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Medie e statistiche in quota

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  • Siamo giunti alla fine dell’estate, è tempo di fare un paio di riassunti; cominciamo da agosto, in particolare con i valori registrati ad 850 hPa e i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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    Il mese è cominciato con un paio di giorni molto vicini alle medie di riferimento, poi abbiamo avuto quattro giorni con deboli scarti negativi (2-3 gradi).
    In seguito la temperatura si è riportata sui 15 gradi, poi è partita un’altra ondata di calore; non è durata molto tempo (circa cinque giorni) ma ha portato nuovamente la temperatura a toccare i venti gradi con scarti positivi dalla media di 2-6 gradi.
    A Ferragosto la calura si è interrotta, abbiamo avuto una pausa di tre giorni con la temperatura che ha sfiorato i dieci gradi; in seguito nuova risalita, il giorno venti siamo tornati sopra media e sopra i 15 gradi e siamo rimasti sui 15-17 gradi sino a fine mese.

    Agosto ha avuto una media finale di 15.3°C, a +0.8°C dalla 1991/2018; esso è al nono posto tra i più caldi insieme al 1994, al 2000 ed al 2009, precede il 1998 e segue il 2014 di un decimo (in entrambi i casi).
    Le tre decadi hanno avuto medie di 15.1°C (-0.3°C), 14.7°C (+0.3°C) e 16.2°C (+2.6°C); la prima è al 17° posto tra le più fresche, la seconda e la terza sono al 17° ed al terzo posto tra le più calde (nelle loro classifiche).
    I valori estremi sono stati di 10.4°C e di 20.2°C, registrati nei giorni 15 e 12; non abbiamo avvicinato nessun record, quelli mensili sono di 4.2°C e 23.6°C, registrati il 31/08/1995 ed il 22/08/2011.

    Adesso passiamo alla distribuzione dei valori registrati:

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    Non abbiamo avuto giorni con temperature inferiori a dieci gradi, le giornate con valori compresi fra dieci e quindici gradi sono state 12.5, i giorni con T compresa tra 15 e venti gradi sono stati 19 ed infine abbiamo avuto un giorno con temperatura sopra i venti.
    Rispetto alla media decennale in corso, abbiamo avuto un giorno in meno con temperatura sotto i dieci gradi, 1.5 giornate in meno con valori compresi fra dieci e 15 gradi, sei giorni in più con T nella fascia superiore ed infine 1.5 giorni in meno con temperatura sopra i venti gradi.
    Lo scarto dalla media decennale è di appena un decimo positivo, per cui è praticamente trascurabile.
    Agosto si è scaldato meno di giugno (1.7°C contro 2.3°C) e più di luglio (0.9°C); l’andamento delle medie decennali non è lineare, ma oscillante e l’incremento maggiore (un grado) si è avuto passando dal decennio scorso a quello attuale.
    Al momento agosto è il mese dell’anno mediamente più caldo, ma nel lungo periodo il confronto con luglio è in parità; in questo decennio solo il 2014 ed il 2016 sono stati clementi, gli altri sono stati ben più cattivi ed alcuni hanno avuto picchi massimi davvero molto alti (2011, 2013 e 2017 su tutti).
    Nel corso del tempo agosto ha perso alcune giornate con T inferiori a dieci gradi (passate da quattro ad una) mentre quelle oltre i 15 gradi sono passate da nove a 15; vien da pensare che tutto questo sia causato dallo sconfinamento più frequente della stagione estiva fino al termine del mese.
    Di conseguenza, il paragone con i decenni passati vede aumentare lo scarto dalle medie decennali (che passa a 1.2°C/1.8°C), il deficit di valori bassi (che diventa di 2–4 giorni) ed il surplus di quelli oltre i 15 gradi (che diventa di 7.5–10.5 giornate).

    Analizzata la temperatura, passiamo allo ZT con il solito grafico riportante i valori registrati e i relativi scarti dalla media di riferimento:

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    Analogamente alla temperatura, lo ZT è partito un po’ sopramedia per poi calare sotto di essa per tre giorni (dal 3 al 5).
    In seguito esso si è portato attorno ai 4000 metri e dal giorno 9 è letteralmente volato: per tre giorni consecutivi lo ZT è stato sopra i 4900 metri e in due occasioni ha addirittura superato i cinquemila!!
    Dopo questa fase estremamente anomala (con scarti fino a 1300 metri dal riferimento) lo ZT è calato gradualmente ed anche in questo caso è sceso sottomedia proprio a Ferragosto; tale pausa, con lo ZT vicino ai tremila metri, è durata solo un paio di giorni.
    Nel giro di una sola giornata (17, sarà una coincidenza?) lo ZT è risalito velocemente oltre i 4000 metri e vi è rimasto fino al 21; in seguito siamo rimasti moderatamente sopra la media con valori sui 3800-3900 metri sino a fine mese.

    Il mese ha avuto una media finale di 3984 metri, a +202 dal riferimento; tale media è al sesto posto tra le più alte, davanti al 2011 di nove metri e dietro al 2003 di un paio.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 4013 (+137), 4085 (+322) e 3865 (+151) metri; esse sono al 14°, quarto e tredicesimo posto tra le medie più alte nelle loro classifiche.
    I valori estremi sono stati di 2963 e di 5086 metri, registrati nei giorni sedici ed undici; il valore minimo non è nulla di particolare, non ha assolutamente sfiorato la punta minima assoluta di 2054 metri registrata il 31/08/1995.
    Il valore massimo è stato invece altissimo: non solo abbiamo stabilito il nuovo record mensile (battendo i 5030 metri del 31/08/2015) ma abbiamo addirittura sfiorato quello assoluto della serie. Quest’ultimo è di 5098 metri, stabilito il 28/07/1983.
    La cosa che lascia stupiti non è solo l’aver registrato un valore del genere, ma averne avuti due a brevissima distanza; lo ZT oltre i 5000 metri per me è da considerarsi eccezionale, dato che i precedenti sono davvero pochissimi.
    Oltre ai già citati luglio 1983 ed agosto 2015, abbiamo anche i 5026 metri del 19/08/2004; segnaliamo anche i 4994 metri del 25/07/1985.
    Ricordo anche che due anni fa ci eravamo avvicinati molto a tale limite, con i 4927 metri dell’11 giugno (record mensile e della prima metà estiva) e i 4968 del 4 agosto.

    Passiamo adesso alle frequenze dei valori registrati:

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ID: 1630580

    è stato registrato un solo valore inferiore a tremila metri, le giornate con valori fra i tremila ed i 3500 metri sono state 3.5, i giorni con ZT compreso fra 3500 e 4000 metri sono stati 14, le giornate con valori fra 4000 e 4500 metri sono state 8.5 mentre quelle con ZT oltre i 4500 sono state complessivamente 4.5 (e in un paio di casi abbiamo addirittura superato i cinquemila).
    Rispetto alla distribuzione media decennale in corso sono mancati due giorni con ZT inferiore a 3500 metri; abbiamo avuto tre giorni in più con ZT compreso fra 3500 e 4000 metri ed uno in meno con valori oltre i quattromila (ma quelli sopra i 4500 sono stati 1.5 in più)
    Lo scarto dalla media decennale è di 62 metri, per cui non è molto significativo.
    Osservando i due grafici notiamo che agosto è rimasto sostanzialmente invariato durante i primi trent’anni della nostra serie: le medie decennali sono cambiate in maniera impercettibile come pure le frequenze dei valori.
    Dal 2008 però si nota un cambiamento, evidenziato dal fatto che l’area rossa (valori sopra i 4000 metri) ha guadagnato stabilmente terreno e l’unica eccezione davvero significativa è guarda caso il 2014; anche l’ultima colonna del secondo grafico mette in evidenza questo fatto, nel giro di un decennio la media mensile è improvvisamente salita di 185 metri ed i giorni con ZT sopra i 4000 metri sono passati da dieci a 14.
    Anche una volta si avevano agosti con ZT elevato (1988, 1992, 2001, 2003) ma erano ben più isolati rispetto ad ora; in effetti la salita dello ZT è avvenuta in corrispondenza di quella della temperatura, anche se agosti come il 2008 ed il 2016 hanno avuto uno ZT elevato pur non essendo stati molto caldi.
    Di conseguenza, il confronto con i decenni passati vede lo scarto dalle medie decennali salire a 247-265 metri, il numero di giornate con ZT inferiore a tremila metri diventano 1.5 – 2.5 in meno, quelle con valori sopra i quattromila metri sono 3-4 in più ed infine quelle comprese fra 3000 e 4000 metri sono state 1.5-2.5 in meno.

    I geopotenziali medi sono stati di 5830 metri, a +35 dal riferimento; essi sono al quarto posto tra i più alti alla pari con il 2012, davanti al 2009 di un metro e dietro al 2003 di sette.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5813 (+4), 5824 (+31) e 5851 (+65) metri; esse sono al 17°, dodicesimo e secondo posto tra le medie più alte nelle loro classifiche.

    Il 2019 al momento ha una temperatura media di 7.5°C, a +0.9°C dal riferimento; è al secondo posto tra i più caldi, dietro al 2007 di quattro decimi e davanti al 2017 di uno.
    Lo ZT è stato mediamente a 2679 metri, a +117 dalla media 1991/2018; tale risultato è al quinto posto tra i più alti, davanti al 2002 e dietro al 1990 di 21 e di sette metri.
    I geopotenziali medi sono stati di 5660 metri, a +15 dal riferimento; essi sono al decimo posto tra i più alti, davanti al 1998 e dietro al 2002 di due e di un metro.
    Da una parte abbiamo avuto un maggio molto freddo ed un gennaio che lo è stato discretamente; dall’altro un febbraio molto caldo come pure il trimestre estivo (giugno in particolar modo).
    Nel mezzo marzo ed aprile.

    Ecco la tabella riassuntiva:

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    (continua)
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

    :-D

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    • In conclusione, agosto è stato discretamente caldo e molto vicino alle medie di questo decennio; è stato molto costante e con pochi cedimenti sino all’ultimo giorno tant’è vero che riuscito ad entrare nei primi dieci per tutte e tre le classifiche.
      Ha avuto due ondate di caldo, la prima ad inizio seconda decade (nel mezzo di due brevi rinfrescate) e la seconda dalla sua fine sino al termine del mese; non abbiamo avuto isoterme davvero roventi, ma parecchie giornate moderatamente sopra la media e con un finale piuttosto caldo (anche perché la media di riferimento comincia a scendere in maniera apprezzabile).
      Lo ZT è stato molto elevato nel complesso, come sta accadendo in maniera quasi sistematica dal 2008; per due volte abbiamo superato addirittura i cinquemila metri, stabilendo il record mensile e sfiorando quello assoluto di tutta la serie.
      Anche i geopotenziali sono stati complessivamente molto alti, in particolare nell’ultima parte del mese; anche in questo caso medie mensili molto elevate sono diventate molto frequenti da un decennio a questa parte.

      Prossimo appuntamento con il riepilogo estivo: vi anticipo che ci sarà parecchio da dire.
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      • Dopo aver visto com’è andato agosto, facciamo il riepilogo dell’estate appena terminata; di seguito sono riportate le temperature e lo ZT registrati nel corso dei due mesi con i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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ID: 1630615

        Giugno è stato caldissimo, è ai livelli del 2003 a cui somiglia davvero molto: è stato costantemente sopra la media e quasi senza pause, nella terza decade ha avuto un’ondata di calore veramente molto forte (nel 2003 ne arrivò una a cavallo delle prime due decadi).
        L’ultima decade mensile è da record per tutte e tre le grandezze (per la temperatura è a pari merito con il 2006) anche tra tutte le decadi mensili; la temperatura ha raggiunto i 24.2°C, battendo (due volte) il precedente record mensile.
        Giugno si è fermato ad un solo decimo dal 2003 ed ha stabilito le nuove medie record per ZT e gpt: per la prima volta lo ZT di giugno ha superato i 3800 (ed addirittura i 3900) metri di media mensile e i gpt hanno superato per la seconda volta (indovinate qual è stata la prima) i 5800 metri.
        Luglio è iniziato piuttosto caldo, la prima decade è stata condizionata dall’ondata di calore di fine giugno; nella parte centrale invece è arrivata l’unica pausa veramente significativa della stagione estiva.
        Non abbiamo avuto picchi davvero eclatanti, ma la decade è stata ben fresca tant’è vero che si è piazzata ai primi dieci posti di tutte e tre le classifiche; in particolare, i gpt sono stati piuttosto bassi (quinti).
        In seguito l’estate ha rialzato la testa con una nuova ondata di calore; stavolta non abbiamo raggiunto picchi clamorosi, ma cmq abbiamo quasi eguagliato le medie raggiunte durante l’ultima decade di giugno e questa decade è tra le prime dieci per tutte e tre le grandezze nelle classifiche (e terza per ZT).
        Luglio nel complesso ha avuto quasi le stesse medie di giugno, ma avendo medie di riferimento ben più alte è stato decisamente meno anomalo del mese precedente; ad ogni modo, è entrato nella top ten per le temperature ed è poco dietro per le altre due grandezze.
        Agosto è stato discretamente caldo nel complesso ed ha avuto una temperatura media molto simile ai due mesi precedenti, si è piazzato tra i primi dieci in tutte e tre le sue classifiche in virtù anche di uno ZT medio a quasi 4000 metri e di gpt piuttosto alti.
        Ha dato il meglio (o il peggio, a seconda dei punti di vista) di sé nella terza decade, che è stata davvero calda e con gpt piuttosto elevati; questo mese si è fatto notare per il picco dello ZT, esso ha superato per un paio di volte addirittura i 5000 metri, stabilendo per due volte il nuovo record mensile e sfiorando quello assoluto della serie.

        L’estate ha avuto una temperatura media di 15.4°C, a +1.8°C dalla 1991/2018; essa è al secondo posto tra le più calde, dietro alla 2003 di mezzo grado e davanti alla coppia 2012-2017 di quattro decimi.
        Le due metà hanno avuto medie di 15.1°C (+2.6°C) e 15.7°C (+1.1°C); la prima ha stabilito il nuovo record battendo di tre decimi la stagione 2003, mentre la seconda è al sesto posto tra le più calde nella sua classifica.
        Abbiamo avuto solo due decadi sotto la media: la seconda di luglio e la prima di agosto, esse hanno avuto scarti di -1.1°C e -0.3°C.
        Le decadi più fresca e calda sono state la seconda di luglio e la coppia fine giugno - fine luglio con medie di 12.8°C e di 17.3°C; quelle più anomale sono state la terza di giugno (+4.3°C) e la seconda di luglio (-1.1°C).
        I valori estremi sono stati di 9.4°C e di 24.2°C, registrati nei giorni 11 luglio e 28 giugno; non abbiamo battuto i record stagionali, essi sono di 2.4°C e di 25.8°C, registrati il 02/06/2006 ed il 28/07/1983.
        Come ricordato sopra, il picco del 28 giugno è cmq molto importante: analogamente al valore precedente (23.6°C), esso batte il precedente record di giugno (21.6°C del 23/06/2017) e della prima metà estiva (22.8°C il 01/07/2012).
        Si è trattato di un valore davvero elevatissimo, che colloca l’ondata di calore al secondo posto tra le più intense come picco massimo: è davanti alla terza parte dell’agosto 2011 (23.6°C) e dietro solo al finale di luglio 1983 (un 24°C, un 25°C ed un 25.8°C).

        Lo ZT medio è stato di 3909 metri, a +289 dal riferimento; esso è il nuovo record, batte l’estate 2015 di 28 metri.
        Le due metà hanno avuto medie di 3806 (+353) e 4012 (+227) metri; la prima è da record (battuto il 2012 di 74 metri) mentre la seconda è al terzo posto tra le più alte.
        Solo la parte centrale di luglio è stata sotto la media (-311 metri).
        Le decadi con la media più bassa ed alta sono state la prima e la terza di giugno con medie di 3632 e di 4271 metri; quelle più anomale sono state la terza di giugno (+761) e la seconda di luglio (-311).
        I valori estremi sono stati di 2707 e di 5086 metri, registrati il 1° giugno e l’11 agosto; abbiamo migliorato il record della terza decade di giugno (4776 metri contro i 4722 del 24/06/2016) ma soprattutto il record di agosto.
        I due valori registrati il 10 e l’11 agosto (5073 e 5086 metri) battono il precedente primato di 5030 metri registrato il 31/08/2015.
        Nonostante tutto, i record stagionali resistono ancora: essi sono di 1765 e di 5098 metri, registrati nei giorni 06/06/1986 e 30/07/1983.

        I geopotenziali medi sono stati di 5815 metri, a +40 dalla media 1991/2018 anche in questo caso abbiamo stabilito il nuovo record, superando la stagione 2003 di quattro metri.
        Le due metà hanno avuto medie di 5803 (+48) e 5827 (+32) metri; anche in questo caso la prima parte è stata da record (battuto il 2015 di cinque metri), mentre la seconda è al terzo posto tra le più alte.
        Anche in questo caso la parte centrale di luglio è stata l’unica ad essere sotto la propria media di riferimento.
        Le decadi con la media più bassa ed alta sono state la parte centrale di luglio e quella finale di giugno con medie di 5741 e di 5874 metri; esse sono state anche le più anomale, con scarti di -45 e +107 metri dalle loro medie di riferimento.

        Dalle cifre appena riportate vediamo subito come quest’estate abbia lasciato il segno in maniera davvero molto pesante: la partenza è stata super come nel 2003, abbiamo stabilito le tre nuove medie record per la prima metà estive ed addirittura due medie record stagionali, sono arrivati il record di temperatura per giugno (e per la prima metà estiva) e quello dello ZT per agosto.

        Ora passiamo alle frequenze dei valori registrati, cominciando dalle temperature:

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        Abbiamo avuto 1.5 giornate con temperature inferiori ai 10 gradi: una a giugno ed un valore a luglio.
        I giorni con valori compresi fra dieci e quindici gradi sono stati 39.5: 14 a giugno e a luglio, 11.5 ad agosto.
        Le giornate con valori tra quindici e venti gradi sono state ben 48: tredici a giugno, sedici a luglio e 19 ad agosto.
        Infine, i giorni con temperature oltre i venti gradi sono stati tre: due a giugno, un valore a testa per luglio ed agosto.
        Rispetto a questa media decennale, abbiamo avuto 7.5 giorni in meno sotto i dieci gradi, 5.5 giornate in meno con valori compresi fra dieci e quindici gradi, 14 giorni in eccesso con temperature tra quindici e venti gradi ed infine i giorni sopra i venti gradi sono stati nella media; lo scarto dalla media decennale è di +1.1°C.
        Vediamo quindi che questa stagione è stata parecchio sopra le righe anche per la media decennale in corso e questo, unitamente al fatto che l’estate si sia scaldata molto dagli anni ’80, è molto significativo; la distribuzione dei valori ci dice anche che l’estate è stata molto costante, in fin dei conti l’unica pausa davvero significativa è arrivata durante la parte centrale di luglio (con l’aggiunta di alcuni giorni qua e là).
        Abbiamo già sottolineato come l’estate si sia scaldata in maniera assai vistosa ed in maniera ben maggiore rispetto alle altre stagioni; pertanto il confronto con i decenni passati aumenta lo scarto dalla media decennale, gli scarti negativi delle temperature più basse e quelli positivi per quelle alte.
        In particolare, ci sono stati da 10.5 a 19.5 giorni in meno nella fascia inferiore ai dieci gradi, 9.5/11.5 giorni in meno tra 10°C e 15°C, 21/28 giorni in più tra 15°C e 20°C ed infine uno-tre giorni in più oltre i venti.
        Notiamo anche che ultimamente abbiamo avuto estati decisamente calde (da podio o subito dietro) a ritmo serrato: 2012, 2015, 2017, 2018 e 2019 e di questo ci siamo accorti anche senza rilevarne i dati.

        (continua)
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        • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
        • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
        • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
        • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
        • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
        • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
        • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
        • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
        • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
        • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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        • Ora vediamo le frequenze dello ZT:

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          I giorni con valori fra 2500 e tremila metri sono stati un paio: un giorno a luglio ed un valore a testa per gli altri due mesi.
          Le giornate con ZT compreso fra tremila e 3500 metri sono state 14.5: 4.5 a giugno, 6.5 a luglio e 3.5 ad agosto.
          I giorni con valori tra 3500 e quattromila metri sono stati 40: 13.5 a giugno, 12.5 a luglio e 14 ad agosto.
          Le giornate con ZT sopra i quattromila metri sono state 35.5, di cui 13.5 oltre i 4500: 11.5 (5.5) a giugno, undici (3.5) a luglio e tredici (4.5) ad agosto.
          Facendo il confronto con il decennio in corso, abbiamo avuto un giorno in meno con ZT inferiore a 2500 metri, sette giornate in meno con ZT fra 2500 e tremila metri, 4.5 giorni in meno con valori compresi nella fascia superiore, otto giornate in più con ZT tra 3500 e quattromila metri ed infine i giorni con ZT oltre i 4000 metri sono stati 5.5 in più.
          Lo scarto dalla media decennale è di +183 metri.
          Anche in questo caso le medie stagionali sono aumentate in maniera decisa (+183 metri dagli anni ’80) e varie estati recenti hanno sfoderato medie molto alte; si nota anche che altre estati recenti non sono tra le primissime (2011, 2013, 2014 e 2018), per cui la situazione non esattamente sovrapponibile a quella delle temperature.
          Nel corso dei decenni abbiamo perso sei giorni con ZT inferiore a tremila metri e guadagnati nove sopra i quattromila e pure la fascia 3000-3500 metri ha visto una riduzione delle frequenze (passate da 24 giorni a 19).
          Pure in questo caso il paragone con i decenni passati aumenta lo scarto dalle medie decennali, gli scarti negativi dalle fasce più basse ed aumenta quelli positivi dalle fasce più alte: -10/-15 giorni in meno con ZT inferiore a tremila metri, -7.5/-9.5 giorni in con valori compresi fra tremila e 3500 metri,+7/+10 giornate con ZT fra 3500 e quattromila metri ed infine +9.5/+15.5 giorni con valori oltre i quattromila metri.

          Ecco la tabella riassuntiva:

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          Ed ora le considerazioni finali.
          Due anni fa avevo definito l’estate 2017 come la sorella minore della 2003 per il fatto che essa si era piazzata seconda nelle tre classifiche e che aveva avuto le maggiori anomalie proprio a giugno e in agosto (come 14 anni prima); ora direi che la definizione andrebbe invece attribuita proprio alla 2019.
          La cosa che colpisce subito è la partenza bruciante, proprio come sedici anni fa: in effetti le due metà estive si somigliano parecchio, entrambe hanno avuto un’ondata di calore molto pesante ed una pausa a luglio, la differenza è che quest’anno entrambe queste fasi si sono verificate una manciata di giorni dopo.
          Come dicevo, la prima metà estiva è stata stupefacente proprio perché ha migliorato i record di tutte e tre le grandezze e si è presa pure il record di temperatura massima: giugno poi ha sfornato una prestazione davvero clamorosa, uguagliando il 2003 come temperatura e perfino battendolo come ZT e gpt.
          Mi sembra la situazione che si è verificata l’anno scorso in aprile: anche il vecchio record di quel mese (risalente al 2007) sembrava inattaccabile e poi è stato battuto.
          Altri due fatti a mio avviso molto importanti sono l’aver stabilito addirittura due record stagionali: è vero che qui la concorrenza è meno forte (dato che non c’è una stagione dominante come nel caso delle temperature), ma sono pur sempre due avvenimenti davvero degni di nota.
          Nel caso dello ZT, una cosa che fa senz’altro rumore è il fatto che l’estate 2003 sia addirittura scesa dal podio; fino al 2014 era la dominatrice, nel giro di cinque anni è stata superata in rapida successione dalle estati 2015, 2017 e 2019.
          Anche il risultato dei GPT fa notizia, perché la stagione 2003 è stata superata per la prima volta; analogamente al caso delle temperature, stiamo assistendo ad un rapido incedere di stagioni che si piazzano nelle primissime posizioni (infatti le stagioni 2015 e 2017 sono subito dietro alla 2003).
          Ora alcune curiosità: nel 2017 abbiamo stabilito i record della prima metà primaverile, nel 2018 quelli della seconda metà primaverile e quest’anno quelli della prima metà estiva.
          Ovviamente non c’è una legge fisica dietro, ma mi sembrava opportuno riportare questa sequenza davvero bizzarra.
          L’estate 2019 è stata molto costante, dato che ha avuto una sola pausa davvero significativa nella parte centrale di luglio (va detto che anche l’inizio di giugno non è stato bollente in termini assoluti, ma con un netto sopramedia); la differenza termica complessiva tra i tre mesi è stata di appena due decimi, cosa senza precedenti anche considerando tutte le altre stagioni.
          Avevamo già avuto estati con mesi ravvicinati tra di loro (1996, 2002 e 2014 su tutte), ma esse erano state decisamente più fresche ed instabili; giugno era stato caldo ma gli altri due mesi sottotono, nel caso della 2019 nessun mese lo è stato pertanto l’avere tre mesi molto ravvicinati in questo modo è una novità assoluta (perlomeno dagli anni ’80).
          Anche le medie mensili dello ZT e dei gpt sono state molto ravvicinate tra loro.
          Ultima curiosità: l’estate 2019 è la prima ad aver superato i 20°C ad 850 hPa durante tutti i tre mesi.
          Certo, ci vuole anche fortuna per ottenere questo risultato: ad esempio ce l’avrebbe potuta fare anche l’estate 2017 se l’ondata caldissima di inizio agosto fosse iniziata un giorno prima.
          Questa estate non ha avuto bisogno di fortune particolari, poiché i venti gradi sono stati raggiunti o superati con ondate ben distanziate tra di loro.

          Riassumendo, i punti salienti di questa stagione così anomala sono:

          • Giugno ai livelli del 2003, addirittura superiore come ZT e gpt; per la prima volta è stato il mese più caldo del trimestre estivo.
          • Prima metà estiva molto simile alla 2003, ha stabilito le sue nuove medie record.
          • Luglio è stato il mese nel complesso più clemente dell’estate, ha avuto la pausa più significativa della stagione.
          • Agosto ha avuto per l’ennesima volta ZT e gpt molto alti.
          • Abbiamo stabilito record puntuali molto importanti: record di T per giugno e per la prima metà estiva, record di ZT per agosto.
          • L’estate è stata molto costante, con i tre mesi aventi medie vicinissime tra di loro.
          • La stagione ha insidiato la 2003 come temperatura, nonostante una seconda parte nettamente meno calda; ha stabilito la nuova media record per ZT e gpt.
          • È stata l’ennesima stagione da prime posizioni di questo decennio.


          Prossimo appuntamento (nel weekend) con il promemoria aggiornato per l’autunno.
          I tipi di utenti nei forum meteo:

          • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
          • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
          • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
          • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
          • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
          • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
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          • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
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          • Pazzesco, Giugno è stato veramente atroce.
            Dati online su

            http://www.meteoaltavillavicentina.altervista.org/

            http://www.meteoaltavillavicentina.altervista.org/tabella.php

            Stazione Davis VP2 wireless con kit di ventilazione diurna

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            • Dopo aver visto com’è andata l’estate 2019, ora metto il promemoria per l’autunno 2019; ecco le medie 1991/2018 per tutte e tre le grandezze e le medie record:

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              Prima di iniziare, facciamo un breve tuffo nel passato per vedere com’era andato l’autunno 2018.
              La stagione è stata piuttosto mite, essendo stata influenzata per gran parte dalla lunga fase calda iniziata ad aprile 2018.
              Settembre, al contrario del 2017, era stato semi-estivo: parecchi giorni caldi intervallati da un paio freddi (in terza decade), ZT e geopotenziali elevati in particolare durante la seconda decade.
              Alla fine questo mese ha avuto una temperatura media poco superiore a quella della media di giugno, ZT quasi come quello di luglio e gpt agostani; si è piazzato ai primi dieci posti per tutte e tre le grandezze, sul podio (terzo) per i geopotenziali.
              Ad ottobre è continuato il clima piuttosto mite: anche in questo caso hanno prevalso nettamente le giornate ben sopra la media (senza però raggiungere picchi eclatanti) alternate a brevissime interruzioni.
              Ottobre 2018 è al quarto posto tra i più caldi, ma non compare fra i primi dieci per ZT e gpt; è stato un mese prevalentemente stabile e godibile, funestato però dalla famigerata tempesta Vaia durante gli ultimi giorni.
              Novembre è iniziato sulla falsariga dei due mesi precedenti, ma a partire dalla sua metà la situazione era cambiata: la fase calda iniziata ad aprile si è conclusa, lasciando il posto ad una raffreddata che aveva portato le prime isoterme negative del semestre freddo e lo ZT sotto i mille metri e poi ad una fase con valori vicini alla media di riferimento.
              In virtù di questo cambio di passo, novembre non è stato caldo ma cmq sopra la media per tutte e tre le grandezze (e settimo per i geopotenziali).
              Dato che due mesi e mezzo sono stati piuttosto miti, l’autunno ha chiuso ai primissimi posto per tutte e tre la grandezze: in particolare è il secondo più caldo, sesto come ZT e quarto come geopotenziali.

              Ora parto con il promemoria vero e proprio, cominciando con le temperature ad 850 hPa; ecco le classifiche dei tre mesi e quella combinata:

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              Ora il grafico delle medie mensili registrate anno per anno, il confronto tra i vari mesi e il grafico delle differenze tra di essi:

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              Come accade anche in primavera, i tre mesi sono distanziati tra di loro di alcuni gradi ed è quasi scontato qual è il più caldo ed il più freddo.
              In effetti le eccezioni sono state pochissime: ottobre è stato il più caldo del trimestre solo nel 1995 e nel 2001 (guarda caso sono i più caldi) ed ha sfiorato questo traguardo anche nel 1990 e nel 2017, è stato il più rigido solo nel 2003 (che è il più freddo della serie).
              Non è mai successo che novembre sia stato più caldo di settembre e questo avvenimento è sempre apparso come irrealizzabile.
              Dal terzo grafico notiamo come settembre ed ottobre siano imparentati tra di loro mentre novembre fa un po’ storia a sé: infatti l’andamento dei primi due mesi autunnali nel corso dei decenni è veramente molto simile.
              Essi hanno raggiunto il minimo durante gli anni ’90, la media del decennio scorso è rimasta molto simile al precedente ed entrambi sono tornati al punto di partenza durante questo decennio; le oscillazioni di settembre sono state un po’ più marcate (-1°C e +1.3°C contro -0.8°C e +0.7°C) ma alla fine la distanza tra i due mesi (colonna viola) è rimasta invariata.
              Novembre ha seguito un cammino un po’ diverso: è rimasto stabile durante i primi vent’anni, poi ha iniziato a scaldarsi (in particolare dal 2008) e questo decennio è stato preso in pieno dal riscaldamento; abbiamo avuto mesi di novembre davvero molto caldi, in particolare nel periodo 2011-2015, poi il mese ha fatto una parziale marcia indietro.
              Dal terzo grafico si vede anche come le distanze tra i mesi si siano mediamente ridotte, a parte la differenza tra settembre ed ottobre: novembre si è avvicinato a settembre ed ottobre di 1.4°C (in percentuale, la differenza è diminuita del 17% e del 30%), ora ottobre è esattamente a metà strada tra i due mentre in passato esso era più vicino a settembre.
              Una cosa simile si è verificata anche in primavera con aprile che ora è a metà strada (circa) tra gli altri due mesi, anche se l’andamento dei tre mesi primaverili è diverso dal trittico autunnale.

              Ora passiamo ai grafici delle due metà stagionali:

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              L’andamento delle medie della prima metà, essendo composte dai giorni di settembre e dalla prima parte di ottobre, è ovviamente molto simile a quello dei due mesi appena citati: l’andamento è ad U, con i decenni centrali più freddi e gli altri due che sono i più caldi.
              Infatti le medie sono di 10.1°C, 9.2°C, 9.2°C e di nuovo 10.1°C.
              L’andamento della seconda parte somiglia un po’ a quello della prima, ma il risultato finale è diverso: 4.1°C, 3.6°C, 4°C e 5.3°C; la differenza tra le due parti è di 6°C, 5.6°C (-0.4°C), 5.2°C (-0.4°C) e 4.8°C (-0.4°C), essa è in diminuzione coerentemente al fatto che novembre si è scaldato maggiormente rispetto a settembre ed ottobre.
              Non è mai successo che la seconda parte autunnale sia stata più calda della prima: le differenze più basse sono state registrate nel 2015 (-2.5°C), 1989 (-3°C), 1994 (-3.4°C) e nel 2002-2014 (-3.6°C).
              I divari più elevati sono stati registrati nel 1985 (-10.1°C), 1991 (-7.9°C), 1997 (-7.7°C), 2011 (-7.6°C) e 1999 (-7.2°C).
              Adesso la classifica degli autunni ed il grafico:

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              Alla luce di quanto detto prima, l’andamento delle medie decennali è ad U: siamo partiti da 7.1°C per poi scendere a 6.4°C, in seguito siamo passati a 6.6°C ed ora abbiamo fatto un balzo a 7.7°C.
              Il grafico mostra molto bene quanto detto: la linea rossa si abbassa vistosamente tra la fine degli anni ’80 e la metà del decennio scorso, poi abbiamo avuto gli ultimi due autunni veramente freddi (2007 e 2010) e poi è partita una serie molto calda interrotta veramente solo dal 2017.
              (continua)
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              • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
              • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
              • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
              • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
              • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
              • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
              • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
              • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
              • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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              • Dopo aver analizzato le temperature, vediamo classifiche e grafici analoghi per lo ZT; ecco le graduatorie mensili e quella combinata:

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                Ora il trittico di grafici:

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                Nel caso dello zero termico è accaduto un numero maggiore di volte (dieci contro tre) che ottobre sia stato il mese del trittico autunnale avente la media più alta o più bassa.
                In particolare, ottobre ha scavalcato settembre per sette volte: 1984, 1990, 1995, 1996, 2001, 2008 e 2017.
                Ottobre ha avuto una media inferiore a novembre nel 1992, 2003 e 2015 mentre non è mai successo che novembre abbia superato settembre.
                L’andamento dei tre mesi nel corso dei decenni e la distanza tra di essi è molto simile a quello delle temperature: siamo partiti con ottobre più vicino a settembre che non a novembre (differenze di 433 ed 839 metri), durante gli anni ‘90 i tre mesi hanno diminuito le loro medie decennali toccando il minimo.
                Analogamente alle temperature, la diminuzione maggiore ha riguardato settembre (228 metri), poi viene quella di ottobre (224 metri) e quella di novembre è di 135 metri. La distanza tra settembre ed ottobre è rimasta praticamente inalterata mentre il loro distacco da novembre è calato di quasi cento metri.
                Nel decennio passato i tre mesi hanno avuto andamenti un po’ discordanti: settembre lima ancora qualcosa (21 metri), ottobre risale di 162 metri e novembre di 155. La distanza tra settembre ed ottobre raggiunge il minimo, quella tra ottobre e novembre rimane molto simile mentre il distacco tra settembre e novembre scende ancora .
                In questo decennio settembre recupera tutto (+237 metri) e si riporta alla media degli anni ’80, ottobre cambia veramente di pochissimo (+31) mentre novembre fa un balzo in alto di 244 metri.
                La differenza tra settembre ed ottobre si riporta a livello degli anni ’80 mentre cala molto quella tra ottobre e novembre: ora il mese centrale dell’autunno, analogamente alle temperature, si trova a metà strada tra i due.
                Anche nel caso dello ZT si osserva che i primi due mesi sono cambiati poco rispetto agli anni ’80, si vede che novembre ha aumentato le sue medie in maniera decisa e che la differenza complessiva tra i mesi è diminuita (-35% fra ottobre e novembre, -21% fra settembre e novembre).
                L’aumento delle medie di novembre, a mio parere, è una delle cause del minore innevamento invernale in montagna che si sta osservando: sono diminuiti gli episodi tardo-autunnali e/o semi invernali a favore di sciroccate con ZT (e quota neve) elevati ed a favore di alte pressioni con clima mite anche in montagna.

                Ora passiamo ai grafici delle due metà stagionali:

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                Le medie decennali della prima metà sono di 3340, 3129 (-211), 3176 (+47) e 3284 (+108) metri; l’andamento è molto simile a quello di settembre, d’altro canto 30 dei 45 giorni di questo intervallo appartengono a questo mese ed ottobre si è comportato in maniera simile.
                Le medie della seconda metà sono molto più influenzate dall’andamento di novembre ed hanno questi valori: 2415, 2226 (-189), 2387 (+161) e 2616 (+229) metri.
                La differenza tra le due metà è di 925, 903 (-22), 789 (-114) e 668 (-121) metri; anch’essa è in diminuzione.
                Pure in questo caso la seconda parte stagionale ha avuto sempre una media inferiore alla prima: le differenze più basse sono state registrate nel 1984 (-188 metri), nel 2015 (-301), nel 1996 (-425), 2002 (-518) e 1994 (-546) mentre i divari più alti si sono verificati nel 1985 (-1656 metri), 1997 (-1467), 1991 (-1464), 1983 (-1120) e 2007 (-1098).
                Adesso è il turno della classifica stagionale e del grafico:

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                Anche nel caso dello ZT l’autunno ha un andamento ad U: siamo partiti da medie quasi sempre elevate, poi dal 1988 al 2003 (1994 a parte) abbiamo avuto una lunga sequenza di stagioni sottomedia e che comprende quasi tutte quelle con la media più bassa.
                Dopo il 2006 (che è ancora al primo posto), abbiamo avuto due solo autunni con ZT veramente basso (2007 e 2010) ed in seguito diverse stagioni con medie piuttosto alte (e con la parziale eccezione del 2016 e 2017).
                Le medie decennali sono di 2875, 2670 (-205), 2782 (+112) e 2951 (+169) con una differenza complessiva di +76 metri.
                (continua)
                I tipi di utenti nei forum meteo:

                • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
                • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
                • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
                • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

                :-D

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                • Infine, vediamo i geopotenziali.
                  Ecco le solite classifiche divise per mese:




                  Adesso le medie mensili registrate durante ogni autunno, il confronto fra i tre mesi e il grafico delle differenze fra di loro:



                  L’esito del confronto è molto simile a quello dello ZT: ottobre ha prevalso su settembre per sei volte (contro sette) ed ha avuto una media più bassa di novembre in quattro occasioni (contro tre).
                  Ottobre ha avuto gpt più alti di settembre nel 1984, 1995, 1996, 2001, 2008 e 2017; in genere l’inversione dei due mesi arriva quando ottobre ha gpt decisamente più alti del solito (ad esempio nel 1995 e nel 2001) e/o quando settembre li ha particolarmente bassi (come nel 1984, 1996 e 2001).
                  Il secondo mese dell’autunno ha avuto una media più bassa di novembre nel 1994, 2003 e 2015 e c’è mancato pochissimo anche nel 1982 e 1990; pure in questo caso c’è bisogno che ottobre abbia una media insolitamente bassa (come nel 2003) e/o che novembre l’abbia particolarmente alta (come nel 2015).
                  Anche in questo caso novembre non ha mai superato settembre, la minima distanza tra i due mesi è stata raggiunta nel 1984 (solo 41 metri).
                  Notiamo anche che gli scambi di posto tra ottobre e settembre (e novembre) sono avvenuti quasi durante gli stessi autunni nei quali sono avvenute le inversioni per lo ZT; in effetti gpt elevati sono una caratteristica dell’alta pressione subtropicale, la quale porta con sé anche aria calda (e quindi lo ZT sale in alto).
                  Ovviamente anche le correnti atlantiche umide e miti, anche le sciroccate portano aria tiepida e lo ZT in alto ma tale effetto è meno durevole (e meno efficace) di un’alta pressione forte e ben strutturata; quest’ultima può durare molto di più.
                  L’evoluzione dei tre mesi nel corso dei decenni e il rapporto tra di essi rispecchiano quelli delle temperature e dello ZT: si parte con ottobre più vicino a settembre che a novembre, durante gli anni ’90 i tre mesi raggiungono il loro minimo, nel decennio scorso essi risalgono (con settembre e novembre che variano di pochissimo) ed infine in questo decennio i tre mesi si sono riportati alle medie degli anni ’80 (e novembre le ha superate).
                  Anche in questo caso si assiste ad una riduzione della differenza media tra i mesi; quella tra settembre ed ottobre è rimasta nel complesso inalterata, le altre due si sono ridotte in maniera apprezzabile (-29% tra ottobre e novembre, -21% fra settembre e novembre) con ottobre che ora è quasi a metà strada fra gli altri due mesi.
                  Adesso passiamo alle due metà stagionali:



                  Le medie decennali della prima metà sono 5745, 5710 (-35), 5724 (+14) e 5740 (+16) metri mentre quelle della seconda sono 5635, 5608 (-27), 5616 (+8) e 5655 (+39) metri.
                  Le differenze tra le due metà sono state di 110, 102 (-8), 108 (+6) ed 85 (-23) metri; pure in questo caso la differenza media tra le due parti della stagione tende a diminuire.
                  Anche nel caso dei geopotenziali non è mai capitato che la media della seconda parte stagionale sia stata più elevata della prima; i divari più bassi sono stati registrati nel 1984 (19), 2015 (30), 1989 (37), 1996 (43) e 1994 (63) mentre quelli più alti sono stati registrati nel 1985 (215), 1997 (176), 1991 (160), 1990 (159) e 2007/2010 (145).
                  Concludiamo con la classifica stagionale ed il grafico:



                  L’andamento ad U delle medie è ben evidente pure qui: siamo partiti da geopotenziali elevati (anni ’80), poi essi sono diminuiti durante gli anni ’90 (il minimo raggiunto nel 1998) e poi la risalita, più evidente da metà decennio e poi dal 2011.
                  Le medie decennali sono di 5690, 5658 (-32), 5670 (+12) e 5698 (+28) con una differenza complessiva di +8 metri; anche in questo caso le ultime stagioni con gpt veramente basi sono state l’autunno 2007 e soprattutto il 2010, in seguito solo il 2017 è stato leggermente sotto la media di riferimento.
                  I tipi di utenti nei forum meteo:

                  • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
                  • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
                  • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
                  • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                  • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                  • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                  • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                  • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                  • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                  • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

                  :-D

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                  • Non si vedono gli allegati
                    Vorrei vivere un'eterna primavera
                    https://www.marcobonatti.it
                    https://nefologicando.wordpress.com/category/nuvole/

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                    • Grazie della segnalazione!
                      Dato che non posso modificare il messaggio, lo scrivo nuovamente:

                      Infine, vediamo i geopotenziali.
                      Ecco le solite classifiche divise per mese:

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                      Adesso le medie mensili registrate durante ogni autunno, il confronto fra i tre mesi e il grafico delle differenze fra di loro:

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                      L’esito del confronto è molto simile a quello dello ZT: ottobre ha prevalso su settembre per sei volte (contro sette) ed ha avuto una media più bassa di novembre in quattro occasioni (contro tre).
                      Ottobre ha avuto gpt più alti di settembre nel 1984, 1995, 1996, 2001, 2008 e 2017; in genere l’inversione dei due mesi arriva quando ottobre ha gpt decisamente più alti del solito (ad esempio nel 1995 e nel 2001) e/o quando settembre li ha particolarmente bassi (come nel 1984, 1996 e 2001).
                      Il secondo mese dell’autunno ha avuto una media più bassa di novembre nel 1994, 2003 e 2015 e c’è mancato pochissimo anche nel 1982 e 1990; pure in questo caso c’è bisogno che ottobre abbia una media insolitamente bassa (come nel 2003) e/o che novembre l’abbia particolarmente alta (come nel 2015).
                      Anche in questo caso novembre non ha mai superato settembre, la minima distanza tra i due mesi è stata raggiunta nel 1984 (solo 41 metri).
                      Notiamo anche che gli scambi di posto tra ottobre e settembre (e novembre) sono avvenuti quasi durante gli stessi autunni nei quali sono avvenute le inversioni per lo ZT; in effetti gpt elevati sono una caratteristica dell’alta pressione subtropicale, la quale porta con sé anche aria calda (e quindi lo ZT sale in alto).
                      Ovviamente anche le correnti atlantiche umide e miti, anche le sciroccate portano aria tiepida e lo ZT in alto ma tale effetto è meno durevole (e meno efficace) di un’alta pressione forte e ben strutturata; quest’ultima può durare molto di più.
                      L’evoluzione dei tre mesi nel corso dei decenni e il rapporto tra di essi rispecchiano quelli delle temperature e dello ZT: si parte con ottobre più vicino a settembre che a novembre, durante gli anni ’90 i tre mesi raggiungono il loro minimo, nel decennio scorso essi risalgono (con settembre e novembre che variano di pochissimo) ed infine in questo decennio i tre mesi si sono riportati alle medie degli anni ’80 (e novembre le ha superate).
                      Anche in questo caso si assiste ad una riduzione della differenza media tra i mesi; quella tra settembre ed ottobre è rimasta nel complesso inalterata, le altre due si sono ridotte in maniera apprezzabile (-29% tra ottobre e novembre, -21% fra settembre e novembre) con ottobre che ora è quasi a metà strada fra gli altri due mesi.
                      Adesso passiamo alle due metà stagionali:

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                      Le medie decennali della prima metà sono 5745, 5710 (-35), 5724 (+14) e 5740 (+16) metri mentre quelle della seconda sono 5635, 5608 (-27), 5616 (+8) e 5655 (+39) metri.
                      Le differenze tra le due metà sono state di 110, 102 (-8), 108 (+6) ed 85 (-23) metri; pure in questo caso la differenza media tra le due parti della stagione tende a diminuire.
                      Anche nel caso dei geopotenziali non è mai capitato che la media della seconda parte stagionale sia stata più elevata della prima; i divari più bassi sono stati registrati nel 1984 (19), 2015 (30), 1989 (37), 1996 (43) e 1994 (63) mentre quelli più alti sono stati registrati nel 1985 (215), 1997 (176), 1991 (160), 1990 (159) e 2007/2010 (145).
                      Concludiamo con la classifica stagionale ed il grafico:

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                      L’andamento ad U delle medie è ben evidente pure qui: siamo partiti da geopotenziali elevati (anni ’80), poi essi sono diminuiti durante gli anni ’90 (il minimo raggiunto nel 1998) e poi la risalita, più evidente da metà decennio e poi dal 2011.
                      Le medie decennali sono di 5690, 5658 (-32), 5670 (+12) e 5698 (+28) con una differenza complessiva di +8 metri; anche in questo caso le ultime stagioni con gpt veramente basi sono state l’autunno 2007 e soprattutto il 2010, in seguito solo il 2017 è stato leggermente sotto la media di riferimento.
                      I tipi di utenti nei forum meteo:

                      • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
                      • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
                      • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
                      • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                      • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                      • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                      • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                      • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                      • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                      • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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                      • Eccoci arrivati al riepilogo di settembre 2019; cominciamo con i valori registrati ad 850 hPa con i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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                        I primi due giorni hanno avuto temperature pienamente estive e superiori ai 15 gradi; a cavallo dei giorni 3 e 4 siamo scesi brevemente sotto la media e poi nuovamente sopra (ma con scarti positivi più bassi).
                        In seguito la temperatura è scesa nuovamente e si è portata sotto i dieci gradi per cinque giorni con scarti negativi generalmente di due-tre gradi.
                        Poi nuova risalita, la temperatura si è riportata attorno ai dodici gradi con qualche breve puntata più in alto (giorno 16); in seguito la temperatura è calata nuovamente in maniera decisa, tant’è vero che siamo scesi anche sotto i cinque gradi.
                        Ce ne siamo accorti anche in pianura, dato che di notte abbiamo avuto le prime minime ad una cifra dell’autunno meteorologico.
                        Dopo aver toccato il minimo mensile, la temperatura è rimasta sotto la media (e i dieci gradi) per un paio di giorni; in seguito la temperatura si è mantenuta costantemente attorno ai dieci gradi sino a fine mese, gli scarti dalla media sono stati crescenti perché la media si abbassa con il passare dei giorni.

                        Settembre ha chiuso con una media finale di 11.1°C, a +0.8°C dalla 1991/2018; esso è al 14° posto tra i più caldi, dietro al 1991 di un decimo e davanti alla coppia 2000-2013 di cinque.
                        Le tre decadi hanno avuto medie di 11.9°C (+0.6°C), 11.6°C (+1.2°C) e 9.9°C (+0.6°C); esse sono al quindicesimo, tredicesimo e diciottesimo posto tra le più calde nelle loro classifiche.
                        I valori estremi sono stati di 4.2°C e di 17°C, registrati nei giorni venti ed uno; non abbiamo battuto nessun record di nessun tipo, quelli mensili sono di 23°C e 1°C registrati rispettivamente il 14 ed il trenta settembre 1987 (durante lo stesso mese!!).
                        Adesso vediamo la distribuzione dei valori:

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ID: 1630953

                        Abbiamo avuto dodici giornate con valori sotto i dieci gradi (di cui un valore sotto i cinque), 15 giorni con temperatura compresa fra dieci e quindici gradi ed infine tre giornate con valori oltre i 15°C.
                        Facendo il paragone con il decennio in corso abbiamo avuto una giornata in più con T inferiore a dieci gradi, un giorno in meno con valori compresi fra dieci e quindici gradi ed infine lo stesso numero di giornate con valori sopra i 15°C.
                        Lo scarto da questa media decennale è nullo; vediamo quindi che questo settembre è curiosamente vicinissimo alla media del decennio sia come media che come frequenze dei valori registrati, non è stato così fresco come il 2017 ma neppure paragonabile ad alcuni settembri semiestivi del passato.
                        I due grafici mostrano che settembre, analogamente ad ottobre, ha avuto un andamento ad U: il mese si era raffreddato in maniera apprezzabile durante gli anni ’90, era rimasto quasi invariato nel passaggio al decennio scorso mentre adesso è bruscamente tornato ai livelli di quarant’anni fa.
                        Ne consegue che settembre è uno dei mesi che è cambiato di meno rispetto agli anni ’80 ed al momento non ha subito grossi stravolgimenti al contrario di altri (aprile e giugno su tutti); in effetti possiamo vedere che i settembri caldi si concentrano negli anni ’80 ed in questo decennio (1982, 1983, 1985, 1987, 2011, 2016 e 2018), troviamo quasi tutti quelli più freddi negli altri due decenni (1990, 1993, 1995, 1996, 1998, 2001, 2002, 2007 e 2008) mentre in questo abbiamo solo il 2017 ed un po’ anche il 2015.
                        Il confronto con gli anni ’80 restituisce un risultato molto simile al paragone con questo decennio, invece il confronto con gli altri due decenni ha il seguente esito: 2-3 giorni in meno con temperature inferiori a dieci gradi, un giorno (o nessuno) in più con valori compresi fra dieci e quindici gradi ed infine 1-3 giornate in più con temperatura sopra i quindici gradi. Gli scarti dalle medie decennali salgono a +1.1°C/+1.3°C.

                        Ora passiamo allo zero termico:

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ID: 1630954

                        A grandi linee l’andamento dello ZT segue quello della temperatura, ma con alcune differenze degne di nota.
                        Anche in questo caso abbiamo iniziato con valori estivi, ma non siamo scesi sotto la media a cavallo dei giorni tre e quattro; poi breve impennata con lo ZT che ha superato i 4000 metri.
                        In seguito lo ZT è sceso gradualmente portandosi fino a 2500 metri e con scarti negativi fino a 900 metri; questa fase si è conclusa il giorno dieci, un giorno in anticipo rispetto alle temperature.
                        Poi anche lo ZT è salito parecchio, dal giorno 13 esso si è portato vicino ai 4500 metri (quindi su valori da ondata calda estiva) e vi è rimasto fino al sedici; anche lo ZT è poi sceso di parecchio, ma non è andato mai sottomedia e durante il giorno venti è pure risalito in maniera apprezzabile (mentre la temperatura ad 850 hPa calava).
                        Pertanto è mancata la fase sottomedia tra i giorni 20 e 22 che ha caratterizzato la temperatura; lo ZT, a parte brevi puntate sotto i 3500 metri, si è mantenuto sempre elevato e verso fine mese è tornato perfino sopra i 4000 metri con scarti nuovamente molto elevati dalla media di riferimento.

                        Il mese ha avuto una media finale di 3659 metri, a +387 dal riferimento; essa è al settimo posto tra le più alte, dietro al 1983 di 28 metri e davanti al 2018 di 21.
                        Le tre decadi hanno avuto medie di 3381 (scarto nullo), 3943 (+647) e 3652 (+465) metri; esse sono al ventesimo, secondo ed ottavo posto tra le più alte nelle loro classifiche.
                        I valori estremi sono stati di 2505 e di 4458 metri, registrati nei giorni nove e tredici; non abbiamo battuto record, quelli mensili sono di 1628 e 4972 metri, registrati nei giorni 30/09/1987 e 04/09/2006.
                        Adesso vediamo le frequenze dei valori registrati:

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ID: 1630956

                        Abbiamo avuto 2.5 giorni con valori compresi fra 2500 e tremila metri, 8.5 giornate con ZT tra tremila e 3500 metri, 12.5 giorni con valori compresi fra 3500 e 4000 metri ed infine 6.5 giornate con ZT sopra i quattromila (di cui un valore sopra i 4500).
                        Rispetto alla media decennale in corso abbiamo avuto un paio di giorni in meno con ZT sotto i 2500 metri, 1.5 giornate in meno con valori compresi fra 2500 e tremila metri, un valore in meno con ZT compreso fra tremila e 3500 metri, 2.5 giornate in più con valori fra 3500 e quattromila metri ed infine 1.5 giorni in più con ZT sopra i quattromila metri.
                        Lo scarto dalla media decennale attuale è di +211 metri; pertanto notiamo che la situazione è un po’ diversa rispetto alla temperatura, in questo caso lo scarto dalla media decennale non è nullo, il mese si è piazzato sette posizioni più in alto nella sua classifica e gli scarti dalle varie fasce di valori sono mediamente più alti.
                        Pure nel caso dello ZT l’andamento dei decenni è ad U: le medie decennali sono calate di oltre 200 metri durante gli anni ’90 e dieci ma ora siamo tornati bruscamente alle medie (e frequenze) degli anni ’80.
                        Anche in questo caso i settembri con medie basse si concentrano nei decenni centrali e quelli con medie alte si trovano prevalentemente negli anni ’80 ed in questo.
                        Esempi di settembri con medie alte sono: 1982, 1983, 1985, 1986, 1987, 1997 (il più alto di tutti), 2011, 2012 e 2018.
                        Al contrario, i settembri con medie piuttosto basse sono: 1984, 1990, 1993, 1995, 1996 (il più basso di tutti), 2001, 2002, 2007, 2008 e 2017.
                        Alla luce di quanto detto, ritengo inutile fare il confronto con gli anni ’80 in quanto questo paragone ritorna risultati molto simili al confronto fatto in precedenza; nel caso dei restanti decenni, abbiamo avuto 4-5 giorni in meno con ZT sotto i 2500 metri, 3.5 giornate in meno con valori compresi fra 2500 e tremila metri, +0.5/-1.5 giorni in con ZT compreso fra tremila e 3500 metri, 4.5/5.5 giornate in più con valori fra 3500 e quattromila metri ed infine 3.5/4.5 giorni in più con ZT sopra i quattromila metri.
                        Lo scarto da quelle medie decennali è di +448/+464 metri, un divario ben avvertibile.

                        I geopotenziali medi sono stati di 5780 metri, a +46 dalla media 1991/2018; essi sono al nono posto tra i più alti insieme al 2019, dietro alla coppia 1981-2006 di un metro e davanti al 1991 di sette.
                        Le tre decadi hanno avuto medie di 5746 (-3), 5845 (+121) e 5750 metri (+23); la prima è al 17° posto tra le più basse, la seconda e la terza rispettivamente al secondo posto e diciottesimo posto tra le più alte nelle loro classifiche.
                        Il giorno tredici abbiamo toccato i 5950 metri; abbiamo eguagliato il record mensile risalente al 24 settembre 1983.

                        Al momento il 2019 ha una temperatura media di 7.9°C, a +0.9°C dalla 1991/2018; esso è al terzo posto tra i più caldi, dietro alla coppia di testa 2007/2011 di appena un decimo e davanti al 2018 sempre di un decimo.
                        Lo ZT è stato mediamente di 2787 metri, a +148 dal riferimento; esso è secondo al posto tra i più alti, dietro al 2007 di 19 metri e davanti al 2011 di 24.
                        I gpt medi sono stati di 5673 metri, a +18 dalla 1991/2018; essi sono al quinto posto tra i più alti, dietro alla coppia 2011/2017 di sei metri e davanti al 1989 di uno.

                        Ecco la tabella riassuntiva:

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ID: 1630957

                        (continua)
                        I tipi di utenti nei forum meteo:

                        • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
                        • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
                        • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
                        • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                        • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                        • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                        • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                        • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                        • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                        • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

                        :-D

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                        • Dal punto di vista della temperatura, settembre è stato un mese come molti altri: un paio di giorni caldi all’inizio, un breve ritorno estivo durante la parte centrale ed un sopramedia debole/moderato alla fine.
                          Nel mezzo due raffreddate (durate alcuni giorni) che hanno portato isoterme in cifra singola ed anche sotto i cinque gradi; non abbiamo avuto picchi veramente degni di nota.
                          È stato un po' una via di mezzo tra il 2017 (molto fresco e perturbato) ed il 2018 (caldo e secco, praticamente una continuazione dell’estate); come spesso accade, è stato una graduale transizione tra l’estate e l’autunno propriamente detto.
                          Nel caso dello ZT e dei geopotenziali, la situazione è un po' diversa: anche qui la prima parte è stata molto vicina alle medie di riferimento e siamo andati ben sottomedia sul finire della prima decade, poi la parte centrale ha avuto ZT e gpt molto alti per il periodo e da estate piena.
                          In seguito non abbiamo avuto quasi pause (a differenza della temperatura), rimanendo con un sopramedia moderato/intenso; di conseguenza, settembre è entrato tra i primi dieci e da questi punti di vista esso è stato molto più simile al 2018.
                          Da segnalare che abbiamo eguagliato il record mensile di geopotenziali.
                          Il 2019 al momento è un anno molto caldo, molto vicino alle posizioni di testa per le tre grandezze; da una parte abbiamo avuto maggio molto fresco (e gennaio lo è stato discretamente), dall’altra febbraio e l’estate sono stati molto caldi e gli altri due mesi sono cmq nella prima metà delle loro classifiche.
                          I tipi di utenti nei forum meteo:

                          • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
                          • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
                          • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
                          • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                          • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                          • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                          • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                          • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                          • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                          • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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                          • Adesso è il turno del riassunto di ottobre 2019; ecco le temperature registrate ad 850 hPa con i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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ID: 1631061

                            I primi due giorni hanno avuto valori sopra i dieci gradi e scarti di due-tre dal riferimento; in seguito la temperatura si è abbassata sensibilmente, portandosi varie volte sotto i cinque gradi.
                            Gli scarti dalla media sono stati di 2-5 gradi.
                            Questa fase, che ha condizionato quasi tutta la prima decade, si è esaurita il giorno dieci; in seguito la temperatura è rimasta vicinissima al riferimento per quattro giorni. Da metà mese è iniziato un periodo con temperatura sopra la media: inizialmente di 1-3 gradi, poi il sopramedia si è accentuato gradualmente fino a diventare molto intenso (fino ad otto-nove gradi) anche perché la temperatura è salita di parecchio.
                            L’ultima parte del mese è stata molto calda, con isoterme in doppia cifra per sette giorni filati e valori perfino vicini ai quindici gradi (in pratica è tornata l’estate per un paio di giornate); il tutto è finito il giorno 29, poi siamo scesi sotto i cinque gradi.

                            Ottobre ha avuto una media finale di 8.7°C, a +1.7°C dalla 1991/2018; esso è al quarto posto tra i più caldi insieme al 2018, dietro al 2006 e davanti al 1990 di mezzo grado e di due decimi.
                            Le tre decadi hanno avuto medie di 6.8°C (-1.2°C), 8.5°C (+1.3°C) e 10.6°C (+4.6°C); la prima è al nono posto tra le più fredde, le altre due al dodicesimo ed al terzo posto tra le più calde nelle loro classifiche.
                            I valori estremi sono stati di 2.4°C e 14.8°C, registrati durante i giorni 31 e 27; non abbiamo battuto i record mensili, ma il picco massimo della terza decade è relativamente vicino al record dell’ultima parte di ottobre (16.4°C registrati il 21/10/2012).
                            I record mensili sono di -7.1°C e 17°C, registrati il 29/10/1997 ed il 12/10/2011.

                            Adesso vediamo la distribuzione dei valori:

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ID: 1631063

                            Abbiamo avuto 5.5 giorni con temperatura compresa fra zero e cinque gradi (nessuno con isoterme negative), 15.5 giornate con valori fra cinque e dieci gradi ed una decina di giorni con isoterme comprese fra dieci e quindici gradi (nessuno con temperature superiori).
                            Il confronto con il decennio attuale (e gli anni ’80, che sono molto simili) restituisce uno scarto di +1°C/+1.2°C dalla media decennale; i giorni con T negativa sono stati 0-1 in meno, quelli con temperatura compresa fra cinque e dieci gradi sono stati 1.5/0.5 in meno, le giornate con isoterme comprese fra cinque e dieci gradi sono state 1.5 in meno, i giorni nella fascia subito superiore sono stati 4/3 in più ed infine abbiamo avuto una giornata in meno con temperature oltre i quindici gradi.
                            Osserviamo come ottobre abbia avuto un comportamento molto simile a settembre nel corso dei decenni: ottobre si è raffreddato in maniera apprezzabile negli anni ’90, ha mantenuto a grandi linee le stesse caratteristiche medie durante lo scorso decennio ed ora si è riportato bruscamente ai livelli iniziali.
                            Ottobre è un mese di transizione vero e proprio (forse l’unico insieme ad aprile) in cui possono aversi sia gli ultimi rimasugli estivi (temperature vicine o sopra i quindici gradi) ma anche i primi sbuffi invernali (isoterme sullo zero o anche sotto).
                            In riferimento agli sbuffi invernali, solitamente essi si verificano nella seconda parte mensile e consistono in brevi episodi con temperature di poco inferiori allo zero; i mesi che hanno avuto un picco minimo negativo sono stati dodici (1981, 1988, 1991, 1994, 1997, 2003, 2004, 2007, 2009, 2010, 2011 e 2012) a cui aggiungiamo mesi che hanno toccato lo zero o sono andati vicinissimi ad esso (1983, 1986, 1992 e 1996).
                            Tra questi, per me sono particolarmente significativi il 1994 ed il 1997: il primo è stato molto precoce (sul finire della prima decade) ed è comunque tra i valori più bassi mentre il secondo è degno di una moderata ondata invernale (esso portò minime pienamente invernali e ben negative anche in pianura).
                            Notiamo anche che le isoterme negative sono scomparse dal 2013 in poi; se questo decennio ha una media di una giornata negativa al mese il merito è esclusivamente del biennio 2011-12 che ha avuto in totale 7.5 giornate sottozero (4.5 e tre).
                            Il confronto con i decenni centrali ovviamente vede uno scarto maggiore dalle medie decennali, ossia +1.8°C/+2°C; le giornate con temperatura sottozero sono state 1/2 in meno, i giorni con valori fra zero e cinque gradi sono stati 2.5/1.5 in meno, le giornate con isoterme comprese fra cinque e dieci gradi sono state 0.5/1.5 in meno ed infine i giorni con T comprese fra dieci e quindici gradi sono stati 4/5 in eccesso.

                            Adesso passiamo allo zero termico:

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                            Il mese è iniziato con valori estivi, ma questa fase è durata poco: in breve tempo lo ZT è sceso fin quasi a duemila metri e si è stabilizzato vicino ai 2500 per alcuni giorni (con scarti negativi di 4-700 metri).
                            La fase sottomedia, a differenza della temperatura, è durata un paio di giorni in meno ed è terminata il giorno otto; lo ZT si è impennato fino a quattromila metri per un giorno e mezzo, poi c’è stata una brevissima pausa.
                            A partire dal giorno undici è iniziata una lunga fase con ZT molto alto (a livelli praticamente estivi) e con solo qualche micro pausa come ad esempio il giorno 19; gli scarti sono stati spesso molto elevati, fin oltre i 1200 metri e lo ZT ha superato anche i 4000 metri.
                            Anche in questo caso il tutto si è esaurito a fine mese con la discesa dello ZT fino alla media di riferimento.

                            Lo ZT medio mensile è stato di 3385 metri, a +481 dal riferimento; tale media è al terzo posto tra le più alte, dietro al 1995 e davanti al 2006 di 41 e di 69 metri.
                            Le tre decadi hanno avuto medie di 3028 (-27), 3583 (+659) e 3529 (+781) metri; la prima è al 19° posto tra le più basse, la seconda e la terza sono al quinto e quarto posto tra le più alte nelle loro classifiche.
                            Gli estremi mensili sono stati di 2075 e di 4229 metri, registrati durante i giorni quattro e tredici.
                            I record mensili sono di 638 e 4675 metri, registrati il 29/10/1997 ed il 03/10/2001.

                            Ora vediamo la frequenza dei valori registrati:

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                            Abbiamo avuto due giorni con valori compresi fra duemila e 2500 metri, 8.5 giorni con ZT tra 2500 e tremila metri, tre giornate con ZT compreso fra tremila e 3500 metri ed infine 16.5 giorni con ZT oltre tale quota (di cui cinque con lo ZT sopra i 4000).
                            Anche in questo caso i confronti con il decennio in corso e gli anni ’80 restituiscono risultati simili, in quanto i due decenni si somigliano come per le temperature.
                            Ci sono stati 2/4 giorni in meno con ZT inferiore a duemila metri, 3/1 giornate in meno con valori compresi fra duemila e 2500 metri, 1.5/0.5 giorni in più con ZT fra 2500 e tremila metri, 5 giornate in meno con valori compresi fra tremila e 3500 metri ed infine ben 8.5 giorni in più con ZT sopra i 3500 metri; lo scarto dalle medie decennali è di +374/+360 metri.
                            Anche lo ZT ha l’andamento ad U nel corso dei decenni, con il minimo raggiunto negli anni ’90 ed una brusca risalita ai valori di partenza durante questo decennio; di conseguenza, settembre ed ottobre sono tra i mesi che sono cambiati di meno dagli anni ’80 ad oggi.
                            Pure nel caso dello ZT possiamo avere picchi estivi con valori anche sopra i 4000 metri ma anche punte invernali con ZT sotto i 1500 metri e perfino sotto i mille.
                            Nel caso dei picchi estivi, li abbiamo avuti praticamente ogni anno; lo ZT sopra i 4000 metri si verifica principalmente nella prima metà mensile ma può accadere sporadicamente anche verso la fine, pertanto qualche valore a tale quota non costituisce nulla di strano.
                            I mesi che non hanno raggiunto i 4000 metri sono dieci e concentrati quasi esclusivamente negli anni ‘90: 1992, 1993, 1994, 1996, 1998, 1999, 2000, 2002, 2015 e 2016.
                            Come dicevo sopra, ad ottobre è possibile avere lo ZT anche sotto i 1500 metri e perfino sotto i mille; lo ZT al suolo appare irraggiungibile, basti pensare che solitamente si verifica per pochi giorni perfino in pieno inverno e certe stagioni non hanno avuto neppure un valore.
                            Gli ottobri che hanno avuto lo ZT sotto i 1500 metri almeno una volta sono: 1981, 1986, 1988, 1991, 1992, 1994, 1997, 2003, 2007, 2009, 2010, 2011 e 2012.
                            Notiamo anche qui che dal 2013 non abbiamo avuto picchi minimi invernali; tra questi picchi segnalo il 1994 per il valore registrato e la sua grande precocità (è arrivato a fine prima decade), il record del 1997, il valore del 2003 ed i valori del biennio 2011-2012. Quest’ultimo biennio da solo ha messo insieme tutti i giorni con ZT inferiore a 1500 metri di questo decennio, con sette giorni complessivi (4+3).
                            Il paragone con i decenni centrali vede lo scarto dalle medie di ben +602/+436 metri; abbiamo avuto quattro giorni in meno con ZT inferiore a duemila metri, 3/2 giornate in meno con valori compresi fra duemila e 2500 metri, -1.5/+1.5 giorni con ZT fra 2500 e tremila metri, 4/5 giornate in meno con valori compresi fra tremila e 3500 metri ed infine ben 11.5/8.5 giorni in più con ZT sopra i 3500 metri.

                            I geopotenziali medi sono stati di 5740 metri, a +50 dalla 1991/2018; essi sono al quarto posto tra i più alti insieme al 1985, dietro al 2005 e davanti al 1983 di tre e due metri.
                            Le tre decadi hanno avuto medie di 5668 (-39), 5772 (+81) e 5777 (+104) metri; la prima è al tredicesimo posto tra le più basse, le altre due al sesto e secondo posto tra le più alte nelle loro classifiche.

                            (continua)
                            I tipi di utenti nei forum meteo:

                            • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
                            • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
                            • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
                            • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                            • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                            • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                            • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                            • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                            • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                            • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

                            :-D

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                            • Al momento il 2019 ha una temperatura media di 7.9°C, a +0.9°C dalla 1991/2018; esso è il più caldo in assoluto, eguagliando il record del 2007 e 2018.
                              Lo ZT è stato mediamente di 2848 metri, a +182 dal riferimento; è la nuova media record, batte il 2007 di 35 metri.
                              I gpt medi sono stati di 5680 metri, lo scarto è di 21 metri; essi sono al quarto posto tra i più elevati, dietro al 2011 e davanti al 1989 di tre metri.

                              Ecco la tabella riassuntiva:

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                              In conclusione, ottobre è stato un mese complessivamente molto caldo con ZT e geopotenziali piuttosto alti.
                              È partito fresco, poi però si è aperto un lungo periodo sopramedia, via via più caldo (come se fosse un mese primaverile) e con anomalie crescenti; il periodo caldo si è interrotto durante gli ultimi giorni, ma esso ha ampiamente compensato la frescura iniziale.
                              È il terzo ottobre mite/caldo consecutivo e ricorda parecchio il 2018: tempo prevalentemente stabile, stessa temperatura media, ZT più alto di trecento metri (3385 contro 3082 e dodici posizioni di differenza), geopotenziali più elevati (5740 metri contro 5722, nove posizioni di differenza).
                              Il 2019 è al momento un anno davvero molto caldo, per ora è in testa come ZT ed è ai piedi del podio per i geopotenziali; da una parte abbiamo avuto un maggio molto freddo, un gennaio discreto e qualche decade sottomedia (come la parte centrale di luglio e la prima di ottobre), dall’altra un febbraio molto caldo, un’estate bollente ed un ottobre decisamente caldo.
                              I tipi di utenti nei forum meteo:

                              • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
                              • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
                              • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
                              • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                              • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                              • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                              • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                              • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                              • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                              • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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                              • È tempo di fare una serie di riepiloghi, cominciamo con quello di novembre 2019; ecco le temperature registrate ad 850 hPa con i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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ID: 1631467

                                Novembre è partito con un paio di giorni leggermente sottomedia, a cui sono seguiti tre sopra con la temperatura che ha toccato i dieci gradi (e gli scarti sono stati di 2-4 gradi); in seguito la temperatura si è abbassata fin verso lo zero (giorno nove) ed è rimasta sottomedia fino al giorno undici con scarti negativi di circa due gradi.
                                Poi la temperatura è oscillata sopra e sotto la media (e sopra e sotto i cinque gradi) fin quasi a fine decade, a seconda se eravamo sotto richiamo sciroccale o se arrivava l’aria che seguiva i numerosi fronti che ci hanno interessato (si vede anche da questo grafico come il tempo sia stato parecchio dinamico).
                                La terza decade è stata caratterizzata da un sopramedia inizialmente moderato (1-2 gradi, poi esso è diventato intenso fra i giorni 25 e 26 (con la temperatura che si è portata sui 7-8 gradi) e poi è esso scemato negli ultimi giorni del mese.
                                Vediamo subito come un tempo di tipo atlantico agisce come una livella per le temperature: non abbiamo avuto picchi eclatanti, ma neppure irruzioni fredde dato che non siamo scesi sotto lo zero.

                                Novembre ha avuto una media finale di 4.2°C, a +0.9°C dalla 1991/2018; essa è all’undicesimo posto tra le più altre insieme al 2018, dietro al 2009 e davanti alla coppia 2002-2003 di uno e due decimi.
                                Le tre decadi hanno avuto medie di 5°C (-0.1°C), 3.5°C (+0.6°C) e 4.3°C (+2.5°C); la prima è al 19° posto tra le più fredde, la seconda e la terza sono al 17° e decimo posto tra le più calde nelle loro classifiche.
                                I valori estremi di questo mese sono di 0.2°C e di 10.2°C, registrati nei giorni nove e tre; non abbiamo avvicinato né battuto record di alcun tipo, essi sono -10.3°C e 15.6°C, registrati il 22/10/1998 ed il 04/11/2004.
                                Adesso vediamo la distribuzione dei valori:

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ID: 1631472

                                Non siamo mai scesi sotto lo zero, anche se c’è mancato davvero poco; ci sono stati venti giorni con valori compresi fra zero e cinque gradi, 9.5 giorni con temperatura fra cinque e dieci gradi ed infine un solo valore sopra i dieci gradi (e pure di poco).
                                Rispetto alla media decennale in corso, lo scarto della media mensile è stato di -0.1°C.
                                Le giornate con temperatura sottozero sono state tre in meno, quelle con valori compresi fra zero e cinque gradi sono state sei in più, i giorni con temperatura compresa fra cinque e dieci gradi sono stati 1.5 in meno ed infine abbiamo avuto 1.5 giornate in meno con valori oltre i dieci gradi.
                                Come è molto evidente dai grafici postati sopra, novembre ha subito un vistoso riscaldamento a partire dalla fine del decennio scorso; a partire dal 2008 la frequenza delle temperature negative è diminuita ed esse si sono concentrate verso la fine del mese.
                                In particolare, abbiamo avuto cinque novembri molto caldi tra il 2011 ed il 2015, con quest’ultimo che ha avuto i primi venti giorni con scarti elevatissimi (viaggiava a sei gradi oltre la media!!); poi novembre si è parzialmente ripreso, soprattutto nel 2017.
                                Vediamo anche che in questo mese le temperature negative sono quasi scontate, non sono arrivate solo nel 1984, 1994, 2009, 2014 e 2019; si tratta perlopiù di valori di qualche grado sottozero, ma in passato abbiamo avuto perfino ondate fredde pienamente invernali raggiungendo valori sotto i -5°C ed avvicinando addirittura i -10°C. Gli esempi più eclatanti sono il 1983, 1985, 1988, 1993, 1998 e 2013.
                                Notiamo anche che i novembri più freddi hanno avuto medie da mese invernale, ossia attorno allo zero; mi riferisco in particolare al 1985, 1988, 1993 e 1998; naturalmente non c’è correlazione tra il comportamento di novembre e quello dell’inverno, nei casi citati gli inverni seguenti sono stati ben diversi tra di loro.
                                Il paragone con i decenni passati vede uno scarto dalle loro medie che va da +1.1°C a +1.6°C.
                                Le giornate con temperatura sottozero sono state 7-8 in meno, quelle con valori compresi fra zero e cinque gradi sono state 5-7 in più, i giorni con temperatura compresa fra cinque e dieci gradi sono stati 1.5-2.5 in più ed infine abbiamo avuto un valore in meno oltre i dieci gradi.

                                Adesso passiamo allo zero termico:

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ID: 1631470

                                A differenza della temperatura, lo ZT è stato a lungo sotto la propria media di riferimento; anch’esso ha avuto delle oscillazioni, ma si è mantenuto quasi sempre sotto il riferimento.
                                In sintesi, dopo i primi giorni con valori compresi fra 2400 e 2800 metri, lo ZT è sceso ed è iniziata una lunga fase con valori compresi quasi sempre fra 1500 e duemila metri; essa è durata sostanzialmente fino al giorno sedici.
                                In seguito lo ZT è oscillato sopra e sotto al riferimento tornando anche sopra i duemila metri e questa fase è durata fino al giorno 23; poi anche in questo caso abbiamo avuto un sopramedia molto deciso fra giorni 25 e 26 con lo ZT che ha sfiorato i tremila metri e poi un calo verso la media.
                                Anche in questo caso si vede subito l’azione livellatrice delle correnti atlantiche: lo ZT non è salito mai a quote veramente elevate, ma non è neppure sceso a valori veramente degni di nota (notate come le linee blu e nera rimangono parecchio distanti, soprattutto nella seconda parte del mese).

                                Lo ZT medio mensile è stato di 2125 metri, a -83 dal riferimento; esso è al 19° posto tra i più bassi, dietro al 2017 e davanti al 2014 di cinque e dodici metri.
                                Le tre decadi hanno avuto medie di 2203 (-302), 1983 (-185) e 2191 metri (+248); la prima e la seconda sono all’ottavo e dodicesimo posto tra le più basse, la terza al 14° posto tra le più alte nelle loro classifiche.
                                Gli estremi mensili sono stati di 1441 e di 2915 metri, registrati nei giorni nove e 25; non abbiamo battuto o avvicinato nessun record.
                                Il record mensile negativo è di 94 metri (suolo), registrato nei giorni 15/11/1983, 23-24/11/1988, 27/11/1989, 20/11/1993 e 21/11/ 1993; quello positivo è di 4354 metri, registrato il 10/11/2015.
                                Ora vediamo la frequenza dei valori registrati:

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                                Abbiamo avuto un solo valore con ZT inferiore a 1500 metri, e pure di poco; ci sono state 11.5 giornate con ZT compreso fra 1500 e duemila metri, i giorni con valori tra duemila e 2500 metri sono stati tredici ed infine le giornate con valori tra 2500 e tremila metri sono state cinque.
                                Rispetto alla media decennale in corso lo scarto della media mensile è di -277 metri.
                                Ci sono stati 3.5 giorni in meno con ZT inferiore a 1500 metri (ed uno in meno con valori inferiori a mille metri), 7.5 giornate in più con valori compresi fra 1500 e duemila metri, sette giorni in più con ZT tra duemila e 2500 metri, quattro giornate in meno con valori compresi fra 2500 e tremila metri ed infine cinque giorni in meno con ZT sopra i tremila.
                                Anche nel caso dello ZT notiamo il vistoso cambiamento intervenuto a partire dalla fine del decennio scorso: abbiamo guadagnato 400 metri dagli anni ’90 (250 dagli anni ’80), perdendo tre-quattro giorni con ZT inferiore a 1500 metri (da sette-otto a quattro) e guadagnandone 5-7 con valori sopra i 2500 metri.
                                In effetti sono diminuiti gli episodi tardo-autunnali/invernali a favore di sciroccate o alte pressioni accompagnate da mitezza e da ZT elevato; vediamo come si siano succeduti vari novembri con ZT elevato (2006, 2009, 2011, 2012, 2014 e 2015) e che ora il mese ha fatto una parziale marcia indietro, anche se i migliori di questo decennio (2016 e 2017) sono poco sopra la metà classifica.
                                L’ultimo novembre veramente in alto in classifica è il 2007 (ottavo); in genere i mesi di novembre con ZT più basso hanno una media che è inferiore a duemila metri e che si avvicina ai 1500, ma essi ormai appartengono ad un passato che comincia a farsi lontano (gli ultimi sono il 2005 ed il 2007, poi troviamo solo mesi appartenenti agli anni ’90 ed ’80).
                                Infine, notiamo come anche sia possibile avere lo ZT sotto i 500 metri, quota che consentirebbe di vedere la neve fino in pianura (che però manca dal 2010, come pure lo ZT sotto i 500 metri); in passato abbiamo avuto lo ZT perfino a livello del suolo, ma ovviamente era ed è l’eccezione e non una consuetudine (capita poche volte perfino in pieno inverno).
                                Facendo il paragone con i decenni passati, lo scarto dalle loro medie decennali diventa di -67/+88 metri.
                                I giorni con ZT sotto i 1500 metri sono stati 5.5–7.5 in meno, quelli con valori compresi fra 1500 e duemila metri sono stati 4.5–5.5 in più, le giornate con ZT tra duemila e 2500 metri sono state 5–6 in più, i giorni con valori compresi tra 2500 e tremila metri sono stati 0–1 in meno ed infine le giornate con ZT sopra i tremila metri sono state 2.5–4.5 in meno.

                                I geopotenziali medi sono stati di 5538 metri, a -62 dalla media 1991/2018; essi sono al quarto posto tra i più bassi, dietro al 1985 e davanti al 1990 di tredici e dodici metri.
                                Le tre decadi hanno avuto medie di 5529 (-107), 5534 (-58) e 5552 metri (-17); esse sono al terzo, settimo e 14° posto tra le più basse nelle loro classifiche.

                                Al momento il 2019 ha una temperatura media di 7.6°C°C, a +0.9°C dalla 1991/2018; esso è il più caldo in assoluto in compagnia di 2011 e 2018.
                                Lo ZT è stato mediamente di 2783 metri, a +159 dal riferimento; è il nuovo record, esso supera il 2011 di nove metri.
                                I gpt medi sono stati di 5667 metri, lo scarto è di 14 metri; essi sono all’ottavo posto tra i più elevati insieme al 2018, dietro al 1992 e davanti alla coppia 1982-2012 di un metro.

                                (continua)
                                I tipi di utenti nei forum meteo:

                                • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
                                • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
                                • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
                                • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
                                • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
                                • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
                                • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
                                • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
                                • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
                                • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

                                :-D

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