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[NEVE] Le nevicate da IRRUZIONE FREDDA (RODANO): caratteristiche ed evoluzioni sinottiche

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  • [NEVE] Le nevicate da IRRUZIONE FREDDA (RODANO): caratteristiche ed evoluzioni sinottiche

    Mi piace proseguire lungo la "strada della memoria" tracciata dall'Opuscolo del Centro Pertini (http://www.comune.caorle.ve.it/publi...scolo_neve.doc) dopo la bella Mostra sulla neve cui M3V l'anno scorso ha dato un fattivo contributo; e lo faccio, come promesso, affrontando la terza delle tipologie di situazioni nevose sui nostri territori pianeggianti, ovvero le nevicate da "Irruzione fredda dalla Valle del Rodano" (il quarto approfondimento riguarderà una categoria molto ristretta di fenomeni nevosi sulle nostre pianure, quelle da moti convettivi di tipo temporalesco; pochi sì, ma non per questo meno interessanti, anzi!).
    Come accennavo già nei precedenti capitoli di questo "bianco viaggio", i dati "tecnici" (date degli eventi, accumuli, durate, etc...) sono ben spiegati nell'opuscolo che ognuno può linkarsi da qua sopra, ragion per cui preferisco soprassedere su eccessivi particolari per dedicarmi invece a una descrizione generale del fenomeno, in atteso poi di esaminare accuratamente alcune "situazioni" pilota che possono fungere da ottima didattica per comprendere le "mitiche" rodanate!
    Le nevicate da Rodano sulle pianure venete sono una netta minoranza rispetto a quelle da Bora e da addolcimento (circa un 10% del totale); esse si originano quando una massa d'aria artica o polare (prevalentemente marittima) fredda entra nel Mediterraneo attraverso la Valle del Rodano, dunque sfonda appena a Ovest della catena alpina, ma non con direttrice Nordest - Sudovest (in quel caso parliamo di retrogressioni fredde che west-shiftano e, almeno in quota, invece di investirci direttamente fanno la barba alle Alpi scavando la pressione tra Ligure e Centro - Nord dell'Italia) bensì con prevalente movimento Nordovest - Sudest. Queste perturbazioni fredde, spesso originatesi addirittura sulla Groenlandia o sul Canada settentrionale, irrompono nel Mediterraneo e sono causa di violente mareggiate sulle nostre coste occidentali nonchè, prima o poi, di un intenso Maestrale sulla Sardegna. La risposta sia termica che orografica del nostro comparto italico - mediterraneo è tale per cui si va incontro a una ciclogenesi capace di scaricare forte maltempo su gran parte della penisola. Non è tuttavia un maltempo "direttamente freddo" per la nostra regione, in quanto il Mestrale non ci interessa quasi mai in modo prevalente e i rinforzi eolici collegati alle "rodanate" assumono sul triveneto una componente comunque orientale, una sorta di "Bora non troppo gelida" di ritorno. Capiamo bene dunque come sia raro che la "rodanata" provochi di per sè la neve sulle nostre pianure; in realtà la "rodanata" ci regala i bianchi fiocchi quasi esclusivamente a una condizione: che preesista un cuscinetto freddo nei bassi strati al di sopra del quale possa scorrere la risposta temperata in quota attivata dall'irruzione verso la Sardegna e il Tirreno. Potrebbe dunque chiamarsi quasi "neve da addolcimento" quella spesso collegata al Rodano, ma in realtà si differenzia da quella perchè comunque non prescinde mai dall'entrata di una massa fredda nel comparto italico (nei casi di addolcimento invece l'irruzione fredda ciclogenetica può anche interessare terre molto lontane, le Baleari, la Spagna addirittura, e da noi può sussistere solo il richiamo meridionale); e poi, proprio per la sua origine schiettamente ciclonica, la neve da Rodano assume caratteristiche anche esteriori diverse dall'addolcimento: più abbondante, più tempestosa, a volte temporalesca, nervosa e irregolare (didattica, quasi antologica a tale riguardo la nevicata dell'11 febbraio 2013; la vedremo più avanti). E poi, con un apparente paradosso, quando si alza il vento (sintomo che il gradiente barico aumenta per la spinta della depressione verso le nostre zone) la nevicata si rovina, si contamina, diventa pioggia o mista ad acqua. La già citata "Bora non troppo gelida" di ritorno certo non è un vento caldo, sia chiaro, ma non è neppure la Bora classica, quindi non apporta ulteriori contributi freddi a un ambiente ancora dominato al suolo dal cuscinetto preesistente, e anzi, con la sua violenza, distrugge il cuscinetto stesso, degrada la colonna d'aria, apporta piccole variazioni termiche e di umidità che spesso fanno terminare l'incanto.
    Bè, adesso è giunto il momento di passare al concreto e di osservare in modo dettagliato nei prossimi post qualcuna di queste interessanti situazioni tra quelle studiate e sviscerate nel succitato lavoro del Centro Pertini.
    Ultima modifica di franco forte; 25-10-2013, 12:29.

  • #2
    4 marzo 1984

    Questa nevicata rappresenta una fra le bufere più spettacolari che abbiano interessato il nostro territorio da diversi decenni, ed è uno dei pochi casi di rodanata capace di far nevicare su di noi direttamente, senza bisogno di un cuscinetto freddo preesistente.
    In effetti essa fu accompagnata da una Bora fortissima, che piegò alberi e arbusti destinati a rimanere curvi per settimane e anche mesi dopo quell'episodio, ma non si può dire che sia stata originata da un'irruzione diretta di Bora, bensì da un'intensa rodanata. Per capirlo basta osservare due cose: la prima che a Trieste quel giorno piovve (con clima oltre tutto poco freddo) e non nevicò, dunque non ci fu alcuna entrata diretta di Bora, altrimenti il capoluogo giuliano sarebbe stato in prima fila a ricevere i fiocchi; la seconda che le sinottiche, come presto ci accorgeremo, mostrano un richiamo da Nordest solo nei giorni successivi, quando infatti le temperature si irrigidirono ulteriormente.
    Ma andiamo con ordine: la fine di febbraio era stata sull'Italia molto mite, ma già il 28 si notava un'importante massa di aria artica marittima affacciarsi alle porte della Scandinavia dopo aver già raffreddato fortemente l'Islanda:

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    Sul Mediterraneo la situazione è complessivamente depressionaria, sia pure in modo blando, ma ciò è sufficiente per spianare la strada all'avanzata dell'irruzione fredda di matrice artico - marittima nel corso dei giorni successivi; vediamo bene, ad esempio, come la colata artica il giorno 2 marzo sia ormai arrivata fin sulla Francia e abbia già ben interessato con vento e tempeste violente la Gran Bretagna:

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    Su di noi ancora tempo di attesa, ma il 3 (teniamo presente che l'analisi si riferisce all'inizio della giornata, dunque alla mezzanotte del 2 sul 3!) la massa fredda di ormai conclamata matrice nordoccidentale è addossata all'arco alpino:

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    Piccoli cavi d'onda già transitano sul Nord del nostro paese provocando nella notte piogge anche intense con temperature che su Venezia sono comunque vicine ai +10 °C (tra 8 e 9 gradi, per la precisione), ma la massa fredda irrompe dal Rodano nella mattinata (purtroppo mancano le sinottiche che fotografino proprio quel momento) e attorno alle 9.00 circa la pioggia viene scaraventata a terra con violenza immane dal vento improvvisamente levatosi, si ode anche qualche tuono, la temperatura cala a picco fin verso 1 o 2 gradi sopra lo zero, e avviene una spettacolare, impressionante trasformazione del nubifragio in bufera!
    Nevica molto intensamente fino alle 14.00, si accumula un manto attorno ai 10 cm., poi appena la fase di maltempo conclamato cessa la neve viene sostituita da un cielo coperto uniforme, la temperatura risale attestandosi attorno ai +4 °C e un nuovo raffreddamento si farà strada solo qualche giorno dopo con l'entrata di una franca Bora chiara:

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    Alla prossima!
    Ultima modifica di franco forte; 25-10-2013, 13:20.

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    • #3
      La nevicata del 29 Dicembre 2005, caratterizzata da rovesci convettivi con accumuli intorno a 20cm sulla fascia pedemontana, può essere classificata come nevicata da irruzione fredda dal Rodano? Questa è la configurazione:
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      Hp, vade retro!!!!!!!

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      • #4
        Originariamente inviato da Piovoso92 Visualizza il messaggio
        La nevicata del 29 Dicembre 2005, caratterizzata da rovesci convettivi con accumuli intorno a 20cm sulla fascia pedemontana, può essere classificata come nevicata da irruzione fredda dal Rodano? Questa è la configurazione:
        Ma... Bora o Rodano, voglio esaminarla per bene, poi ti dirò il mio parere.

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        • #5
          Originariamente inviato da Piovoso92 Visualizza il messaggio
          La nevicata del 29 Dicembre 2005, caratterizzata da rovesci convettivi con accumuli intorno a 20cm sulla fascia pedemontana, può essere classificata come nevicata da irruzione fredda dal Rodano? Questa è la configurazione:
          Io direi più Bora, dalle sinottiche bariche a 850 le correnti sono di chiara origine Nordestina e anche l'entrata è appena sciftata (ma poco poco) verso occidente, infatti non furono nevicate nè estese nè persistenti (io ricordo ad esempio che a Caorle nevicò 1 oretta mettendo giù un paio di cm., a Torre di Mosto nemmeno un fiocco).
          Però l'entrata della -10 °C che si vede nelle sinottiche termiche aggira le Alpi parecchio, si getta poi quasi nel Golfo del Leone, ma l'origine è sempre da Nordest e comunque da noi soffiava la Bora... a te l'ardua sentenza; io comunque propendo per Bora!

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          • #6
            11 febbraio 2013

            Questo fu per alcune zone del Veneto un episodio veramente eccezionale e curioso: una somma tra una potente, classica nevicata da addolcimento e una successiva Rodanata micidiale che, pur facendo entrare l'aria polare fredda marittima (dunque "fredda" fino a un certo punto...) verso sera, ruppe la colonna d'aria gelida e secca preesistente sopra la quale scorreva il flusso meridionale mite e umido all'origine della neve da addolcimento delle ore precedenti, e paradossalmente (ma fino a un certo punto) provocò la trasformazione della precipitazione da solida e mista, anche con l'accompagnamento di lampi e con l'insorgere di un vento settentrionale molto forte, a tratti tempestoso.
            Nei giorni precedenti c'era stato un flusso di aria piuttosto fredda continentale che aveva anche provocato dei temporali nevosi il 9:

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            Il giorno 10 la massa fredda continentale si era ben depositata nei bassi strati sopra le nostre regioni, tanto che la mattinata fu abbastanza gelida un po' ovunque:

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            Il ciclone di origine groenlandese in apparenza non sembra così minaccioso per l'Europa, ma solo 12 ore dopo ecco che si affaccia ormai alle coste nordoccidentali del continente, con gradienti barici di tutto rispetto; si annuncia una "bomba bianca" per il giorno successivo:

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            Ormai le correnti meridionali che precedono l'entrata prepotente del blocco di aria polare fredda marittima fanno la barba al continente e promettono entro poche ore di portare le prime precipitazioni nevose da addolcimento anche sulla nostra regione. Il che avviene puntualemente dalla mattinata dell'11!
            A mezzogiorno dell'11 è in pieno sviluppo l'avvezione calda in quota e la neve cade già copiosa, ma calma e placida sulle nostre teste:

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            Alle 18 viceversa il blocco freddo nordoccidentale è entrato in pieno nel Mediterraneo, dal Rodano e dal Golfo del Leone, e ha puntualmente formato infatti una collana di depressioni che vanno dalla Provenza alle nostre regioni centrali, le correnti su di noi non sono più meridionali ma si appresta a entrare un flusso da Nord o da Nordest, la neve cade ormai con intensità parossistica, l'addolcimento è finito ed è subentrata la Rodanata: testimonianza ne è l'insorgenza di venti tempestosi dal quadrante mediamente di Tramontana (con tanto di mareggiate e danni alle dighe artificiali sui litorali esposti) e la notevole attività elettrica, certo non possibile in una fase di addolcimento. Però il rimescolamento dell'aria a tutte le quote fa cessare su molte zone di pianura la neve "pura" per sostituirla con rovesci anche intesi di neve "mista" e di granuli ghiacciati, spesso sparati dalle raffiche fortissime quasi come fossero proiettili di grandine:

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              Originariamente inviato da franco forte Visualizza il messaggio
              Io direi più Bora, dalle sinottiche bariche a 850 le correnti sono di chiara origine Nordestina e anche l'entrata è appena sciftata (ma poco poco) verso occidente, infatti non furono nevicate nè estese nè persistenti (io ricordo ad esempio che a Caorle nevicò 1 oretta mettendo giù un paio di cm., a Torre di Mosto nemmeno un fiocco).
              Però l'entrata della -10 °C che si vede nelle sinottiche termiche aggira le Alpi parecchio, si getta poi quasi nel Golfo del Leone, ma l'origine è sempre da Nordest e comunque da noi soffiava la Bora... a te l'ardua sentenza; io comunque propendo per Bora!

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              La sinottica a 850hpa farebbe pensare ad una irruzione di bora come hai detto, tuttavia la distribuzione dei geopotenziali con quel nocciolo gelido in arrivo dalla Francia ha fatto sì che la distribuzione delle nevicate fosse più simile a quella del cosiddetto "libeccio freddo" con rovesci di neve intensi fino in pianura in movimento da Lombardia Orientale verso Alto Veneto e Friuli (accumuli di 15-30cm in queste aree), nonché forti nevicate in Toscana (20-30cm a quote pressoché pianeggianti), mentre l'Emilia e il Basso Veneto, che di solito beneficiano delle nevicate da bora, hanno visto poco o nulla. Sicuramente si è trattato di un evento di difficile interpretazione e molto raro, visto che da allora non si è più ripetuto.
              Hp, vade retro!!!!!!!

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