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  1. #271
    Altostratus L'avatar di Burano
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    Ormai è scontato che il 2019 è un anno molto caldo, l’ennesimo di questo decennio; spinto dalla curiosità ho voluto calcolare le medie che dicembre dovrebbe avere affinché il mese almeno eguagli i record annuali di temperatura e ZT (detenuti dal 2015 con 7.2°C e 2762 metri).
    Dicembre dovrebbe avere medie di 2.5°C e di 2532 metri, ipotizzando che non ci siano rilevazioni mancanti. Otteniamo un dicembre piuttosto mite e con uno ZT molto alto, per far segnare un risultato del genere dovrebbe essere dominato dall’alta pressione subtropicale e non avere irruzioni fredde degne di nota; dovrebbe quindi essere un mese tipo 2013, 2015 o 2016, non certo facile da ottenere.
    Pertanto ritengo che quest’anno non batterà i record, ma si piazzerà comunque fra i primi cinque per temperatura e zero termico; presumo che rimarrà tra i primi dieci per i geopotenziali.

    Ecco la tabella riassuntiva:

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ID: 96444

    In conclusione, novembre è stato un mese stradominato dalle correnti atlantiche.
    Esse hanno impedito il raggiungimento di temperature (e ZT) elevate ma anche di valori bassi: infatti non abbiamo praticamente avuto episodi invernali, non siamo mai scesi sotto lo zero (per la terza volta dal 2009 in poi) e lo ZT ha fatto solo una fugace puntata sotto i 1500 metri.
    In questo mese si è verificato quanto accaduto per quasi tutto il 2014; l’estate di quell’anno è lontana dalle più calde, ma anche i mesi invernali sono stati quasi completamente annullati.
    Tuttavia le anomalie positive di quell’anno hanno prevalso di gran lunga su quelle negative, tant’è vero che il 2014 è stato un anno molto caldo sia al suolo che in quota (nonostante le apparenze).
    Curiosamente questo novembre ha avuto la stessa temperatura media del 2018 e si è piazzato a ridosso dei primi dieci (ed in media con quelli di questo decennio); lo ZT invece è stato complessivamente sotto la media (dopo sei mesi) ed in linea con quella dei decenni scorsi, ma più per l’assenza di scaldate che per altro.
    I geopotenziali sono stati veramente molto bassi come non capitava dal maggio scorso.

    Prossimi appuntamenti il riepilogo autunnale ed il promemoria per l’inverno.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  2. #272
    Supercella L'avatar di verza81
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  3. #273
    Altostratus L'avatar di Burano
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    Dopo aver fatto il riepilogo di novembre, è giunto il momento di vedere com’è andato complessivamente l’autunno 2019; ecco il grafico delle temperature registrate con i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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ID: 96502

    Settembre, dal punto di vista delle temperature, è stato come tanti altri: qualche rinfrescata, una fase semiestiva e picchi non degni di nota. È stato una graduale transizione tra l’estate e l’autunno, come accade spesso; ha eguagliato il picco massimo mensile di geopotenziali.
    È un po’ sopra la metà classifica per la temperatura ed è entrato tra i primi dieci per ZT e geopotenziali (settimo e nono); rispetto all’anno scorso è stato un po’ più fresco (-1.4°C) e con geopotenziali più bassi (-26 metri), ma con uno ZT leggermente più elevato (+19 metri).
    Ottobre è stato un mese molto caldo: la prima decade è stata fresca e sottomedia, poi la situazione è gradualmente cambiata; il mese si è fatto via via più caldo, il culmine è stato raggiunto nella terza decade con temperature a tratti estive e questo ha ampiamente compensato la frescura iniziale.
    Nel complesso è stato il mese con le anomalie positive più alte del trimestre: è terzo come ZT e quarto per le altre due grandezze.
    È stato simile all’anno scorso, ossia prevalentemente stabile e tiepido; la temperatura è stata identica, lo ZT più alto (+303 metri) e lo stesso dicasi per i geopotenziali (+18 metri).
    Novembre è stato mite, si è piazzato a ridosso dei primi dieci ed ha avuto la stessa temperatura media del 2018; essendo stato stradominato dalle correnti atlantiche, non ha avuto scaldate importanti ma neppure irruzioni fredde di stampo invernale (infatti la temperatura non è mai scesa sotto lo zero).
    La temperatura finale è stata identica, ma lo ZT e soprattutto i geopotenziali sono stati ben più bassi; per lo ZT è a metà classifica (-208 metri rispetto al 2018) e per i geopotenziali è addirittura il quarto peggiore (-106 metri rispetto al 2018).

    L’autunno ha avuto una temperatura media di 8°C, a +1.2°C dalla 1991/2018; esso è al settimo posto tra i più caldi, dietro al 1982 e davanti al 2015 di un decimo.
    Le due metà hanno avuto medie di 9.9°C (+0.4°C) e di 6.1°C (+1.9°C); esse sono al 15° e terzo posto tra le più calde nelle loro classifiche.
    Abbiamo avuto due decadi sottomedia, ossia la prima di ottobre e di novembre.
    La decade più calda e fredda sono state la prima di settembre (11.9°C) e la seconda di novembre (3.5°C); quelle più anomale la terza e la prima di ottobre (+4.6°C e -1.2°C).
    I valori estremi sono stati di 0.2°C e di 17°C, registrati rispettivamente il 9/11 ed il 01/09; non abbiamo battuto nessun record di nessun tipo, i primati stagionali sono rimasti i -10.3°C ed i 23°C del 22/11/1998 e del 14/09/1987.

    Adesso passiamo alla distribuzione dei valori registrati:

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ID: 96504

    Non abbiamo avuto giornate con temperatura negativa, neppure in novembre.
    Ci sono stati 26 giorni con temperatura compresa fra zero e cinque gradi: un valore in settembre, 5.5 giorni in ottobre e ben venti in novembre.
    Le giornate con valori tra cinque e dieci gradi sono state 36.5: 11.5 in settembre, 15.5 in ottobre e 10.5 in novembre.
    I giorni con T compresa fra dieci e quindici gradi sono in totale 25.5: 15 in settembre, 10 in ottobre ed un valore in novembre.
    Infine, le giornate con temperatura sopra i quindici gradi sono complessivamente tre e sono state registrate tutte in settembre.
    Facendo il confronto con il decennio in corso e con gli anni ’80 (i più vicini a questo decennio), lo scarto dalla temperatura media è di +0.9°C/+0.3°C.
    Abbiamo avuto 4-7 giorni sottozero in meno, le giornate con temperatura compresa fra zero e cinque gradi sono state 3–5 in più, i giorni con T fra cinque e dieci gradi sono stati 0.5–2.5 in meno/più, le giornate con valori tra dieci e quindici gradi sono state3.5 –1.5 in più ed infine abbiamo avuto 1–2 giorni in più/meno con temperatura sopra i 15°C.
    Come si nota dai grafici, l’autunno ha seguito per il momento un andamento ad U: si è raffreddato negli anni ’90 raggiungendo il minimo, è rimasto circa stabile durante lo scorso decennio ed ora è bruscamente risalito un po’ oltre ai livelli di partenza.
    Tutti e tre i mesi hanno raggiunto il minimo durante gli anni ’90 e tutti e tre si sono scaldati in maniera apprezzabile passando dallo scorso decennio a questo.
    Settembre ed ottobre si sono riportati ai livelli di partenza, novembre invece è salito di parecchio rispetto agli anni ’80 (+1.5°C); il terzo mese autunnale è quello che si è raffreddato di meno negli anni ’90 e quello che si è scaldato di più rispetto a quarant’anni fa.
    Gli autunni si sono scaldati in maniera apprezzabile, seppur in maniera minore della primavera e dell’estate: l’autunno 2017 è l’unica stagione di questo decennio che si trova tra le più rigide (è nona), le altre sono dalla metà classifica in giù e cinque sono tra le dieci più calde.
    Di conseguenza, il paragone con i decenni centrali restituisce scarti maggiori dalle loro medie decennali (+1.4°C/+1.6°C) e per le temperature più fredde/calde: abbiamo avuto 9 giorni sottozero in meno, le giornate con temperatura compresa fra zero e cinque gradi sono state 2 – 3 in più, i giorni con T fra cinque e dieci gradi sono stati 0.5 – 1.5 in meno, le giornate con valori tra dieci e quindici gradi sono state 4.5 – 5.5 in più ed infine abbiamo avuto 1 – 3 giorni in più con temperatura sopra i 15°C.

    Dopo aver analizzato le temperature, passiamo allo ZT:

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ID: 96505

    Per i commenti ai singoli mesi, rimando al paragrafo sotto al primo grafico.
    L’autunno ha avuto uno ZT medio di 3060 metri, a +267 dal riferimento; tale media è al quinto posto tra le più alte, dietro al 2012 e davanti al 1983 di 33 e di 15 metri.
    Le due metà hanno avuto medie di 3536 (+344) e 2584 metri (+186); esse sono settimo e nono posto tra le più alte nelle loro classifiche.
    Abbiamo avuto tre decadi sotto la media: la prima di ottobre e le prime due di novembre.
    Da segnalare che la prima di settembre ha avuto scarto nullo.
    La decade con la media più alta e bassa sono state la seconda di settembre (3943 metri) e la seconda di novembre (1983 metri); quelle più anomale la terza di ottobre (+781) e la prima di novembre (-302).
    I valori estremi sono stati di 1441 e di 4558 metri, registrati rispettivamente il 9/11 ed il 13/09; non abbiamo battuto i record stagionali, quello positivo è di 4972 metri registrati il 04/09/2006.
    Il record negativo è di 94 metri (suolo), registrato il 15/11/1983, 23-24/11/1988, 27/11/1989 e 20-21/11/1993.

    Adesso vediamo la frequenza dei valori registrati:

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ID: 96507

    Abbiamo avuto un solo valore con ZT inferiore a 1500 metri, registrato in novembre.
    Ci sono stati 12.5 giorni con valori compresi tra 1500 e duemila metri: anche in questo caso si sono verificate tutte in novembre.
    Le giornate con ZT tra duemila e 2500 metri sono state 15: un paio in ottobre e le restanti in novembre.
    I giorni con valori tra 2500 e tremila metri sono stati 17: 2.5 in settembre, 8.5 in ottobre ed in novembre.
    Le giornate con ZT fra tremila e 3500 metri sono in totale 12.5: 8.5 in settembre, tre in ottobre ed in novembre.
    I giorni con valori compresi fra 3500 e quattromila metri sono stati 24: 12.5 in settembre, 11.5 in ottobre ed in novembre.
    Infine, i giorni con ZT oltre i 4000 metri sono stati 11.5: 6.5 in settembre (un valore sopra i 4500), cinque in ottobre e in novembre.
    Il confronto con il decennio in corso e gli anni ’80 restituisce i risultati seguenti: lo scarto dalle medie decennali è di +185/+97 metri, i giorni con ZT sotto i 1500 metri sono stati 6.5/3.5 in meno, quelli con valori compresi fra 1500 e duemila metri sono stati 4.5/5.5 in più, le giornate con ZT tra duemila e 2500 metri sono state 1/3 in più, i giorni con valori fra 2500 e tremila metri sono stati 0/3 in meno, le giornate con ZT compreso fra tremila e 3500 metri sono state 8.5/9.5 in meno, i giorni con valori fra 3500 e quattromila metri sono stati 5/6 in più ed infine le giornate oltre i quattromila metri sono stati 6.5/3.5 in più.
    Riassumendo tutte queste cifre, abbiamo avuto più giornate rispetto alle medie nelle fasce comprese tra 1500 e 2500 metri ed oltre i 3500; al contrario, sono state carenti le giornate con ZT invernale (sotto i 1500 metri) e tra i 2500 ed i 3500 metri.
    Analogamente alle temperature, lo ZT ha avuto un andamento ad U: calo vistoso (205 metri) passando dagli anni ’80 ai ’90, parziale risalita durante lo scorso decennio (+112 metri) e nuovo brusco salto in questo decennio (+205).
    Pure nel caso dello ZT i tre mesi hanno avuto l’andamento ad U e tutti e tre hanno raggiunto il minimo negli anni ’90; le oscillazioni sono state più contenute per il mese di novembre, esso ha alzato la sua media di parecchio rispetto agli anni ’80 e ’90 (+230 e + 365 metri), mentre gli altri due mesi si sono riportati (circa) ai livelli iniziali.
    Di conseguenza, il paragone con i decenni centrali dà i seguenti risultati: lo scarto dalle medie decennali è di +390/+278 metri, i giorni con ZT sotto i 1500 metri sono stati 10/8 in meno, quelli con valori compresi fra 1500 e duemila metri sono stati 2.5/3.5 in più, le giornate con ZT tra duemila e 2500 metri sono state 3/0 in meno, i giorni con valori fra 2500 e tremila metri sono stati 4/1 in meno, le giornate con ZT compreso fra tremila e 3500 metri sono state3.5/9.5 in meno, i giorni con valori fra 3500 e quattromila metri sono stati 11/9 in più ed infine le giornate oltre i quattromila metri sono stati 7.5/6.5 in più.
    In breve, abbiamo avuto un sensibile scarto positivo dalle medie dei due decenni centrali; sono mancate 20.5/18.5 giornate con valori compresi negli intervalli 0-1500 e 2000-3500 metri, ovviamente ne abbiamo avute altrettante di più negli intervalli 1500-2000 e sopra i 3500 metri.

    (continua)
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  4. #274
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    Ecco la tabella riassuntiva:

    Allegato 96508

    In conclusione, abbiamo avuto un altro autunno molto caldo e con ZT piuttosto alto; i geopotenziali non sono entrati tra i primi dieci più elevati, soprattutto a causa del risultato di novembre.
    Curiosamente questo autunno presenta alcune somiglianze con il 2018: i primi due mesi (e la prima metà) sono state simili all’anno scorso, ossia prevalentemente stabili e sopra le medie di riferimento per tutte e tre le grandezze.
    Settembre è stato un po’ meno caldo e con gpt un po’ più bassi, ma lo ZT è stato simile; ottobre ha avuto una temperatura identica al 2018, ma ha prevalso per le altre due grandezze.
    Novembre, nonostante una temperatura media identica al 2018, è stato molto diverso in quanto è stato molto perturbato: questo ha tenuto lo ZT a metà classifica ma ha anche stroncato qualunque velleità invernale (non siamo scesi sotto lo zero, è la quinta volta che succede e la terza negli ultimi undici anni).
    La prima metà autunnale è entrata tra le prime dieci per ZT e gpt, poco sopra la metà classifica per le temperature; la seconda ha fatto l’opposto, ossia non è tra le prime dieci per i gpt ma è sul podio per le temperature.
    Questo autunno è stato sì caldo, ma non è isolato durante questo decennio: altri cinque autunni (2011, 2012, 2014, 2015 e 2018) hanno avuto temperature medie molto simili e lo stesso dicasi per lo ZT.
    È stata la terza stagione senza episodi veramente invernali, insieme a 1984 e 2014 (il 1994 e 2009 ne hanno avuto uno in ottobre); l’unico periodo veramente fresco (rispetto al riferimento) è stato la prima parte di ottobre, per lo ZT e gpt i periodi veramente sotto le medie sono stati le prime due decadi di novembre.

    Nel fine settimana metterò il promemoria per l'inverno appena iniziato.
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    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
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  5. #275
    Iridescenza L'avatar di arci
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    Grazie mille, veramente impagabile!

  6. #276
    Altostratus L'avatar di Burano
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    Grazie mille, veramente impagabile!
    Prego!

    Dopo aver fatto i riassunti di novembre e dell’autunno, è ora di postare il promemoria per l’inverno appena iniziato; ecco le medie di riferimento (1991/2018) e quelle record per le decadi, mesi, metà stagionali e tutto l’inverno:

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Nome: Medie_record.png 
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ID: 96540

    Prima di cominciare, facciamo un breve tuffo nel passato vedendo come si era comportata la stagione 2018/19.
    Dicembre era stato interlocutorio: complessivamente vicino alle medie, aveva avuto la parte centrale discretamente fredde e le altre due né carne né pesce.
    Era stato un mese come parecchi altri, ben lontano dal quadriennio bollente (2013-2016) ma anche dai mesi migliori.
    Gennaio, come capitato anche nella stagione 2016/17, era stato il mese migliore della stagione: discretamente freddo, costante dall’inizio alla fine pur senza picchi davvero bassi, si era ben comportato ed aveva riscattato il deludente 2018. È uno dei pochi mesi sottomedia dell’anno 2019 ed al momento è tra i primi dieci in tutte e tre le sue classifiche; molto meglio un mese così di parecchi altri mesi invernali mediocri o caldi.
    Febbraio, al contrario del 2018, è stato di gran lunga il mese peggiore dell’inverno: praticamente privo di vere irruzioni fredde, è stato molto caldo (avvicinando il primatista 1998) piazzandosi sul podio per tutte e tre le grandezze. È stato davvero una gran delusione, di fatto ha decretato la chiusura anticipata dell’inverno.
    L’inverno nel complesso è stato vicino alle medie di riferimento e si è piazzato vicino al centro classifica: la parte centrale di dicembre e gennaio sono stati buoni, febbraio è stato pessimo ed alla fine questi periodi si sono quasi controbilanciati.
    È un po’ difficile classificare questo inverno, forse esso rappresenta la “stagione media”: alcune irruzioni fredde, qualche occasione per nevicate in pianura (o collina) intervallati da periodi senza infamia e senza lode. Un dato negativo di quell’inverno è il picco minimo (di temperatura) un po’ misero: appena -7.9°C e questo posiziona l’inverno agli ultimi posti da questo punto di vista (il peggiore è il 2013/14 con una miserrima -5.7°C).

    Concluso l’amarcord, iniziamo la solita analisi partendo dalle temperature; farò anche un confronto con l’estate, in modo da ricercare analogie e differenze tra le due stagioni forti.
    Ecco le classifiche mensili e quella combinata:

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Nome: Classifica_Dic_T850.png 
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Nome: Classifica_mesi_invernali_T850.jpg 
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ID: 96544

    Adesso metto il grafico delle medie mensili stagione per stagione, il confronto tra i mesi ed il grafico che riporta medie e differenze decennali tra i mesi:

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Nome: Grafico_mesi_invernali_T850.png 
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    Nel caso dell’inverno, febbraio è risultato per metà delle volte il migliore del trimestre invernale mentre gli altri due mesi una volta su quattro.
    Nel caso di gennaio e febbraio le vittorie sono distribuite lungo tutti i decenni, mentre dicembre non risulta il migliore da ben nove anni (inverno 2010/11); dicembre, per poter essere il migliore, deve essere freddo e gli altri due mesi non devono calcare troppo la mano e questo discorso vale anche per il mese di giugno.
    L’estate presenta una situazione un po’ diversa: le vittorie sono equamente distribuite fra luglio ed agosto, mentre giugno ha prevalso solo quest’anno; dicembre ha fatto molto meglio anche se, come detto sopra, non riesce ad essere il migliore da vari anni (e se sforna prestazioni pessime come nel quadriennio 2013-16 è quasi automaticamente il peggiore).
    Se invece guardiamo a quante volte ciascun mese è stato il peggiore, vediamo che la situazione si sbilancia a sfavore di dicembre (una volta su due) mentre gennaio è nel mezzo tra gli altri due mesi; in questo decennio dicembre è stato il peggiore ben cinque volte, gennaio due e febbraio una.
    Osservando il terzo grafico, vediamo quanto segue: gennaio è rimasto praticamente invariato ed ora la sua differenza media con febbraio si è azzerata, dicembre e febbraio si sono scaldati di nove decimi ciascuno.
    Vediamo come i tre mesi fossero chiaramente distanziati negli anni ’80; poi le differenze sono vistosamente calate nei due decenni successivi ed ora sono aumentate vistosamente quelle tra dicembre e gli altri due mesi.
    Notiamo anche come l’andamento di gennaio e febbraio sia sostanzialmente concorde al variare dei decenni: peggiorano negli anni’90, migliorano lo scorso decennio (e gennaio raggiunge il minimo) e risalgono un po’ in questo.
    Dicembre ha invece seguito una strada diversa: è costantemente migliorato nei primi trent’anni (eguagliando gennaio negli anni ’90) ed in questo decennio è fortemente peggiorato soprattutto per colpa del “quadriennio di fuoco” (2013-2016).
    Nel caso dell’estate, la situazione presenta qualche analogia ma anche differenze importanti: anche in questo caso il mese centrale è quello che è cambiato di meno, febbraio ed agosto hanno avuto un andamento oscillatorio pressoché concorde ma agosto si è scaldato maggiormente in questo decennio (1.1°C contro 0.5°C).
    I rispettivi primi mesi stagionali invece hanno seguito percorsi differenti: dicembre si era raffreddato sino al decennio scorso e poi è salito di colpo, giugno invece si è scaldato in maniera continua.
    Le medie mensili più basse per ciascun mese sono: dicembre -3°C (2001), gennaio -4.8°C (1985), febbraio -5.1°C (2003).
    Anche in estate il primo mese è staccato dagli altri due: giugno 15.6°C (2003), luglio 17.2°C (1983) ed agosto 17.6°C (2003).
    Le decadi record per ciascun mese invernale sono: -6.4°C 811-20 dicembre 2009), -10.3°C (1-10 gennaio 1985) e -9.8°C (1-10 febbraio 2012).
    Anche nel caso dell’estate i migliori risultati del secondo e terzo mese staccano quello del primo, ma in questo caso la miglior decade di agosto fa leggermente meglio di quella di luglio: 17.3°C (21-30 luglio 2006 e 2019), 20°C (21-31 luglio 1983) e 20.1°C (1-10 agosto 2013)
    I record mensili sono -16.1°C per gennaio 1985, -15.5°C per dicembre 1996 e -15.1°C per febbraio 1991; quelli estivi sono un po’ più distanziati ma seguono lo stesso ordine, ossia 25.8°C per luglio 1983, 24.2°C per giugno 2019 e 23.6°C per agosto 2011.

    Adesso metto i grafici delle due metà stagionali:

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    Le medie decennali della prima parte sono: 0.1°C, 0.1°C, -0.5°C ed 1.1°C; quelle della seconda parte invernale sono: -1.1°C, -0.4°C, -1.2°C e -1.1°C.
    Notiamo come la prima parte si sia scaldata di circa un grado, dato che essa è composta per la maggior parte dai dati di dicembre; la seconda invece è rimasta invariata per quasi tutti decenni, anni ’90 a parte.
    La prima parte estiva si è scaldata anch’essa, ma l’incremento è quasi doppio (1.9°C); la seconda metà estiva, a differenza di quella invernale, si è scaldata di 1.4°C.
    Ora è il turno delle medie stagionali:

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    Come i grafici mensili e le classifiche fanno intuire, i decenni migliori sono stati gli anni ’80 ed il decennio scorso: infatti le medie decennali sono di -0.5°C, -0.1°C, -0.8°C e 0°.
    Durante gli anni ’80 abbiamo avuto una serie di inverni buoni/ottimi, nonostante dicembri non freddi; troviamo il 1984/85 al terzo posto, il 1981/82 ed il 1983/84 all’ottavo e la coppia 1985/86 e 1986/87 all’undicesimo. Abbiamo avuto anche mesi memorabili come gennaio 1985 (terzo assoluto), febbraio 1986 (secondo) e gennaio 1987 (tredicesimo) caratterizzati anche da nevicate memorabili.
    In seguito gli inverni erano peggiorati, è iniziata una fase durata fin circa al 1997/98 caratterizzata da inverni spesso miti e in alcuni casi molto caldi (la coppia 1988/89 e 1989/90 è al primo e terzo posto) con poche eccezioni.
    Le eccezioni più importanti sono il 1990/91 ed il 1995/96; a livello di singoli mesi abbiamo febbraio 1991, 1994 e 1996 con anche il gennaio 1995 ed il dicembre 1990.
    La situazione era migliorata a fine anni ’90 e subito dopo si erano aperti due periodi che chiamerei “lustri d’oro”: essi comprendono gli inverni 2001/02-2005/06 e 2008/09-2012/13.
    In questi due lustri troviamo una grande concentrazione di mesi e stagioni buoni/ottimi; varie stagioni decisamente fredde (tra cui le due migliori), prime o seconde metà molto rigide (tra cui le migliori) e diversi mesi davvero molto freddi (tra cui il migliore in assoluto).
    Ovviamente la situazione non era sempre così, ci sono stati anche in quel caso periodi sottotono e miti; ad esempio i dicembri 2002 e 2004, la seconda parte dell’inverno 2001/02, la prima della stagione 2011/12, la prima e terza parte del dicembre 2009.
    Dall’inverno 2013/14 la situazione si è capovolta, ora sono le stagioni (ed i mesi) fredde ad essere in minoranza.
    Dal dicembre 2013 a quello del 2016 abbiamo avuto dieci mesi o in media o decisamente caldi con poche ondate fredde e nessuna botta gelida; troviamo anche due inverni molto caldi (il 2013/14 ed il 2015/16 sono quarto e quinto, la prima metà del 2015/16 è da record).
    In seguito la situazione è migliorata un po’, sono arrivati mesi come gennaio 2017, febbraio 2018 e gennaio 2019 ed abbiamo avuto un inverno ben sottomedia (2017/18); tuttavia non siamo certo a livello dei “lustri d’oro”.
    L’estate presenta un andamento molto diverso: essa ha una chiarissima tendenza al riscaldamento (circa mezzo grado a decennio), mentre l’inverno non sembra averne una chiara al momento.
    Inoltre, l’inverno pare aver dato il meglio di sé durante lo scorso decennio mentre per l’estate l’età aurea sembra essere proprio questa; infatti in questo decennio troviamo varie estati molto calde e per giunta a distanza molto ravvicinata tra di esse.

    (continua)
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    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  7. #277
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    Adesso passiamo allo zero termico; ecco le classifiche mensili e quella combinata:

    Allegato 96552 Allegato 96553 Allegato 96554 Allegato 96555


    Ora il grafico dei mesi stagione per stagione, il confronto ed il grafico delle differenze:

    Allegato 96556 Allegato 96557 Allegato 96558


    Dato che la situazione è molto simile a quella delle temperature, sarò più stringato.
    L’esito del confronto è il seguente: febbraio è risultato il migliore una volta su due, gli altri una volta su quattro.
    Dicembre è stato il peggiore la metà delle volte mentre gennaio si trova a metà strada tra gli altri due mesi; anche in questo caso dicembre non vince un confronto dall’inverno 2010/11, febbraio ha colto cinque vittorie in questo decennio mentre gennaio le rimanenti tre.
    In estate abbiamo questa situazione: giugno non è stato mai il migliore, mentre agosto lo è stato ben due volte su tre ed ha monopolizzato questo decennio (luglio è stato il migliore solo nel 2015, una volta su nove).
    Giugno è stato il peggiore ben 33 volte, luglio ed agosto molto meno (quattro e due).
    L’andamento dei mesi invernali nel corso dei decenni è sovrapponibile a quello delle temperature: dicembre è costantemente migliorato nei primi trent’anni, negli anni ’90 aveva superato leggermente gennaio, mentre in questo decennio è peggiorato di brutto salendo di ben 400 metri.
    Se consideriamo che i mesi migliori (2012 e 2017) sono stati di poco sotto la media e che altri tipo 2013, 2015 e 2016 hanno avuto medie da novembre ed addirittura ottobre (!!), il risultato non avrebbe potuto essere diverso.
    Gennaio e febbraio sono andati a braccetto, con il primo mese invernale che è rimasto complessivamente quasi invariato; complice il peggioramento di febbraio (+168 metri), i due mesi hanno medie decennali praticamente identiche e nettamente più basse di quelle di dicembre.
    Anche in estate il mese centrale è quello che è cambiato di meno; giugno, analogamente a dicembre, è quello che ha aumentato la sua media più di tutti ma lo ha fatto in maniera continua (salendo sempre), agosto è rimasto immutato nei primi trent’anni per poi salire di colpo in questo decennio.
    I mesi invernali migliori hanno avuto queste medie: dicembre 1026 metri (2001), gennaio 824 (1985) e febbraio 663 (1986).
    Anche in estate il primo mese è staccato dagli altri due, che però sono più vicini tra loro e vedono la prevalenza del mese centrale (e non del terzo): giugno 3905 metri (2019), luglio 4202 (2015) ed agosto 4121 (1992).
    Le decadi con medie più basse per mese sono: 558 metri (11-20 dicembre 2010), 190 metri (1 - 10 gennaio 1985) e 205 metri (11-20 febbraio 1985).
    Situazione molto simile per l’estate: 4271 metri (20-30 giugno 2019), 4408 metri (21-31 luglio 1983) e 4449 metri (1-10 agosto 2015).
    Nel caso dei record mensili, ovviamente sono tutti di 94 metri (suolo) e naturalmente in estate non abbiamo un allineamento del genere per i record massimi; essi sono di 4927 metri (giugno 2017), 5098 metri (luglio 1983) e 5086 metri (agosto 2019).

    Adesso passiamo alle due metà invernali:

    Allegato 96559 Allegato 96560


    Le medie decennali della prima metà sono: 1660, 1655, 1503 e 1836 metri; la seconda parte ha avuto medie di 1383, 1566, 1362 e 1388 metri.
    Anche in questo caso la seconda parte è rimasta immutata per tre decenni su quattro, mentre la prima è salita di parecchio.
    La prima parte estiva ha aumentato la sua media di duecento metri (contro 176), ma tale tendenza è iniziata nel decennio scorso mentre l’aumento subito dalla prima metà invernale è avvenuto esclusivamente in questo decennio.
    La seconda parte estiva, contrariamente a quella invernale, ha aumentato nettamente la sua media soprattutto in questo decennio (+149 metri).
    Ora la classifica degli inverni e il grafico:

    Allegato 96561 Allegato 96562


    Le medie decennali sono di 1523, 1611, 1434 e 1614 metri.
    L’andamento nel corso dei decenni è quasi sovrapponibile a quello delle temperature: prima metà degli anni ’80 buona, poi fase sfavorevole (cin qualche eccezione tipo 1990/91 e 1995/96) sin quasi alla fine degli anni ’90, i due “lustri d’oro” intervallati da due stagioni mediocri/pessime (la 2006/07 è la peggiore) ed ora situazione nuovamente capovolta (solo il 2017/18 è sottomedia).
    Naturalmente anche in questo caso il comportamento estivo è differente: l’estate è rimasta ferma durante i primi vent’anni e poi ha aumentato la sua media in seguito.
    L’epoca d’oro delle estati è proprio questa, tant’è vero che durante le ultime cinque stagioni abbiamo battuto tre volte il record della 2003 ed abbiamo stabilito per due il record assoluto.

    (continua)
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    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
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  8. #278
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    Infine vediamo i geopotenziali; ecco le solite classifiche:

    Allegato 96563 Allegato 96564 Allegato 96565 Allegato 96566


    Adesso il trittico di grafici:


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    La situazione è molto simile alla precedenti; d’altro canto le ondate fredde portano ovviamente lo ZT in basso e sono accompagnate da geopotenziali bassi (colore verde-blu nelle cartine dei gpt), accade l’inverso se l’alta pressione (delle Azzorre o nordafricana) viene a farci visita.
    Febbraio è stato il migliore una volta su due, dicembre e gennaio una volta su quattro per ciascuno; dicembre non riesce ad essere il migliore dalla stagione 2010/11, gennaio lo è stato tre volte e febbraio le rimanenti cinque.
    La situazione si capovolge se vediamo quante volte ciascun mese è stato il peggiore: dicembre lo è stato la metà delle volte, gennaio una su tre (circa) e febbraio una su cinque (circa).
    In estate la situazione è diversa, analogamente alle altre due grandezze: agosto è stato il migliore 23 volte su 40, luglio 15 e giugno appena due. Agosto è stato il dominatore del decennio, battendo luglio sette a due.
    Giugno è stato il peggiore per 31 volte, mentre luglio ed agosto quattro ciascuno.
    L’andamento dei mesi invernali nel corso dei decenni ricalca quello delle altre due grandezze: dicembre migliora costantemente durante i primi trent’anni e poi peggiora bruscamente in questo decennio, gli altri due mesi si comportano quasi in sincronia avvicinandosi gradualmente e finendo per equivalersi in questo decennio.
    Anche in questo caso la crisi di dicembre è dovuta al quadriennio 2013-2016, durante il quale dicembre ha avuto medie degne di mesi come e perfino settembre (nel 2015).
    Per quanto riguarda i mesi estivi, luglio è rimasto praticamente uguale e quindi anche in estate il mese centrale è quello che è cambiato di meno; giugno è salito di parecchio come dicembre (47 metri contro 42) ma lo ha fatto gradualmente e non di colpo, agosto è salito anch’esso ma lo ha fatto principalmente in questo decennio ed è andato in opposizione rispetto a luglio invece che in sincronia (in altre parole, quando luglio migliorava la sua media decennale agosto la peggiorava e viceversa).
    I mesi invernali con i gpt più bassi sono stati: dicembre 5394 metri (1981), gennaio 5388 metri (1985) e febbraio 5383 (1986). Notiamo che i record sono tutti datati e che anche in questo caso c’è un crescendo passando da dicembre a febbraio.
    Nel caso dell’estate abbiamo questa situazione: giugno 5818 metri (2019), luglio 5842 (2006), idem agosto (1992 e 2017). Anche qui il primo mese è il peggiore ed è maggiormente staccato dagli altri due; curiosamente abbiamo un trio al comando.
    Le decadi aventi le medie più basse per ciascun mese invernale sono: 5345 metri (11-20 dicembre 2009), 5225 metri (1-10 gennaio 1985) e 5277 (21-28 febbraio 2005). Vediamo come due su tre siano state anche le più rigide nei rispettivi mesi.
    Nel caso dell’estate le decadi migliori per ogni mese sono: 5874 metri (21-30 giugno 2019), 5878 metri (1-10 luglio 2015) e 5885 metri (1-10 agosto 1992 e 2017).
    Adesso metto i grafici delle due metà invernali:

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    Le medie decennali della prima metà sono: 5545, 5553, 5534 e 5575 metri; la seconda parte ha avuto medie di 5518, 5551, 5501 e 5499 metri.
    Anche in questo caso la seconda parte ha avuto una media spesso più bassa della prima, ad eccezione degli anni ’90 (durante i quali le due metà si sono quasi equivalse); pure in questo caso la seconda parte è cambiata molto meno della prima, anzi la prima ha aumentato la sua media di trenta metri e la seconda l’ha diminuita di 19 (per cui la differenza è salita a 76 metri, +49 in questo decennio).
    Ora la classifica degli inverni e il grafico:

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ID: 96573

    Le medie decennali sono di 5531, 5552, 5518 e 5537 metri.
    Anche qui si riconoscono i macro-andamenti descritti per le temperature e lo ZT: prima metà degli anni ’80 buona, poi brusco aumento a cavallo degli anni ’80 e ’90, graduale miglioramento, le due epoche molto favorevoli (intervallate da due annate molto negative) ed ora nuova risalita.
    L’estate, come evidenziato, ha seguito un percorso diverso migliorando gradualmente le sue medie con il trascorrere degli anni; la sua epoca d’oro è proprio questa, dato che quattro stagioni sulle ultime sette sono ai primi cinque posti (e troviamo pure la capolista 2019 e la terza, che è la 2017).
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    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
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  9. #279
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    Buon anno a tutti!

    è tempo di completare i riepiloghi del 2019, prima con quello relativo a dicembre e poi con quello relativo all'anno intero.

    Ecco il solito grafico delle temperature registrate ad 850 hPa con i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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ID: 97079

    Dicembre è iniziato in maniera interlocutoria, alternando nei primi sei giorni alcuni valori negativi ad altri sopra lo zero; gli scarti dal riferimento sono stati dell’ordine di 1-3 gradi.
    In seguito abbiamo avuto tre giorni con temperatura sempre positiva; tra i giorni undici e tredici abbiamo avuto la mini irruzione fredda che ha consentito la caduta della neve sino ai fondovalle alpini più bassi e su parte della pianura veneta.
    Concluso l’episodio, la temperatura è rapidamente salita e si attestata per vari giorni attorno ai cinque gradi; analogamente a quanto accaduto in novembre, il dominio delle correnti atlantiche ha impedito il raggiungimento di picchi elevati, ma anche cancellato ogni possibilità di avere irruzioni fredde.
    Il tutto è proseguito fino a Natale, poi abbiamo avuto un breve e modesto sbuffo freddo; gli ultimi giorni dell’anno hanno visto il rapido ritorno alle condizioni precedenti (ossia mitezza).

    Notiamo subito come il mese sia stato mite e praticamente privo di irruzioni fredde vere e proprie.

    Dicembre ha avuto una media di 2.1°C°C, a +1.7°C dal riferimento; essa è al settimo posto tra le più alte, dietro al 1987 e davanti al 2000 di cinque e quattro decimi.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 1.6°C (+0.4°C), 2.2°C (+2.2°C) e 2.5°C (+2.5°C); esse sono al 17°, settimo ed ottavo posto tra le più calde nelle loro classifiche.
    I valori estremi sono stati di -3.3°C e di 7°C, registrati nei giorni quattro e 21; non abbiamo avvicinato o battuto record, quelli mensili sono -15.5°C e 15°C registrati il 28/12/1996 ed il 13/12/1994.

    Ora vediamo la distribuzione dei valori:

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ID: 97081

    Abbiamo avuto complessivamente 8.5 giornate con temperatura negativa, non abbiamo avuto valori sotto i -5°C.
    Ci sono stati 19.5 giorni con temperature comprese fra zero e cinque gradi e tre giornate con valori tra cinque e dieci gradi; non abbiamo avuto valori in doppia cifra positiva.
    Facendo il confronto con il decennio in corso ci sono state 2.5 giornate in meno con temperatura negativa (due in meno sotto i -5°C), le giornate con valori compresi fra zero e cinque gradi sono state 4.5 in più, quelle con T tra cinque e dieci gradi sono state due in meno.
    Lo scarto dalla media decennale in corso è di +0.4°C.
    Come ricordato nel promemoria invernale, dicembre era gradualmente migliorato nel corso dei primi trent’anni abbassando la sua media di 1.1°C; aveva guadagnato due giorni con temperature negative (passando da 14 a 16) ed uno con temperature sotto i -5°C.
    Mediamente è il mese più mite del trimestre invernale, lo è stato la metà delle volte mentre è stato il migliore per una su quattro (anche se questo non accade dalla stagione 2010/11); ciononostante è stato in grado di mettere a segno ondate fredde di tutto rispetto come nel 1985, 1996 (in questo caso parlerei piuttosto di gelo), 2001, 2002, 2009, 2010 e un po’ anche a fine 2014.
    Durante gli altri dicembri abbiamo avuto ondate di intensità moderata e in alcuni casi (tipo) sono state veramente poca cosa.
    In questo decennio la situazione è decisamente peggiorata, soprattutto per colpa del quadriennio 2013-16: durante questi quattro dicembri abbiamo avuto molto caldo (con il 2015 e 2016 che sono al primo e terzo posto tra i mesi invernali più bollenti) e solo a fine 2014 ha fatto davvero freddo.
    Poi la situazione è migliorata per un paio d’anni, anche ci voleva davvero poco, ma quest’anno siamo ripiombati nella mediocrità: va segnalato che continua a mancare un dicembre decisamente freddo come ad esempio 2001, 2005 e 2010.
    La cosa è evidente non solo dal forte aumento della media decennale corrente rispetto alle precedenti, ma anche dall’aumento della frequenza delle temperature positive e della media dei picchi negativi.
    Il paragone con i decenni passati restituisce scarti dalle loro medie che vanno da 1.3°C fino a 2.4°C.
    Le giornate con valori negativi sono state 5.5/7.5 in meno (e quelle con valori sotto i -5°C sono state 3/5 in meno), quelle con valori compresi fra zero e cinque gradi sono state 5.5/7.5 in più, il numero di giorni con temperatura compresa fra cinque e dieci gradi è stato vicinissimo alle frequenze dei decenni passati (uno in più o in meno a seconda dei casi) ed infine le giornate con temperatura in doppia cifra sono state una in meno rispetto agli anni ‘80.

    Adesso passiamo allo zero termico:

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ID: 97082

    I primi tre giorni del mese hanno avuto quasi sempre lo ZT sotto i 1500 metri; poi siamo stati sopra la media per una settimana, con valori anche sopra i 2500 metri e scarti positivi fino a 7-900 metri.
    Anche qui è visibile la debole irruzione fredda verificatasi tra i giorni dieci e tredici, con lo ZT sceso gradualmente fin quasi a 500 metri (e difatti la neve è caduta fino in collina).
    Poi lo ZT si è impennato salendo anche oltre i tremila metri con scarti dalla media elevati (fino a 1600-1800 metri oltre il riferimento) e rimanendo lì per circa una settimana; in seguito esso è calato, riportandosi in media poco prima di Natale.
    Anche qui è visibile la breve sfreddata di qualche giorno fa, con un paio di valori poco sotto i mille metri; poi lo ZT è risalito velocemente sopra i duemila metri.

    Dicembre ha avuto una media di 2001 metri, a +315 dal riferimento; essa è al settimo posto tra le più alte, dietro al 1987 e davanti al 1984 di 17 e di 106 metri.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 2099 (+279), 2118 (+495) e 1807 metri (+187); esse sono al tredicesimo, quinto e dodicesimo posto tra le più alte nelle loro classifiche.
    I valori estremi sono stati di 546 e di 3311 metri, registrati nei giorni 13 e 17; il record negativo è lo ZT al suolo registrato durante quasi tutti i mesi e 3964 metri registrati il 28/12/1983.

    Ora vediamo le frequenze dei valori registrati:

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ID: 97084

    Abbiamo avuto sette giornate con ZT sotto i 1500 metri, di cui un paio sotto i mille (e nessun valore sotto i 500); i giorni con valori compresi fra 1500 e duemila metri sono stati otto, le giornate con ZT tra duemila e 2500 metri sono state 9.5, quelle con valori tra 2500 e tremila metri sono state quattro ed infine i giorni con ZT oltre i tremila metri sono stati 2.5.
    Rispetto a questo decennio, ci sono state due giornate in meno con ZT inferiore a 1500 metri e queste si trovano nella fascia che va da zero a mille metri, gli stessi giorni in con valori compresi tra 1500 e duemila metri, 3.5 giornate in più con ZT tra duemila e 2500 metri, un giorno in meno con valori fra 2500 e tremila metri ed infine un valore in meno con ZT sopra i tremila metri.
    Lo scarto dalla media decennale è di +66 metri.
    Analogamente alle temperature, dicembre era gradualmente migliorato durante i primi trent’anni: la media era calata di duecento metri, con un giorno in più avente ZT inferiore a mille metri (e due in più con ZT inferiore a 500) ed 1-3 in meno con ZT sopra i 2500 metri.
    Pure in questo caso dicembre ha avuto la media più alta del trimestre una volta su due e quella più bassa una volta su quattro; anche in questo caso il secondo evento non si verifica dall’inverno 2010/11.
    Il deciso peggioramento del mese a partire dal 2013 è ben visibile anche qui: solo il 2017 si trova a circa metà classifica, alcuni mesi hanno superato la media di duemila metri raggiungendo il culmine nel biennio 2015-16. Dopo questo biennio dicembre si era parzialmente rimesso in carreggiata, ma quest’anno ha fatto un altro passaggio a vuoto.
    Anche in questo caso il peggioramento del mese non si vede solo dal forte aumento della media decennale, ma anche dall’aumento dei valori sopra i duemila metri, dalla scomparsa quasi totale di quelli sotto i 500 (il colore viola è quasi sparito dal 2011 in poi) e dal vistoso aumento della media dei pichi minimi.
    Il paragone con i decenni passati vede uno scarto dalle loro medie decennali che passa a +267/+473 metri.
    I giorni con ZT inferiore a 1500 metri sono stati 7/8 in meno, quasi tutto concentrati nella fascia che va da zero a mille.
    Le giornate con ZT tra 1500 e duemila metri sono state 1/2 in più, quelle con valori tra duemila e 2500 metri sono state 4.5 in più rispetto a tutti i decenni passati, i giorni con ZT compreso fra 2500 e tremila metri sono stati in linea con i decenni passati ed infine le giornate con ZT superiore a tremila metri sono state +1.5/-0.5 in più/meno.

    I geopotenziali medi sono stati di 5576 metri, a +20 dalla media 1991/2018; essi sono al tredicesimo posto tra i più alti, dietro al 2004 e davanti al 2018 di quattro metri.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5608 (+39), 5567 (+17) e 5557 metri (+8); esse sono al 14°, tredicesimo e ventesimo posto tra le più alte nelle loro classifiche.

    Ecco la tabella riassuntiva:

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ID: 97085

    (continua)
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

    :-D

  10. #280
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    In sintesi, abbiamo avuto un altro dicembre deludente come oramai capita spesso da sei anni a questa parte; esso presenta scarti modesti dalla media di questo decennio e sensibili rispetto alle altre (soprattutto rispetto al decennio passato).
    Non abbiamo praticamente avuto irruzioni fredde vere e proprie, un picco minimo mensile di -3.3°C è davvero una miseria anche per il mese invernale mediamente più mite e pochi mesi invernali hanno fatto peggio da questo punto di vista (la maglia nera va al febbraio 1990 con appena -0.9°C).
    Abbiamo anche avuto un episodio di neve fin quasi in pianura, peccato che esso sia stato isolato e subito cancellato da giornate caldissime alle basse quote.
    Il giudizio non cambia se consideriamo lo ZT: esso è stato veramente in basso solo in occasione della neve caduta il giorno tredici e c’è stato qualche valore sottomedia qua e là, per il resto nulla di buono con diversi valori sopra i duemila metri.
    Come dicevo, è stato un altro dicembre negativo; esso si era parzialmente ripreso nei due anni precedenti (dopo il disastro del 2013-2016), ma quest’anno è franato nuovamente.
    Dato che i dicembri miti si stanno verificando a distanza ravvicinata, inizio a chiedermi se si tratta di un ciclo particolarmente sfortunato o se è avvenuto un salto dal 2013 come accaduto ad esempio ad aprile (dal 2007) e giugno (dal 1996).
    È vero che dicembre ha il vantaggio delle giornate cortissime, abbiamo visto che pur con irruzioni fredde molto modeste l’inverno si è visto (e la neve è caduta in basso), ma se non arriva freddo un po' deciso non andiamo da nessuna parte e vengono fuori dicembri complessivamente più autunnali che invernali.

    Prossimo appuntamento con il riepilogo del 2019.
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    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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