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L'inverno del '709

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  • L'inverno del '709

    Mentre leggevo il libro "Storia della Repubblica Veneta" mi sono imbattuto nella pagina della cronologia dei fatti salienti, che riporta un nota meteorologica per il 1709...
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    Casa: Tombolo (PD) - 42 m s.l.m.
    Lavoro: Resana (TV)

  • #2
    Beh,morì praticamente tutto.mi pare che morirono milioni di francesi,e ghiacciò il Tamigi.
    spetta che cerco
    chi semina vento raccoglie tempesta

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    • #3
      Si,infatti.ghiacciò il Tamigi,ma anche un sacco di altri fiumi.

      1708-09: Forse l'Inverno più rigido dei tempi moderni, almeno per quanto riguarda le "punte" minime raggiunte dalla temperatura.
      In Inghilterra l'irruzione di aria siberiana da est avvenne all'improvviso, la notte di Natale, e l'avvezione fu talmente intensa da provocare la morte di una gran quantità di bestiame e di specie volatili.
      Gelò di nuovo il Tamigi, ma il freddo fu intervallato da brevi episodi di disgelo, per cui il ghiaccio non riuscì a raggiungere uno spessore sufficiente da consentirne la costruzione di negozi e varie forme di divertimento.
      Solo pochi intrepidi riuscirono ad attraversarlo a piedi.
      Ma l'Inverno fu eccezionalmente rigido anche nel resto del Continente Europeo, dove toccò punte estreme mai più raggiunte nei Secoli successivi:
      Tutti i principali fiumi dell'Europa Centrale ed Occidentale gelarono, ed il fatto si verificò, eccezionalmente, anche alla foce del fiume Tago a Lisbona, in Portogallo!
      Gelarono la Vistola, il Reno, il Danubio, la Mosa, la Garonna, il Rodano, l'Ebro, la Senna.
      I grandi laghi svizzeri gelarono, completamente quello di Costanza e quello di Zurigo, parzialmente quello di Ginevra.
      Gelarono poi del tutto i porti mediterranei di Marsiglia, di Genova e di Livorno.
      L'ondata di freddo colpì l'Europa Occidentale dal giorno di Befana, fino al 24-25 di Gennaio, quando imperversò nella sua fase più acuta.
      Una seconda fase fredda, con gelo dei fiumi in Europa centro-orientale, avvenne tra il 20 di Febbraio e la metà di marzo circa, anche se, in questo caso, il freddo non toccò il Mediterraneo.
      In Francia gelarono olivi, agrumi, meli, susini, fino alla costa mediterranea, intere foreste furono uccise dal gelo siberiano.
      Una antica cronaca di Angers descrive:
      "Il freddo cominciò il 06 Gennaio 1709 e perdurò in tutto il suo rigore fino al 24.
      Tutto quello che era stato seminato andò completamente distrutto.
      La maggior parte delle galline morì di freddo, e così pure le bestie nelle stalle.
      Al poco pollame sopravvissuto si vide congelare e cadere la cresta.
      Molti uccelli, anatre, pernici, beccacce e merli morirono e furono trovati stecchiti sulle strade e sugli spessi strati di ghiaccio e di neve.
      Querce, frassini ed altri alberi di pianura si spaccarono per il gelo: due terzi dei noci morirono.
      Anche due terzi delle viti perirono, e, tra queste, le più vecchie."
      Sull'Italia il grande gelo si verificò in due fasi, con una potente irruzione di bora il giorno di Befana del 1709, ed una seconda grande irruzione dopo la metà di Gennaio.
      A Venezia la temperatura crollò fino a -17,5°C con bora, valore mai più toccato nei secoli successivi.
      L'irruzione di Befana fece cadere grandi quantità di neve in Val Padana, ma la neve cadde abbondante sul resto d'Italia, a Firenze caddero 70 cm di neve tra il 14 ed il 16 Gennaio, isolando la città, mentre Roma contò ben 10 giorni di nevicata tra il 06 ed il 24 Gennaio.
      Anche in Italia morirono gli olivi lungo le Riviere liguri, in Toscana, Lazio, Puglia, mentre in Val Padana, ed in particolare in Emilia, morirono alberi di melo, susino, noce, ciliegio, specie che normalmente resistono fino a temperature di -40°C!
      Cadde una grande nevicata anche a Napoli.
      Alcune cronache qui riportate sono estratte dal bel libro "Le Meteore ed il Frumento", di Roberto Finzi (cronache del 1709 a cura di Daniele Salmelli), Ed. Il Mulino, che ha ricercato stupendamente le notizie relative a questa terribile invernata in Italia.
      "Addì 23 Gennaio 1709: ho visto il Po congelato e passare tre persone dalla riva di Guastalla a Correggioverde a piedi, cosa, questa, che non si è mai veduta"
      "Reggio Emilia: Nel 06 Gennaio, domenica, giorno dell'Epifania, verso le ore 03 di notte del lunedì seguente si levò vento freddissimo con alquanto di neve, ed il freddo fu così acuto che gelò il Po per uno spessore di 16 once (71 cm), e passavasi sopra uomini, cavalli e carri""
      "Parma, 07 Gennaio 1709, soffiando un terribilissimo levante che impediva di camminare, cagionò tanta neve che lì 08 se ne misurarono 20 once (88 cm), ed il freddo crebbe di giorno in giorno fino al 12 Febbraio, a tale segno che gelarono tutti i fiumi.
      Più di 300 anni (dal 1408, Ndr), non si era visto un freddo simile, soffrendone noci, fichi ed olivi, e salvandosi solo le viti perché erano sepolte dalla neve".
      Naturalmente, gelò in profondità anche la Laguna Veneta, provocando molti problemi, in quanto, se erano facilitate le comunicazioni con la terraferma (si poteva tranquillamente andare a piedi a Mestre sulla Laguna ghiacciata), i pozzi ghiacciarono in profondità, causando il mancato approvvigionamento di acqua:
      La Laguna Veneta si liberò dai ghiacci solamente il giorno 29 di Gennaio.
      chi semina vento raccoglie tempesta

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      • #4
        Il tremendo e gelido inverno 1709 (invernone)

        Nel dicembre 1708 il freddo si impadronì della Russia in modo pesante e violento, portando un gelo inusuale anche per tali regioni. Poi si "gonfiò" e si formò il cosiddetto anticiclone termico russo, fenomeno scarsamente presente negli ultimi anni.
        Nella notte dell'Epifania, tra il 5 e il 6 gennaio, irruppe tenacemente anche in Europa. Ne conseguì un evento di portata eccezionale, che colpì in particolar modo l'Europa Centrale e Mediterranea, ma quasi nessuna area del Vecchio Continente venne risparmiata (probabilmente solo la Scandinavia, in un secondo momento, riuscì a rimanere isolata dall'onda gelida, poiché divenne sede dell'Anticiclone, probabilmente un ibrido): in poche ore si gelarono fontane, pozzi, rivi e anche piccoli laghi, vi furono abbassamenti repentini fino a 20°C, anche le regioni meridionali furono colpite duramente. Restarono probabilmente escluse da questa incredibile ondata di freddo anche l’Islanda e la Groenlandia all’estremo Nord-Ovest e la Turchia a Sud-Est.

        In breve ghiacciarono tutti i fiumi europei, compresa la Senna, il Rodano e pure l'Ofanto; stessa sorte toccò a laghi e lagune: il lago di Garda venne attraversato da carri peant, unica volta nella storia, così come pure la Laguna Veneta; nemmeno il mare fu risparmiato e rimasero intrappolati nei ghiacci porti mediterranei come quelli di Genova e Marsiglia; gelò addirittura la foce del Tago a Lisbona: il record di freddo certificato del XX secolo per questa città è -1.1°C, con il quale si congela appena un bicchiere d'acqua.

        A Roma tra il 6 e il 24 gennaio nevicò 10 volte, in Pianura Padana ne cadde 1 metro e mezzo; si raggiunsero temperature eccezionali: a Parigi -23.1° nel centro e -25°/-26° nei sobborghi e per 10 giorni non si salì mai sopra -10° con minime sui -20°; a Venezia -17,5° con forte bora (il record del XX secolo è -13,6° misurati nel 1963).

        A Berlino -29.4° e nelle campagne intorno -35° e la media del mese fu -13.2° (seguono i -11.6° del gennaio 1823), svariate giornate dove non si superarono i -20°. Ovviamente con un simile gelo le piante non resistettero: si seccarono tutti gli ulivi e gli altri frutti e addirittura intere foreste, dato che neppure gli alberi cresciuti spontaneamente erano resistenti a ciò.

        In Emilia Romagna giunsero a seccare gli alberi di melo, susino, noce e ciliegio, piante che generalmente resistono fino a temperature di -40°. Un dubbia misurazione di -36° a Faenza (probabilmente registrato nei dintorni) sembrerebbe confermare questi valori. Si ipotizza che una -22° a 850 hPa (circa 1450 metri di altezza) sia entrata stabilmente nella Pianura Padana (nel 1985 è arrivata una -15° con -16°/-17° a nord-est, tra l'altro con durata nettamente inferiore) e valori nettamente inferiori ai -10° a 850 hPa siano arrivati fino all'estremo Sud con punte estese di -14-16°, sempre a tale quota, tanto quanto basta per misurare giornate di ghiaccio anche sulle coste Tirreniche, oltre ovviamente su quelle Adriatiche (oltretutto in quel periodo le isole di calore non eran come quelle attuali).
        A fine mese, dopo il 26, vi fu una risalita, accentuata in Francia: a Parigi piovve, anche se era pioggia fredda; la Laguna Veneta si liberò dal gelo completo il 29 gennaio (pezzi di ghiaccio galleggianti rimasero). A inizio Febbraio ritornò il gelo, molto forte, anche se non ai livelli di gennaio; tuttavia gelarono molti fiumi e laghi che si erano temporaneamente liberati. Continuò fino a Marzo e, nelle regioni a Nord, fino ad Aprile (in questo mese il mar Baltico era ancora congelato), anche se vi furono molte riprese successive; in Germania vi furono notizie di gelate fino ad inizio Luglio. A Berlino Febbraio ebbe una media di -6.9° con una punta di -26°; Marzo una media di 0.2 ma si contarono ben 22 minime sotto lo 0°.
        L'inverno, se consideriamo l'intero trimestre dicembre (media di -4.5°), gennaio e Febbraio ebbe la media di -8.2° , il più freddo da quando iniziarono le misurazioni nel 1701, seguito dal 1829/30, con -6.6°

        chi semina vento raccoglie tempesta

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        • #5
          Molto affascinante
          Nowcasting da: Colle Umberto (TV)
          alternativi:
          Laggio Di Cadore (BL)

          Lignano Sabbiadoro (UD)
          TOGLIETEMI TUTTO, MA NON FORUM METEOTRIVENETO!

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          • #6
            Altri tempi...

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