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  1. #71
    Redazione M3V
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    Ciao Piovoso92,
    Il grande etologo Danilo Mainardi, scomparso qualche anno fa, definiva la diffusione della nostra specie una grave anomalia ecologica. La nostra specie ha sempre avuto un grosso impatto sull'ambiente fin dal neolitico e anche prima. È ovvio che più siamo a questo mondo e maggiore è il nostro impatto, quindi portando all'estremo per salvare il pianeta dovremmo scomparire noi, ma questo a cosa gioverebbe? Sicuramente la vita sulla terra ci sarà anche quando l'uomo sarà estinto. Con questo non voglio dire che si possa inquinare tranquillamente, utilizzare le risorse in modo spropositato, io credo che la verità stia nel mezzo. Non si deve inquinare, o meglio bisogna cercare di inquinare il meno possibile, perché è etnicamente sbagliato, non bisogna sprecare le risorse a nostra disposizione perché è sbagliato, dobbiamo adottare tecnologia meno impattanti per l'ambiente perché è giusto così. Siamo esseri intelligenti, sappiamo valutare i rapporti causa/effetto e quindi dobbiamo agire di conseguenza è chi non lo fa a mio avviso sbaglia. Le cose che si possono fare in questo senso sono molteplici e partono anche da un gesto semplicissimo come spegnere una lampadina oppure tenere il condizionatore spento se proprio non se ne può fare a meno. Non sono d'accordo però che non si debbano incentivare le nascite in un paese come l'Italia dove il tasso di natalità è bassissimo, un mondo oppure un paese di vecchi non ha neanche le risorse per affrontare i problemi che si trova davanti.
    Credo ci sia una soglia di densità demografica sotto la quale può esserci una buona convivenza tra uomo e le altre specie viventi. Penso all'area balcanica, dove ancora oggi immense superfici forestali ospitano una fauna abbondante e variegata e penso anche alla vicina Provincia di Belluno dove fenomeni di spopolamento e abbandono di talune aree montuose stanno determinando un miglioramento numerico e qualitativo della fauna selvatica (ormai sono sempre più frequenti gli avvistamenti di specie che erano pressoché scomparse nel secolo scorso ad esempio). Poi su questa convivenza incidono le scelte politiche nella gestione del territorio: fondamentale è ad esempio la presenza di fasce tampone che interrompano le superfici antropizzate (intendo anche quelle agricole, non solo quelle urbane). Lo vedo bene quando vado a trovare mia sorella in Germania dove vicino ai paesi e alle campagne ci sono bellissimi boschi dove non è difficile incontrare animali selvatici come i caprioli. Nelle nostre pianure queste fasce sono totalmente assenti, eccettuando il letto di alcuni fiumi, anche se adesso un'associazione padovana fondata di recente da alcuni giovani sta portando avanti il sogno di ricreare alcuni boschi planiziali nel cuore della Pianura Veneta, un'iniziativa veramente lodevole: https://www.lifegate.it/persone/news...stian-marcolin

  2. #72
    Altostratus L'avatar di michele85
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    Secondo me senza offesa le tesi di piovoso vanno dal pal in frasca...
    http://www.rifugioposapuner.it

  3. #73
    Redazione M3V
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    Citazione Originariamente Scritto da michele85 Visualizza Messaggio
    Secondo me senza offesa le tesi di piovoso vanno dal pal in frasca...
    Il tema del rapporto tra uomo e ambiente è talmente vasto che potremmo scrivere 800 messaggi diversi senza mai parlare dello stesso aspetto. Però alla fine tutto si interseca: l'importanza di creare aree boscose ad esempio riguarda anche la cattura della CO2 e la mitigazione delle ondate di calore estive che con il passare degli anni diventeranno sempre più severe, prolungate e mortifere. Quindi l'ultimo messaggio non era del tutto OT.

  4. #74
    Iridescenza
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    Concordo con te piovoso sul fatto che ci debba essere una soglia giusta di densità demografica per permettere una salvaguardia dell'ambiente e una buona qualità della vita per l'uomo. Purtroppo la situazione della pianura veneta ed in generale di tutta la pianura padana è penosa sotto questo aspetto salvo alcune aree limitate. Questo si è verificato negli ultimi 60 anni in seguito a politiche economiche e sociali sbagliate. E per sbagliate non voglio dire che siano state fatte volutamente sbagliate ma che probabilmente al tempo sembravano utili se non necessarie ma poi si sono rivelate deleterie. Non serve andare in provincia di Belluno ti parlo del mio paese, fino agli anni sessanta combai aveva 1200 abitanti, adesso non arriviamo a 600 con una età media elevata. Questo spopolamento è dovuto in parte ad una bassa natalità ma anche e soprattutto ad una emigrazione in zone di città/pianura dove ci sono più servizi e lavoro, andando ad aumentare la densità abitativa di quelle zone. Quanto è avvenuto qui (e in parte purtroppo avviene ancora adesso) è comune a moltissimi paesini, tutto ciò non fa che aggravare ulteriormente la situazione. Ma quanti di quelli che sono emigrati sarebbero disposti a tornare indietro?

  5. #75
    Presidente SerenissimaMeteo
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    L'avatar di Marco Rabito
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    Cavazzale (VI)
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    Ho letto i vostri interventi e ne ho trovati di molto interessanti, soprattutto le considerazioni sulla demografia.
    Tuttavia ho scelto e scelgo di non intervenire e partecipare a questa discussione poiché ritengo più importante raggiungere molte persone che disperdere energie tentando di far cambiare idea a chi ha già delle solide convinzioni.
    Lavorare con i ragazzi ritengo siano il tempo e l'impegno meglio spesi.

    Clicca l'immagine per ingrandirla. 

Nome: 49D70832-C89D-4ABF-86FC-FEF3FBFDFF84.jpeg 
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ID: 93746

    Questi sono i ragazzi che hanno aderito alle mobilitazioni pur non scendendo in piazza.
    Presidente di Serenissima Meteo
    Meteorologo AMPRO - Tecnico Meteorologico Certificato WMO1083
    Fondatore e Direttivo di AMPRO, Associazione Italiana Meteo Professionisti
    Opinionista sportivo per Tva Vicenza.
    https://m.facebook.com/SerenissimaMeteo/

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