (-4.9°C nel 1986, 1997 e 2003).

    Ora vediamo la frequenza dei valori registrati:

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ID: 1634588

    Abbiamo registrato 2.5 giornate con temperatura sottozero, di cui una sotto i -5°C; quelle con valori compresi fra zero cinque gradi sono state sette e quelle con T fra cinque e dieci gradi sono state venti.
    Il paragone con il decennio in corso vede uno scarto dalla temperatura media di +0.5°C; abbiamo avuto un valore in più con temperatura negativa (un giorno in più con valori inferiori ai -5°C) ed abbiamo avuto cinque giornate in meno con valori compresi fra zero e cinque gradi.
    I giorni con T tra cinque e dieci gradi sono stati sette in più in ed infine le giornate con valori in doppia cifra sono state due in meno.
    Come è stato sottolineato più volte, aprile è uno dei mesi che sono cambiati in misura maggiore ed anche quello appena concluso lo ha ribadito; tale cambiamento è apprezzabile anche senza usare il termometro, è evidente come siano diminuite le sfreddate ed aumentate le giornate dal sapore maggiolino.
    Il punto di svolta è individuabile nel 2007: a partire da quell’anno i mesi freddi sono praticamente spariti (solo due sono a metà classifica, ossia il 2008 ed il 2012), ne abbiamo avuti diversi molto caldi ed anche la varianza è aumentata.
    Basti pensare che ben nove mesi sui primi dieci più caldi (e dodici sui primi 15) appartengono al periodo iniziato dal 2007: essi sono il 2018, 2007 (sembrava ineguagliabile, ma è stato migliorato..), 2011, 2009, 2020, 2014, 2016, 2013 e 2019.
    Poco dietro la top ten troviamo anche il 2010, 2017 e 2015; anche in passato si sono verificati mesi piuttosto caldi (il 2000 è quinto, il 1983 è undicesimo ed il 1981 tredicesimo) ma erano decisamente meno frequenti ed erano presenti i mesi freddi che ora sono mancanti.
    Non sto affermando che le ondate fredde siano sparite completamente, ma che esse si sono ridotte in numero e lunghezza a vantaggio da periodi miti ed anticiclonici (in effetti aprile è ben più secco rispetto ad un pò di anni fa); esempi recenti di sfreddate si sono avuti nel 2015, 2016, 2017 e 2019, negli ultimi tre casi verso fine mese.
    Il cambiamento è apprezzabile soprattutto confrontando l’ultima colonna del secondo grafico con le prime due, in quanto questo decennio è stato preso in pieno dalla svolta; il cambiamento sembra essere strutturale come quello subìto da giugno, sembra proprio che le medie basse del passato siano irraggiungibili anche se il mese non presenta ondate calde importanti.
    Il confronto con i primi due decenni vede uno scarto dalle loro medie decennali di 2.3°C/2.4°C.
    Abbiamo avuto 1.5/3.5 giornate in meno con temperatura negativa (ma una in più con valori sotto i -5°C); quelle con temperatura compresa zero e cinque gradi sono state 8/11 in meno, quelle con valori tra cinque e dieci gradi sono state dodici in più in ed infine quelle con temperatura in doppia cifra sono state 0/1 in meno.
    Notiamo non solo una grande differenza con le medie del passato, ma anche che sono mancate parecchie giornate con valori inferiori a cinque gradi.

    Adesso passiamo allo zero termico:

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ID: 1634589

    Anche in questo caso il mese è iniziato con valori decisamente bassi e tipici dell’inverno: lo ZT si è attestato sui mille metri per un paio di giorni e gli scarti negativi sono stati dell’ordine di 900-1200 metri.
    Poi lo ZT è rapidamente risalito e si è attestato a lungo sui 2500-2600 metri, con scarti positivi di 6-700 metri; brevissima pausa il giorno 15, poi si è tornati più in alto di prima con valori vicini ai 3100 metri e scarti positivi sui 1000-1200.
    Anche in questo caso le anomalie positive si sono ridimensionate nel corso della terza decade, pur avendo spesso valori oltre 2500 metri, a fine mese lo ZT si è portato leggermente sotto la media; anche qui si vede che lo ZT mensile è stato complessivamente piuttosto alto.


    Il mese ha avuto una media di 2440 metri, a +322 dalla 1991/2019; essa è al terzo posto tra le più alte, dietro al 2007 e davanti al 2011 di 176 e di dodici metri.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 2036 (+53), 2703 (+726) e 2561 metri (+167); esse sono al ventesimo, quarto e tredicesimo posto tra le più alte (sempre nelle loro graduatorie).
    I valori estremi sono stati di 829 e di 3283 metri, registrati nei giorni uno e sedici; non abbiamo battuto i record mensili, essi sono di 577 e 3780 metri registrati l’otto aprile 2003 ed il 27 aprile 2012.
    Anche in questo caso la punta minima, pur non essendo da record, è degna di nota; è vero che abbiamo avuto diversi esempi in passato di ZT inferiore a mille metri in aprile, ma resta comunque un valore piuttosto basso e da pieno inverno.

    Adesso la distribuzione dei valori registrati:

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ID: 1634591

    Sono state registrate 2.5 giornate con valori sotto i 1500 metri (di cui una con valori inferiori a mille); quelle con ZT compreso tra 1500 e duemila metri sono state tre, i giorni con valori tra duemila e 2500 metri sono stati sette, quelli con ZT compreso fra 2500 e tremila metri sono stati 13.5 ed infine abbiamo avuto 3.5 giornate con ZT superiore a tremila metri.
    Rispetto al decennio attuale, la differenza con la sua media è di +122 metri; abbiamo avuto un valore in meno con ZT sotto i 1500 metri (ma una giornata in più con valori sotto i mille), le giornate con valori compresi tra 1500 e duemila metri sono state tre in meno, quelle con ZT tra duemila e 2500 metri sono state due in meno, i giorni con valori fra 2500 e tremila metri sono stati 5.5 in più ed infine abbiamo avuto un valore in meno con valori oltre i tremila metri.
    Anche in questo caso il cambiamento è molto evidente, con un aumento importante delle medie decennali ed un’apprezzabile riduzione dei valori bassi: in particolare, abbiamo perso 5-7 giornate con ZT inferiore a duemila metri a vantaggio di quelle con valori sopra i 2500 metri.
    Pure nel caso dello ZT il cambio di marcia è avvenuto nel 2007: tra i primi dieci troviamo il 2018, 2007 (battuto anche in questo caso), 2020, 2011, 2016, 2014, 2009 e 2013, mentre nella seconda parte della classifica abbiamo nuovamente il 2008 ed il 2012.
    Anche qui si possono fare le stesse considerazioni fatte per le temperature: le sfreddate non sono sparite (il colore celeste e blu sono arretrati, non sono scomparsi) ma sono più brevi e meno frequenti rispetto ad un tempo; la maggiore persistenza dell’alta pressione subtropicale porta ovviamente lo ZT in alto (come pure gpt elevati) più a lungo rispetto ad una volta.
    Anche in passato ci sono stati mesi con medie elevate (il 2000 è ottavo, il trittico 1983, 1987 e 1981 è tra il decimo e tredicesimo posto), ma essi erano ben più rari; in passato troviamo anche diversi mesi con media inferiore ai duemila metri (sono 14), ma ben tredici di essi si sono verificati prima del 2007.
    Va osservato che la lunghezza dei due intervalli temporali è ben diversa (26 anni contro 14), ma è palese la differenza tra le due frequenze: nel primo intervallo abbiamo avuto un mese su due con media inferiore a duemila metri, mentre nel secondo solo uno su 14.
    Alla luce di quanto detto, il paragone con i primi vent’anni vede un divario dalle loro medie di ben +390/+447 metri.
    Ci sono stati 1.5/4.5 giorni in meno con ZT sotto i 1500 metri (uno in più sotto i mille rispetto agli anni ‘80), le giornate con valori compresi tra 1500 e duemila metri sono state 6/7 in meno, quelle con ZT tra duemila e 2500 metri sono state due in meno, i giorni con valori fra 2500 e tremila metri sono stati 8.5/9.5 in più ed infine quelli con valori oltre i tremila metri sono stati 2.5 in più.
    Anche in questo caso rileviamo un forte scarto positivo rispetto alle medie degli anni ’80 e ’90, diverse giornate in meno con valori inferiori ai duemila metri e parecchie in più con ZT sopra i 2500.


    I geopotenziali medi sono stati di 5653 metri, a +79 dal riferimento; essi sono al terzo posto tra i più alti, dietro al 2018 e davanti al 2011 di undici e sedici metri.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5655 (+97), 5679 (+131) e 5626 metri (+8); esse sono al terzo, quarto e 14° posto tra le più alte nelle loro classifiche.

    Il primo quadrimestre del 2020 ha avuto una temperatura media di 2.4°C, a +1.5°C dalla 1991/2019; esso è al quinto posto tra i più caldi, dietro al 1990 e davanti alla coppia 2002/2011 di tre e quattro decimi.
    Lo ZT è stato mediamente a 2133 metri, a +427 dal riferimento; è la nuova media record, batte il 2007 di 42 metri.
    I geopotenziali medi sono stati di 5615 metri, a +73 dalla media 1991/2019; anche in questo caso abbiamo stabilito la nuova media record battendo il 1989 di nove metri.


    Ecco la tabella riassuntiva:

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ID: 1634592

    In conclusione, abbiamo avuto l’ennesimo aprile caldo, con ZT e geopotenziali elevati.
    Il mese è iniziato piuttosto freddo, ma poi la situazione è rapidamente cambiata a favore del caldo: non abbiamo avuto picchi massimi importanti, ma una lunga sequenza di valori ben sopramedia, con la parte centrale del mese che è stata la più anomala.
    Come sottolineato in precedenza, aprile è uno dei mesi che si sono scaldati maggiormente nel corso del tempo: oltre a questo, abbiamo diversi mesi appartenenti a questo decennio che sono nelle primissime posizioni della classifica e questo non può essere un caso.
    Del resto è evidente come siano diminuite le sfreddate ed aumentate le giornate più simili a maggio.
    Quest’anno al momento è molto caldo, con ZT e geopotenziali record per il primo quadrimestre: abbiamo avuto un solo mese in media (marzo) e tre piuttosto caldi, pertanto un risultato del genere era prevedibile.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

    :-D

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    • Sempre puntuale e preciso sei Ivan con il tuo report mensile...
      Grazie per il tuo lavoro che rendi disponibile a tutti e gratuitamente!

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      • Grazie Simone!

        Eccoci all’appuntamento con il riassunto di maggio 2020; di seguito trovate il grafico con le temperature registrate, la media 1991/2019, gli scarti da essa e gli estremi giornalieri dal 1981:





        Il mese è iniziato con un moderato sottomedia (2-3 gradi), proseguito per i primi sette giorni; in seguito abbiamo avuto tre giorni con valori moderatamente positivi (ed un paio in doppia cifra).
        Dopo un breve intervallo, si è aperta una nuova fase sopra la media che si è prolungata fino alla prima parte della terza decade: la temperatura è stata spesso sopra i dieci gradi (con una punta di 14) e con scarti positivi di 1-4 gradi.
        Il finale del mese ha visto una situazione opposta, la temperatura è scesa fino a 5-7 gradi (con scarti negativi di 3-4) ed è rimasta lì sino al termine.

        Maggio ha avuto una media finale di 8.1°C, a -0.1°C dal riferimento; il mese si è piazzato al 19° posto tra i più freschi, insieme al 1982 ed al 1997.
        Le tre decadi hanno avuto medie di 7.2°C (+0.1°C), 9.6°C (+1.7°C) e 7.6°C (-2°C); le prime due sono al 17° e settimo posto tra le più calde nelle loro classifiche, la terza al nono tra le più fresche.
        I valori estremi sono stati di 4.4°C e 14.2°C, registrati nei giorni tre e 19; non abbiamo avvicinato o battuto nessun record, quelli mensili sono di -1.5°C e 20.8°C, registrati rispettivamente il 15 maggio 2019 ed il 25 maggio 2009.

        Adesso vediamo le frequenze dei valori registrati:

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ID: 1639098


        Abbiamo avuto 2.5 giornate con temperatura compresa tra zero e cinque gradi, 19.5 giorni con valori tra cinque e dieci gradi ed 8.5 giornate con T compresa fra dieci e quindici gradi.
        Lo scarto dalla media decennale corrente è stato di +0.1°C.
        Rispetto al decennio attuale, abbiamo avuto 2.5 giornate in meno con temperatura compresa fra zero e cinque gradi, 2.5 giorni in più con valori tra cinque e dieci gradi ed infine un valore in più con temperatura tra dieci e quindici gradi.
        Maggio, al contrario di aprile, è uno dei mesi dell’anno che ha cambiato le proprie caratteristiche in maniera minore: si è scaldato in maniera apprezzabile durante il decennio scorso, poi però è tornato indietro ai livelli originari.
        Infatti notiamo che i maggi del decennio passato che si trovano nella seconda metà della classifica (ordinata dal più caldo al più freddo) sono solo il 2004 (quarto) ed il 2006 (quattordicesimo); dall’altra parte abbiamo il 2003, 2009 e 2001 tra il secondo ed il quarto posto, il 2007 al sesto, il 2008 ed il 2005 all’undicesimo e dodicesimo posto.
        In questo decennio abbiamo avuto due maggi veramente caldi, ossia il 2018 (quarto con il 2001) ed il 2011 (nono); per contro ne abbiamo avuti alcuni decisamente freddi come la coppia 2014-2016 (nona), il 2013 (sesto) e soprattutto il 2019 (secondo).
        Vediamo come a maggio arrivino quasi sempre temperature di pochi gradi sopra lo zero, in alcuni casi addirittura negative: tra queste segnaliamo in particolare i valori del 1984, 2012 e soprattutto 2019 (che ha stabilito il record per due volte!).
        D’altro canto è possibile avere picchi da ondata calda estiva, ossia temperature superiori ai 15 gradi: osserviamo che essi si sono verificati in massima parte durante il decennio scorso e che l’ultima volta in cui abbiamo superato questo valore in maniera decisa è stata nel 2011.
        Tra questi picchi spicca quello del 2009: le isoterme sopra i venti gradi sono concentrate in massima parte tra luglio ed agosto, non sono scontate neppure in questo bimestre, in giugno e settembre sono rare e quindi un valore del genere registrato in maggio a mio parere è da considerarsi eccezionale.
        Dato che maggio è cambiato poco rispetto ai primi vent’anni, faccio il confronto con il decennio scorso; lo scarto dalla sua media è di -0.7°C.
        Abbiamo avuto 1.5 giornate in meno con temperatura compresa fra zero e cinque gradi, 1.5 giorni in più con valori tra cinque e dieci gradi, un valore in più con temperatura tra dieci e quindici gradi ed infine due giornate in meno con valori sopra i quindici gradi.

        Ora passiamo ai valori registrati dello zero termico, confrontati sempre con la media 1991/2019:

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ID: 1639099

        L’andamento dello zero termico presenta parecchie somiglianze con quello della temperatura.
        Il mese è iniziato sottomedia, per alcuni giorni lo ZT si è attestato fra i duemila e i 2500 metri; a fine prima decade lo ZT si è impennato portandosi oltre i 3500 metri (raggiungendo il massimo mensile) e con scarti fin oltre i mille.
        Breve pausa il giorno dodici, poi è ricominciata un’altra fase con ZT sopramedia che si è conclusa nella prima parte della terza decade; in questo caso lo ZT è stato spesso oltre i tremila metri e con scarti positivi di 5-600 metri.
        Il finale del mese ha visto una fase decisamente sottomedia (scarti negativi fino a 6-700 metri) e ZT compreso fra duemila e 2500 metri.

        Il mese ha chiuso con una media di 2820 metri, a +62 dalla 1991/2019; esso si posiziona al 15° posto tra i più alti, dietro al 1988 e davanti al 1994 di sedici e di cinque metri.
        Le tre decadi hanno avuto medie di 2805 (+238), 3044 (+324) e 2630 (-338) metri; le prime due sono all’ottavo e sesto e posto tra le più alte nelle loro classifiche, la terza al nono fra le più basse.
        I valori estremi sono stati di 2010 e di 3787 metri, registrati nei giorni tre e nove; non abbiamo avvicinato o battuto nessun record, quelli mensili sono di 1274 e 4321 metri, registrati rispettivamente il 1° maggio 1984 ed il 29 maggio 2001.

        Ora la distribuzione dei valori registrati:

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ID: 1639101

        Abbiamo avuto dieci giorni con valori compresi tra duemila e 2500 metri, le giornate con ZT tra 2500 e tremila metri sono state nove, i giorni con valori fra tremila e 3500 metri sono stati 8.5 ed infine quelli con valori sopra i 3500 metri sono stati tre.
        Lo scarto dalla media di questo decennio è di +89 metri.
        Rispetto ad esso abbiamo avuto tre giornate in meno con ZT sotto i duemila metri, un giorno in più con valori compresi fra duemila e 2500 metri, un giorno in meno con ZT tra 2500 e tremila metri, le giornate con valori compresi fra tremila e 3500 metri sono state 1.5 in più ed infine lo stesso numero di giornate con valori oltre i 3500 metri.
        Anche in questo caso vediamo che maggio ha raggiunto il suo picco durante lo scorso decennio (aumentando la propria media di cento metri rispetto agli anni ’90) per poi tornare indietro quasi alla situazione precedente.
        Pure in questo caso i maggi con le medie più alte sono concentrati principalmente tra la fine degli anni ’90 e l’inizio di questo decennio: infatti abbiamo il 2003, 2009, 1999 e 2001 tra il secondo ed il quinto posto poi il 2000, 2007, 2005 e 2011 tra l’ottavo e l’undicesimo posto.
        Dall’altro lato abbiamo il 2004 (terzo) ed il 2010 (settimo), poi dobbiamo risalire fin quasi a metà classifica per trovare il 2006.
        Durante questo decennio abbiamo avuto il 2015 ed il 2018 al quinto e sesto posto tra le medie più alte, con il 2017 dodicesimo; tra le medie più basse abbiamo il 2014 (dodicesimo), 2016 (decimo), 2013 (sesto) e 2019 (secondo).
        Osservando anche qui i picchi minimi e massimi, vediamo come lo ZT possa ancora scendere sotto i duemila metri anche se questa cosa si verifica per pochi giorni nel complesso; l’unica eccezione riguarda il 1991, che ebbe ben 12 giorni e mezzo (guarda caso è il mese con la media più bassa di tutti, vicina a quella di aprile del decennio passato).
        In alcuni casi siamo scesi perfino sotto i 1500 metri, come se fossimo in inverno: questa cosa si è verificata nel 1984, 1987, 1991, 2004, 2012 e 2019.
        Maggio è al momento il primo mese dell’anno in cui è possibile avere lo ZT sopra i 4000 metri, tale cosa si è verificata in dieci mesi e principalmente durante il decennio scorso: i mesi a cui mi riferisco sono il 1986, 1988, 1996, 2001, 2005, 2008, 2009, 2012, 2014 e 2015.
        Notiamo anche il valore massimo del 2019, che è il più basso di tutti: in quel caso non erano stati superati tremila metri, fatto inedito.
        Poiché anche per lo ZT maggio è cambiato molto poco rispetto ai primi vent’anni, faccio il confronto rispetto al decennio scorso; lo scarto dalla sua media è di -13 metri.
        Abbiamo avuto due giornate in meno con ZT sotto i duemila metri, i giorni con valori compresi fra duemila e 2500 metri sono stati due in più, c’è stato lo stesso numero di giorni con ZT tra 2500 e tremila metri, abbiamo avuto un valore in più con valori compresi fra tremila e 3500 metri ed infine lo stesso numero di giornate con valori oltre i 3500 metri.

        I geopotenziali medi sono stati di 5688 metri, a +24 dal riferimento; essi sono all’undicesimo posto tra i più elevati, insieme al 1990.
        Le tre decadi hanno avuto medie di 5658 (+23), 5687 (+28) e 5714 metri (+19); le prime due sono al tredicesimo, la terza all’undicesimo posto tra le più alte nelle loro classifiche.

        I primi cinque mesi del 2020 hanno avuto una temperatura media di 3.6°C, a +°C dalla 1991/2019; tale risultato pone il 2020 al quinto posto tra i più caldi dietro al 2014 e davanti al 2011 di due decimi.
        Lo ZT è stato mediamente di 2272 metri, a +352 dal riferimento; è la nuova media record, batte il 2007 di sedici metri.
        I geopotenziali medi sono stati di 5629 metri, a +62 dalla media di riferimento; anche in questo caso è stata stabilita la nuova media record, battendo il 1989 di dieci metri.

        Ora la tabella riassuntiva:

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        Non c’è molto da dire sul maggio appena trascorso.
        È stato un mese vario, con una parte centrale calda (ed alcuni valori estivi) ed un finale fresco; nel complesso è stato molto vicino alle medie di riferimento ed anche l’analisi delle frequenze dei valori registrati mostra scostamenti modesti.
        Non ha avuto picchi importanti, sia di caldo che di freddo; i geopotenziali sono stati discretamente alti.
        Maggio si conferma come uno dei mesi dell’anno che sono cambiati di meno rispetto ai decenni passati.
        Al momento il 2020 si sta rivelando decisamente caldo, con ZT e geopotenziali da record per i primi cinque mesi dell’anno: da una parte abbiamo avuto gennaio, febbraio ed aprile decisamente caldi (con lo ZT di gennaio da record), dall’altra due mesi vicini alle medie di riferimento.
        Ci sono state solo due decadi con un sottomedia davvero deciso, ossia le parti finali di marzo e di maggio, ed otto-dieci tra le prime dieci (tra le medie più alte) nelle loro classifiche; alla luce di quanto detto, il risultato dei primi cinque mesi del 2020 non stupisce.
        Tra qualche giorno vedremo il bilancio della primavera.
        I tipi di utenti nei forum meteo:

        • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
        • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
        • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
        • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
        • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
        • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
        • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
        • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
        • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
        • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

        :-D

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        • Dopo aver fatto il riepilogo di maggio 2020, vediamo com’è andata la primavera nel suo complesso; ecco qui i grafici dei valori registrati di temperatura e zero termico con gli scarti giornalieri dalla media 1991/2019:

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          Marzo è stato un mese vario e complessivamente vicino alle medie di riferimento; ha avuto caratteristiche più simili a quelle degli scorsi decenni piuttosto che a questo.
          La prima parte del mese è stata senza grossi scossoni, la seconda è stata calda e pienamente primaverile; nella terza è arrivato il freddo come non ha mai fatto nel corso dell’inverno precedente.
          La temperatura è scesa fino a -7.1°C, valore superato solo nel 1998; esso è stato più basso del picco minimo invernale (-5.1°C). Anche lo ZT è sceso in basso, poco sotto i 700 metri; pertanto si è trattato di una sfreddata davvero notevole.

          Marzo, pur essendo stato circa in media, è stato più rigido ed ha avuto lo ZT più basso dei tre mesi invernali precedenti; questo la dice lunga su quanto essi siano stati mediocri, in fin dei conti si sono fatti battere da un marzo in media e non freddo.
          Aprile è stato piuttosto caldo (sesto), con zero termico e geopotenziali elevati (terzo in entrambi i casi).
          È iniziato piuttosto rigido, ereditando l’ondata fredda iniziata nell’ultima parte di marzo: abbiamo registrato alcune temperature sotto i -5°C e lo ZT è sceso anche sotto i mille metri, mettendo quindi a segno valori piuttosto bassi per il periodo e praticamente invernali.
          Tale fase è durata poco, in seguito il clima si è avuto un sopramedia prolungato pur senza raggiungere picchi importanti; è stato l’ennesimo aprile caldo, come sta succedendo spesso dal 2007 in poi.
          Maggio è stato un mese vario, con una parte centrale calda (ed alcuni valori estivi) ed un finale fresco; nel complesso è stato molto vicino alle medie di riferimento.
          Non ha avuto picchi importanti, sia di caldo che di freddo; i geopotenziali sono stati discretamente alti (undicesimi).
          Maggio si conferma come uno dei mesi dell’anno che sono cambiati di meno rispetto ai decenni passati.

          La primavera ha avuto una temperatura media di 4.8°C, a +0.3°C dalla 1991/2019; è al tredicesimo posto tra le più calde, insieme alla stagione del 2000.
          Le due metà hanno avuto medie di 1.9°C (+0.1°C) e 7.7°C (+0.5°C); esse sono al 18° e decimo posto tra le più calde nelle loro classifiche.
          Abbiamo avuto tre decadi sottomedia: la prima e la terza di marzo e l’ultima di maggio.
          La decade più fredda è più calda sono state la terza di marzo (-1.2°C) e la seconda di maggio (9.6°C); quelle più anomale la terza di marzo (-2.9°C) e la seconda di aprile (+3.8°C).
          I valori estremi sono stati -7.1°C e 14.2°C, registrati il 23/24 marzo ed il 19 maggio; non abbiamo battuto record di nessun tipo, quelli stagionali sono -13.9°C e 20.8°C, registrati il 1° marzo 2005 ed il maggio 2009.
          Il valore minimo, pur non essendo da record, è stato davvero notevole per il periodo in cui si è verificato: infatti nella terza decade di marzo è stato fatto meglio solo nel 1998 (-8.1°C, -8.7°C e -7.7°C).

          Lo ZT medio è stato di 2343 metri, a +133 dal riferimento; esso è al settimo posto tra i più alti, dietro alla stagione 2012 e davanti alla 2001 di otto e di sei metri.
          Le due metà hanno avuto medie di 1897 (+72) e di 2788 metri (+192); esse sono al 18° e settimo posto tra le più alte nelle loro graduatorie.
          Abbiamo avuto tre decadi sottomedia: la prima e la terza di marzo e l’ultima di maggio.
          Quelle con la media più bassa e più alta sono state la terza di marzo (1417 metri) e la seconda di maggio (3044 metri); quelle più anomale la terza di marzo (-431 metri) e la seconda di aprile (+ 726 metri).
          I valori estremi sono stati di 671 e 3787 metri, registrati nei giorni 26 marzo e 9 maggio; non abbiamo eguagliato o battuto record di nessun tipo, quelli stagionali sono 94 e 4321 metri, quello positivo è stato registrato il 29 maggio 2001 e quello negativo nella prima parte di marzo 1986, 1987, 2005, e 2018.

          I geopotenziali medi sono stati di 5631 metri, a +38 dalla media 1991/2019; essi sono al terzo posto tra i più alti, dietro al 2017 e davanti alla coppia 1990-2003 di uno e di sei metri.
          Le due metà hanno avuto medie di 5586 (+41) e di 5675 metri (+33); esse sono all’ottavo ed al quinto posto tra le medie più alte nelle loro classifiche.
          Le decadi sottomedia sono state due, ossia la prima e la terza di marzo.
          Quelle con le medie più bassa ed alta sono la prima di marzo (5462 metri) e l’ultima di maggio (5714 metri); quelle più anomale sono la prima di marzo (-58 metri) e la seconda di aprile (+131 metri).

          Ora passiamo alle frequenze dei valori, cominciando dalle temperature:

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          Abbiamo avuto sedici giornate con temperatura negativa, di cui 13.5 in marzo e le rimanenti 2.5 in aprile; di queste 4.5 hanno avuto valori inferiori a -5°C (3.5 in marzo ed una ad aprile).
          I giorni con valori compresi fra zero e cinque gradi sono stati 23 (13.5 in marzo, sette in aprile e 2.5 in maggio), quelli con temperatura compresa fra cinque e dieci gradi sono stati 43 (3.5 in marzo, venti in aprile e 19.5 in maggio) ed infine le giornate con valori in doppia cifra sono state nove (un valore in marzo ed 8.5 in maggio).
          Rispetto al decennio in corso, lo scarto dalla sua media è di -0.2°C; abbiamo avuto quattro giornate in più con temperatura negativa (e quelle con valori sotto i -5°C sono state 3.5 in più).
          I giorni con valori compresi fra zero e cinque gradi sono stati dieci in meno, quelli con temperatura fra cinque e dieci gradi sono stati otto in più ed infine quelli con valori in doppia cifra sono stati due in meno.
          La primavera è rimasta circa stabile nel corso dei primi vent’anni, poi ha subìto un riscaldamento: esso è cominciato all’inizio del decennio scorso e si è inasprito dal 2007 in poi.
          A partire da quell’anno abbiamo avuto diverse primavere molto calde e tutte superano quella più rovente del periodo precedente (che è la 2001): abbiamo infatti la 2007, 2009, 2012, 2011, 2014, 2018 e 2017 ai primi sette posti; da notare anche che la prima metà della 2017 e la seconda della 2018 sono state da record nelle loro classifiche.
          È ancora possibile avere primavere non molto calde, vicine alla media o poco sotto; esempi sono la 2008, 2015, 2016, 2019 (la cui seconda metà è stata molto fresca), 2020 e soprattutto la coppia 2010 e 2013.
          Come dicevo, è ancora possibile avere primavere non molto calde, ma quelle fredde sembrano proprio sparite.
          Un primo contributo al riscaldamento è stato dato da maggio durante lo scorso decennio; tuttavia questo mese è curiosamente tornato sui suoi passi durante questo decennio, per cui il suo contributo attuale è minoritario.
          I maggiori responsabili del riscaldamento sono marzo ed aprile: il primo è rimasto stabile per i primi trent’anni e poi si è scaldato di 1.1°C, il secondo è rimasto stabile per i primi due decenni e dal 2007 si è scaldato vistosamente (+1.6°C complessivi).
          Nel complesso abbiamo perso 5/7 giornate con temperatura negativa e ne abbiamo guadagnate 8/9 con valori oltre i cinque gradi.
          Il paragone con i primi due decenni vede uno scarto dalle loro medie di +1.1°C; le giornate con temperatura negativa sono state 1/3 in meno (quelle con valori sotto i -5°C sono state 2.5 in più).
          I giorni con temperatura compresa fra zero e cinque gradi sono stati 12/14 in meno, quelli con valori tra cinque e dieci sono stati 14 in più ed infine le giornate con temperatura in doppia cifra sono state una (o nessuna) in più.

          (continua)
          I tipi di utenti nei forum meteo:

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          • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
          • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
          • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
          • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
          • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
          • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
          • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
          • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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          • Adesso vediamo lo zero termico:

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            Ci sono state complessivamente 15 giornate con ZT inferiore a 1500 metri, di cui 12.5 in marzo e 2.5 in aprile; fra queste, 5.5 hanno avuto lo ZT sotto i mille metri (4.5 in marzo ed una in aprile).

            I giorni con valori compresi fra 1500 e duemila metri sono stati 11.5 (8.5 in marzo e tre in aprile), quelli con ZT tra duemila e 2500 metri sono stati 20.5 (3.5 in marzo, sette in aprile e dieci in maggio), le giornate con valori tra 2500 e tremila metri sono state 27 (4.5 in marzo, 13.5 in aprile e nove in maggio) ed infine quelle con valori sopra i tremila metri sono state 17 (due in marzo, 3.5 in aprile ed 11.5 in maggio; di queste, tre sono state sopra i 3500 metri).
            Rispetto al decennio in corso lo scarto dalla sua media è di +55 metri.
            Abbiamo avuto una giornata in più con ZT inferiore a 1500 metri (e 2.5 in più con valori sotto i mille metri), i giorni con valori compresi tra 1500 e duemila metri sono stati 6.5 in meno, quelli con ZT tra duemila e 2500 metri sono stati 3.5 in meno, le giornate con ZT tra 2500 e tremila metri sono state cinque in più ed infine quelle con ZT superiore ai tremila metri sono state tre in più (lo stesso numero con valori sopra i 3500).
            Anche nel caso dello ZT si può osservare un primo aumento delle medie stagionali intervenuto tra il 1999 ed il 2003; poi anche in questo caso il cambiamento si è fatto più evidente dal 2007 in poi.
            Infatti abbiamo avuto sette stagioni tra le prime sette con la media più elevata (2007, 2017, 2014, 2009, 2011, 2012 e 2020), nel 2017 e nel 2018 abbiamo stabilito il nuovo record della prima e seconda metà stagionale e solo tre sono nella seconda parte della classifica (la 2019, ma soprattutto la 2010 che è decima e la 2013 che è undicesima).
            Naturalmente le primavere con medie elevate erano presenti anche in passato, ad esempio tra le prime dieci troviamo la 1983 (nona) e la 1994 (decima) ma erano ben meno frequenti rispetto a questo periodo; in compenso primavere con medie molto basse (come alcune degli anni ’80, ’90 e la 2004) sembrano ormai scomparse.
            Pure nel caso dello ZT il cambiamento è avvenuto principalmente a causa di marzo ed aprile: il primo ha aumentato la sua media di 162 metri (con due salti avvenuti tra gli anni ’80 e ’90 e tra il decennio scorso e questo), mentre aprile è salito di ben metri.
            Maggio era salito di 130 metri fino al decennio scorso, poi è tornato indietro quasi ai livelli degli anni ’80 e quindi il suo contributo è marginale; ogni tanto capitano ancora mesi di marzo in media o con media bassa (lo stesso dicasi per maggio), mentre i mesi di aprile con ZT basso sono praticamente scomparsi.
            Nel complesso abbiamo perso otto giornate con ZT sotto i duemila metri (passate da 40 a 32) e guadagnate sei con ZT sopra i 2500 metri (passate da 30 a 36).
            Il confronto con i primi vent’anni evidenzia uno scarto dalla loro medie di +204/+209 metri.
            Abbiamo avuto 3/5 giornate in meno con ZT inferiore a 1500 metri (un valore in più o in meno con ZT sotto i mille), i giorni con valori compresi tra 1500 e duemila metri sono stati 10.5/7.5 in meno, quelli con ZT tra duemila e 2500 metri sono stati 1/3 in meno, le giornate con valori tra 2500 e tremila metri sono state otto in più ed infine i giorni con ZT superiore a tremila metri sono state 5/6 in più.

            Infine la tabella riassuntiva:

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ID: 1639286


            In conclusione, la primavera è stata complessivamente poco al di sopra della media dal punto di vista delle temperature ma lo ZT e soprattutto i geopotenziali sono stati alti; come ricordato sopra, la primavera si è scaldata in particolare dal 2007 in poi ed anche questa ha mostrato caratteristiche tipiche di questo nuovo periodo.
            Marzo è stato vicino alle proprie medie, l’ultima parte è stata piuttosto fredda con temperature ben negative e ZT sotto i mille metri; l’irruzione è stata davvero notevole per il periodo.
            Il primo mese primaverile, pur essendo stato vicino alla media, è stato più rigido di tutti e tre i mesi invernali precedenti e ha avuto un’irruzione fredda più forte di tutti e tre: questo la dice lunga sulla pochezza dell’inverno 2019/20.
            Aprile invece è stato piuttosto caldo, con ZT e geopotenziali elevati; ormai mesi con queste caratteristiche si verificano frequentemente dal 2007 in poi, aprile è uno dei mesi dell’anno che si è scaldato in misura maggiore e questo lo ha ribadito.
            Maggio è stato complessivamente in media, con una parte centrale calda ed un finale fresco; al contrario di aprile, è uno dei mesi dell’anno che hanno conservato maggiormente le loro caratteristiche rispetto ai decenni passati.
            Come dicevo, è stata una primavera che ha avuto caratteristiche tipiche di questo periodo: è stata di un grado più calda rispetto alle medie dei primi vent’anni (e lo ZT è stato duecento metri più alto) ed aprile è stato caldo come sta accadendo spesso da tredici anni.
            Il numero di giornate dal sapore invernale (temperatura negativa e ZT sotto i 1500 metri) è stato quasi in media, sono invece mancate varie giornate con temperatura compresa tra zero e cinque gradi (e ZT compreso tra 1500 e duemila metri) e invece ne abbiamo avute ben di più con temperatura tra cinque e dieci gradi (e con ZT sopra i 2500 metri).

            Tra qualche giorno metterò il promemoria per l'estate.
            I tipi di utenti nei forum meteo:

            • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
            • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
            • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
            • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
            • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
            • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
            • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
            • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
            • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
            • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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            • Dopo aver visto maggio e la primavera appena conclusa, passiamo al promemoria per l’estate; cominciamo con una tabella che riporta le medie 1991/2019 e quelle record per tutte e tre le grandezze:

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              L’estate 2019 era stata davvero molto calda, la considero una delle sorelle minori della 2003 con la quale presenta alcune analogie.
              Giugno è stato caldissimo, è ai livelli del 2003 a cui somiglia davvero parecchio: è stato costantemente sopra la media e quasi senza pause, nella terza decade ha avuto un’ondata di calore veramente molto forte (nel 2003 ne arrivò una a cavallo delle prime due decadi).
              L’ultima decade mensile è da record per tutte e tre le grandezze (per la temperatura è a pari merito con il 2006) anche tra tutte le decadi mensili; la temperatura ha raggiunto i 24.2°C, battendo (due volte) il precedente record mensile.
              Giugno si è fermato ad un solo decimo dal 2003 ed ha stabilito le nuove medie record per ZT e gpt: per la prima volta lo ZT di giugno ha superato i 3800 (ed addirittura i 3900) metri di media mensile e i gpt hanno superato per la seconda volta la media di 5800 metri.
              Luglio nel complesso ha avuto quasi le stesse medie di giugno, ma avendo medie di riferimento ben più alte è stato decisamente meno anomalo del mese precedente; ad ogni modo, è entrato nella top ten per le temperature ed è poco dietro per le altre due grandezze.
              La sua parte centrale ha rappresentato l’unica vera pausa dell’estate.
              Agosto è stato discretamente caldo nel complesso ed ha avuto una temperatura media molto simile ai due mesi precedenti, si è piazzato tra i primi dieci in tutte e tre le sue classifiche in virtù anche di uno ZT medio a quasi 4000 metri e di gpt piuttosto alti.
              Ha dato il meglio (o il peggio, a seconda dei punti di vista) di sé nella terza decade, che è stata davvero calda e con gpt piuttosto elevati; questo mese si è fatto notare per il picco dello ZT, esso ha superato per un paio di volte addirittura i 5000 metri, stabilendo per due volte il nuovo record mensile e sfiorando quello assoluto della serie.
              Abbiamo anche stabilito record importanti:

              • Temperatura massima di giugno e della prima metà estiva: i 24.2°C ed i 23.6°C dei giorni 27 e 28 superano i 21.6°C del 23 giugno 2017 ed i 22.8°C del primo luglio 2012.
              • ZT di agosto: i 5073 e 5086 metri dei giorni 10 ed 11 battono i 5030 metri del 31 agosto 2015 ed avvicinano moltissimo il record assoluto estivo e non (5098 metri del 30 luglio 1983).
              • Nuova media record della prima metà stagionale per tutte le grandezze; sono stati battuti rispettivamente il 2003, 2012 e 2015.
              • Nuova media record stagionale per lo ZT, superata la 2015 di 28 metri.
              • Nuova media record stagionale per i geopotenziali, superata la 2003 di quattro metri.


              Dopo aver riassunto la stagione scorsa, metto le classifiche mensili della temperatura, quella comprendente tutti e tre i mesi:

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              Adesso il grafico con le medie mensili stagione per stagione, l’esito del confronto tra i vari mesi e il grafico che fa il paragone tra le medie decennali dei mesi (e le differenze tra di esse):

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              Come possiamo vedere, l’estate è dominata dal duopolio luglio-agosto; essi sono stati lo stesso numero di volte i più caldi del trimestre estivo ed entrambi sono stati quasi sempre più caldi di giugno (questo fatto non è accaduto solo nel 1996, 2000, 2003, 2006 e 2019).
              Giugno si è scaldato davvero tanto nel corso dei decenni (ben 2.3°C) ed è il mese dell’anno che ha incrementato la propria media in misura maggiore; ha iniziato la sua salita da metà anni ’90 (dal 1996 a livello italiano), è ormai palese che le medie del passato sono irraggiungibili e che esso sia molto più estivo che primaverile (al contrario del passato).
              Gli ultimi tre giugni sono stati molto caldi, è da vedere se si è trattato di una fase temporanea o di un nuovo salto verso l’alto; il riscaldamento dell’estate si deve in misura maggiore proprio a giugno.
              Nonostante i grandi progressi, giugno rimane quasi sempre il mese estivo meno caldo: per poter competere con gli altri due mesi lui deve essere caldo e gli altri due essere sottotono (o non calcare troppo la mano).
              In genere giugno è relativamente vicino agli altri due mesi durante estati fresche ed instabili, come la 1996, 2002 e 2014; l’anno scorso invece è stato vicinissimo agli altri due (e per la prima volta è stato il più caldo del trimestre) durante un’estate molto calda.
              Luglio ed agosto si sono alternati nel corso dei decenni e la differenza tra i due è stata nell’ordine dei decimi; entrambi si sono scaldati rispetto agli anni ’80, luglio è il mese che lo ha fatto in maniera minore (analogamente a gennaio nel caso dell’inverno) mentre agosto ha guadagnato complessivamente 1.7°C ed ora è il più caldo di tutti.
              Notiamo anche che la differenza tra giugno e gli altri mesi si è ridotta, in particolare quelle fra giugno e luglio.
              Una particolarità dell’estate 2019 è l’aver avuto tutti i tre i mesi a distanza molto ravvicinata tra di loro; due mesi con medie vicinissime tra loro sono già capitati in passato (giugno-luglio 1996, giugno-agosto 2002 e 2005, gennaio-febbraio 2014, febbraio-marzo 2016 sono alcuni esempi presi a caso), come pure sono capitate stagioni con i tre mesi ravvicinati tra loro (le già ricordate 1996, 2002 e 2014) ma nessuna ha avuto una differenza così piccola tra tutti e tre.
              Poiché una differenza così piccola fra i tre mesi appare impossibile da ottenere in primavera ed autunno, ho dato un’occhiata agli inverni: ci sono un paio di stagioni con poca differenza tra i mesi, esse sono il 2005/06 (-2.5°C, -2.4°C e -1.7°C) ed il 2019/20 (2.1°C, 1.7°C e 1.6°C), un inverno è stato molto freddo mentre l’altro è stato molto mite.

              Ora i grafici delle due metà estive:

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              Le medie decennali della prima metà stagionale sono 11.5°C, 11.8°C, 12.8°C e 13.4°C; l’incremento è stato notevole (+1.9°C), la cosa era prevedibile dato che la prima metà estiva è costituita principalmente dai dati di giugno.
              Le medie della seconda parte sono 13.8°C, 14.3°C, 14.4°C e 15.2°C, con un incremento complessivo di 1.4°C; notiamo che ora la prima metà estiva ha quasi raggiunto la media della seconda metà stagionale degli anni ’80 e che la prima parte dell’estate si è scaldata di più rispetto alla seconda.
              La seconda parte dell’estate è quasi sempre più calda della prima, le uniche eccezioni si sono verificate nel 2002 e 2010 (-0.2°C), altri esempi di estati aventi poca differenza tra le due metà sono la 2006 (0.5°C), 2019 (0.6°C), 1996 (0.7°C), 1982 (0.8°C), 1981 (0.9°C) e 2014 (1.1°C).
              Estati che hanno avuto una notevole differenza tra le loro metà sono la 1992 (ben 5.8°C, con la prima parte molto fresca e la seconda caldissima), 1985 (4°C), 2001 e 1998 (3.7°C), 1988 (3.5°C), 2013 (3.2°C) e la coppia 1993/2018 (3.1°C).
              I due grafici ci aiutano anche a capire il motivo che rende l’estate 2003 così difficilmente eguagliabile: essa è partita fortissimo (ed è stata battuta solo dalla 2019) ed ha avuto una seconda parte caldissima (agosto 2003 è stato il mese più rovente in assoluto, anche considerando tutti gli altri) che non è stata avvicinata da quasi nessun’altra.
              Pertanto tale stagione accumula un bel vantaggio già nella prima parte, la seconda è tanto calda che è più facile perdere terreno su di essa che guadagnarne; ne consegue che le sfidanti dell’estate 2003 devono partire molto forte e calcare la mano in luglio (che nel 2003 fu il meno anomalo del trimestre), in modo da far fronte alla rimonta della 2003 in agosto.

              Adesso la classifica delle estati ed il grafico:

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              Come ci siamo accorti anche senza usare il termometro, l’estate si è fortemente scaldata nel corso dei decenni ed è la stagione che lo ha fatto in misura maggiore.
              Le medie decennali sono di 12.5°C, 13°C, 13.6°C e 14.3°C; l’incremento complessivo è di ben 1.8°C.
              Nel primo trentennio abbiamo avuto un’estate molto calda ogni 9-11 anni (1983, 1994 e 2003); in questo la regola empirica è saltata, infatti dopo la 2012 abbiamo avuto diverse stagioni molto calde a distanza assai ravvicinata.
              Durante gli anni ’80 abbiamo avuto solo l’estate 1983 sopra la media (con il famigerato e caldissimo luglio), la quale è ottava ed è l’unica nella prima metà della classifica; sei sono tra le dieci più fredde (1984, 1989, 1987, 1981, 1990 e 1986) e la 1984 è la più fresca in assoluto di tutta la serie.
              Durante gli anni ’90 abbiamo avuto sette estati sottomedia, con la 1996, 1997, 1995 e 1993 tra le prime dieci più fredde; dall’altro lato abbiamo la 1994 (settima), la 1998 (decima) e la 1992 (tredicesima).
              Nel decennio scorso spicca ovviamente la stagione 2003, che è isolatissima ed è stata avvicinata soltanto vari anni dopo; troviamo solo due estati fresche (2004 e 2005) mentre le altre si concentrano tra l’undicesimo posto (la 2009) ed il diciottesimo (2001, 2002 e 2006).
              In questo decennio la situazione si è inasprita in maniera notevole, abbiamo avute diverse estati molto calde a distanza molto ravvicinata: infatti troviamo la 2019, 2012, 2017, 2015 e 2018 tra il secondo e sesto posto tra le più roventi, con la 2013 che è nona e la 2016 che è undicesima (ed entrambe sono state più calde di quasi tutte le stagioni dei primi vent’anni).
              Un po' più in basso troviamo la 2011 (tredicesima) e condizionata da un luglio molto fresco e la 2014, l’unica fresca (undicesima) del decennio ma a prezzo di una piovosità da record.
              Altri dati che possono rendere l’idea del cambiamento sono il numero di mesi con media pari o superiore a 15 gradi ed il numero di giornate con temperatura superiore a 15 gradi: ho notato che temperature superiori a tale soglia, se insiste per vari giorni, diventa assai pesante anche se non vengono raggiunti picchi estremi e che un mese con una tale media non è affatto fresco (anzi..).
              Durante gli anni ’80 abbiamo avuto un solo mese con media sopra i 15 gradi, ossia il famigerato luglio 1983; i giorni con T sopra i 15 gradi erano mediamente 20 per stagione.
              Negli anni ’90 i mesi sopra la soglia sono stati sei (di cui due nel 1994) e le giornate erano mediamente 24.
              Durante il decennio scorso i mesi oltre i 15 gradi sono stati sempre sei (di cui due nel 2003) e le giornate erano mediamente 30.
              In questo decennio abbiamo avuto addirittura quattordici mesi sopra i 15 gradi (solo la stagione 2014 ne è stata immune) e le giornate con temperatura sopra la soglia scelta sono salite a ben 37.
              Sono diminuite in particolar modo le giornate con temperatura sotto i dieci gradi, passate da 21 a 17 a dodici mentre ora sono solo nove.
              (continua)
              I tipi di utenti nei forum meteo:

              • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
              • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
              • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
              • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
              • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
              • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
              • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
              • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
              • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
              • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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              • Ora passiamo allo zero termico.
                Ecco le classifiche mensili e quella combinata:

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                Adesso il grafico con le medie mensili stagione per stagione, l’esito del confronto tra i vari mesi e il grafico che fa il paragone tra le medie decennali dei mesi (e le differenze tra di esse):


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                La situazione presenta alcune analogie e differenze rispetto a quella delle temperature.
                Anche in questo caso giugno ha aumentato la sua media in maniera davvero importante (+317 metri) ed ha quasi dimezzato la sua distanza da luglio; nonostante i grandi progressi, non è mai stato il migliore del trimestre (pur mettendo a segno una grandissima prestazione nel 2019) e solo in tre casi (2003, 2017 e 2019) ha avuto una media mensile paragonabile a quelle di luglio ed agosto dei decenni passati.
                Luglio ha avuto una flessione negli anni ’90, poi si è riportato al livello precedente e lo ha mantenuto; curiosamente la sua media dello scorso decennio è stata identica a quella di agosto.
                Agosto è stato molto spesso il mese con la media più alta (due volte su tre), anche lui è cambiato in maniera sensibile (+185 metri) ed ora è il mese dell’anno avente la media più elevata di tutti; si nota anche che dal 2008 in poi ha superato spesso la media di 3900 metri, anche quando non è stato molto caldo (ad esempio nel 2008 e 2016). Anche lui ha un vantaggio ridotto rispetto a giugno, ma ha perso in misura minore rispetto a luglio.
                Luglio è il migliore poche volte (una su quattro negli ultimi vent’anni), ma nel 2015 ha fatto un piccolo dispetto ad agosto: gli ha portato via il primato di mese con la media più elevata in assoluto, record che apparteneva all’insospettabile agosto 1992.
                Vediamo anche che certe medie elevate (tipo dai 3900 metri in su) si verificavano anche nel lontano passato, ma con minor frequenza; notiamo anche che l’estate 2015 ha avuto ben due mesi con media oltre i 4000 metri (in totale sono sei).

                Ora i grafici delle due metà estive:

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                Le medie decennali della prima metà sono: 3347, 3349, 3487 e 3564 metri (+217 complessivi); le medie della seconda metà sono 3739, 3733, 3766 e 3888 metri (+149 complessivi).
                Anche in questo caso notiamo che la prima metà ha aumentato le proprie medie in misura maggiore rispetto alla seconda, ma la media attuale della prima parte non è vicina a quella più datata della seconda.
                Le stagioni con la differenza minore tra le loro due metà sono la 2002 (-148 metri), 2006 (zero), 2010 (8), 1981 (76), 1996 (141), 2000 (143), 1982 (166) e 2012 (170).
                Le estati con la differenza maggiore sono la 1992 (1009 metri!), 1985 (666), 1988 (625), 2009 (581), 2013 (574), 1989 (566), 1986 (545) e 2001 (543).
                Notiamo anche qui che l’estate 1992 ha di fatto avuto due stagioni in una e che il suo primato nella seconda parte è ancora imbattuto; anche in questo caso la 2019 ha stabilito il nuovo record della prima metà e vediamo anche che ultimamente abbiamo avuto seconde parti estive con medie molto alte (in particolare 2015, 2016, 2017 e 2019).
                A differenza della temperatura, l’estate 2003 non primeggia in nessuna delle due metà.

                Adesso la classifica delle estati ed il grafico:



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                Le medie decennali sono di 3543, 3544, 3627 e 3726 metri; l’aumento complessivo è di 183 metri ed anche in questo caso l’estate è la stagione che ha incrementato maggiormente la sua media.
                I primi vent’anni hanno avuto medie quasi identiche; probabilmente questo risultato è una semplice coincidenza, se cambiassimo gli anni compresi nei decenni (ad esempio 1985-1994 e 1995-2004) avremmo medie decennali differenti.
                Ad ogni modo, possiamo vedere come siano prevalse le estati sottomedia (otto negli anni ’80, sette negli anni ’90 e cinque nel decennio scorso) per un lungo periodo di tempo; la situazione è cambiata a partire dal 2007, dopo di essa abbiamo avuto solo tre stagioni sottomedia e solo una (la 2014) veramente in basso nella classifica (sesta).
                Durante gli anni ’80 abbiamo avuto quattro estati tra le medie più basse (1989, 1984, 1986 e 1981), con la 1989 che conquista il primato; dall’altro lato troviamo nella prima metà la 1983 (ottava) e la 1982 (quattordicesima).
                Negli anni ’90 troviamo il trittico 1995-1996-1997 compreso fra il secondo e quinto posto tra le medie più basse (e la 1993 undicesima); tra le medie più alte ci sono la 1994 (decima) ed il trittico 1992-1998-1991 tra il quindicesimo e diciassettesimo posto.
                Durante il decennio passato abbiamo avuto il trittico 2004-2005-2006 compreso fra l’ottavo ed il dodicesimo posto tra le più medie più basse; dall’altro lato spicca ovviamente l’estate 2003, che in questo caso perde la sua eccezionalità (è “solo” quarta nella classifica generale), poi abbiamo la 2009 (nona), 2010 (ottava) e la coppia 2007-2008 al dodicesimo e tredicesimo posto.
                In questo decennio abbiamo avuto le stagioni 2011 e 2013 vicine alla metà della classifica e la 2014 molto in basso (il flusso atlantico, dopo aver quasi cancellato l’inverno precedente, fece la stessa cosa con l’estate).
                Notiamo invece che l’estate 2003 è stata battuta tre volte nel giro di cinque stagioni e che cinque estati di questo decennio siano ai primi sei posti in classifica (2019, 2015 e 2017 sul podio, 2012 quinta e 2016 sesta); in effetti la stagione 2016 è stata relativamente innocua al suolo (per gli standard attuali), ma non lo è stata in quota.
                Anche in questo caso metto un altro dato per dare l’idea del cambiamento: il numero (medio) di giornate per estate aventi ZT inferiore a tremila metri era 17 negli anni ’80, poi è passato a 15, poi 12 ed ora è a 10.
                Al contrario, le giornate con ZT sopra i quattromila metri sono passate da 21 a 19, poi 25 ed ora sono trenta.
                (continua)
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                • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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                • Infine termino on i geopotenziali; metto le classifiche ed i grafici analoghi ai precedenti:


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                  In questo caso sarò stringato perché ci sono molte analogie con la temperatura e lo zero termico.
                  Giugno è quasi sempre il mese con i geopotenziali più bassi, in effetti le rimonte nordafricane sono più deboli e brevi rispetto agli altri due mesi; curiosamente è riuscito a prevalere nel 1996 (a pari merito con luglio) e nel 2002 e non quando ha avuto medie veramente molto alte per i suoi standard (2003, 2017 e 2019).
                  Ha aumentato la sua media più di tutti (+47 metri), dimezzando il suo distacco da luglio e limando quello da agosto.
                  Luglio è calato durante gli anni ’90, poi è gradualmente tornato ai livelli iniziali (analogamente allo zero termico); di fatto è cambiato pochissimo nel corso dei decenni.
                  Agosto è stato il mese con le medie più elevate una volta su due, in questo decennio ha preso decisamente il sopravvento superando per otto volte (2014 a parte) la media di 5800 metri; attualmente è il mese dell’anno con i geopotenziali più elevati.
                  Notiamo anche una cosa curiosa: la classifica combinata dei tre mesi ha un terzetto al comando, esso è costituito dall’agosto 1992, 2017 e da luglio 2006 (seguiti da luglio 2015 ed agosto 2003).

                  Infine vediamo i grafici delle metà stagionali e poi la classifica (e grafico) delle stagioni:

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ID: 1639472



                  Le medie decennali della prima metà sono 5740, 5742, 5758 e 5772 metri (+32 complessivi); quelle della seconda parte sono 5789, 5794, 5787 e 5809 metri (+20 complessivi), anche in questo caso i maggiori progressi si sono verificati nella prima metà.
                  Le stagioni che hanno avuto la differenza minore tra le loro due metà sono la 2006 (-40), 2002 (-21), 2010 (-5), 1981 (+7), 2011 (+8), 1996 (+14), 2005 (+16), 1982 (+18), 2015 (+20) e 2014 (+21).
                  Le estati con le differenze maggiori sono la 1992 (+143), 2009 e 1988 (+88), 1990 (+80), 1985 (+74), 2001 (+70), 1989 (+69), 2016 e 1998 (+68) e 2013 (+67).
                  Anche qui ritroviamo l’estrema differenza che ha caratterizzato la stagione 1992 e vediamo che anche qui l’estate 2003 non prevale in nessuna delle due parti: ha perso il record della prima parte di recente mentre non ha mai avuto il primato della seconda.
                  Anche per i geopotenziali vediamo come varie seconde parti stagionali abbiano avuto medie piuttosto alte: la 2019 è terza, poi troviamo quasi tutte quelle dal 2012 al 2018 fra il quinto ed il decimo posto.

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ID: 1639474


                  Le medie decennali sono 5764, 5768, 5773 e 5790 metri, con un aumento complessivo di 26 metri.
                  Si possono fare considerazioni molto simili a quelle fatte per le temperature e lo zero termico.
                  Negli anni ’80 si concentra la maggior parte delle stagioni con medie basse, nella prima metà della classifica troviamo la 1990, 1982 e soprattutto la solita 1983 (ottava); la peggiore in assoluto è la 1989.
                  Anche durante gli anni ’90 abbiamo estati con medie particolarmente basse, come la 1995, 1996, 1997 e 1999; nella prima parte della classifica abbiamo la 1991, 1992, 1998, 2000 e soprattutto la 1994 (settima).
                  Durante lo scorso decennio vediamo che anche qui l’estate 2003 perde il primato, ma è cmq seconda; spicca anche la 2009 undicesima, mentre tra le peggiori abbiamo la 2005 (settima) e la coppia 2004-2007 (al tredicesimo a quattordicesimo posto).
                  In questo decennio è molto evidente un deciso aumento dei geopotenziali medi, d’altro canto il passaggio dallo scorso decennio a questo ha visto un aumento di 17 metri (sui 26 totali).
                  Da una parte abbiamo l’estate 2011 (quindicesima tra le più basse) e soprattutto la 2014, che è addirittura terza tra le peggiori.
                  Dall’altra abbiamo avuto una serie di estati con medie molto elevate, abbiamo la 2019 al primo posto, poi la 2017 (terza), la 2015 (quarta), 2012 (quinta), 2016 (sesta), 2018 (ottava con la 1983) e la 2013 (decima).
                  I tipi di utenti nei forum meteo:

                  • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
                  • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
                  • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
                  • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                  • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                  • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                  • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                  • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                  • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                  • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

                  :-D

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                  • Vediamo com’è andato giugno; ecco il grafico delle temperature registrate, con la media 1991/2019, gli scarti da essa ed i record giornalieri:



                    Come ci siamo accorti anche senza usare il termometro, questo giugno è stato molto diverso dai tre precedenti.
                    Le prime due decadi sono trascorse con un sottomedia quasi costante, con uno scarto spesso aggiratosi vicino ai due gradi; la fase più fresca di tutte si è verificata tra i giorni otto e dodici quando la temperatura si è mantenuta attorno ai 7-8 gradi con scarti negativi di 3-5 gradi.
                    La seconda decade è trascorsa con la temperatura molto vicina ai dieci gradi e con scarti negativi di uno-due.
                    Durante la terza parte del mese l’estate ha ingranato in maniera graduale e senza presentare vere e proprie ondate di calore: la frescura ha lasciato il posto a valori pienamente estivi (14-15 gradi) e moderatamente sopra la media.
                    Come detto sopra, questo giugno è stato profondamente diverso dai tre precedenti: è stato notevolmente più fresco e praticamente privo di vere e proprie ondate calde.
                    Come vedremo, è stato anomalo anche rispetto a questo decennio e non solo rispetto al triennio scorso.

                    Giugno ha avuto una media finale di 11.1°C, a -1°C dalla 1991/2019; si è piazzato al dodicesimo posto tra i più freschi insieme al 1993 e 1999, dietro al 1986 e davanti al 1981 di un decimo.
                    Le tre decadi hanno avuto medie di 9.6°C (-1.4°C), 10.2°C (-2°C) e 13.6°C (+0.4°C); la prima e la seconda sono al 15° e dodicesimo posto tra le più fresche, la terza al tredicesimo tra le più calde (nelle loro classifiche).
                    I valori estremi sono stati di 6.2°C e 15.6°C, registrati nei giorni dieci e 28-29; non abbiamo avvicinato o battuto record (decadali o mensili), quelli mensili sono 2.4°C e 24.2°C registrati il due giugno 2006 ed il 27 giugno 2019.

                    Ora vediamo la frequenza dei valori registrati:



                    Abbiamo avuto dieci giornate con valori sotto i dieci gradi (nessuna con valori sotto i cinque); i giorni con temperatura compresa fra dieci e quindici gradi sono stati 18 e quelli con valori superiori a quindici gradi sono stati un paio (nessuno con temperatura oltre i venti).
                    Rispetto alla media decennale in corso, lo scarto è di ben -1.6°C.
                    Ci sono state tre giornate in più con temperatura inferiore a dieci gradi, i giorni con valori compresi fra dieci e quindici gradi sono stati uno in più ed infine quelli con valori oltre i quindici gradi sono stati quattro in meno.
                    Giugno, come appare lampante anche al suolo, ha subito un forte riscaldamento nel corso dei decenni ed è probabilmente il mese che è stato più colpito dal GW; l’incremento totale è stato di ben 2.2°C.
                    Il punto di svolta lo possiamo individuare grossomodo a metà degli anni ’90: fino al 1995 abbiamo avuto la stragrande maggioranza dei giugni molto freschi, basti pensare che ben otto di essi sono ai primi otto posti tra i più freddi (1989, 1995, 1985, 1984, 1987, 1988, 1990 e 1990, il 1991 è decimo) e solo il 1982 è tra i più caldi (nono).
                    In seguito i mesi molto freschi sono scomparsi velocemente, solo il 2001 è sceso sotto gli undici gradi (è nono) ed il 1999 si è mantenuto poco sopra; la media di giugno è salita portandosi circa a 12 gradi durante lo scorso decennio.
                    Come dicevo, i giugni freschi sono rapidamente spariti dalla metà degli anni ’90: infatti durante i successivi 25 anni abbiamo avuto solo cinque mesi nella seconda parte della classifica (2001, 2020, 2004, 2013 e 2009) e gli unici veramente molto freschi sono stati il già citato 2001 e questo.
                    Ovviamente alla scomparsa dei mesi freschi ha fatto da contraltare l’aumento dei mesi caldi: basti pensare che fra i primi 15 in classifica quattordici si sono verificati dal 2000 in poi e che tra i primi dieci quattro appartengono a questo decennio (2019, 2017 e 2012 sono fra il secondo ed il quarto posto, il 2018 è sesto).
                    Negli ultimi tre anni giugno aveva calcato molto la mano, prima avvicinando e poi addirittura eguagliando il caldissimo 2003; per due volte avevamo ritoccato il record mensile.
                    Anche ignorando le medie, possiamo vedere come si siano praticamente dimezzate le giornate fresche (quelle con valori sotto i dieci gradi, passate da 14 ad appena sette) e quelle con ondata calda (temperatura superiore a quindici gradi) sono passate da due a sei.
                    C’è stato un notevole incremento anche delle medie dei valori minimi e massimi, indice di ondate di calore ben più forti rispetto al passato: i valori massimi hanno cominciato a salire dal 2002 in poi e soprattutto dal 2012, notate anche i valori altissimi del 2017 e soprattutto del 2019.
                    Facendo il paragone con i decenni scorsi, lo scarto dalle loro medie è di +0.6°C/-1.2°C con uno scarto di appena un decimo dalla media degli anni ‘90.
                    Abbiamo avuto 4/2 giornate in meno/più con temperature inferiori a dieci gradi, i giorni con valori compresi fra dieci e quindici gradi sono stati 2/3 in più e quelli con temperatura superiore a quindici gradi sono stati 1/6 in più/meno.
                    Vediamo quindi che questo mese ha avuto caratteristiche molto più vicine a quelle medie degli anni ’90 e ben lontane da quelle dei due decenni successivi.

                    Adesso vediamo lo zero termico:



                    L’andamento dello ZT è simile a quello della temperatura: i primi venti-ventidue giorni del mese hanno avuto quasi solo valori sotto la media di riferimento e poi la situazione si è capovolta.
                    Inizialmente lo ZT si è attestato vicino ai tremila metri, con scarti negativi di 2-300; anche in questo caso a cavallo delle due decadi si è avuta la fase più sottomedia del mese, in questo caso lo ZT è sceso fino a 2500 metri e gli scarti negativi hanno raggiunto i 6-800 metri.
                    Dopo un breve rimbalzo a quattromila metri, lo ZT si è riportato a 3100 - 3200 metri (con scarti negativi di 2-400) fin al giorno 23; in seguito lo ZT è salito oltre i 4000 metri (con una punta oltre i 4500) con scarti positivi di 4-60 metri ed anche oltre.

                    Il mese ha chiuso con una media di 3325 metri, a -56 metri da quella di riferimento; esso è al 19° posto tra le medie più basse, davanti al 1996 e dietro al 1983 di dieci e 18 metri.
                    Le tre decadi hanno avuto medie di 2972 (-247), 3219 (-165) e 3784 (+247) metri; la prima e la seconda sono al 14° e ventesimo posto tra le più basse, la terza è al dodicesimo tra le più alte (nelle loro classifiche).
                    I valori estremi sono stati di 2418 e di 4706 metri, registrati nei giorni undici e trenta; non abbiamo avvicinato o battuto record (decadali o mensili), quelli mensili sono di 1765 e 4927 metri registrati il sei giugno 1986 ed l’11 giugno 2017.

                    Ora passiamo alla distribuzione dei valori registrati:




                    Abbiamo avuto un solo valore con ZT compreso tra duemila e 2500 metri, 7.5 giorni con valori tra 2500 e tremila metri, tredici giornate con ZT fra tremila e 3500 metri, 5.5 giorni con valori fra 3500 e quattromila metri ed infine 3.5 giornate con ZT sopra i 4000 metri.
                    Lo scarto rispetto a questa media decennale è di -131 metri.
                    C’è stato un valore in meno con ZT fra duemila e 2500 metri, i giorni con valori compresi tra 2500 e tremila metri sono stati 1.5 in più, quelli con ZT fra tremila e 3500 metri sono stati quattro in più, le giornate con valori fra 3500 e quattromila metri sono stati 2.5 in meno ed infine i giorni con ZT superiore a 4000 metri sono stati 2.5 in meno.
                    Anche in questo caso osserviamo un forte aumento delle medie mensili e decennali, pure in questo caso il GW ha avuto la mano molto pesante e l’incremento totale della media decennale è stato di ben 301 metri.
                    Pure nel caso dello ZT la situazione comincia a cambiare a partire dalla metà degli anni ’90, con la drastica diminuzione dei mesi con medie basse; essa però appare un po' meno marcata rispetto al caso delle temperature, ma la tendenza di fondo è uguale.
                    Basti pensare che fino al 1995 abbiamo avuto ben otto mesi tra i primi dieci con le medie più basse (1989, 1995, 1985, 1988, 1992, 1986 e 1984 ai primi sette posti con il 1987 nono e i primi due con una media addirittura inferiore ai tremila metri!) ed altri compresi nella prima metà della classifica; tra le medie più elevate troviamo solo la coppia 1981-1982 (nona e decima).
                    In seguito troviamo nella seconda parte della classifica il 2001 (ottavo), il 2004 e 2013 (decimo ed undicesimo), il 2014 ed il 2009 (14° e 15°) e poi il 1999 ed il 1996.
                    Tra le medie più elevate troviamo invece il 2019, 2003, 2017, 2012, 2002, 2000, 2010, 2007 ai primi otto posti con il 2016 e 2015 undicesimo e dodicesimo.
                    Tra quelli nominati, vediamo la prestazione clamorosa del 2019 (il primo a superare la media di 3800 ed addirittura di 3900 metri, ossia ha ottenuto un risultato da agosto post 2007) che batte nettamente il 2003 e la punta massima del 2017: quest’ultima è stata ottenuta senza particolari scaldate al suolo e ad 850 hPa, fatto accaduto anche durante la stagione 2016.
                    Lasciando da parte le medie mensili, possiamo comunque notare un incremento dei picchi minimi e massimi medi; vediamo anche che nel corso dei decenni abbiamo perso quattro giorni con ZT inferiore a tremila metri e che quelli con ZT sotto i 2500 metri ormai sono quasi spariti (fino al 1996 capitavano ogni anno, in questo decennio ne abbiamo avuti 5.5 nel 2013 e qualche valore nel 2014, 2015 e 2020).
                    In compenso abbiamo guadagnato quattro giorni con ZT sopra i quattromila metri; i valori sopra i 4500 metri restano sempre molto pochi, anche se ora capitano più spesso (il 2019 ne ha avuti ben undici!).
                    Rispetto ai decenni passati, lo scarto dalla loro media decennale è di +170/-71 metri.
                    Abbiamo avuto 1.5/2.5 giornate in meno con ZT compreso fra duemila e 2500 metri, 1.5/0.5 giorni in più/meno con valori tra 2500 e tremila metri, le giornate con ZT fra tremila e 3500 metri sono state 3/5 in più, ci sono stati 0.5/4.5 giorni in meno con valori fra 3500 e quattromila metri ed infine 1.5 giornate in più/meno con ZT superiore a quattromila metri.

                    I geopotenziali medi sono stati di 5715 metri, a -32 dalla media 1991/2019; essi sono all’undicesimo posto tra le medie più basse, dietro al 1997 e davanti alla coppia 1990-1991 di un metro.
                    Le tre decadi hanno avuto medie di 5649 (-75), 5695 (-52) e 5801 (+30) metri; la prima e la seconda sono al quarto e tredicesimo posto tra le più basse, la terza al dodicesimo posto tra le più alte (nelle loro classifiche).

                    Il 2020 al momento ha una temperatura media di 4.8°C, a +0.8°C dalla 1991/2019; esso è al sesto posto tra i più caldi, dietro al 2011 e davanti alla coppia 1989/2019 di un decimo.
                    Lo zero termico è stato mediamente di 2446 metri, a +286 metri dalla media di riferimento; esso è al secondo posto tra le medie più elevate, dietro al 2007 e davanti al 1990 di nove e 98 metri.
                    I geopotenziali medi sono stati di 5644 metri, a +48 metri dal solito riferimento; è la nuova media record, batte il 1990 di nove metri.

                    Ecco la tabella riassuntiva:

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                    Riassumendo, giugno 2020 è stato decisamente anomalo rispetto ai canoni medi di questo periodo, è il più fresco degli ultimi vent’anni e lontanissimo dai tre precedenti (molto caldi).
                    In pratica questo giugno ha avuto le caratteristiche medie di quelli degli anni ’90, sia come media finale che come frequenza delle temperature: è stato a lungo moderatamente sotto la media e solo alla fine si è fatto estivo, ma senza vere e proprie ondate di caldo (il picco massimo è stato piuttosto basso, anche confrontandolo con quelli del lontano passato) e caratterizzato da forte e persistente instabilità.
                    Una partenza a rilento dell’estate mancava dal 2016: anche allora le prime due decadi furono fresche ed instabili e la terza di stampo estivo, ma quattro anni fa fece più caldo e lo ZT fu più elevato durante la terza parte mensile.
                    Una cosa simile si è verificata anche per lo ZT, anche se in questo caso il mese si è piazzato a metà classifica.
                    Come sottolineato più volte, giugno ha subìto un forte riscaldamento nel corso dei decenni: pertanto un mese come questo fa davvero notizia dato che è il più fresco degli ultimi vent’anni (superando di poco il 2004).
                    D’altro canto va fatto notare che ora un giugno con queste caratteristiche spicca sugli altri, mentre era la media o quasi nei primi vent’anni coperti da quest’analisi.
                    Stante la mancanza di ondate calde vere e proprie, anche i geopotenziali sono stati discretamente bassi; lo ZT invece si è piazzato a metà classifica, segno che le tre grandezze non vanno sempre a braccetto.
                    La prima metà del 2020 è stata piuttosto calda, con lo ZT molto alto e geopotenziali record: infatti abbiamo avuto gennaio, febbraio ed aprile caldi e stabili, marzo e maggio in media e solo giugno ha registrato scarti negativi.
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                    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

                    :-D

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