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Cellina: Attacco all'argine!

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  • Cellina: Attacco all'argine!

    Argine recentemente riscostruito visto dal ponte Gulio nuovo
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    Visone più ravvicinata, si noti il buco sulla testata

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    Foto sul fianco testata, scoperchiamento massicciata di base,
    si noti il profilo biancastro sul fianco, era il livello dell'alveo fino alla fine dell'inverno

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    Inizio asportazione della massicciata

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    Ecco la ferita pericolosa

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    Particolare dell'attacco erosivo, qui le prossime piene avranno facile gioco nella demolizione del manufatto

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    Si noti la notevolissima erosione dei fianchi dell'alveo a monte dell'argine
    La causa principale è la violenza delle piene conseguenti all'apertura periodica della diga di Ravedis, che non
    consente la tranquilla ramificazione del flusso d'acqua.
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    Anche il pilone dell'alta tensione non se la sta passando molto bene

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    Visione panoramica finale

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    Al prossimo reportage
    Gino Lovisa

    ​http://www.maniagometeo.altervista.org

    Cos'è l'esperienza se non la memoria dei propri errori...?!
    La natura è un'artista e non ama ripetere se stessa.
    La curiosità è la madre della conoscenza.
    La meteo: passione, non ossessione!


  • #2
    Ottimo reportage Gino!
    In effetti quel pilone dell'alta tensione con l'armatura parzialmente in vista andrebbe sistemato, se possibile anche spostato in una zona dell'alveo meno soggetta a erosione di quanto lo è adesso.
    Anche nel ponte si Dignano sul Tagliamento ho visto che molti piloni erano parzialmente scoperti, probabilmente sono le conseguenze delle grosse piene dello scorso autunno.
    Cosa c'è di più bello di un cielo azzurro? Un cielo pieno di nuvole. Perchè le nuvole sono movimento e teatralità, universo cangiante di forme e colori in continua evoluzione, scenografia sempre diversa, minaccia all'orizzonte ma anche rifugio e oggetto di fantasie infantili. (Gavin P.Pinney)

    Vogliamo il Sole :sun e i temporali:Temporale

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    • #3
      Bell'intervento Handel.

      Mi pare evidente, e penso non sia solo impressione del sottoscritto, che le opere di messa in sicurezza dei fiumi della nostra regione, con investimenti di milioni di euro di soldi pubblici, si rivelino sempre più spesso un enorme spreco di denaro con risultati deludenti o controproducenti.
      Con molta sufficienza e molta presunzione abbiamo voluto dimenticare la memoria storica dei nostri vecchi, che conoscevano l'ambiente in cui vivevano molto meglio di noi, per affidarci alle moderne tecnologie o ai nuovi studi, dimenticando che ogni corso d'acqua, così come ogni collina, montagna o terreno, si comporta e reagisce molte volte in maniera del tutto singolare.
      Nel mio piccolo, mi sono fatto portavoce, insieme ad un mio amico, nel sensibilizzare il grave e dannoso impatto ambientale (e non solo) derivato dai lavori di sistemazione e regimentazione idraulica di un torrente vicino casa, il torrente Versa. Chi vuole saperne di più trova diversi articoli di quotidiani anche sul web a tal proposito....
      Lascio questo link di partenza per i più curiosi: http://regionali.wwf.it/client/news_...2999&content=1
      nell'approfondire l'argomento, per capire e capacitarmi sul perchè (e percome) di simili opere, ho girato diversi uffici e interpellato parecchie persone informate del caso, e vi assicuro, senza entrare nel dettaglio, che la cosa, se approfondita..........
      Nuovo sito meteo:
      www.borgnanometeo.altervista.org

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      • #4
        ottimo post Handel!
        gli interventi sui fiumi vanno monitorati e va fatta manutenzione ogni piena o almeno ogni anno se no sono praticamente inutili....poi i nostri fiumi hanno una lunghezza veramente corta tra sorgente e foce, ciò implica una maggior potenza erosiva dell acqua(oltre che il nostro regime pluviometrico predispone piene grosse ogni anno)....Sul cellina in seguito alla piena eccezionale del novembre 2010 e del (2002?) si è spostato il punto neutro del fiume(punto di divisione tra accumulo ed erosione)...Ciò implica che vengono erose zone prima soggette ad accumulo
        Il mio blog meteo:

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        • #5
          Grazie a tutti per l'immeritato l'apprezzamento.
          Specificatamente qui mi rivolgo a Charley che con le sue competenze di studioso mi ha obbligato a documentarmi, e dunque a comprendere, cos'è il punto neutro del fiume.
          Tuttavia il caso oggetto del mio reportage testimonia circostanze un po' più specifiche.
          Premettendo che, non avendo preparazione universitaria sulla materia, le mie considerazioni sono "empirico -osservative" mi si passi la definizione, questo mi porta a dire che il caso del Cellina immediatamente a valle della diga è diretta conseguenza del regime periodico derivante dalla destinazione principale dalla diga stessa che quella di "laminazione" delle piene.
          Tale regimentazione comporta violenti e potenti scarichi che devono trovare in tempi brevissimi il loro naturale sfogo.
          Questo comporta rapidissime e consistenti erosioni delle sponde e dell'alveo con modalità che andrò a testimoniare con il prossimo reportage il quale, penso, sarà di una certa sorpresa per gli appassionati di idraulica e discipline affini.
          Gino Lovisa

          ​http://www.maniagometeo.altervista.org

          Cos'è l'esperienza se non la memoria dei propri errori...?!
          La natura è un'artista e non ama ripetere se stessa.
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          La meteo: passione, non ossessione!

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          • #6
            Originariamente inviato da handel Visualizza il messaggio
            Grazie a tutti per l'immeritato l'apprezzamento.
            Specificatamente qui mi rivolgo a Charley che con le sue competenze di studioso mi ha obbligato a documentarmi, e dunque a comprendere, cos'è il punto neutro del fiume.
            Tuttavia il caso oggetto del mio reportage testimonia circostanze un po' più specifiche.
            Premettendo che, non avendo preparazione universitaria sulla materia, le mie considerazioni sono "empirico -osservative" mi si passi la definizione, questo mi porta a dire che il caso del Cellina immediatamente a valle della diga è diretta conseguenza del regime periodico derivante dalla destinazione principale dalla diga stessa che quella di "laminazione" delle piene.
            Tale regimentazione comporta violenti e potenti scarichi che devono trovare in tempi brevissimi il loro naturale sfogo.
            Questo comporta rapidissime e consistenti erosioni delle sponde e dell'alveo con modalità che andrò a testimoniare con il prossimo reportage il quale, penso, sarà di una certa sorpresa per gli appassionati di idraulica e discipline affini.
            ah ok allora la causa è antropica....aprendo le dighe si creano piene improvvise dalla potenza erosiva enorme....
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            • #7
              Interessantissimo Reportage !!!! Grazie Handel
              Del resto quando la Diga di Ravedis scarica, non scherza....

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              • #8
                Originariamente inviato da paolog Visualizza il messaggio
                Interessantissimo Reportage !!!! Grazie Handel
                Del resto quando la Diga di Ravedis scarica, non scherza....
                Infatti: 11novembre 2012, qui davvero non si scherza (ingranditela, vi farà ancora più impressione)

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                Gino Lovisa

                ​http://www.maniagometeo.altervista.org

                Cos'è l'esperienza se non la memoria dei propri errori...?!
                La natura è un'artista e non ama ripetere se stessa.
                La curiosità è la madre della conoscenza.
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                • #9
                  Originariamente inviato da paolog Visualizza il messaggio
                  Interessantissimo Reportage !!!! Grazie Handel
                  Del resto quando la Diga di Ravedis scarica, non scherza....
                  http://www.youtube.com/watch?v=OZCDsjj4TH4

                  dal minuto 3:55 si vede ravedis quasi a pieno regime.
                  è un video proprio di quelle intense piogge.
                  Mandi!



                  ( si aggiorna ogni 5 minuti )

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                  • #10
                    Originariamente inviato da laserman Visualizza il messaggio
                    http://www.youtube.com/watch?v=OZCDsjj4TH4

                    dal minuto 3:55 si vede ravedis quasi a pieno regime.
                    è un video proprio di quelle intense piogge.

                    Ottimo contributo laserman, e proprio l'ultimissima parte del video, quello che inquadra il Cellina dal ponte di Ravedis dove chiaramente si vede l'impetuosità potentissima sulla sx orografica che poi piega a dx e poi, in corrispondenza del ponte sulla ferrovia, ripiega a sx dove va ad erodere fianco e argine oggetto del seguente reportage, proprio questa ultima parte, dicevo, sarà l'oggetto del prx reportage. Ci sarà una sorpresina per gli appassionati di questa materia (non residenti in loco, ovviamente)..
                    Gino Lovisa

                    ​http://www.maniagometeo.altervista.org

                    Cos'è l'esperienza se non la memoria dei propri errori...?!
                    La natura è un'artista e non ama ripetere se stessa.
                    La curiosità è la madre della conoscenza.
                    La meteo: passione, non ossessione!

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                    • #11
                      Non vedo il senso o di aver costruito quel pezzo di muraglione, così isolato. é ovvio che l'acqua ci sbatte in pieno sulla testa e scava sotto. Dovrebbero eventualmente continuare chiudendo l'erosione che abbozza ad aprirsi sul lato sinistro della sponda.
                      Gianluca Della Savia
                      Dott. agronomo, libero professionista
                      Consulente tecnico ambientale

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                      • #12
                        Originariamente inviato da handel Visualizza il messaggio
                        Infatti: 11novembre 2012, qui davvero non si scherza (ingranditela, vi farà ancora più impressione)

                        [ATTACH=CONFIG]39929[/ATTACH]
                        pazzesco, erode anche il calcestruzzo una potenza simile
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                        • #13
                          Originariamente inviato da gianluca1 Visualizza il messaggio
                          Non vedo il senso o di aver costruito quel pezzo di muraglione, così isolato. é ovvio che l'acqua ci sbatte in pieno sulla testa e scava sotto. Dovrebbero eventualmente continuare chiudendo l'erosione che abbozza ad aprirsi sul lato sinistro della sponda.
                          ma sinceramente anchio, è palese lo scalzamento al piede del muraglione in condizioni simili....
                          Il mio blog meteo:

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                          • #14
                            In effetti Gianluca, quello non è un muraglione isolato, è la testata dell'argine che ha la forma di una T.
                            Quello che vedi nel reportage è appunto la testa della T mentre il gambo della T (passami il termine ma è tanto per capirci) si protende ortogonalmente verso la sponda, in questo caso, della Sx orografica.
                            La foto seguente mostra il gambo che va verso la sponda, è nella forma originale, giacche mai danneggiato ed è completamente circondato da vegentazione essendo sulla parte non attiva dell'alveo.
                            Per completezza di informazione dirò che il sistema di argini del Cellina fu costruito durante il regime fascista, ne ho bene il ricordo, in quanto negli anni '60, quando da ragazzino andavo a fare il bagno, incastonato sul un fianco c'era in bella mostra lo stemma littorio in pietra; a quei tempi gli argini erano ancora perfettamente integri.

                            Il gambo della T che va verso al sponda ancora nella forma originale
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                            Gino Lovisa

                            ​http://www.maniagometeo.altervista.org

                            Cos'è l'esperienza se non la memoria dei propri errori...?!
                            La natura è un'artista e non ama ripetere se stessa.
                            La curiosità è la madre della conoscenza.
                            La meteo: passione, non ossessione!

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                            • #15
                              se ho capito bene quell'argine ha la funzione di "frangiflutti" per rompere la piena ed evitare l'erosione dell'argine nei km successivi
                              come una sorta di briglia nel torrente
                              Mandi!



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