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  1. #261
    Altostratus L'avatar di Burano
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    Dopo aver visto com’è andata l’estate 2019, ora metto il promemoria per l’autunno 2019; ecco le medie 1991/2018 per tutte e tre le grandezze e le medie record:

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ID: 95548

    Prima di iniziare, facciamo un breve tuffo nel passato per vedere com’era andato l’autunno 2018.
    La stagione è stata piuttosto mite, essendo stata influenzata per gran parte dalla lunga fase calda iniziata ad aprile 2018.
    Settembre, al contrario del 2017, era stato semi-estivo: parecchi giorni caldi intervallati da un paio freddi (in terza decade), ZT e geopotenziali elevati in particolare durante la seconda decade.
    Alla fine questo mese ha avuto una temperatura media poco superiore a quella della media di giugno, ZT quasi come quello di luglio e gpt agostani; si è piazzato ai primi dieci posti per tutte e tre le grandezze, sul podio (terzo) per i geopotenziali.
    Ad ottobre è continuato il clima piuttosto mite: anche in questo caso hanno prevalso nettamente le giornate ben sopra la media (senza però raggiungere picchi eclatanti) alternate a brevissime interruzioni.
    Ottobre 2018 è al quarto posto tra i più caldi, ma non compare fra i primi dieci per ZT e gpt; è stato un mese prevalentemente stabile e godibile, funestato però dalla famigerata tempesta Vaia durante gli ultimi giorni.
    Novembre è iniziato sulla falsariga dei due mesi precedenti, ma a partire dalla sua metà la situazione era cambiata: la fase calda iniziata ad aprile si è conclusa, lasciando il posto ad una raffreddata che aveva portato le prime isoterme negative del semestre freddo e lo ZT sotto i mille metri e poi ad una fase con valori vicini alla media di riferimento.
    In virtù di questo cambio di passo, novembre non è stato caldo ma cmq sopra la media per tutte e tre le grandezze (e settimo per i geopotenziali).
    Dato che due mesi e mezzo sono stati piuttosto miti, l’autunno ha chiuso ai primissimi posto per tutte e tre la grandezze: in particolare è il secondo più caldo, sesto come ZT e quarto come geopotenziali.

    Ora parto con il promemoria vero e proprio, cominciando con le temperature ad 850 hPa; ecco le classifiche dei tre mesi e quella combinata:

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    Ora il grafico delle medie mensili registrate anno per anno, il confronto tra i vari mesi e il grafico delle differenze tra di essi:

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ID: 95554

    Come accade anche in primavera, i tre mesi sono distanziati tra di loro di alcuni gradi ed è quasi scontato qual è il più caldo ed il più freddo.
    In effetti le eccezioni sono state pochissime: ottobre è stato il più caldo del trimestre solo nel 1995 e nel 2001 (guarda caso sono i più caldi) ed ha sfiorato questo traguardo anche nel 1990 e nel 2017, è stato il più rigido solo nel 2003 (che è il più freddo della serie).
    Non è mai successo che novembre sia stato più caldo di settembre e questo avvenimento è sempre apparso come irrealizzabile.
    Dal terzo grafico notiamo come settembre ed ottobre siano imparentati tra di loro mentre novembre fa un po’ storia a sé: infatti l’andamento dei primi due mesi autunnali nel corso dei decenni è veramente molto simile.
    Essi hanno raggiunto il minimo durante gli anni ’90, la media del decennio scorso è rimasta molto simile al precedente ed entrambi sono tornati al punto di partenza durante questo decennio; le oscillazioni di settembre sono state un po’ più marcate (-1°C e +1.3°C contro -0.8°C e +0.7°C) ma alla fine la distanza tra i due mesi (colonna viola) è rimasta invariata.
    Novembre ha seguito un cammino un po’ diverso: è rimasto stabile durante i primi vent’anni, poi ha iniziato a scaldarsi (in particolare dal 2008) e questo decennio è stato preso in pieno dal riscaldamento; abbiamo avuto mesi di novembre davvero molto caldi, in particolare nel periodo 2011-2015, poi il mese ha fatto una parziale marcia indietro.
    Dal terzo grafico si vede anche come le distanze tra i mesi si siano mediamente ridotte, a parte la differenza tra settembre ed ottobre: novembre si è avvicinato a settembre ed ottobre di 1.4°C (in percentuale, la differenza è diminuita del 17% e del 30%), ora ottobre è esattamente a metà strada tra i due mentre in passato esso era più vicino a settembre.
    Una cosa simile si è verificata anche in primavera con aprile che ora è a metà strada (circa) tra gli altri due mesi, anche se l’andamento dei tre mesi primaverili è diverso dal trittico autunnale.

    Ora passiamo ai grafici delle due metà stagionali:

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    L’andamento delle medie della prima metà, essendo composte dai giorni di settembre e dalla prima parte di ottobre, è ovviamente molto simile a quello dei due mesi appena citati: l’andamento è ad U, con i decenni centrali più freddi e gli altri due che sono i più caldi.
    Infatti le medie sono di 10.1°C, 9.2°C, 9.2°C e di nuovo 10.1°C.
    L’andamento della seconda parte somiglia un po’ a quello della prima, ma il risultato finale è diverso: 4.1°C, 3.6°C, 4°C e 5.3°C; la differenza tra le due parti è di 6°C, 5.6°C (-0.4°C), 5.2°C (-0.4°C) e 4.8°C (-0.4°C), essa è in diminuzione coerentemente al fatto che novembre si è scaldato maggiormente rispetto a settembre ed ottobre.
    Non è mai successo che la seconda parte autunnale sia stata più calda della prima: le differenze più basse sono state registrate nel 2015 (-2.5°C), 1989 (-3°C), 1994 (-3.4°C) e nel 2002-2014 (-3.6°C).
    I divari più elevati sono stati registrati nel 1985 (-10.1°C), 1991 (-7.9°C), 1997 (-7.7°C), 2011 (-7.6°C) e 1999 (-7.2°C).
    Adesso la classifica degli autunni ed il grafico:

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    Alla luce di quanto detto prima, l’andamento delle medie decennali è ad U: siamo partiti da 7.1°C per poi scendere a 6.4°C, in seguito siamo passati a 6.6°C ed ora abbiamo fatto un balzo a 7.7°C.
    Il grafico mostra molto bene quanto detto: la linea rossa si abbassa vistosamente tra la fine degli anni ’80 e la metà del decennio scorso, poi abbiamo avuto gli ultimi due autunni veramente freddi (2007 e 2010) e poi è partita una serie molto calda interrotta veramente solo dal 2017.
    (continua)
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  2. #262
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    Dopo aver analizzato le temperature, vediamo classifiche e grafici analoghi per lo ZT; ecco le graduatorie mensili e quella combinata:

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    Ora il trittico di grafici:

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    Nel caso dello zero termico è accaduto un numero maggiore di volte (dieci contro tre) che ottobre sia stato il mese del trittico autunnale avente la media più alta o più bassa.
    In particolare, ottobre ha scavalcato settembre per sette volte: 1984, 1990, 1995, 1996, 2001, 2008 e 2017.
    Ottobre ha avuto una media inferiore a novembre nel 1992, 2003 e 2015 mentre non è mai successo che novembre abbia superato settembre.
    L’andamento dei tre mesi nel corso dei decenni e la distanza tra di essi è molto simile a quello delle temperature: siamo partiti con ottobre più vicino a settembre che non a novembre (differenze di 433 ed 839 metri), durante gli anni ‘90 i tre mesi hanno diminuito le loro medie decennali toccando il minimo.
    Analogamente alle temperature, la diminuzione maggiore ha riguardato settembre (228 metri), poi viene quella di ottobre (224 metri) e quella di novembre è di 135 metri. La distanza tra settembre ed ottobre è rimasta praticamente inalterata mentre il loro distacco da novembre è calato di quasi cento metri.
    Nel decennio passato i tre mesi hanno avuto andamenti un po’ discordanti: settembre lima ancora qualcosa (21 metri), ottobre risale di 162 metri e novembre di 155. La distanza tra settembre ed ottobre raggiunge il minimo, quella tra ottobre e novembre rimane molto simile mentre il distacco tra settembre e novembre scende ancora .
    In questo decennio settembre recupera tutto (+237 metri) e si riporta alla media degli anni ’80, ottobre cambia veramente di pochissimo (+31) mentre novembre fa un balzo in alto di 244 metri.
    La differenza tra settembre ed ottobre si riporta a livello degli anni ’80 mentre cala molto quella tra ottobre e novembre: ora il mese centrale dell’autunno, analogamente alle temperature, si trova a metà strada tra i due.
    Anche nel caso dello ZT si osserva che i primi due mesi sono cambiati poco rispetto agli anni ’80, si vede che novembre ha aumentato le sue medie in maniera decisa e che la differenza complessiva tra i mesi è diminuita (-35% fra ottobre e novembre, -21% fra settembre e novembre).
    L’aumento delle medie di novembre, a mio parere, è una delle cause del minore innevamento invernale in montagna che si sta osservando: sono diminuiti gli episodi tardo-autunnali e/o semi invernali a favore di sciroccate con ZT (e quota neve) elevati ed a favore di alte pressioni con clima mite anche in montagna.

    Ora passiamo ai grafici delle due metà stagionali:

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    Le medie decennali della prima metà sono di 3340, 3129 (-211), 3176 (+47) e 3284 (+108) metri; l’andamento è molto simile a quello di settembre, d’altro canto 30 dei 45 giorni di questo intervallo appartengono a questo mese ed ottobre si è comportato in maniera simile.
    Le medie della seconda metà sono molto più influenzate dall’andamento di novembre ed hanno questi valori: 2415, 2226 (-189), 2387 (+161) e 2616 (+229) metri.
    La differenza tra le due metà è di 925, 903 (-22), 789 (-114) e 668 (-121) metri; anch’essa è in diminuzione.
    Pure in questo caso la seconda parte stagionale ha avuto sempre una media inferiore alla prima: le differenze più basse sono state registrate nel 1984 (-188 metri), nel 2015 (-301), nel 1996 (-425), 2002 (-518) e 1994 (-546) mentre i divari più alti si sono verificati nel 1985 (-1656 metri), 1997 (-1467), 1991 (-1464), 1983 (-1120) e 2007 (-1098).
    Adesso è il turno della classifica stagionale e del grafico:

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    Anche nel caso dello ZT l’autunno ha un andamento ad U: siamo partiti da medie quasi sempre elevate, poi dal 1988 al 2003 (1994 a parte) abbiamo avuto una lunga sequenza di stagioni sottomedia e che comprende quasi tutte quelle con la media più bassa.
    Dopo il 2006 (che è ancora al primo posto), abbiamo avuto due solo autunni con ZT veramente basso (2007 e 2010) ed in seguito diverse stagioni con medie piuttosto alte (e con la parziale eccezione del 2016 e 2017).
    Le medie decennali sono di 2875, 2670 (-205), 2782 (+112) e 2951 (+169) con una differenza complessiva di +76 metri.
    (continua)
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    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
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  3. #263
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    Infine, vediamo i geopotenziali.
    Ecco le solite classifiche divise per mese:

    Allegato 95571 Allegato 95572 Allegato 95573 Allegato 95574


    Adesso le medie mensili registrate durante ogni autunno, il confronto fra i tre mesi e il grafico delle differenze fra di loro:

    Allegato 95575 Allegato 95576 Allegato 95577

    L’esito del confronto è molto simile a quello dello ZT: ottobre ha prevalso su settembre per sei volte (contro sette) ed ha avuto una media più bassa di novembre in quattro occasioni (contro tre).
    Ottobre ha avuto gpt più alti di settembre nel 1984, 1995, 1996, 2001, 2008 e 2017; in genere l’inversione dei due mesi arriva quando ottobre ha gpt decisamente più alti del solito (ad esempio nel 1995 e nel 2001) e/o quando settembre li ha particolarmente bassi (come nel 1984, 1996 e 2001).
    Il secondo mese dell’autunno ha avuto una media più bassa di novembre nel 1994, 2003 e 2015 e c’è mancato pochissimo anche nel 1982 e 1990; pure in questo caso c’è bisogno che ottobre abbia una media insolitamente bassa (come nel 2003) e/o che novembre l’abbia particolarmente alta (come nel 2015).
    Anche in questo caso novembre non ha mai superato settembre, la minima distanza tra i due mesi è stata raggiunta nel 1984 (solo 41 metri).
    Notiamo anche che gli scambi di posto tra ottobre e settembre (e novembre) sono avvenuti quasi durante gli stessi autunni nei quali sono avvenute le inversioni per lo ZT; in effetti gpt elevati sono una caratteristica dell’alta pressione subtropicale, la quale porta con sé anche aria calda (e quindi lo ZT sale in alto).
    Ovviamente anche le correnti atlantiche umide e miti, anche le sciroccate portano aria tiepida e lo ZT in alto ma tale effetto è meno durevole (e meno efficace) di un’alta pressione forte e ben strutturata; quest’ultima può durare molto di più.
    L’evoluzione dei tre mesi nel corso dei decenni e il rapporto tra di essi rispecchiano quelli delle temperature e dello ZT: si parte con ottobre più vicino a settembre che a novembre, durante gli anni ’90 i tre mesi raggiungono il loro minimo, nel decennio scorso essi risalgono (con settembre e novembre che variano di pochissimo) ed infine in questo decennio i tre mesi si sono riportati alle medie degli anni ’80 (e novembre le ha superate).
    Anche in questo caso si assiste ad una riduzione della differenza media tra i mesi; quella tra settembre ed ottobre è rimasta nel complesso inalterata, le altre due si sono ridotte in maniera apprezzabile (-29% tra ottobre e novembre, -21% fra settembre e novembre) con ottobre che ora è quasi a metà strada fra gli altri due mesi.
    Adesso passiamo alle due metà stagionali:

    Allegato 95578 Allegato 95579

    Le medie decennali della prima metà sono 5745, 5710 (-35), 5724 (+14) e 5740 (+16) metri mentre quelle della seconda sono 5635, 5608 (-27), 5616 (+8) e 5655 (+39) metri.
    Le differenze tra le due metà sono state di 110, 102 (-8), 108 (+6) ed 85 (-23) metri; pure in questo caso la differenza media tra le due parti della stagione tende a diminuire.
    Anche nel caso dei geopotenziali non è mai capitato che la media della seconda parte stagionale sia stata più elevata della prima; i divari più bassi sono stati registrati nel 1984 (19), 2015 (30), 1989 (37), 1996 (43) e 1994 (63) mentre quelli più alti sono stati registrati nel 1985 (215), 1997 (176), 1991 (160), 1990 (159) e 2007/2010 (145).
    Concludiamo con la classifica stagionale ed il grafico:

    Allegato 95580 Allegato 95581

    L’andamento ad U delle medie è ben evidente pure qui: siamo partiti da geopotenziali elevati (anni ’80), poi essi sono diminuiti durante gli anni ’90 (il minimo raggiunto nel 1998) e poi la risalita, più evidente da metà decennio e poi dal 2011.
    Le medie decennali sono di 5690, 5658 (-32), 5670 (+12) e 5698 (+28) con una differenza complessiva di +8 metri; anche in questo caso le ultime stagioni con gpt veramente basi sono state l’autunno 2007 e soprattutto il 2010, in seguito solo il 2017 è stato leggermente sotto la media di riferimento.
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  4. #264
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    Grazie della segnalazione!
    Dato che non posso modificare il messaggio, lo scrivo nuovamente:

    Infine, vediamo i geopotenziali.
    Ecco le solite classifiche divise per mese:

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    Adesso le medie mensili registrate durante ogni autunno, il confronto fra i tre mesi e il grafico delle differenze fra di loro:

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ID: 95601

    L’esito del confronto è molto simile a quello dello ZT: ottobre ha prevalso su settembre per sei volte (contro sette) ed ha avuto una media più bassa di novembre in quattro occasioni (contro tre).
    Ottobre ha avuto gpt più alti di settembre nel 1984, 1995, 1996, 2001, 2008 e 2017; in genere l’inversione dei due mesi arriva quando ottobre ha gpt decisamente più alti del solito (ad esempio nel 1995 e nel 2001) e/o quando settembre li ha particolarmente bassi (come nel 1984, 1996 e 2001).
    Il secondo mese dell’autunno ha avuto una media più bassa di novembre nel 1994, 2003 e 2015 e c’è mancato pochissimo anche nel 1982 e 1990; pure in questo caso c’è bisogno che ottobre abbia una media insolitamente bassa (come nel 2003) e/o che novembre l’abbia particolarmente alta (come nel 2015).
    Anche in questo caso novembre non ha mai superato settembre, la minima distanza tra i due mesi è stata raggiunta nel 1984 (solo 41 metri).
    Notiamo anche che gli scambi di posto tra ottobre e settembre (e novembre) sono avvenuti quasi durante gli stessi autunni nei quali sono avvenute le inversioni per lo ZT; in effetti gpt elevati sono una caratteristica dell’alta pressione subtropicale, la quale porta con sé anche aria calda (e quindi lo ZT sale in alto).
    Ovviamente anche le correnti atlantiche umide e miti, anche le sciroccate portano aria tiepida e lo ZT in alto ma tale effetto è meno durevole (e meno efficace) di un’alta pressione forte e ben strutturata; quest’ultima può durare molto di più.
    L’evoluzione dei tre mesi nel corso dei decenni e il rapporto tra di essi rispecchiano quelli delle temperature e dello ZT: si parte con ottobre più vicino a settembre che a novembre, durante gli anni ’90 i tre mesi raggiungono il loro minimo, nel decennio scorso essi risalgono (con settembre e novembre che variano di pochissimo) ed infine in questo decennio i tre mesi si sono riportati alle medie degli anni ’80 (e novembre le ha superate).
    Anche in questo caso si assiste ad una riduzione della differenza media tra i mesi; quella tra settembre ed ottobre è rimasta nel complesso inalterata, le altre due si sono ridotte in maniera apprezzabile (-29% tra ottobre e novembre, -21% fra settembre e novembre) con ottobre che ora è quasi a metà strada fra gli altri due mesi.
    Adesso passiamo alle due metà stagionali:

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ID: 95603

    Le medie decennali della prima metà sono 5745, 5710 (-35), 5724 (+14) e 5740 (+16) metri mentre quelle della seconda sono 5635, 5608 (-27), 5616 (+8) e 5655 (+39) metri.
    Le differenze tra le due metà sono state di 110, 102 (-8), 108 (+6) ed 85 (-23) metri; pure in questo caso la differenza media tra le due parti della stagione tende a diminuire.
    Anche nel caso dei geopotenziali non è mai capitato che la media della seconda parte stagionale sia stata più elevata della prima; i divari più bassi sono stati registrati nel 1984 (19), 2015 (30), 1989 (37), 1996 (43) e 1994 (63) mentre quelli più alti sono stati registrati nel 1985 (215), 1997 (176), 1991 (160), 1990 (159) e 2007/2010 (145).
    Concludiamo con la classifica stagionale ed il grafico:

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ID: 95605

    L’andamento ad U delle medie è ben evidente pure qui: siamo partiti da geopotenziali elevati (anni ’80), poi essi sono diminuiti durante gli anni ’90 (il minimo raggiunto nel 1998) e poi la risalita, più evidente da metà decennio e poi dal 2011.
    Le medie decennali sono di 5690, 5658 (-32), 5670 (+12) e 5698 (+28) con una differenza complessiva di +8 metri; anche in questo caso le ultime stagioni con gpt veramente basi sono state l’autunno 2007 e soprattutto il 2010, in seguito solo il 2017 è stato leggermente sotto la media di riferimento.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  6. #266
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    Eccoci arrivati al riepilogo di settembre 2019; cominciamo con i valori registrati ad 850 hPa con i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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    I primi due giorni hanno avuto temperature pienamente estive e superiori ai 15 gradi; a cavallo dei giorni 3 e 4 siamo scesi brevemente sotto la media e poi nuovamente sopra (ma con scarti positivi più bassi).
    In seguito la temperatura è scesa nuovamente e si è portata sotto i dieci gradi per cinque giorni con scarti negativi generalmente di due-tre gradi.
    Poi nuova risalita, la temperatura si è riportata attorno ai dodici gradi con qualche breve puntata più in alto (giorno 16); in seguito la temperatura è calata nuovamente in maniera decisa, tant’è vero che siamo scesi anche sotto i cinque gradi.
    Ce ne siamo accorti anche in pianura, dato che di notte abbiamo avuto le prime minime ad una cifra dell’autunno meteorologico.
    Dopo aver toccato il minimo mensile, la temperatura è rimasta sotto la media (e i dieci gradi) per un paio di giorni; in seguito la temperatura si è mantenuta costantemente attorno ai dieci gradi sino a fine mese, gli scarti dalla media sono stati crescenti perché la media si abbassa con il passare dei giorni.

    Settembre ha chiuso con una media finale di 11.1°C, a +0.8°C dalla 1991/2018; esso è al 14° posto tra i più caldi, dietro al 1991 di un decimo e davanti alla coppia 2000-2013 di cinque.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 11.9°C (+0.6°C), 11.6°C (+1.2°C) e 9.9°C (+0.6°C); esse sono al quindicesimo, tredicesimo e diciottesimo posto tra le più calde nelle loro classifiche.
    I valori estremi sono stati di 4.2°C e di 17°C, registrati nei giorni venti ed uno; non abbiamo battuto nessun record di nessun tipo, quelli mensili sono di 23°C e 1°C registrati rispettivamente il 14 ed il trenta settembre 1987 (durante lo stesso mese!!).
    Adesso vediamo la distribuzione dei valori:

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    Abbiamo avuto dodici giornate con valori sotto i dieci gradi (di cui un valore sotto i cinque), 15 giorni con temperatura compresa fra dieci e quindici gradi ed infine tre giornate con valori oltre i 15°C.
    Facendo il paragone con il decennio in corso abbiamo avuto una giornata in più con T inferiore a dieci gradi, un giorno in meno con valori compresi fra dieci e quindici gradi ed infine lo stesso numero di giornate con valori sopra i 15°C.
    Lo scarto da questa media decennale è nullo; vediamo quindi che questo settembre è curiosamente vicinissimo alla media del decennio sia come media che come frequenze dei valori registrati, non è stato così fresco come il 2017 ma neppure paragonabile ad alcuni settembri semiestivi del passato.
    I due grafici mostrano che settembre, analogamente ad ottobre, ha avuto un andamento ad U: il mese si era raffreddato in maniera apprezzabile durante gli anni ’90, era rimasto quasi invariato nel passaggio al decennio scorso mentre adesso è bruscamente tornato ai livelli di quarant’anni fa.
    Ne consegue che settembre è uno dei mesi che è cambiato di meno rispetto agli anni ’80 ed al momento non ha subito grossi stravolgimenti al contrario di altri (aprile e giugno su tutti); in effetti possiamo vedere che i settembri caldi si concentrano negli anni ’80 ed in questo decennio (1982, 1983, 1985, 1987, 2011, 2016 e 2018), troviamo quasi tutti quelli più freddi negli altri due decenni (1990, 1993, 1995, 1996, 1998, 2001, 2002, 2007 e 2008) mentre in questo abbiamo solo il 2017 ed un po’ anche il 2015.
    Il confronto con gli anni ’80 restituisce un risultato molto simile al paragone con questo decennio, invece il confronto con gli altri due decenni ha il seguente esito: 2-3 giorni in meno con temperature inferiori a dieci gradi, un giorno (o nessuno) in più con valori compresi fra dieci e quindici gradi ed infine 1-3 giornate in più con temperatura sopra i quindici gradi. Gli scarti dalle medie decennali salgono a +1.1°C/+1.3°C.

    Ora passiamo allo zero termico:

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ID: 95872

    A grandi linee l’andamento dello ZT segue quello della temperatura, ma con alcune differenze degne di nota.
    Anche in questo caso abbiamo iniziato con valori estivi, ma non siamo scesi sotto la media a cavallo dei giorni tre e quattro; poi breve impennata con lo ZT che ha superato i 4000 metri.
    In seguito lo ZT è sceso gradualmente portandosi fino a 2500 metri e con scarti negativi fino a 900 metri; questa fase si è conclusa il giorno dieci, un giorno in anticipo rispetto alle temperature.
    Poi anche lo ZT è salito parecchio, dal giorno 13 esso si è portato vicino ai 4500 metri (quindi su valori da ondata calda estiva) e vi è rimasto fino al sedici; anche lo ZT è poi sceso di parecchio, ma non è andato mai sottomedia e durante il giorno venti è pure risalito in maniera apprezzabile (mentre la temperatura ad 850 hPa calava).
    Pertanto è mancata la fase sottomedia tra i giorni 20 e 22 che ha caratterizzato la temperatura; lo ZT, a parte brevi puntate sotto i 3500 metri, si è mantenuto sempre elevato e verso fine mese è tornato perfino sopra i 4000 metri con scarti nuovamente molto elevati dalla media di riferimento.

    Il mese ha avuto una media finale di 3659 metri, a +387 dal riferimento; essa è al settimo posto tra le più alte, dietro al 1983 di 28 metri e davanti al 2018 di 21.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 3381 (scarto nullo), 3943 (+647) e 3652 (+465) metri; esse sono al ventesimo, secondo ed ottavo posto tra le più alte nelle loro classifiche.
    I valori estremi sono stati di 2505 e di 4458 metri, registrati nei giorni nove e tredici; non abbiamo battuto record, quelli mensili sono di 1628 e 4972 metri, registrati nei giorni 30/09/1987 e 04/09/2006.
    Adesso vediamo le frequenze dei valori registrati:

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ID: 95874

    Abbiamo avuto 2.5 giorni con valori compresi fra 2500 e tremila metri, 8.5 giornate con ZT tra tremila e 3500 metri, 12.5 giorni con valori compresi fra 3500 e 4000 metri ed infine 6.5 giornate con ZT sopra i quattromila (di cui un valore sopra i 4500).
    Rispetto alla media decennale in corso abbiamo avuto un paio di giorni in meno con ZT sotto i 2500 metri, 1.5 giornate in meno con valori compresi fra 2500 e tremila metri, un valore in meno con ZT compreso fra tremila e 3500 metri, 2.5 giornate in più con valori fra 3500 e quattromila metri ed infine 1.5 giorni in più con ZT sopra i quattromila metri.
    Lo scarto dalla media decennale attuale è di +211 metri; pertanto notiamo che la situazione è un po’ diversa rispetto alla temperatura, in questo caso lo scarto dalla media decennale non è nullo, il mese si è piazzato sette posizioni più in alto nella sua classifica e gli scarti dalle varie fasce di valori sono mediamente più alti.
    Pure nel caso dello ZT l’andamento dei decenni è ad U: le medie decennali sono calate di oltre 200 metri durante gli anni ’90 e dieci ma ora siamo tornati bruscamente alle medie (e frequenze) degli anni ’80.
    Anche in questo caso i settembri con medie basse si concentrano nei decenni centrali e quelli con medie alte si trovano prevalentemente negli anni ’80 ed in questo.
    Esempi di settembri con medie alte sono: 1982, 1983, 1985, 1986, 1987, 1997 (il più alto di tutti), 2011, 2012 e 2018.
    Al contrario, i settembri con medie piuttosto basse sono: 1984, 1990, 1993, 1995, 1996 (il più basso di tutti), 2001, 2002, 2007, 2008 e 2017.
    Alla luce di quanto detto, ritengo inutile fare il confronto con gli anni ’80 in quanto questo paragone ritorna risultati molto simili al confronto fatto in precedenza; nel caso dei restanti decenni, abbiamo avuto 4-5 giorni in meno con ZT sotto i 2500 metri, 3.5 giornate in meno con valori compresi fra 2500 e tremila metri, +0.5/-1.5 giorni in con ZT compreso fra tremila e 3500 metri, 4.5/5.5 giornate in più con valori fra 3500 e quattromila metri ed infine 3.5/4.5 giorni in più con ZT sopra i quattromila metri.
    Lo scarto da quelle medie decennali è di +448/+464 metri, un divario ben avvertibile.

    I geopotenziali medi sono stati di 5780 metri, a +46 dalla media 1991/2018; essi sono al nono posto tra i più alti insieme al 2019, dietro alla coppia 1981-2006 di un metro e davanti al 1991 di sette.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5746 (-3), 5845 (+121) e 5750 metri (+23); la prima è al 17° posto tra le più basse, la seconda e la terza rispettivamente al secondo posto e diciottesimo posto tra le più alte nelle loro classifiche.
    Il giorno tredici abbiamo toccato i 5950 metri; abbiamo eguagliato il record mensile risalente al 24 settembre 1983.

    Al momento il 2019 ha una temperatura media di 7.9°C, a +0.9°C dalla 1991/2018; esso è al terzo posto tra i più caldi, dietro alla coppia di testa 2007/2011 di appena un decimo e davanti al 2018 sempre di un decimo.
    Lo ZT è stato mediamente di 2787 metri, a +148 dal riferimento; esso è secondo al posto tra i più alti, dietro al 2007 di 19 metri e davanti al 2011 di 24.
    I gpt medi sono stati di 5673 metri, a +18 dalla 1991/2018; essi sono al quinto posto tra i più alti, dietro alla coppia 2011/2017 di sei metri e davanti al 1989 di uno.

    Ecco la tabella riassuntiva:

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    (continua)
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    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
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  7. #267
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    Dal punto di vista della temperatura, settembre è stato un mese come molti altri: un paio di giorni caldi all’inizio, un breve ritorno estivo durante la parte centrale ed un sopramedia debole/moderato alla fine.
    Nel mezzo due raffreddate (durate alcuni giorni) che hanno portato isoterme in cifra singola ed anche sotto i cinque gradi; non abbiamo avuto picchi veramente degni di nota.
    È stato un po' una via di mezzo tra il 2017 (molto fresco e perturbato) ed il 2018 (caldo e secco, praticamente una continuazione dell’estate); come spesso accade, è stato una graduale transizione tra l’estate e l’autunno propriamente detto.
    Nel caso dello ZT e dei geopotenziali, la situazione è un po' diversa: anche qui la prima parte è stata molto vicina alle medie di riferimento e siamo andati ben sottomedia sul finire della prima decade, poi la parte centrale ha avuto ZT e gpt molto alti per il periodo e da estate piena.
    In seguito non abbiamo avuto quasi pause (a differenza della temperatura), rimanendo con un sopramedia moderato/intenso; di conseguenza, settembre è entrato tra i primi dieci e da questi punti di vista esso è stato molto più simile al 2018.
    Da segnalare che abbiamo eguagliato il record mensile di geopotenziali.
    Il 2019 al momento è un anno molto caldo, molto vicino alle posizioni di testa per le tre grandezze; da una parte abbiamo avuto maggio molto fresco (e gennaio lo è stato discretamente), dall’altra febbraio e l’estate sono stati molto caldi e gli altri due mesi sono cmq nella prima metà delle loro classifiche.
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    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
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  8. #268
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    Adesso è il turno del riassunto di ottobre 2019; ecco le temperature registrate ad 850 hPa con i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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    I primi due giorni hanno avuto valori sopra i dieci gradi e scarti di due-tre dal riferimento; in seguito la temperatura si è abbassata sensibilmente, portandosi varie volte sotto i cinque gradi.
    Gli scarti dalla media sono stati di 2-5 gradi.
    Questa fase, che ha condizionato quasi tutta la prima decade, si è esaurita il giorno dieci; in seguito la temperatura è rimasta vicinissima al riferimento per quattro giorni. Da metà mese è iniziato un periodo con temperatura sopra la media: inizialmente di 1-3 gradi, poi il sopramedia si è accentuato gradualmente fino a diventare molto intenso (fino ad otto-nove gradi) anche perché la temperatura è salita di parecchio.
    L’ultima parte del mese è stata molto calda, con isoterme in doppia cifra per sette giorni filati e valori perfino vicini ai quindici gradi (in pratica è tornata l’estate per un paio di giornate); il tutto è finito il giorno 29, poi siamo scesi sotto i cinque gradi.

    Ottobre ha avuto una media finale di 8.7°C, a +1.7°C dalla 1991/2018; esso è al quarto posto tra i più caldi insieme al 2018, dietro al 2006 e davanti al 1990 di mezzo grado e di due decimi.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 6.8°C (-1.2°C), 8.5°C (+1.3°C) e 10.6°C (+4.6°C); la prima è al nono posto tra le più fredde, le altre due al dodicesimo ed al terzo posto tra le più calde nelle loro classifiche.
    I valori estremi sono stati di 2.4°C e 14.8°C, registrati durante i giorni 31 e 27; non abbiamo battuto i record mensili, ma il picco massimo della terza decade è relativamente vicino al record dell’ultima parte di ottobre (16.4°C registrati il 21/10/2012).
    I record mensili sono di -7.1°C e 17°C, registrati il 29/10/1997 ed il 12/10/2011.

    Adesso vediamo la distribuzione dei valori:

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ID: 95991

    Abbiamo avuto 5.5 giorni con temperatura compresa fra zero e cinque gradi (nessuno con isoterme negative), 15.5 giornate con valori fra cinque e dieci gradi ed una decina di giorni con isoterme comprese fra dieci e quindici gradi (nessuno con temperature superiori).
    Il confronto con il decennio attuale (e gli anni ’80, che sono molto simili) restituisce uno scarto di +1°C/+1.2°C dalla media decennale; i giorni con T negativa sono stati 0-1 in meno, quelli con temperatura compresa fra cinque e dieci gradi sono stati 1.5/0.5 in meno, le giornate con isoterme comprese fra cinque e dieci gradi sono state 1.5 in meno, i giorni nella fascia subito superiore sono stati 4/3 in più ed infine abbiamo avuto una giornata in meno con temperature oltre i quindici gradi.
    Osserviamo come ottobre abbia avuto un comportamento molto simile a settembre nel corso dei decenni: ottobre si è raffreddato in maniera apprezzabile negli anni ’90, ha mantenuto a grandi linee le stesse caratteristiche medie durante lo scorso decennio ed ora si è riportato bruscamente ai livelli iniziali.
    Ottobre è un mese di transizione vero e proprio (forse l’unico insieme ad aprile) in cui possono aversi sia gli ultimi rimasugli estivi (temperature vicine o sopra i quindici gradi) ma anche i primi sbuffi invernali (isoterme sullo zero o anche sotto).
    In riferimento agli sbuffi invernali, solitamente essi si verificano nella seconda parte mensile e consistono in brevi episodi con temperature di poco inferiori allo zero; i mesi che hanno avuto un picco minimo negativo sono stati dodici (1981, 1988, 1991, 1994, 1997, 2003, 2004, 2007, 2009, 2010, 2011 e 2012) a cui aggiungiamo mesi che hanno toccato lo zero o sono andati vicinissimi ad esso (1983, 1986, 1992 e 1996).
    Tra questi, per me sono particolarmente significativi il 1994 ed il 1997: il primo è stato molto precoce (sul finire della prima decade) ed è comunque tra i valori più bassi mentre il secondo è degno di una moderata ondata invernale (esso portò minime pienamente invernali e ben negative anche in pianura).
    Notiamo anche che le isoterme negative sono scomparse dal 2013 in poi; se questo decennio ha una media di una giornata negativa al mese il merito è esclusivamente del biennio 2011-12 che ha avuto in totale 7.5 giornate sottozero (4.5 e tre).
    Il confronto con i decenni centrali ovviamente vede uno scarto maggiore dalle medie decennali, ossia +1.8°C/+2°C; le giornate con temperatura sottozero sono state 1/2 in meno, i giorni con valori fra zero e cinque gradi sono stati 2.5/1.5 in meno, le giornate con isoterme comprese fra cinque e dieci gradi sono state 0.5/1.5 in meno ed infine i giorni con T comprese fra dieci e quindici gradi sono stati 4/5 in eccesso.

    Adesso passiamo allo zero termico:

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ID: 95992

    Il mese è iniziato con valori estivi, ma questa fase è durata poco: in breve tempo lo ZT è sceso fin quasi a duemila metri e si è stabilizzato vicino ai 2500 per alcuni giorni (con scarti negativi di 4-700 metri).
    La fase sottomedia, a differenza della temperatura, è durata un paio di giorni in meno ed è terminata il giorno otto; lo ZT si è impennato fino a quattromila metri per un giorno e mezzo, poi c’è stata una brevissima pausa.
    A partire dal giorno undici è iniziata una lunga fase con ZT molto alto (a livelli praticamente estivi) e con solo qualche micro pausa come ad esempio il giorno 19; gli scarti sono stati spesso molto elevati, fin oltre i 1200 metri e lo ZT ha superato anche i 4000 metri.
    Anche in questo caso il tutto si è esaurito a fine mese con la discesa dello ZT fino alla media di riferimento.

    Lo ZT medio mensile è stato di 3385 metri, a +481 dal riferimento; tale media è al terzo posto tra le più alte, dietro al 1995 e davanti al 2006 di 41 e di 69 metri.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 3028 (-27), 3583 (+659) e 3529 (+781) metri; la prima è al 19° posto tra le più basse, la seconda e la terza sono al quinto e quarto posto tra le più alte nelle loro classifiche.
    Gli estremi mensili sono stati di 2075 e di 4229 metri, registrati durante i giorni quattro e tredici.
    I record mensili sono di 638 e 4675 metri, registrati il 29/10/1997 ed il 03/10/2001.

    Ora vediamo la frequenza dei valori registrati:

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ID: 95994

    Abbiamo avuto due giorni con valori compresi fra duemila e 2500 metri, 8.5 giorni con ZT tra 2500 e tremila metri, tre giornate con ZT compreso fra tremila e 3500 metri ed infine 16.5 giorni con ZT oltre tale quota (di cui cinque con lo ZT sopra i 4000).
    Anche in questo caso i confronti con il decennio in corso e gli anni ’80 restituiscono risultati simili, in quanto i due decenni si somigliano come per le temperature.
    Ci sono stati 2/4 giorni in meno con ZT inferiore a duemila metri, 3/1 giornate in meno con valori compresi fra duemila e 2500 metri, 1.5/0.5 giorni in più con ZT fra 2500 e tremila metri, 5 giornate in meno con valori compresi fra tremila e 3500 metri ed infine ben 8.5 giorni in più con ZT sopra i 3500 metri; lo scarto dalle medie decennali è di +374/+360 metri.
    Anche lo ZT ha l’andamento ad U nel corso dei decenni, con il minimo raggiunto negli anni ’90 ed una brusca risalita ai valori di partenza durante questo decennio; di conseguenza, settembre ed ottobre sono tra i mesi che sono cambiati di meno dagli anni ’80 ad oggi.
    Pure nel caso dello ZT possiamo avere picchi estivi con valori anche sopra i 4000 metri ma anche punte invernali con ZT sotto i 1500 metri e perfino sotto i mille.
    Nel caso dei picchi estivi, li abbiamo avuti praticamente ogni anno; lo ZT sopra i 4000 metri si verifica principalmente nella prima metà mensile ma può accadere sporadicamente anche verso la fine, pertanto qualche valore a tale quota non costituisce nulla di strano.
    I mesi che non hanno raggiunto i 4000 metri sono dieci e concentrati quasi esclusivamente negli anni ‘90: 1992, 1993, 1994, 1996, 1998, 1999, 2000, 2002, 2015 e 2016.
    Come dicevo sopra, ad ottobre è possibile avere lo ZT anche sotto i 1500 metri e perfino sotto i mille; lo ZT al suolo appare irraggiungibile, basti pensare che solitamente si verifica per pochi giorni perfino in pieno inverno e certe stagioni non hanno avuto neppure un valore.
    Gli ottobri che hanno avuto lo ZT sotto i 1500 metri almeno una volta sono: 1981, 1986, 1988, 1991, 1992, 1994, 1997, 2003, 2007, 2009, 2010, 2011 e 2012.
    Notiamo anche qui che dal 2013 non abbiamo avuto picchi minimi invernali; tra questi picchi segnalo il 1994 per il valore registrato e la sua grande precocità (è arrivato a fine prima decade), il record del 1997, il valore del 2003 ed i valori del biennio 2011-2012. Quest’ultimo biennio da solo ha messo insieme tutti i giorni con ZT inferiore a 1500 metri di questo decennio, con sette giorni complessivi (4+3).
    Il paragone con i decenni centrali vede lo scarto dalle medie di ben +602/+436 metri; abbiamo avuto quattro giorni in meno con ZT inferiore a duemila metri, 3/2 giornate in meno con valori compresi fra duemila e 2500 metri, -1.5/+1.5 giorni con ZT fra 2500 e tremila metri, 4/5 giornate in meno con valori compresi fra tremila e 3500 metri ed infine ben 11.5/8.5 giorni in più con ZT sopra i 3500 metri.

    I geopotenziali medi sono stati di 5740 metri, a +50 dalla 1991/2018; essi sono al quarto posto tra i più alti insieme al 1985, dietro al 2005 e davanti al 1983 di tre e due metri.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5668 (-39), 5772 (+81) e 5777 (+104) metri; la prima è al tredicesimo posto tra le più basse, le altre due al sesto e secondo posto tra le più alte nelle loro classifiche.

    (continua)
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

    :-D

  9. #269
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    Al momento il 2019 ha una temperatura media di 7.9°C, a +0.9°C dalla 1991/2018; esso è il più caldo in assoluto, eguagliando il record del 2007 e 2018.
    Lo ZT è stato mediamente di 2848 metri, a +182 dal riferimento; è la nuova media record, batte il 2007 di 35 metri.
    I gpt medi sono stati di 5680 metri, lo scarto è di 21 metri; essi sono al quarto posto tra i più elevati, dietro al 2011 e davanti al 1989 di tre metri.

    Ecco la tabella riassuntiva:

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ID: 95988

    In conclusione, ottobre è stato un mese complessivamente molto caldo con ZT e geopotenziali piuttosto alti.
    È partito fresco, poi però si è aperto un lungo periodo sopramedia, via via più caldo (come se fosse un mese primaverile) e con anomalie crescenti; il periodo caldo si è interrotto durante gli ultimi giorni, ma esso ha ampiamente compensato la frescura iniziale.
    È il terzo ottobre mite/caldo consecutivo e ricorda parecchio il 2018: tempo prevalentemente stabile, stessa temperatura media, ZT più alto di trecento metri (3385 contro 3082 e dodici posizioni di differenza), geopotenziali più elevati (5740 metri contro 5722, nove posizioni di differenza).
    Il 2019 è al momento un anno davvero molto caldo, per ora è in testa come ZT ed è ai piedi del podio per i geopotenziali; da una parte abbiamo avuto un maggio molto freddo, un gennaio discreto e qualche decade sottomedia (come la parte centrale di luglio e la prima di ottobre), dall’altra un febbraio molto caldo, un’estate bollente ed un ottobre decisamente caldo.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
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    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
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