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Risultati da 241 a 250 di 253
  1. #241
    Iridescenza L'avatar di arci
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    Grazie! Solito fantastico lavoro!

  2. #242
    Altostratus L'avatar di Burano
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    Citazione Originariamente Scritto da arci Visualizza Messaggio
    Grazie! Solito fantastico lavoro!
    Grazie mille, troppo buono!

    Dopo aver fatto il riepilogo di maggio 2019, vediamo com’è andata la primavera nel suo complesso; ecco qui i grafici dei valori registrati di temperatura e zero termico con gli scarti giornalieri dalla media 1991/2018:

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    Marzo ha continuato la fase sopra la media iniziata a febbraio, ma con anomalie più contenute; è stato mite in particolare nella prima e terza decade, a differenza del 2018 ha lasciato poco spazio all’inverno.
    Non c’è molto da dire su questo mese, esso è stato un po’ movimentato con alternanza di fasi freddine ad altre calde e sono prevalse queste ultime.
    Marzo è nella prima metà delle classifiche per tutte e tre le grandezze, è tra i primi dieci (nono) per i geopotenziali.
    Aprile è iniziato discretamente caldo, poi l’anomalia positiva si è gradualmente spenta e nel finale ha iniziato a fare freddo, dando il via alla fase molto fredda che ha dominato maggio.
    Il mese non ha avuto ritorni di freddo importanti e neppure grosse scaldate, nonostante ciò è stato tra i primi dieci più caldi ed è nella prima metà della classifica per gpt e ZT.
    È stato un aprile in linea con la nuova epoca iniziata dal 2007.
    Maggio è stato molto freddo senza vere pause, interamente sotto la media per quanto riguarda lo zero termico; è stato il secondo maggio più rigido della serie, ma non ha insidiato il capolista (1991).
    Ha migliorato per due volte il record negativo di temperatura mensile, per tre volte essa è scesa sotto lo zero e la punta massima è la peggiore di tutte (insieme a quella del 1989); ha sfiorato il record negativo di ZT e la quota di esso non è ma salita sopra i tremila metri (mai successo in precedenza).

    La primavera ha avuto una media di 4.2°C, a -0.3°C da quella di riferimento; è al sedicesimo posto tra le più fredde insieme alla 1992, dietro alla 1997 e davanti alla 1993 di un decimo.
    Le due metà hanno avuto medie di 2.9°C (+1.1°C) e 5.4°C (-1.9°C).
    La prima è all’undicesimo posto tra le più calde, dietro alla 2009 di un decimo e davanti al terzetto 1983, 2002 e 2016 sempre di un decimo; la seconda è al quarto posto tra le più fredde, dietro al 1981 di tre decimi e davanti di due al terzetto 1987-1997 e 2004.
    Abbiamo avuto sei decadi sotto la media: la parte centrale di marzo, la seconda e la terza di aprile e le tre di maggio.
    Le decadi con gli scarti in valore assoluto maggiore sono state la prima di marzo (+3.2°C) e le prime due di maggio (-3.5°C).
    Gli estremi mensili sono stati di -3.5°C e 10.6°C, entrambi fatti segnare in marzo (giorni 19, 20,26 e sedici). La punta massima e minima stagionale sono state registrate curiosamente nello stesso mese: non c’è nulla di strano se la temperatura stagionale più bassa viene registrata in marzo, invece il fatto che il primo mese primaverile faccia segnare la punta massima è davvero molto raro.
    L’unico precedente è stato il 1989 con 11 gradi; per inciso, quel valore era il picco massimo più basso in assoluto e quest’anno è stato battuto.

    Lo ZT è stato mediamente a 2153 metri, lo scarto dalla media 1991/2018 è di -59 metri; tale risultato è al sedicesimo posto tra i più bassi, dietro alla 1997 di sette metri e davanti alla 1992 di un paio di decimi.
    Le due metà hanno avuto medie di 2001 (+183) e 2303 (-304) metri.
    La prima è al decimo posto tra le più alte, dietro al 1991 e davanti al 1994 di 19 e quattro metri; la seconda è al quinto posto tra le più basse, dietro al 1981 di venti metri e davanti al 1997 di 35.
    Abbiamo avuto sei decadi sotto la media e sono le stesse della temperatura.
    Gli estremi mensili sono stati di 944 e 3317 metri; anche in questo caso entrambi gli estremi sono stati registrati in marzo (giorni 18 e 17).
    Pure in questo caso il raggiungimento del massimo stagionale in marzo è molto raro: l’unico precedente risale al 2004.

    I geopotenziali medi sono stati di 5590 metri, a -3 dalla media di riferimento; essi sono al 17° posto tra i più bassi, insieme alla coppia 1982-1983, dietro alla coppia 1993-1999 e davanti alla stagione 1981 di un metro.
    Le due metà hanno avuto medie di 5571 (+27) e 5609 (-34) metri.
    La prima è al dodicesimo posto tra le più alte, dietro al 1989 e davanti al 1994 di due ed otto metri; la seconda è al sesto posto tra le più basse, dietro al 1985 di cinque metri e davanti al 1997 di tre.
    Abbiamo avuto sei decadi sotto la media: la prima e la terza di marzo, l’ultima di aprile e le tre di maggio.

    Ora passiamo alle frequenze dei valori, cominciando dalle temperature:

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    Abbiamo avuto dodici giorni con temperature negative, nessun valore è sceso sotto i -5°C; abbiamo registrato 9 giorni in marzo, un giorno e mezzo in aprile e 1.5 giorni perfino in maggio.
    I giorni con temperature comprese fra zero e cinque gradi sono stati nel complesso 39.5: 13 giorni e mezzo in marzo, 16.5 ad aprile e i restanti tredici a maggio.
    Le giornate con valori fra cinque e dieci gradi sono state in totale 38: 7.5 in marzo, dodici in aprile e le rimanenti 18.5 in maggio.
    Infine, le giornate con temperature in doppia cifra sono state appena due: un valore in marzo, nessuno in aprile e tre valori in maggio.
    Rispetto al decennio in corso, siamo stati otto decimi sotto la media stagionale; abbiamo avuto il numero medio di giornate sottozero (ma ne è mancata una con temperatura inferiore a -5°C), i giorni con valori fra zero e cinque gradi sono stati 5.5 in più, quelli con T compresa fra cinque e dieci gradi sono stati tre in più ed infine i giorni con temperatura in doppia cifra sono stati ben nove in meno.
    Se facciamo il paragone con i decenni passati vediamo che lo scarto dalla media stagionale passa a quattro decimi negativi e poi diventa positivo di tre; le giornate con T negativa diventano da tre a sette in meno, quelle con valori fra zero e cinque gradi sono stati da 2.5 a 5.5 in più, le giornate con temperatura nella fascia superiore sono state da 5 a nove in più mentre la mancanza di giorni con valori in doppia cifra va da sei a nove.
    In effetti la primavera è partita senza tentennamenti, in marzo non abbiamo avuto invernate davvero significative ed è proseguita la fase calda iniziata a febbraio (seppur più smorzata); poi nel corso di aprile la primavera ha rallentato gradualmente e siamo rimasti quasi fermi per gran parte di maggio.
    Da qui deriva il gran numero di giornate con temperatura fra zero e dieci gradi e la mancanza quasi totale di quelle in doppia cifra: questa primavera non solo ha il picco massimo più modesto, ma è anche quella con meno valori in assoluto oltre i dieci gradi (appena quattro, ne abbiamo registrati cinque nel 1984, 1987, 1989 e 1991, sei nel 2008).
    Da notare anche che i giorni con temperature sottozero sono state nella media del decennio anche grazie a maggio; come abbiamo visto nel riepilogo mensile, i valori negativi a maggio sono davvero rari e al momento bastano le dita delle mani per contarli.
    L’evoluzione della primavera rimane quella che abbiamo sottolineato più volte: la primavera è la stagione che si è scaldata di più dopo l’estate, il riscaldamento è diventato molto evidente dal 2007 in poi e il tutto è causato dal bimestre marzo-aprile.
    Maggio invece è cambiato pochissimo ed è l’unico mese che ha fatto veramente marcia indietro in questo decennio.
    Con queste premesse, diventa veramente difficile avere primavere fredde: infatti dal 2007 in poi solo la stagione 2010 è entrata tra le prime dieci più rigide, è decima insieme alla stagione 1988.

    (continua)
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  3. #243
    Altostratus L'avatar di Burano
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    Adesso vediamo lo zero termico:

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    I giorni sotto i 1500 metri sono stati 12.5, di cui un solo valore sotto i mille: nove e mezzo in marzo, uno e mezzo in aprile e tre valori perfino in maggio (!!).
    Le giornate con valori compresi fra 1500 e duemila metri sono state complessivamente 24.5: sette e mezzo in marzo, undici ad aprile e sei in maggio.
    I giorni con ZT tra duemila e 2500 metri sono in totale trenta : 4.5 in marzo, dodici in aprile e 13.5 in maggio.
    Le giornate con valori fra 2500 e tremila metri sono state 22.5: 7.5 in marzo, cinque in aprile ed una decina in maggio .
    Infine, i giorni con ZT sopra i tremila metri sono stati appena due: 1.5 in marzo, un solo valore in aprile e nessuno in maggio (mai successo in precedenza).
    Anche nel caso dello ZT la media di questa primavera è inferiore a quella degli ultimi due decenni (di 60 e 128 metri) e sopra (di 14 e 31 metri) quella dei primi vent’anni.
    Facendo il confronto con questo decennio è mancato un valore inferiore a 1500 metri, i giorni con ZT fra 1500 e duemila metri sono stati 5.5 in più, le giornate con valori fra duemila e 2500 metri sono state sei oltre la media, i giorni con ZT compreso tra 2500 e tremila metri sono stati 1.5 in più ed infine le giornate con ZT sopra i tremila metri sono state ben dodici in meno.
    Se torniamo indietro nel tempo, vediamo che i giorni sotto i 1500 metri sono stati da 3.5 a 7.5 in meno, le giornate con ZT fra 1500 e duemila metri sono state da 2.5 a 5.5 in più, i giorni con valori tra duemila e 2500 metri sono state da cinque a nove in più, le giornate con ZT tra 2500 e tremila metri sono state da 3.5 a 4.5 in più ed infine i giorni con valori sopra i tremila metri sono state da nove ad undici in meno.
    In ogni caso, abbiamo avuto una grande prevalenza di valori intermedi: sono mancati soprattutto i valori alti e un po’ anche quelli bassi.
    La ragione è quella spiegata sopra: la primavera è partita senza lasciare grande spazio all’inverno, poi però ha rallentato vistosamente e si è quasi bloccata e a maggio non abbiamo avuto fasi anticicloniche (e quindi scaldate) veramente degne di questo nome.
    Anche in questo caso abbiamo raggiunto la media decennale di giornate con ZT sotto i 1500 metri grazie al contributo di maggio; il picco massimo è stato raggiunto in marzo ed è il terzo peggiore di tutti (dietro al 1984 e 1989).
    L’evoluzione dello ZT primaverile è analoga a quella delle temperature: primi vent’anni quasi invariati, dal 2007 le medie sono aumentate vistosamente e i responsabili sono in massima parte marzo ed aprile.

    Infine la tabella riassuntiva:

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    In conclusione, la primavera 2019 è stata a mio modo di vedere bizzarra e si è fatta notare come le precedenti due.
    Abbiamo avuto una prima metà discretamente calda, a ridosso delle prime dieci, perché marzo ed in parte aprile hanno portato avanti la fase calda inaugurata da febbraio.
    In seguito la progressione della primavera si è quasi bloccata, abbiamo avuto un maggio veramente molto freddo che ha stabilito per ben due volte il suo nuovo record negativo di temperatura (e sfiorato quello dello zero termico); basti pensare che le prime due decadi hanno avuto la stessa temperatura di fine marzo/inizio aprile.
    Di conseguenza, la seconda parte della primavera è stata piuttosto fredda come non capitava da 15 anni; abbiamo avuto poche temperature invernali e pochissime temperature elevate (idem per lo zero termico), le punte massime stagionali sono state molto basse anche perché sono state raggiunte in marzo e questo la dice lunga su quanto maggio sia stato rigido.
    Curiosamente, questa primavera si è comportata al contrario di quella del 2018: l’anno scorso avevamo avuto un marzo invernale, poi da metà aprile si era messo a fare molto caldo e la seconda metà stagionale detiene i record positivi per tutte e tre le grandezze.
    La fase calda aveva ampiamente compensato il freddo iniziale, tant’è vero che quella primavera è tra le prime per tutte e tre le grandezze; quest’anno invece il caldo è stato sostituito dal freddo nello stesso periodo ed ha prevalso quest’ultimo, ma la fase fredda non è riuscita a portare questa primavera tra le prime più rigide.

    Prossimo appuntamento con il promemoria estivo.
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  4. #244
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    L'avatar di Marco_bz
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    Non mi piacciono le sparate sensazionalistiche, ma a leggere il report di questa primavera viene da pensare che il clima sia impazzito
    Vorrei vivere un'eterna primavera
    https://www.marcobonatti.it

  5. #245
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco_bz Visualizza Messaggio
    Non mi piacciono le sparate sensazionalistiche, ma a leggere il report di questa primavera viene da pensare che il clima sia impazzito
    Beh, è stata una primavera bizzarra che si è comportata al contrario di quanto ci si attende per cui la tua definizione mi pare azzeccata!

    Dopo aver visto com’è andata la primavera 2019, metto il promemoria per l’estate.
    Inizio con le medie di riferimento (1991/2018) e le medie record per tutte e tre le grandezze:

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ID: 94719

    Ora facciamo un breve riassunto dell’estate 2018.
    La stagione era stata piuttosto calda, piazzandosi tra le prime dieci per tutte e tre le grandezze; non ha avuto picchi molto alti, ma un gran numero di valori sopra la media con pochissime pause (arrivate a fine giugno e fine agosto).
    Giugno era stato piuttosto caldo (quinto), pur non arrivando ad insidiare i più bollenti; non aveva avuto temperature davvero alte, ma parecchi giorni con temperature da luglio/agosto e questo soprattutto nella prima metà. Alla fine del mese era arrivata una decisa rinfrescata, la principale della stagione.
    Luglio, analogamente alla stagione 2017, era stato il mese meno anomalo dell’estate; anzi, come ZT e geopotenziali era stato molto vicino alle sue medie di riferimento e circa a metà delle classifiche.
    A partire da metà mese era iniziata un’ondata di calore, la principale dell’estate, che ha insistito per molti giorni e sconfinando anche in agosto.
    Agosto era stato piuttosto caldo, come capitato spesso in questo decennio, e con poche pause; è tra primi dieci come temperature e geopotenziali, appena dietro per lo ZT.
    Finito il riassunto, metto le classifiche mensili e quella combinata delle temperature:

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Nome: Classifica_Luglio_850.png 
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Nome: Classifica_Luglio_850.png 
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Nome: Classifica_Agosto_850.png 
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Nome: Classifica_mesi_Estivi_850.jpg 
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    A corredo il grafico delle medie mensili stagione per stagione, l’esito del confronto fra i tre mesi e le medie decennali:

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Nome: Grafico_Mesi_Estivi_850.png 
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Nome: Confronto_850.png 
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    Vediamo subito che c’è una dicotomia tra mesi estivi: da una parte giugno e dall’altra la coppia luglio-agosto.
    Giugno si è scaldato davvero tanto, è salito di ben due gradi e quasi tutto il riscaldamento è avvenuto nei primi trent’anni; probabilmente è il mese che è cambiato in misura maggiore insieme ad aprile, in effetti si vede come molti mesi degli anni ’80 (ed inizi ’90) sembrano davvero inavvicinabili.
    Nonostante i grandi progressi, giugno è quasi sempre il mese più fresco dell’estate e non è mai riuscito ad essere il più caldo; quest’ultima circostanza richiede che giugno sia molto caldo e gli altri due mesi siano sottotono (come ad esempio nel 1996, 2002 e 2014) ma al momento non è stato sufficiente a garantire una vittoria al primo mese estivo.
    Se facciamo il confronto con le medie trentennali di luglio ed agosto (o, ad essere più buoni, se prendiamo le medie anni ’80 di quei due mesi) vediamo che giugno è stato veramente al loro livello solo nel 2003 e 2017, per cui al momento non è lecito dire “giugno è ormai come un luglio/agosto di una volta”.
    Gli altri due mesi vanno invece a braccetto, dato che hanno prevalso venti volte ciascuno e non si vede una tendenza veramente a favore di uno o l’altro; anche le differenze delle medie decennali, anni ’90 a parte, sono state molto piccole ed assai inferiori a quelle con giugno.
    Il primo mese estivo ha ridotto le distanze da luglio di circa un grado a partire dagli anni ’90, ma ha guadagnato pochissimo terreno nei confronti di agosto; come dicevo sopra, giugno si è scaldato di ben due gradi, agosto ha fatto poco meno (1.7°C) mentre luglio è migliorato di nove decimi.
    Adesso passiamo ai bilanci stagionali, cominciando con i grafici della prima e seconda metà estiva:

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Nome: Grafico_Seconda_metà_Estate_850.png 
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    Le due parti della stagione si sono scaldate in maniera molto simile (1.7°C e 1.4°C): la prima metà ha avuto medie di 11.5°C, 11.8°C, 12.8°C e 13.2°C, mentre la seconda è partita da 13.8°C per poi passare a 14.3°C, 14.4°C ed ora è a 15.2°C.
    La differenza tra le medie decennali inizialmente era di 2.3°C, poi è passata a 2.5°C, è scesa a 1.6°C ed ora è risalita a due gradi.
    In genere la seconda parte estiva è più calda della prima, con qualche rara eccezione: mi riferisco alle stagioni 2002 e 2010, entrambe hanno avuto una differenza negativa di due decimi.
    Altre estati con differenza contenuta tra le due metà sono la 2006, 1996, 1982, 1981 e 2014 tutte comprese fra 0.5°C e 1.1°C; dall’altro lato c’è la 1992 con ben 5.8°C di differenza (prima parte peggiore di tutte insieme a 1985 e 1989, la seconda superata solo nel 2003 e che sarebbe molto calda perfino adesso), poi c’è la 1985 (quattro gradi) e la coppia 1998-2001 (3.7°C).

    Adesso posto la classifica delle estati ed il grafico:

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Nome: Grafico_Estati_850.png 
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    Come è ormai evidente da anni, l’estate si sta scaldando in maniera decisa ed è la stagione che è cambiata di più: ha guadagnato ben 1.6°C dagli anni ’80 al ritmo di mezzo grado a decennio, partendo da 12.6°C per poi salire a 13°C, 13.6°C ed al momento è a 14.2°C.
    Naturalmente questo tasso costante non è dato da una legge fisica sottostante, se contassimo gli anni in maniera diversa otterremo differenze diverse tra i decenni ma ovviamente la tendenza di fondo sarebbe la stessa.
    Anche ad 850 hPa l’estate 2003 è davanti a tutte, grazie soprattutto a giugno ed agosto che al momento appaiono inavvicinabili (ed agosto è stato il mese più caldo in assoluto dagli anni ’80).
    In questo decennio però notiamo parecchio movimento dietro alla capolista: infatti ben quattro estati delle ultime sette (2012, 2015, 2017 e 2018) si sono piazzate tra il secondo ed il quinto posto tra le più roventi, esse hanno fatto meglio anche di quelle più calde degli anni ’80 e ’90 (1983, 1994 e 1998).
    Notiamo anche che la 2013 e la 2016 sono anch’esse tra le prime dieci mentre la 2014 è stata molto lontana da tutte le altre del decennio (è l’unica nella seconda parte della classifica).
    Nonostante il rapido incalzare di estati molto calde che ha caratterizzato gli ultimi anni, non darei ancora per scontato che “ormai le estati sono come quelle più calde dei decenni scorsi”.

    (continua)
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    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  6. #246
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    Ora faccio la stessa carrellata per zero termico e geopotenziali; in questi casi sarò più breve, in quanto l’andamento di queste grandezze è simile a quello delle temperature.
    Ecco le classifiche mensili dello zero termico:

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Nome: Classifica_Giugno_ZT.png 
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Nome: Classifica_Luglio_ZT.png 
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Nome: Classifica_Agosto_ZT.png 
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Nome: Classifica_Mesi_Estivi_ZT.jpg 
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ID: 94734

    E adesso il grafico delle medie mensili per ogni estate, l’esito del confronto tra i mesi e le medie/differenze decennali:

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Nome: Grafico_Mesi_Estivi_ZT.png 
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Nome: Confronto_ZT.png 
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Nome: Differenze_ZT.png 
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    Anche in questo caso giugno è il mese che ha quasi sempre la media più bassa del trimestre estivo; in cinque occasioni ha superato luglio o agosto, mentre non è mai stato il migliore (c’è andato veramente vicino solo nel 1996 e 2002).
    Anche per lo ZT giugno ha migliorato di parecchio la sua media, salendo di ben 263 metri (231 in vent’anni) e ha quasi dimezzato il suo distacco da luglio; fino al decennio scorso aveva recuperato parecchio terreno anche ad agosto, ma ora quest’ultimo si è riallontanato.
    Nonostante i grandi progressi, giugno ha solo occasionalmente raggiunto le medie (anche quelle più datate) di luglio ed agosto; mi riferisco in particolare al 2003, al 2017 ed in parte anche al 2012.
    Le medie decennali di luglio ed agosto sono state identiche negli anni ’80 e nel decennio scorso, negli altri due ha prevalso agosto; a differenza delle temperature, agosto ha vinto il confronto il doppio delle volte.
    Anche se è uscito sconfitto molte volte dal confronto, luglio ha fatto un.. dispetto al rivale in questo decennio: il luglio 2015 è stato il mese con la media più alta in assoluto dagli anni ’80 ed ha portato via il primato all’agosto 1992.
    Il bimestre luglio-agosto è rimasto quasi invariato durante i primi trent’anni, infatti notiamo che nel passato remoto ci sono stati mesi con medie elevate (luglio 1983, 1985, 1987 e 1988 con agosto 1988), poi anch’esso ha aumentato le sue medie ma in maniera differente: luglio è salito di 22 metri (33 in totale), agosto di 187 (177 dallo scorso decennio).
    Il terzo mese estivo si è incattivito in particolare dal 2008 in poi, da quell’anno ha superato ripetutamente la media di 3900 metri e pure per lo ZT è il mese con la media più alta di tutti (in questo decennio).
    Adesso passiamo ai grafici delle due metà estive:

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    A differenza delle temperature, la prima metà estiva ha aumentato la sua media ben di più rispetto alla seconda; la prima parte ha medie decennali di 3347, 3349, 3487 e 3533 metri (+186 totali), mentre la seconda di 3739, 3733, 3766 e 3783 (+144 totali). Entrambe sono cambiate poco passando dagli anni ’80 ai ’90, per la prima parte il balzo è arrivato nel decennio scorso mentre per la seconda in questo.
    Le differenze tra le due metà sono state di 395, 384, 279 e 350 metri.
    La seconda parte dell’estate ha avuto quasi sempre una media più alta della prima; le uniche due eccezioni sono la 2002 (-148) e la 2006 (differenza nulla!).
    Differenze contenute ci sono state anche nel 2010 (8 metri), nel 1981 (76) e poi c’è un gruppo di stagioni (1996, 2000, 1982, 2012 e 2011) con differenze comprese fra 141 e 208 metri.
    Dall’altro lato si distingue ancora l’estate 1992, con ben 1009 (!!!) metri di differenza: la prima parte è la peggiore dietro alla 1989, la seconda è ancora da record e sarebbe molto alta perfino adesso!
    Le altre estati, pur avendo differenze elevate fra una metà e l’altra, sono molto staccate: seguono la 1985, 1988, 2009 e 2013 comprese fra 666 e 574 metri.
    Ora la classifica delle estati ed il grafico:

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Nome: Grafico_Estati_ZT.png 
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    Rispetto alle temperature, ci sono alcune differenze che meritano di essere evidenziate.
    Le medie decennali sono di 3543, 3544, 3627 e 3703 metri (+260 complessivi); anche qui la tendenza è al rialzo, ma esso è partito nel decennio scorso.
    L’altra cosa che balza all’occhio è il fatto che l’estate 2003 perde la sua eccezionalità: è stata avvicinata di molto dalla 2012, poi è stata superata dalle 2015 e 2017. Rimane sempre tra le primissime, ma per lo ZT non è irraggiungibile come nel caso delle temperature.
    In effetti vediamo che giugno 2003 è sempre primo, ma è così irraggiungibile come nel caso delle temperature; luglio è a metà della sua classifica (e in media), agosto ha fatto segnare un risultato molto alto ma non sale sul podio (quinto nella sua classifica, settimo in quella generale).
    Anche per lo ZT si può notare il rapido accavallarsi di estati con medie elevate che sta caratterizzando questo decennio: abbiamo infatti la 2015, 2017, 2012 e 2016 ai primi cinque posti.
    Stupisce anche trovare la 2016 così in alto (mentre la 2018 scivola al nono posto), ma anche il fatto che le estati con le medie più alte dei primi vent’anni siano state ripetutamente avvicinate e migliorate dalla seconda parte del decennio scorso (confrontate i valori della 1983 e 1994 con quelli delle stagioni dalla 2007 in poi).

    (continua)
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  7. #247
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    Ora concludo il promemoria con i geopotenziali; eco le classifiche mensili e quella generale:

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ID: 94745

    Adesso è il turno del grafico delle medie mensili per stagioni, di quello delle differenze + medie decennali e del confronto:

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Nome: Differenze_GPT.png 
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ID: 94748

    La situazione è molto simile a quella dello ZT, in effetti l’alta pressione nordafricana (o afro-azzorriana) porta aria calda in quota ed è associata a geopotenziali elevati.
    Giugno è quasi sempre il mese con la media più bassa, ma in un paio di occasioni è riuscito ad essere il migliore di tutti: nel 1996 a pari merito con luglio e nel 2002 ha superato gli altri per davvero.
    Pure in questo caso il mese è migliorato a grandi passi tra gli anni ’90 ed il decennio scorso, in quel ventennio ha guadagnato 35 metri (40 in totale); la cosa è apprezzabile anche nel primo grafico, da metà anni ’90 la linea rossa è molto più vicina alla altre.
    Giugno ha dimezzato il suo distacco da luglio, complice il fatto che il mese centrale dell’estate non ha incrementato la sua media dagli anni ’80; nel complesso ha recuperato molto meno su agosto, complice il sensibile miglioramento di quest’ultimo in questo decennio.
    Anche nel caso dei geopotenziali giugno ha raggiunto solo occasionalmente le medie di luglio ed agosto, e solo con i mesi migliori (2003, unico a superare la soglia di 5800 metri, 2017 e 2000).
    Per luglio ed agosto valgono le stesse considerazioni fatte per lo ZT: medie molto simili negli anni ’80 e nel decennio scorso, agosto ha prevalso nella maggior parte dei confronti ed è il dominatore del decennio superando varie volte la media di 5800 metri.
    In testa alla classifica generale dei mesi troviamo curiosamente un trittico: agosto 1992, luglio 2006 ed agosto 2017 tutti a 5842 metri, seguono il luglio 2015 (5840), l’agosto 2003 (5837) e il luglio 1983 (5836).

    Infine vediamo l’andamento stagionale, con i soliti grafici della prima e seconda metà:

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    La prima parte della stagione è progredita maggiormente rispetto alla seconda: la prima metà è salita di 28 metri (5740, 5742, 5758 e 5768 metri) con gli incrementi maggiori in questo secolo, la seconda è migliorata di 18 (5789, 5794, 5787 e 5807 metri) ed ha fatto tutto in questo decennio.
    La seconda parte dell’estate ha quasi sempre geopotenziali più alti rispetto alla prima, con tre eccezioni: 2006 (-40), 2002 (-21) e 2010 (-5), ma anche estati come la 1981, 2011 e 1996 hanno avuto differenze assai modeste (7, 8 e 14 metri).
    La differenza maggiore è della solita estate 1992, che possiede la peggiore prima metà e la migliore seconda (!!!), metà separate da ben 143 metri; dopo troviamo la 2009 e la 1988 appaiate ad 88 metri, la 1990 ad 80 e la 1985 a 74.
    Adesso la classifica stagionale ed il grafico:

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Nome: Classifica_Estati_GPT.png 
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    I geopotenziali sono saliti in ogni decennio, con un’accelerazione decisa in quello attuale: siamo passati da 5764 a 5768, per poi andare a 5773 ed ora siamo balzati a 5787 (+23 metri in totale, di cui 14 nel passaggio dal decennio scorso a questo).
    Anche riguardo i geopotenziali l’estate 2003 perde la sua eccezionalità: è in testa ed è stata isolata a lungo, ma ora viene braccata da 2015 e 2017.
    Dal grafico si vede subito perché questo decennio abbia una media nettamente più alta rispetto ai precedenti: abbiamo la 2017, 2015 e 2012 tra il secondo ed il quarto posto, la 2016 e la 2018 hanno eguagliato le primatiste dei primi vent’anni (le solite 1983 e 1994) con la 2013 subito dietro e il tutto è concentrato in sette anni.
    Questo grafico fa apprezzare ancora di più la grande anomalia della stagione 2014 rispetto al contesto attuale, il tutto ottenuto con una piovosità da record: è l’unica del decennio ad essere nella seconda parte di tutte e tre le classifiche e non di poco.
    Come temperatura è l’undicesima più fresca in compagnia della 1985 e 2005, come ZT ha la sesta media più bassa e come gpt è addirittura terza; con questo non intendo dire che le altre di questo decennio siano tutte a primi posti in classifica, ma che nessuna si trova così in basso. Ad esempio, a metà della classifica delle temperature abbiamo la 2011, per lo ZT c’è sempre la 2011 con l’aggiunta della 2013 mentre per i gpt la 2011 è la quindicesima più bassa (insieme a 1981 e 2002).

    Sintetizzando quanto detto in tutto il promemoria, l’estate presenta queste caratteristiche: è la stagione cambiata in misura maggiore per tutte e tre le grandezze (+1.6°C, +260 e +23 metri nel complesso), quasi sempre la seconda metà fa meglio della prima.
    Giugno è quasi sempre il mese con le medie più basse, è migliorato di parecchio ma solo occasionalmente raggiunge le medie di riferimento degli altri due mesi; ha ridotto in maniera sensibile il suo distacco dal luglio, molto meno rispetto ad agosto.
    Luglio è il mese che è cambiato di meno (e i suoi gpt sono rimasti stabili), agosto è andato spesso a braccetto con luglio ma in questo decennio è il dominatore per tutte e tre le grandezze; agosto è stato la metà delle volte il più caldo, due volte su tre (circa) quello con ZT e gpt più alti del trimestre estivo.
    In questo decennio abbiamo avuto un rapido incalzare di estati piuttosto calde come o un po’ di più rispetto a quelle più roventi dei primi vent’anni (1983 e 1994); l’estate 2003 è ancora il riferimento per le temperature (con giugno ed agosto che appaiono ancora inavvicinabili) ma perde la sua eccezionalità riguardo a ZT e gpt.
    L’unica estate che pare fuori posto è la 2014, ben staccata da quelle immediatamente precedenti e successive; nonostante quanto detto, ci sono ancora record di caldo importanti che resistono imperterriti (ad esempio luglio 1983 nella sua classifica e i suoi 25.8°C di picco, la seconda parte dell’estate 1992).
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  8. #248
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    Curioso di sapere se giugno 2019 ha superato il famigerato 2003, anche se così, a naso, direi che siamo stati poco sotto.
    Dati online su

    http://www.meteoaltavillavicentina.altervista.org/

    http://www.meteoaltavillavicentina.altervista.org/tabella.php

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  9. #249
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    Io ora non sono un esperto. Dico solo che il famoso 2003, se non erro, vide l'inizio del tormentone ai primi di Maggio, e se ne usci a Settembre. Ripeto, se non ricordo male.
    Ora, al momento maggio ce lo siamo risparmiati, porbabile giugno sia in linea forse col 2003, ma al momento, direi sempre meglio il 2019.
    Poi per carità, questo clima mi fa schifo. Non lo sopporto. Ma il 2003, fu da impazzire. Mai un temporale, mai nuvule giorni e giorni e giorni sempre uguali caldo caldo caldo e basta.
    Sbaglio?

  10. #250
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    Io ora non sono un esperto. Dico solo che il famoso 2003, se non erro, vide l'inizio del tormentone ai primi di Maggio, e se ne usci a Settembre. Ripeto, se non ricordo male.
    Ora, al momento maggio ce lo siamo risparmiati, porbabile giugno sia in linea forse col 2003, ma al momento, direi sempre meglio il 2019.
    Poi per carità, questo clima mi fa schifo. Non lo sopporto. Ma il 2003, fu da impazzire. Mai un temporale, mai nuvule giorni e giorni e giorni sempre uguali caldo caldo caldo e basta.
    Sbaglio?
    non non sbagli , a parte qualche rarissimo temporale almeno qui da me. Dal 01/05/2003 al 31/08/2003 , solo 10 giornate con >10mm. Fu così costante e continuo il caldo , che riuscì QUASI QUASI, a stancare anche me che lo adoro...
    In ogni caso , come pioggia mi andò anche bene , ma le medie erano troppo spesso su valori di qualche grado eccessivi. Fu un'estate positiva , un maggio adorabile , ma nel complesso non da 10 sicuramente

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