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  1. #1
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    Neve sulla pianura padano-veneta, un fenomeno sempre più raro.

    Propongo queste riflessioni di Davide Rosa, online oggi su Serenissima Meteo.

    https://www.facebook.com/451079521608104/posts/1982651808450860/

    NEVE SULLA PIANURA PADANO-VENETA, UN FENOMENO SEMPRE PIÙ RARO...

    Perché nelle pianure Trivenete gli apporti medi di neve stanno decisamente calando e in molte altre parti d'Italia sembra che gli apporti nevosi medi siano comunque garantiti ogni inverno?

    Per avere nevicate in pianura è necessario avere temperature al più attorno allo zero (o combinazione Temperature/Dew Point che a saturazione avvenuta porteranno Temperature attorno allo zero).
    A questo ci aggiungiamo che in questi ultimi anni le temperature medie invernali stanno notevolmente aumentando nelle nostre terre. Ed infine mettiamo in campo la forzante di sollevamento orografico delle masse d'aria (il sollevamento orografico aumenta l'intensità delle prp), e la presenza di mare vicino al sito di osservazione (il mare fornisce maggior contenuto di acqua precipitabile), per la qual cosa avere rilievi sviluppati su più direzioni o avere il mare presente in direzione di provenienza dei flussi prevalenti significa avere più possibilità di precipitazioni.
    Bene. Qual é la caratteristica dominante delle nevicate nelle pianure Trivenete? L'essere accompagnate da temperature in aumento (redoux termico).

    E nelle pianure Emiliane, della bassa Lombardia e del Piemonte?
    L'essere accompagnate da temperature costanti (bassa Lombardia, Emilia e Piemonte) o in diminuzione (Emilia).
    Idem per le zone costiere affacciate sull'Adriatico, con nevicate prevalentemente accompagnate da calo termico.
    Idem per le aree affacciate sul Tirreno, ove nevica ben meno poiché ridotte sono le possibilità che il raffreddamento giunga dai quadranti occidentali.

    Quale differenza tra le pianure Trivenete ed il resto delle regioni citate?
    La differenza é la seguente, e fa riferimento al caso più classico: nel Triveneto si deve impiegare parecchia energia per raggiungere temperature ben sotto lo zero che, con l'arrivo di nubi e flussi tiepidi in quota che anticipano le preciso, avvicinano le Temperature allo zero e da lì parte la nevicata, che spesso poi gira in pioggia.

    Nelle zone ove si verifica la neve da raffreddamento, invece, l'energia di cui sopra può essere in gran parte risparmiata, poiché partendo da temperature sopra zero (non di molto, ovvio) su parte della colonna d'aria arrivi ad avere una colonna d'aria compatibile con il mantenimento del fiocco sfruttando il calo termico (per flusso favorevole e per trascinamento dell'aria fredda verso il basso da parte delle precipitazioni).

    Con l'aumento delle temperature medie invernali ben si comprende che ci son sempre meno possibilità di avere condizioni di partenza utili ad una nevicata accompagnata da raddolcimento termico, mentre le probabilità di avere condizioni di partenza per una nevicata accompagnata da temperature costanti (riparo orografico) o da raffreddamento restano sostanzialmente invariate.

    Occorre convincersi di questo, per noi triveneti: prima ci si convince e meglio è, e in tal modo si evitano contorsionismi al fegato legati alle delusioni meteo.

    A cura di Davide Rosa.

  2. #2
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    Bell'intervento. Peccato non rivederlo su questi lidi.

    Sottolineo questi due estratti

    L'essere accompagnate da temperature in aumento (redoux termico).

    nel Triveneto si deve impiegare parecchia energia per raggiungere temperature ben sotto lo zero

    Poi aggiungo che mancano le configurazioni esatte per noi, erano e sono molto meno delle altre zone sopracitate. Una settimana fa ne abbiamo assaggiata una. Loro hanno un ventaglio di almeno 5 configurazioni possibili per vedere la neve, noi 2.

    E' giusto fare comparazioni con altri macroclimi, soprattutto per chi si avvicina a questa strana passione, ma io sono sempre stato contrario a pensare che l'erba del vicino sia sempre la più verde.
    ...dal caldo sahariano, passando per la mitica brezza, arrivando al freddo dolinatore...

    Progetti in corso - Allerta Meteo (piovosità e livelli idrometrici) su 100 stazioni del Triveneto via SMS e soluzioni low cost e low power per utilizzare stazioni meteo senza l'utilizzo del PC

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Rabito Visualizza Messaggio
    Propongo queste riflessioni di Davide Rosa, online oggi su Serenissima Meteo.

    https://www.facebook.com/45107952160...2651808450860/

    NEVE SULLA PIANURA PADANO-VENETA, UN FENOMENO SEMPRE PIÙ RARO...

    Perché nelle pianure Trivenete gli apporti medi di neve stanno decisamente calando e in molte altre parti d'Italia sembra che gli apporti nevosi medi siano comunque garantiti ogni inverno?

    Per avere nevicate in pianura è necessario avere temperature al più attorno allo zero (o combinazione Temperature/Dew Point che a saturazione avvenuta porteranno Temperature attorno allo zero).
    A questo ci aggiungiamo che in questi ultimi anni le temperature medie invernali stanno notevolmente aumentando nelle nostre terre. Ed infine mettiamo in campo la forzante di sollevamento orografico delle masse d'aria (il sollevamento orografico aumenta l'intensità delle prp), e la presenza di mare vicino al sito di osservazione (il mare fornisce maggior contenuto di acqua precipitabile), per la qual cosa avere rilievi sviluppati su più direzioni o avere il mare presente in direzione di provenienza dei flussi prevalenti significa avere più possibilità di precipitazioni.
    Bene. Qual é la caratteristica dominante delle nevicate nelle pianure Trivenete? L'essere accompagnate da temperature in aumento (redoux termico).

    E nelle pianure Emiliane, della bassa Lombardia e del Piemonte?
    L'essere accompagnate da temperature costanti (bassa Lombardia, Emilia e Piemonte) o in diminuzione (Emilia).
    Idem per le zone costiere affacciate sull'Adriatico, con nevicate prevalentemente accompagnate da calo termico.
    Idem per le aree affacciate sul Tirreno, ove nevica ben meno poiché ridotte sono le possibilità che il raffreddamento giunga dai quadranti occidentali.

    Quale differenza tra le pianure Trivenete ed il resto delle regioni citate?
    La differenza é la seguente, e fa riferimento al caso più classico: nel Triveneto si deve impiegare parecchia energia per raggiungere temperature ben sotto lo zero che, con l'arrivo di nubi e flussi tiepidi in quota che anticipano le preciso, avvicinano le Temperature allo zero e da lì parte la nevicata, che spesso poi gira in pioggia.

    Nelle zone ove si verifica la neve da raffreddamento, invece, l'energia di cui sopra può essere in gran parte risparmiata, poiché partendo da temperature sopra zero (non di molto, ovvio) su parte della colonna d'aria arrivi ad avere una colonna d'aria compatibile con il mantenimento del fiocco sfruttando il calo termico (per flusso favorevole e per trascinamento dell'aria fredda verso il basso da parte delle precipitazioni).

    Con l'aumento delle temperature medie invernali ben si comprende che ci son sempre meno possibilità di avere condizioni di partenza utili ad una nevicata accompagnata da raddolcimento termico, mentre le probabilità di avere condizioni di partenza per una nevicata accompagnata da temperature costanti (riparo orografico) o da raffreddamento restano sostanzialmente invariate.

    Occorre convincersi di questo, per noi triveneti: prima ci si convince e meglio è, e in tal modo si evitano contorsionismi al fegato legati alle delusioni meteo.

    A cura di Davide Rosa.

    Cari Marco e Davide, questa spiegazione supporta, con argomenti scientifici. una serie di convinzioni che da tempo ho maturato sulla base dell'esperienza e della semplice osservazione.
    Peccato perché la vita è una sola e non faccio più in tempo a trasferirmi in altre pianure.
    Mi rimane il buen retiro di Tonezza over 1050 slm che, tra un'alta pressione e una sciroccata, qualche bella nevicata ancora la garantisce.

  4. #4
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    E per fortuna che abito nel vicentino...

  5. #5
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    Grazie per l'apprezzamento! Anche per chi contribuisce alla nostra Pagina e si è tesserato per Serenissima Meteo.

  6. #6
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    Condivido tutto, infatti qui le nevicate più belle e abbondanti sono sempre state quelle di addolcimento (fa eccezione quella del 13 dicembre 2001). Credo però anche che ci siano delle ciclicità, e sono convinto, o almeno spero, che potremmo avere ancora in futuro qualche inverno interessante...certo, anche il GW non aiuta

  7. #7
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    Interessante spiegazione. Sappiamo bene che le pianure di Veneto e FVG vedono la neve in misura assai minore al resto della pianura padana. Sabato, ad esempio, quando noi qui avremo temperature alte e diluvio, in Piemonte e lombardia sarà nevone con 0 gradi, con successive probabili minimone da albedo.
    È per questo che io ogni nevicata, anche se debole e insignificante, me la tengo stretta, e ancora spero in qualcosa venerdì mattina, sapendo che dopo sarà tutto lavato via.

  8. #8
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    Condivido il messagio di Davide, aggiungo che qui nelle pianure del nord est è sempre stato così e rare sono le nevicate che iniziano e finiscono in neve. Una volta pero' nevicava certamente più spesso e nonostante l'eventuale pioggia a fine evento rimaneva al suolo, oggi questo succede sempre più raramente e quell'aumento di temperatura che sta avvenendo sempre più rapidamente ha portato più o meno la stessa situazione anche a quote superiori, i 1000 mt sembrano non bastare più! Quello che manca sono le perturbazioni veloci e produttive con poco richiamo caldo. Nelle nostre zone i mm in doppia cifra spesso non vanno d'accordo con la neve. Il vicentino a volte fa meglio delle altre zone i berici in certe configurazioni rallentano l'addolcimento ma ultimamente non riusciamo nemmeno a fruttare quello!
    Per chi ha vissuto il 1985 ricordo che anche in quel evento storico finì per piovere, certo partendo da un cuscino gelido la nevicata durò diversi giorni, ma chi prima chi dopo tranne forse le estreme pianure interne la neve si trasformò in pioggia e nemmeno poca.

  9. #9
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    Tira da una parte ci perdi dall'altra.
    Sostengo sempre più quanto l'amante della neve in pianura debba trattenersi dall'augurarsi un aumento delle precipitazioni previste, poiché questo significa sempre un impatto deleterio su colonne d'aria fragili.
    Invece tutti a sperare che i modelli vadano ad indicare qualcosa di più (quando per esempio offrono una prognosi di 5 mm equivalenti con buona colonna)!

    Un equilibrio sempre appeso a un filo. Sottile.

  10. #10
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    Si Marco! Pochi ma buoni in parole povere! Vedremo raramente tanti millimetri corrispondere in tanta neve! Le perturbazioni giuste, veloci con curvatura giusta, 3-4 ore di neve e poi cielo sereno! Queste sonole nostre occasioni migliori!

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