In questi giorni sono riaffiorati nella mia mente i ricordi di quell'evento indimenticabile, che chiuse un'invernata altrettanto indimenticabile per chi come me è nato dopo il 2000 e non ha vissuto il 2005 (troppo piccolo per ricordare..), il 2001, il '91 e l'85. All'epoca non avevo internet, per seguire la meteo c'era la TV, il televideo, qualche giornale e un termometro sul davanzale...
Ero alle elementari, quando scendeva qualche fiocco o si palesava la possibilità di veder nevicare restavo incollato alla finestra per ore, con qualche pausa per vedere le previsioni.
E così ricordo il pomeriggio del 9 marzo. Un vento pazzesco da scuotere gli alberi in giardino e dei vicini, cielo nuvoloso e temperatura altina (mi sembra 7°, non chiedetemi come faccio a ricordarmelo) sul davanzale. Sapevo già che durante la notte avrebbe potuto nevicare, ma vista la temperatura non avevo molte speranze.
Al mattino del 10 marzo, con mia sorpresa, fiocca. Raffiche ancora fortissime, piove, ma a tratti scendono "secchiate" di fiocchi enormi portati dalla bora, che restano al suolo per qualche secondo. Sui rai1 parlano della neve in pianura padana e annunciano che continuerà tutta la giornata. Il mattino a scuola trascorre così, con il vento forte e la notizia pervenuta da qualche maestra delle strade rallentate dalla neve verso crespano e fietta. A casa vedo le immagini della neve a larghe falde a bologna al tg, e i miei mi dicono che alla valle di Monfumo dai miei nonni aveva nevicato così per tutta la mattina, senza riuscire ad accumulare. Dopo mangiato vado su anch'io dai nonni con i compiti da fare. Che sorpresa, i fenomeni erano cessati ma a terra tracce di neve, sull'erba e sopra le pozzanghere... mia nonna mi dice che per un breve momento era riuscita ad attacare al mattino. "Adès vien dentro a farte e lesiòn però, tu ndarè fora dopo" mia nonna mi ricorda che devo fare i compiti prima di andare fuori a giocare, ricordandosi tutti quei giorni dell'inverno passato in cui non vedevo l'ora di uscire sulla neve. Dentro in cucina non riesco a concentrarmi però, nel frattempo riprende la pioggia mista a neve e in pochi minuti è tutta neve, con mulinelli e raffiche di bora, a tratti fina fina e a tratti con fiocconi enormi. Col naso incollato alla finestra vedo le virghe bianche di neve che scendono sui Talpòn, sui castegnèr e sui ròri (pioppi, castagni e rovere) del colpièn e del col torondo, già bianchi di candida neve da metà in su. "Se no tu finise e lesiòn no tacarà mai nevegàr!" Me lo disse per scherzo, mia nonna, di finire i compiti altrimenti non avrebbe nevicato. Alle 3 e mezza finisco quello che dovevo fare e guardo i fiocchi che scendono, si posano sul marciapiede, restano qualche secondo e poi si sciolgono. I fiocchi si infittiscono ancor di più, il vento si placa un po' ma è sempre intenso, e la nevicata assume i contorni di una bufera. Il tempo che impiegano i fiocchi a sciogliersi, una volta a terra, aumenta sempre più, da qualche secondo a un minuto, due, tre... inesorabilmente finchè non si sciolgono più. Che magia! È tutto bianco, un sottile velo avvolge ogni cosa, la neve si attacca anche sul paciòro residuo della mattina, sulle pozzanghere e sul fango. Intanto la luce è più fioca, ormai è sera. Continua, arriviamo al cm, poi due, poi tre. Ho stimato 4-5 cm totali ma non avendo misurazioni non saprò mai quanta ne fece. La cosa più bella era il modo in cui cadeva, trascinata vorticosamente dal vento. Ricordo di essere uscito senza permesso dopo il tramonto, andando a camminare sul campo, fino a ripararmi sotto un nocciolo mentre la neve cadeva impetuosa e il manto candido avvolgeva i colli. Non so se si tratti di questa occasione o del 17 dicembre 2010. Magari accadde tutte e due le volte, certo è che lo ricordo ancora adesso e non so quando riuscirò a sedermi di nuovo lì, sotto una bufera, in mezzo ai miei colli....
Poco dopo arriva il momento del ritorno a casa. I miei sono preoccupati per le strade, una patina di ghiaccio insidiosa assieme alla neve resiste fino a pagnano. Qualche auto uscita di strada, poi da pagnano in giù i fiocchi sono più radi e l'accumulo al suolo è minore. Ecco, vuoi vedere che a casa piove...
Alla rotonda delle fornaci, sulla statale, non cè neve in strada, solo un po' di bianco sull'erba. Rimango col terrore fino a casa, dove per fortuna nevica ancora fitto e l'accumulo, sebbene minore della valle, è maggiore della statale con una patina anche in strada e 1-2 cm in giardino. La sera continua a nevicare debolmente, senza vento, a terra è tutto bianco. Al mattino il paesaggio è da fiaba, nonostante al suolo non ci siano più di 1-2 cm. In strada si è già sciolta, dato che hanno buttato il sale, resiste per qualche ora sotto il sole marzolino sui tetti, sui giardini, nei campi. In giardino durante la notte si forma una crosta di neve e ghiaccio bucata qua e la dai fili d'erba, che anch'essa ha vita breve.
Che evento, due giorni di snervante attesa per l'arrivo della neve, tra tira e molla, ma alla fine ce l'ha fatta a imbiancare il paesaggio. Per chiudere in bellezza l'inverno 2009-2010, che qui contò 5 episodi nevosi con accumulo totale tra 20 e 25 cm e tra 35 e 40 cm alla Valle di Monfumo (accumuli stimati in base a foto, ricordi personali e altre misure qui in zona). Dopo 8 mesi arrivò la nevicata di fine novembre 2010, che diede inizio a un'altro periodo molto produttivo fino all'epifania. E con il 6 gennaio 2011 si chiuse il trittico 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, tre annate molto buone dal punto di vista della neve; da lì in poi ha inizio la crisi della nevosità nella mia zona che, tralasciando il 2012-2013 (molti episodi ma al limite, qui appena 8 cm, alla valle sopra i 30 cm grazie all'11 febbraio), perdura tutt'oggi.