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  1. #1
    Nimbostratus L'avatar di natale2008
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    Microclimi della pedemontana trevigiana

    Inizialmente volevo scrivere nel nowcasting, come commento alle minime mattutine, ma per non andare fuoritema (dato che ci sarebbe molto da scrivere per queste zone) ho deciso di aprire una discussione, che spero possa essere pian piano arricchita.
    Riguardo le zone della pedemontana e dell'alta pianura che spesso registrano temperature minime inferiori rispetto alle altre zone, soprattutto in condizioni di inversione termica e in seguito all'ingresso di aria più fredda, spicca il quartier del Piave. Qui si apprezzano minime più basse grazie a:
    - Morfologia del luogo: si tratta di una piana depressa rispetto alle zone circostanti, come mostra la curva di livello di 140 metri nell'immagine (curva in rosso); all'interno della zona si viaggia dai 140 m di Colbertaldo, Vidor, Pieve di Soligo, ai 120 m di Moriago e Fontigo fino ai 100 m di Falzè, quasi allo sbocco in pianura.
    - Presenza di gruppi collinari a est (colli di susegana e refrontolo), a sud (montello), a ovest (colli asolani e dei castelli)
    - Composizione del terreno, prevalentemente ghiaioso, che dovrebbe aiutare, se non sbaglio, nel calo termico notturno.
    Da non sottovalutare il fattore, ormai da troppi anni assente, della neve al suolo; spesso infatti l'aria fredda in uscita dalla valle del Piave permette accumuli maggiori rispetto alle altre zone, e in caso di cielo sereno entra in gioco l'effetto albedo.
    Per quanto riguarda la pedemontana orientale del Grappa, vi sono altre zone nelle quali le temperature raggiungono valori bassi, nella cartina evidenziati in giallo. Si tratta della valle pianeggiante del Muson, tra Pagnano d'Asolo e La Valle di Monfumo, la valle del Fagarè, e la Valcavasia meridionale, a nord dei colli di Castelciès e Castelli. In queste zone troviamo condizioni differenti:
    - Valli con andamento est-ovest
    - terreno prevalentemente argilloso-marnoso ricco di sorgenti e corsi d'acqua (zone quindi molto umide)
    - Presenza di gruppi collinari piuttosto alti e con versanti a nord scoscesi: questo determina l'assenza del soleggiamento nelle piane addossate ai colli, solitamente da dicembre a inizio febbraio
    In queste ultime zone, data la presenza d'acqua e l'ombra garantita dai colli, non è raro incontrare episodi di galaverna e/o brina che si accumula per lunghi periodi.
    Un fattore comune a tutte queste zone è la scarsa presenza di brezze notturne, che quindi non impediscono un rapido calo. Talvolta può capitare, invece, che vi siano brezze in uscita da queste zone fredde verso le altre zone di pianura (spesso avviene da Pagnano verso sud, seguendo il corso del Muson).
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    Un esempio pratico delle minime del 4 gennaio 2019, in seguito a un'irruzione di aria fredda da nordest.
    Quartier del Piave
    Moriago della Battaglia (MNW): -8,8
    Vidor (MNW): -6,9
    Alta pianura sinistra piave e Montello
    Cippo degli Arditi (Montello-MNW). -2,8
    Farra di Soligo (Arpav): -3,6
    Bigolino (Arpav): -3,2
    Alta pianura destra piave
    Maser (Arpav): -4,7
    Castelfranco (Arpav): -6,4
    La Valle di Monfumo (sensore): -8
    Pedemontana del grappa
    Crespano del Grappa (Arpav): -3,3

  2. #2
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    Inizialmente volevo scrivere nel nowcasting, come commento alle minime mattutine, ma per non andare fuoritema (dato che ci sarebbe molto da scrivere per queste zone) ho deciso di aprire una discussione, che spero possa essere pian piano arricchita.
    Riguardo le zone della pedemontana e dell'alta pianura che spesso registrano temperature minime inferiori rispetto alle altre zone, soprattutto in condizioni di inversione termica e in seguito all'ingresso di aria più fredda, spicca il quartier del Piave. Qui si apprezzano minime più basse grazie a:
    - Morfologia del luogo: si tratta di una piana depressa rispetto alle zone circostanti, come mostra la curva di livello di 140 metri nell'immagine (curva in rosso); all'interno della zona si viaggia dai 140 m di Colbertaldo, Vidor, Pieve di Soligo, ai 120 m di Moriago e Fontigo fino ai 100 m di Falzè, quasi allo sbocco in pianura.
    - Presenza di gruppi collinari a est (colli di susegana e refrontolo), a sud (montello), a ovest (colli asolani e dei castelli)
    - Composizione del terreno, prevalentemente ghiaioso, che dovrebbe aiutare, se non sbaglio, nel calo termico notturno.
    Da non sottovalutare il fattore, ormai da troppi anni assente, della neve al suolo; spesso infatti l'aria fredda in uscita dalla valle del Piave permette accumuli maggiori rispetto alle altre zone, e in caso di cielo sereno entra in gioco l'effetto albedo.
    Per quanto riguarda la pedemontana orientale del Grappa, vi sono altre zone nelle quali le temperature raggiungono valori bassi, nella cartina evidenziati in giallo. Si tratta della valle pianeggiante del Muson, tra Pagnano d'Asolo e La Valle di Monfumo, la valle del Fagarè, e la Valcavasia meridionale, a nord dei colli di Castelciès e Castelli. In queste zone troviamo condizioni differenti:
    - Valli con andamento est-ovest
    - terreno prevalentemente argilloso-marnoso ricco di sorgenti e corsi d'acqua (zone quindi molto umide)
    - Presenza di gruppi collinari piuttosto alti e con versanti a nord scoscesi: questo determina l'assenza del soleggiamento nelle piane addossate ai colli, solitamente da dicembre a inizio febbraio
    In queste ultime zone, data la presenza d'acqua e l'ombra garantita dai colli, non è raro incontrare episodi di galaverna e/o brina che si accumula per lunghi periodi.
    Un fattore comune a tutte queste zone è la scarsa presenza di brezze notturne, che quindi non impediscono un rapido calo. Talvolta può capitare, invece, che vi siano brezze in uscita da queste zone fredde verso le altre zone di pianura (spesso avviene da Pagnano verso sud, seguendo il corso del Muson).
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    Un esempio pratico delle minime del 4 gennaio 2019, in seguito a un'irruzione di aria fredda da nordest.
    Quartier del Piave
    Moriago della Battaglia (MNW): -8,8
    Vidor (MNW): -6,9
    Alta pianura sinistra piave e Montello
    Cippo degli Arditi (Montello-MNW). -2,8
    Farra di Soligo (Arpav): -3,6
    Bigolino (Arpav): -3,2
    Alta pianura destra piave
    Maser (Arpav): -4,7
    Castelfranco (Arpav): -6,4
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    Pedemontana del grappa
    Crespano del Grappa (Arpav): -3,3
    Eccellente lavoro ed eccellente spunto per integrazioni, su luoghi a me particolarmente cari.

  3. #3
    Pres. Veneto in Meteo
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    L'avatar di Marco Rabito
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    Congratulazioni per il lavoro di approfondimento. Questa è Meteorologia. Bravo.

  4. #4
    Cirrus L'avatar di Tarvisium
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    Inizialmente volevo scrivere nel nowcasting, come commento alle minime mattutine, ma per non andare fuoritema (dato che ci sarebbe molto da scrivere per queste zone) ho deciso di aprire una discussione, che spero possa essere pian piano arricchita.
    Riguardo le zone della pedemontana e dell'alta pianura che spesso registrano temperature minime inferiori rispetto alle altre zone, soprattutto in condizioni di inversione termica e in seguito all'ingresso di aria più fredda, spicca il quartier del Piave. Qui si apprezzano minime più basse grazie a:
    - Morfologia del luogo: si tratta di una piana depressa rispetto alle zone circostanti, come mostra la curva di livello di 140 metri nell'immagine (curva in rosso); all'interno della zona si viaggia dai 140 m di Colbertaldo, Vidor, Pieve di Soligo, ai 120 m di Moriago e Fontigo fino ai 100 m di Falzè, quasi allo sbocco in pianura.
    - Presenza di gruppi collinari a est (colli di susegana e refrontolo), a sud (montello), a ovest (colli asolani e dei castelli)
    - Composizione del terreno, prevalentemente ghiaioso, che dovrebbe aiutare, se non sbaglio, nel calo termico notturno.
    Da non sottovalutare il fattore, ormai da troppi anni assente, della neve al suolo; spesso infatti l'aria fredda in uscita dalla valle del Piave permette accumuli maggiori rispetto alle altre zone, e in caso di cielo sereno entra in gioco l'effetto albedo.
    Per quanto riguarda la pedemontana orientale del Grappa, vi sono altre zone nelle quali le temperature raggiungono valori bassi, nella cartina evidenziati in giallo. Si tratta della valle pianeggiante del Muson, tra Pagnano d'Asolo e La Valle di Monfumo, la valle del Fagarè, e la Valcavasia meridionale, a nord dei colli di Castelciès e Castelli. In queste zone troviamo condizioni differenti:
    - Valli con andamento est-ovest
    - terreno prevalentemente argilloso-marnoso ricco di sorgenti e corsi d'acqua (zone quindi molto umide)
    - Presenza di gruppi collinari piuttosto alti e con versanti a nord scoscesi: questo determina l'assenza del soleggiamento nelle piane addossate ai colli, solitamente da dicembre a inizio febbraio
    In queste ultime zone, data la presenza d'acqua e l'ombra garantita dai colli, non è raro incontrare episodi di galaverna e/o brina che si accumula per lunghi periodi.
    Un fattore comune a tutte queste zone è la scarsa presenza di brezze notturne, che quindi non impediscono un rapido calo. Talvolta può capitare, invece, che vi siano brezze in uscita da queste zone fredde verso le altre zone di pianura (spesso avviene da Pagnano verso sud, seguendo il corso del Muson).
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    Un esempio pratico delle minime del 4 gennaio 2019, in seguito a un'irruzione di aria fredda da nordest.
    Quartier del Piave
    Moriago della Battaglia (MNW): -8,8
    Vidor (MNW): -6,9
    Alta pianura sinistra piave e Montello
    Cippo degli Arditi (Montello-MNW). -2,8
    Farra di Soligo (Arpav): -3,6
    Bigolino (Arpav): -3,2
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    Maser (Arpav): -4,7
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    Pedemontana del grappa
    Crespano del Grappa (Arpav): -3,3
    Ottimo argomento che personalmente mi interessa molto, e bene hai fatto ad usare il plurale (microclimi), date le differenze a volte anche sensibili tra zone distanti appena pochissimi chilometri ed in certe situazioni apprezzabili persino a distanze dell'ordine di centinaia di metri.
    Per ragioni lavorative frequento in orario serale e notturno da anni una parte di tale zona, e segnatamente l'area che va da Montebelluna a Crocetta del Montello, passando per Ciano e l'area collinare montelliana occidentale.
    Ho avuto modo negli anni di constatare alcune peculiarità del microclima di questa area, dove ad esempio in condizioni di cielo sereno le temperature minime vengono spesso raggiunte in tarda serata o nella prima parte della nottata (indicativamente tra mezzanotte e le due), per poi innalzarsi lievemente a causa della frequente attivazione di ventilazione discendente dal Montello, fenomeno questo particolarmente evidente tra Caonada, Biadene e Pederiva, che specie verso mattina registrano di norma valori più elevati rispetto ad esempio a Ciano o Crocetta.
    Questo tanto per esemplificare riguardo i valori notturni, ma in base alle condizioni atmosferiche prossime venture vedrò di citarne anche altri, sperando che ci siano (anche se purtroppo il tempo stringe) occasioni "bianche", dove potrei sicuramente confermare anche "in diretta" alcuni concetti che hai già giustamente esposto... A presto.

  5. #5
    Altostratus L'avatar di Ilbomber10
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    Discussione veramente molto interessante aggiungerei anche Follina alle località più fredde della pedemontana trevigiana.
    Per fare un raffronto la stazione Arpav ha rilevato una minima di -7.7 il 4 Gennaio 2017.

    Inviato dal mio ASUS_X008D utilizzando Tapatalk

  6. #6
    Altostratus L'avatar di na paca de nef
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    Confermo che Follina sia uno dei paesi a ridosso delle Prealpi trevigiane con le temp minime più fredde dovuto in gran parte al microclima locale molto particolare! Va detto infatti che una località vicina al centro del paese si chiama “ giazzera “ , i nostri “ vecchi” la sapevano lunga😉

  7. #7
    Cirrus
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    Bravo, veramente un buon lavoro, confermo anche io il caso di Follina. Mi permetto anche di segnalare come molto freddo il fondovalle a nord della fascia collinare che va da Colbertaldo a Follina che si aggira sui 200 m di quota, non è una zona molto abitata ci sono solo 2 piccoli centri Campea e Premaor, così a naso, non dispongo di dati, ma mi sento di dire che sia ancora più fredda di Follina, credo si avvicini molto ad una situazione come La Valle di Monfumo.

  8. #8
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    Bravo, veramente un buon lavoro, confermo anche io il caso di Follina. Mi permetto anche di segnalare come molto freddo il fondovalle a nord della fascia collinare che va da Colbertaldo a Follina che si aggira sui 200 m di quota, non è una zona molto abitata ci sono solo 2 piccoli centri Campea e Premaor, così a naso, non dispongo di dati, ma mi sento di dire che sia ancora più fredda di Follina, credo si avvicini molto ad una situazione come La Valle di Monfumo.
    Confermo, la zona di Campea/Premaor è in una piana est-ovest compresa tra la piccola catena collinare (400/450mt) formata dal Moncader e dal Colmaor a sud e le prime pendici del Cesen /Cimon/Crep a nord. In questa piana specie zona sud il sole manca per alcune settimane. Personalmente durante uno scorrimento ho trovato pioggia a Follina e neve con accumulo sulla Strada che da Premaor porta a Campea fino quasi al bivio per Guia, e di nuovo pioggia da Col S.Martino in giù, segno della formazione di un micro cuscino proprio su quella zona specifica.

  9. #9
    Nimbostratus L'avatar di natale2008
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    Grazie a tutti. Come avete giustamente sottolineato anche Follina e la zona di campea-premaor è molto fredda, ricordo un video messo da michele85 con la strada chiusa per ghiaccio e brina.
    Riguardo la neve, si apre un capitolo enorme. La carta della nevicata dell'11 febbraio 2013 (http://forum.meteotriveneto.it/showt...-febbraio-2013 qui la discussione e qui la mappa http://marcopifferetti.altervista.or...0TV%202013.PNG) chiarisce un po' le zone che solitamente con vento da NE (cioè molto spesso) vedono accumuli maggiori). Premetto che queste osservazioni che ho fatto e farò non sono solo mie, nel senso che Stefano Marcon di facebook e Piovoso92 del forum mi hanno fatto conoscere queste particolarità del clima pedemontano, che ho integrato con quanto già osservato da me, e ora spero di condividere anche con voi.
    Detto questo, durante gli episodi nevosi si assiste spesso a un travaso di aria fredda dal feltrino alla pedemontana attraverso la valle del piave. All'uscita della stretta di Fener questa massa di aria fredda si getta verso sud-ovest (deviato dall'ultimo zoccolo montuoso del monfenera) e si apre a ventaglio nella zona in azzurro della mappa. Questo è testimoniato da numerosi scatti satellitari dei giorni successivi alle nevicate e dagli accumuli come nell'11 febbraio 2013. Una cosa simile avviene allo sbocco della valle di san liberale ma limitamente a fietta e paderno, e potrebbe avvenire anche allo sbocco della valbrenta ma ho bisogno di conferme bassanesi.
    Oltre all'aria fredda dalla valle del piave, in queste zone troviamo anche venti di caduta dovuti alla presenza di rilievi collinari, soprattutto sottovento ai colli asolani, al montello, ai colli di castelcucco e a quelli del quartier del piave. Ho notato che l'effetto favonico del massiccio del grappa sul bassanese orientale non si presenta sempre, a differenza degli effetti più locali dei colli e del montello. Per questo non l'ho segnato sulla carta.
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ID: 97593la stretta di Fener gioca un ruolo importante sulla direzione del flusso freddo

  10. #10
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    Sono abbastanza ferrato in materia sulle zone citate
    Vivo a Follina da 5 anni ed ho vissuto 30 anni a campea e posso dire con estrema sicurezza che Follina è forse la località più fredda della fascia prealpina tra Vittorio e valdobbiadene
    Che la precede è appunto Campea con minime almeno 2º più basse.
    Questa è la stazione mia di Follina http://my.meteonetwork.it/station/vnt439/

    A campea a casa dei miei ne ho un’altra ma non é online
    Confermo che anche io con la stazione di Follina il 4gennaio ho registrato -7,6º

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