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  1. #191
    Consiglio Direttivo M3V L'avatar di gasgallo
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    Grandissimo lavoro di analisi, i dati dicono tutto!!!
    Davis Vantage PRO 2 - Volpago del Montello (170mslm)
    Monitoraggio dei siti freddi del Montello (Valle di Piero Gobbo) e dei colli Berici (Busa Maran)
    Tutti i dati su: http://montellometeo.altervista.org

  2. #192
    Cirrus L'avatar di Burano
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    Citazione Originariamente Scritto da gasgallo Visualizza Messaggio
    Grandissimo lavoro di analisi, i dati dicono tutto!!!
    Grazie, troppo gentile!

    Archiviato un inverno tutto sommato discreto, passiamo alla primavera; metterò come al solito le medie, le classifiche e i grafici aggiornati senza dilungarmi in quanto abbiamo già analizzato il passato in maniera credo approfondita.
    Inizio con le medie 1991/2017 per tutte e tre le grandezze, accanto ci sono le medie record per ogni periodo:

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Nome: Medie_record.png 
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ID: 89033

    Prima di proseguire, ritengo opportuno fare una breve digressione sulla primavera 2017.
    Essa era partita di gran carriera, con un marzo decisamente caldo: analogamente all’autunno successivo, non aveva concesso spazio alla stagione precedente ma era subito salita in cattedra.
    Come dicevo, marzo era stato decisamente caldo (terzo ad un grado dal 2012 e a un decimo dal 1990), con lo ZT medio oltre i duemila metri (a cento dal record del 1994) e geopotenziali elevati; il mese era andato in crescendo come temperature ed anomalie, alla sua fine sembrava di essere ad inizio maggio (al piano).
    Aprile era iniziato caldo sulla scia di marzo, poi però attorno alla metà c’era stata una brusca svolta: ritorna il freddo, si torna brevemente sottozero (fino a -3°C) in quota ma anche in pianura, lo ZT si avvicina a mille metri, il tempo si fa fresco e perturbato sino al termine del mese.
    Maggio comincia fresco come l’ultima parte di aprile, poi si riprende gradualmente; la terza decade è invece discretamente calda con un clima da inizio estate.
    Nel complesso la primavera era stata piuttosto calda: marzo parecchio, ma aprile e maggio poco sopra le rispettive medie. La prima parte della stagione era stata da record per tutte e tre le grandezze.
    Finito l’amarcord, passiamo alle classifiche mensili delle temperature:

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Nome: 850_marzo.png 
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Nome: 850_aprile.png 
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Nome: 850_maggio.png 
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ID: 89036

    Ora il grafico mese per mese, il confronto e il grafico delle differenze tra i mesi:

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Nome: Confronto_850.png 
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Nome: Differenze_850.png 
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ID: 89041

    Maggio è stato sempre il più caldo, non è mai stato insidiato davvero da aprile; infatti la differenza minore tra i due è stata di 1.8°C nel 2016, fa cmq specie il 1991 con marzo ad appena 1.5°C da maggio e ben davanti all’altro mese.
    Aprile è stato più freddo di marzo nel 1990, 1991, 1994, 1997 e 2012; c’è mancato poco nel 1989, 2001, 2002, 2003 e 2017.
    Il terzo grafico mostra che le differenze tra i mesi erano rimaste invariate nei primi vent’anni della serie; lo scorso decennio aumenta il divario tra i mesi e quello complessivo, in questo si riducono tutti complici il riscaldamento dei primi due mesi e il raffreddamento di maggio.
    Ecco ora la classifica delle primavere e il grafico:
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Nome: 850_primavera.png 
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Nome: Grafico_primavere_850.png 
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ID: 89044

    Le medie decennali sono: 3.9°C, 3.9°C, 4.6°C e 5.1°C.
    La differenza con il passato è evidente, del resto otto primavere tra le prime dieci più calde appartengono agli anni Duemila e le prime sei sono dal 2007 in poi. Per contro, tra le dieci più fredde ci sono solo 2004 (terza) e 2006 (sesta), subito dietro ci sono 2010 (undicesima), 2013 (tredicesima) e 2005 (quattordicesima). La 2017 non ha fatto eccezione, infatti è la sesta più calda.

    Passiamo allo ZT con le solite classifiche mensili:

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ID: 89048

    Ora il trittico di grafici analogo al precedente:

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ID: 89051

    Maggio si riconferma inattaccabile, è sempre stato quello con la media più alta; è stato insidiato solo nel 1987, nel 1991 (da marzo!) e nel 2016.
    Il confronto marzo-aprile vede sempre la prevalenza del primo riguardo la media più bassa, ma la vittoria è meno netta: 27 a 10 contro 32 a 5.
    Aprile ha avuto una media inferiore a marzo nel 1989, 1990, 1991, 1994, 1997, 2001, 2002, 2003, 2012 e 2017.
    Per lo ZT i mesi hanno la stessa tendenza delle temperature: marzo ed aprile in salita, maggio ritornato indietro quasi alle origini. Per i primi trent’anni aprile è stato molto più vicino a marzo che a maggio: lo possiamo vedere dalla differente lunghezza delle barre viola e celeste, inoltre l’evento “media di aprile più bassa di quella di marzo” si è verificato ben otto volte tra il 1989 e il 2003 (otto volte su quattordici).
    Anche per lo ZT le differenze tra i mesi si sono ridotte in questo decennio: aprile ora è a metà strada tra gli altri due, il distacco fra marzo e maggio è sceso di duecento metri (da 1095 a 882). Questo evidenzia che le primavere sono più calde proprio perché certe temperature iniziano prima e di conseguenza insistono più a lungo rispetto ad una volta; tuttavia siamo ancora lontani da scenari del tipo “ormai marzo è l’aprile di qualche decennio fa” un po’ per tutti i mesi e non solo per quelli primaverili.

    (continua)
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

    :-D

  3. #193
    Cirrus L'avatar di Burano
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    Ora la classifica delle primavere e il relativo grafico:

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    Anche in questo caso le medie dei primi vent’anni sono praticamente identiche: 2132 e 2139 metri, poi decollano con 2213 e 2297.
    Pure qui gli anni Duemila sono gli assoluti protagonisti tra le medie più alte, hanno otto rappresentanti nelle prime dieci posizioni; di queste, sei sono post 2007 che è un vero e proprio spartiacque.
    Tra le medie più basse ritroviamo la stagione 2004 (terza), la 2006 (settima), la 2010 (nona) e la 2013 (decima); la 2013 è stata l’ultima primavera sottomedia e discretamente fredda, ha avuto l’ultimo (per ora) marzo veramente invernale e un maggio freddo.

    Infine passiamo ai geopotenziali:

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    Ecco il trittico di grafici:

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    Stavolta maggio non è il leader assoluto, per tre volte è stato battuto da aprile: è accaduto nel 1987, 2007 e 2013, pure qui nel 1991 si è sfiorato il risultato clamoroso (maggio battuto da marzo).
    Il confronto tra marzo ed aprile è praticamente identico a quello dello ZT: aprile ha avuto una media più bassa di marzo nel 1986, 1989, 1990, 1991, 1994, 1997, 1998, 2002, 2003, 2012 e 2017 (nel 1983 pari e ho contato una volta per uno), anche qui il grosso delle volte è avvenuto tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei Duemila.
    Pure qui si assiste ad una diminuzione delle differenze tra i mesi, ma aprile resta più vicino a marzo che a maggio; è curioso che negli anni ’90 le medie dei primi due mesi fossero praticamente identiche.
    In effetti si vede come siano diminuiti gli episodi simil-invernali (associati quindi a bassi geopotenziali) a vantaggio di scaldate più o meno durature (associate a gpt alti) e questi grafici lo confermano.
    Termino con la classifica delle primavere e il grafico:

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ID: 89066

    Le medie decennali sono 5579, 5584, 5592 e 5608 metri; pure in questo caso sono in aumento dal decennio scorso, tuttavia il 2007 non sembra rappresentare uno spartiacque netto a differenza di temperature e ZT.
    Pure in questo caso gli anni Duemila dominano la parte alta della classifica, con nove rappresentanti su dieci e l'unico che non appartiene ad essi è il 1990 (terzo); nella parte bassa troviamo solo 2008 (terza), 2013 (quinta) e 2006 (ottava).
    I tipi di utenti nei forum meteo:

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    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  4. #194
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    Buona Pasqua!

    Eccoci giunti al riepilogo di marzo 2018:

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Nome: Valori_T.png 
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ID: 89510

    Il mese è cominciato freddissimo perché il primo giorno si è conclusa l’ondata gelida di fine febbraio; in seguito la temperatura è inevitabilmente risalita e si è attestata vicino allo zero fino al giorno dieci.
    Nei due giorni successivi si è saliti ancora fino a cinque gradi per via della sciroccata, ma davvero per poco; in seguito la temperatura si è portata poco sopra il grado e praticamente in media per una settimana.
    Sul finire della seconda decade si è riaffacciato l’inverno e ce ne siamo accorti anche in basso: infatti la neve è ricomparsa perfino in pianura e siamo scesi fino a -6.5°C (valore molto basso per il periodo, lo si confronti con la linea blu dei record giornalieri) con scarti negativi fino a 7/8 gradi.
    Dopo si è risaliti, ma la temperatura è rimasta ancora sottozero per alcuni giorni per poi portarsi poco sopra, è salita più decisamente proprio per la sciroccata dell’ultimo peggioramento.

    Si nota subito che questo mese è stato freddo, molto più invernale che primaverile; è stato opposto al 2017 (secco e caldo).
    La media mensile è stata di -0.3°C, a -1.4°C dalla 1991/2017; esso è all’undicesimo posto tra i più freddi insieme al 1993.
    Le tre decadi hanno avuto medie di -1.2°C (-1.2°C), 0.9°C (-0.7°C) e -0.6°C (-2.4°C); esse sono al nono, 19° e quarto posto tra le più fredde nelle loro classifiche.
    Gli estremi mensili sono stati di -12.5°C e 5.4°C, raggiunti il giorno uno e dodici; non sono stati battuti record, ma il valore minimo è bassissimo (solo i -13.9°C e -12.9°C del 01/03/2005 hanno fatto meglio) e anche il massimo è basso.
    Siamo scesi sotto i -10°C, l’ultima volta era stata nel 2010; prima ancora troviamo il 2005 e il 1987.
    Senza voler sminuire il valore registrato, va detto che è più uno strascico di quanto accaduto a febbraio: in altre parole, sarebbe bastato che l’irruzione gelida avesse anticipato di un giorno e tale valore sarebbe stato registrato in febbraio, negli altri casi un valore così basso era stato portato da un’irruzione iniziata di fatto in marzo.

    Ora diamo un’occhiata alla frequenza dei valori:

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Nome: Distribuzione_850hPa.png 
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Nome: 850hPa_decenni.png 
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ID: 89512

    Quattordici giorni con temperature negative, di cui due mezzo sotto i -5°C; sedici giorni e mezzo con temperature comprese fra zero e cinque gradi, solo un valore (di poco) sopra.
    Anche l’analisi della distribuzione delle temperature conferma che questo mese è stato molto più invernale che primaverile: media finale negativa (dopo otto anni), quasi metà mese con temperature negative, l’altra con parecchi valori poco sopra lo zero.
    Rispetto alla media decennale in corso, questo marzo ha avuto cinque giorni in più di temperature sottozero, quelle tra zero e cinque gradi sono in media mentre sono mancati alcuni giorni sopra; la media finale è di 2.2°C sotto a quella decennale, a conferma del fatto che questo mese è stato decisamente diverso dal contesto medio attuale.
    Se facciamo il confronto con le medie decennali passate, il mese rimane ben sottomedia ma il numero di giornate sottozero in sovrappiù è minore (uno invece di cinque) mentre continuano a mancare alcuni giorni con valori sopra i cinque gradi; in effetti marzo si è scaldato in maniera vistosa durante questo decennio (2012 record, 2014 e 2017 molto caldi) e solo il 2013 e questo sono stati veramente invernali (prima erano un po’ più frequenti).
    Il primo trimestre del 2018 ha avuto media di -1.2°C, a -1.1°C da quella di riferimento; è all’undicesimo posto su 37 tra i più freddi.

    Ora passiamo allo ZT:

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Nome: Valori_ZT.png 
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ID: 89513

    Il primo giorno lo ZT è rimasto al suolo, ad ulteriore conferma del gran gelo arrivato in precedenza; poi è salito un po’ ma è rimasto sotto mille metri per altri due giorni.
    Subito dopo lo ZT si è portato poco sotto alla media (eccetto che durante il giorno undici) e vi è rimasto lì fino al giorno 17; poi è calato portandosi sotto i mille metri ed è rimasto su valori pienamente invernali per almeno otto giorni.
    Passata anche questa, lo ZT si è riportato attorno alla media di riferimento.

    Anche per lo ZT si possono fare le stesse considerazioni fatte per la temperatura: quasi nessun valore sopra la media, parecchi con scarto ridotto, fase pienamente invernale sul finire del mese, andamento praticamente opposto al 2017.
    La media finale è stata di 1335 metri, a -426 dalla media 1991/2017; essa è al terzo posto tra le più basse.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 1139 (-435), 1503 (-342) e 1361 (-493) metri; le prime due sono al nono e dodicesimo posto tra le più basse nelle loro classifiche, la terza è da record (batte il 2013 di otto metri).
    I valori minimi sono stati al suolo (giorno uno) e 2159 metri (giorno dodici); lo ZT al suolo è un fatto notevolissimo per marzo (ma anche qui vale lo stesso discorso fatto per il picco minimo della temperatura), in precedenza era capitato nel 2005, 1987 e 1986 sempre all’inizio del mese.

    Adesso passiamo alla distribuzione dei valori registrati:

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Nome: Decenni_ZT.png 
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ID: 89515

    Diciassette giorni con ZT sotto i 1500 metri (di cui sette e mezzo sotto i mille), undici e mezzo con ZT compreso fra 1500 e duemila metri, i restanti poco sopra.
    Anche in questo caso il mese è stato molto più invernale che primaverile ed è stato molto diverso dalla media di questo decennio: sette giorni in più con ZT sotto i 1500 metri (e 5,5 in più con valori sotto i mille), pochi valori sopra i duemila, media finale che sarebbe stata sotto anche se fosse stata registrata nel trimestre invernale, risultato finale che mancava da parecchio tempo (2006 e in parte 2013).
    Anche per lo ZT la tendenza decennale è al rialzo rispetto al passato; pure in questo caso abbiamo avuto mesi con medie assai elevate (2012, 2014 e 2017) a fronte di due discretamente basse (2013 e questo) e le restanti senza infamia e senza lode.
    Tra l’altro fa specie che la media del 2017 sia stata un pochino più alta del.. picco massimo di quest’anno (!!) a conferma del fatto che questo mese è stato molto diverso da quello scorso e che sembra un po’ un pesce fuor d’acqua rispetto a quelli di questo periodo.
    La media del periodo gennaio-marzo è di 1355 metri, a -216 da quella di riferimento; è al dodicesimo posto su 37 tra le più basse.

    I geopotenziali medi di marzo sono stati di 5446 metri, a -97 da quella di riferimento; essi sono al secondo posto tra i più bassi.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5443 (-78), 5439 (-130) e 5455 (-84) metri; esse sono al nono e quarto posto tra le più basse nelle rispettive classifiche.
    Il primo trimestre dell’anno ha avuto media di 5479 metri, a -53 dalla 1991/2016; essa è all’ottavo posto tra le più basse.

    Ora la tabella riassuntiva:

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Nome: Riepilogo.png 
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ID: 89516

    In conclusione, marzo è stato un mese dal sapore invernale e praticamente opposto al 2017.
    È stato complessivamente freddo e dinamico, in particolare nella terza parte, non ha avuto scaldate intense e durature; un marzo con queste caratteristiche mancava dal 2013 e prima ancora dal 2010 e 2006, in effetti negli ultimi anni si erano alternati mesi circa in media con altri molto caldi.
    Il 2018 è iniziato freddo, per merito soprattutto di febbraio e marzo; sta avendo un andamento opposto a l 2017, infatti l’anno scorso solo gennaio era stato freddo e il clima era stato molto più secco.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  5. #195
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    Eccoci arrivati all’appuntamento con il riassunto di aprile; nel grafico seguente sono riportati i valori di temperatura ad 850 hPa:

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ID: 89798

    Come ci siamo accorti anche a pelle, aprile è stato molto diverso dai due mesi precedenti.
    È iniziato moderatamente sottomedia, sulla scia di marzo; in seguito è andato sopra, anche se non più di tanto.
    A partire dal giorno 15 è iniziato un periodo caldissimo che praticamente ha occupato tutto il resto del mese: le temperature si sono mantenute a lungo vicino ai dieci gradi, a parte una breve pausa il giorno 27 e l’ultimo rilevamento del 30, con un picco semiestivo di 13 gradi e scarti dalle medie quasi sempre oltre i cinque gradi.
    La media finale di aprile è stata di 7.5°C, a ben +3.5°C da quella 1991/2017; ha stabilito il nuovo record battendo nientemeno che il 2007 (di due decimi)!
    Le tre decadi hanno avuto medie di 3.7°C (+0.6°C), 7.9°C (+4.6°C) e 10.7°C (+5.1°C); la prima è al 15° posto tra le più calde, quella centrale al secondo posto mentre la terza è da record (battuto il 2000 di otto decimi) nelle rispettive classifiche.
    Dato che è stato superato il 2007, ossia l’anno della grande svolta per aprile e la primavera, farei un breve confronto con questo mese.
    Le sue decadi hanno avuto medie di 4.5°C (scarto di +1.4°C dalla solita media), 8.6°C (+5.3°C) e 9°C (+3.4°C); esse sono al decimo, primo e terzo posto tra le più calde nelle loro classifiche.
    Entrambi i mesi hanno avuto le anomalie maggiori nella seconda e terza decade; il 2007 è stato però più costante e ha dato il meglio di sé nella parte centrale, il 2018 invece è partito più piano ma poi è andato fortissimo. Se facciamo la differenza tra le medie 2007 e 2018 infatti abbiamo +0.8°C, +0.7°C e -1.7°C.
    I valori estremi sono stati di 0.8°C e 13°C, registrati nei giorni uno e 20; quello minimo non è nulla di che, quello massimo è parecchio alto per aprile anche se non batte i 15.2°C del giorno 08/04/2011 (la giornata dei famigerati 30 gradi e passa in pianura).
    Ora vediamo la frequenza dei valori registrati, in modo da collocare meglio questo mese da record:

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ID: 89800

    Non siamo scesi sotto lo zero, fatto capitato altre quattro volte in passato (1989, 2007, 2008 e 2009); abbiamo avuto 11 giorni con temperature comprese fra zero e cinque gradi, sette con temperature fra cinque e dieci gradi e gli altri 12,5 sopra.
    Possiamo prendere anche la media del decennio in corso, che il giudizio non cambia: abbiamo avuto un numero record di giorni con temperature in doppia cifra (il 2000 si era fermato ad otto), praticamente esso è stato uguale alla media.. primaverile e questo ha trascinato in alto la media mensile.
    Dall’altro lato sono mancati sei giorni nella fascia immediatamente inferiore e i tre con temperature sottozero; se invece facciamo il confronto con le medie dei primi due decenni lo scarto con la fascia 5°C-10°C si riduce ma ovviamente si ampliano moltissimo quelli con gli intervalli più bassi (-5/0 e 0/5).
    Come detto sopra, è stato battuto addirittura il 2007, l’anno della grande svolta per aprile e la primavera; infatti gran parte degli aprile successivi ad esso è ai primi posti tra i più caldi, ben sette ai primi dieci posti! (2009, 2010, 2011, 2013, 2014, 2016 e 2018)
    Solo il 2008 è nella seconda parte della classifica, gli altri tre nella prima; tra i primi dieci più caldi troviamo anche il 2000 (quinto) e il 1983 (nono).
    Non mi soffermo ulteriormente su questo, questo aprile è l’ennesima conferma del forte cambiamento subito da questo mese (forse solo giugno è variato di più); la cosa è apprezzabile più dai colori dei grafici, purtroppo la presenza simultanea di minime, massime e medie impone una scala ampia e schiaccia le linee.
    A questo proposito, sto rifacendo il foglio Excel in cui metto i dati e i grafici perché esso ormai è grande e poco gestibile; ho pensato di cogliere l’occasione per rifare i grafici in modo leggermente diverso. La mia idea è quella di mettere sempre le frequenze, ma con solo le medie mensili (con i max e i min su un grafico separato) in modo da avere una scala più piccola per le temperature ed evitare lo schiacciamento delle linee. Inoltre ho pensato di invertire l’ordine delle frequenze, mettendo prima i valori alti (quindi i colori caldi) e poi quelli bassi: ora abbiamo i colori caldi in alto, se fa caldo essi scendono dall’alto mentre la linea della media sale e viceversa. Osservate ad esempio il solito 2007: c’è una sorta di avallamento verde chiaro mentre la media sale, invertendo l’ordine di inserimento delle frequenze avremmo il contrario (picco -> media alta, avallamento -> media bassa) che mi pare ben più intuitivo.
    Ad ogni modo, ne riparlerò mettendo un grafico di esempio e chiedendovi quale versione preferite.

    Ora analizziamo lo ZT:

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ID: 89801

    L’andamento dello ZT è molto simile a quello della temperatura: il mese è partito piano, quasi sempre vicino alle medie durante la prima metà (a parte i giorno 7-9).
    Poi è schizzato in alto andando ripetutamente oltre i tremila metri (come fossimo ad inizio giugno o giù di lì) ed è sceso leggermente negli ultimi giorni, gli scarti sono stati molto alti (spesso oltre i 900-1000 metri, con picchi oltre i 1200!) e si sono ridotti alla fine anche perché la media di riferimento sale.
    La media finale di aprile è stata di 2709 metri, a +613 da quella di riferimento; anche in questo caso è il nuovo record mensile, abbiamo superato nuovamente il 2007 (di 93 metri).
    Le tre decadi hanno avuto medie di 2254 (+283), 2708 (+757) e 3144 (+777) metri; la prima è al decimo posto tra le più alte, la seconda al terzo mentre l’ultima è da record (battuto ancora il 2000 di 98 metri).
    Dato che è stato battuto il.. maestro pure in questo caso, facciamo il confronto con esso: le tre decadi del 2007 avevano avuto medie di 2138 (scarto di 167), 2897 (+946) e 2823 (+456) metri, esse sono al dodicesimo, primo e terzo posto nelle loro classifiche. Anche in questo caso il 2007 ha dato il meglio di sé nella parte centrale invece che alla fine, le differenze tra 2007 e 2018 sono di -116, +189 e -321 metri.
    I valori estremi sono stati di 1458 e 3666 metri raggiunti nei giorni uno e venti; quello minimo non è nulla di speciale, quello massimo è da record per la parte centrale del mese(battuti i 3514 metri del 20/04/1983) ed è piuttosto alto per aprile.
    Ora passiamo alla distribuzione dei valori:

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ID: 89803

    Mezza giornata con ZT sotto i 1500 metri, tre con valori fra 1500 e duemila, sette e mezzo con ZT tra duemila e 2500 metri, sei con valori compresi tra 2500 e tremila e i rimanenti 12.5 sopra (di cui due e mezzo oltre i 3500 metri).
    Anche in questo caso possiamo prendere qualunque media decennale che tanto il giudizio non cambia: numero record di giorni con ZT oltre i 3000 metri (i record precedenti erano di sette nel 2013 e sei nel 1983 e 2007), quelli con ZT oltre i 3500 sono stati due e mezzo come il 2012 (record eguagliato), naturalmente mancano parecchie giornate nelle fasce inferiori.
    Anche per lo ZT gli anni dal 2007 in poi si piazzano in massima parte tra i primi dieci (sette, di cui sei ai primi sei posti) e solo 2012 e 2008 sono nella seconda parte della classifica; pure qui è evidentissimo il cambiamento post-2007, i grafici (soprattutto il secondo) sono eloquenti.

    I geopotenziali medi di aprile hanno avuto media di 5664 metri, a +93 da quella di riferimento; essi sono al secondo posto tra i più alti, stavolta ci siamo fermati a sette metri dal 2007.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5586 (+28), 5684 (+143) e 5719 (+105) metri; la prima è al 15° posto tra le più alte, la parte centrale al secondo con il 2013 mentre la terza è da record (battuto il 2007 di sedici metri).
    I valori estremi sono stati di 5360 e 5840 metri; quello massimo è da record per la parte centrale (battuti i 5790 del 15/04/2013) e per il mese (battuti i 5820 del 29/04/1987).

    Il primo quadrimestre ha avuto una temperatura media di 0.9°C (+0.0°C) ed è al 18° posto su 37 tra i più freddi, uno ZT mediamente a 1691 metri (-11) ed è al 19° posto tra le medie più basse, geopotenziali medi di 5525 (-17) metri e si è posizionato al 15° posto tra le medie più basse.

    Adesso metto la tabella riassuntiva:

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ID: 89804

    In conclusione, questo aprile è stato caldissimo anche in quota con geopotenziali molto alti; in particolare la seconda metà del mese ha avuto medie più da fine maggio/inizio giugno con ZT oltre i tremila metri e temperature spesso in doppia cifra.
    Abbiamo addirittura battuto il 2007, l’anno della grande svolta per aprile e la primavera e che era il riferimento assoluto; sinceramente non mi aspettavo che si potesse ottenere un risultato simile!
    Mesi del genere possono spiegare il rapido scioglimento del manto nevoso accumulato in inverno e la sofferenza dei ghiacciai: non è solo causa delle estati più cattive (in particolare giugno ed agosto) ma anche delle primavere che presentano ondate di calore precoci che accelerano la fusione della neve. Mettiamoci anche dei novembri miti e il quadro è completo.
    Un altro esempio di “spreco” di quanto accumulato era stato la primavera 2009: eravamo reduci da un inverno generosissimo di neve, marzo era stato in media ma poi aprile fu caldo (quarto a 1.2°C da questo e sesto come ZT) e maggio bollente (secondo assoluto con il 2003) con giornate che ebbero massime da ondata calda estiva (32°C) e in quota si superarono perfino i 20 gradi!! (per me fu eccezionale, già è raro superare quel valore in giugno e settembre).
    Il 2018 finora si è dimostrato scoppiettante, proponendo di tutto: un mese anonimo (gennaio) e uno caldissimo (aprile), uno gelido (febbraio) e uno freddo (marzo) che alla fine si sono compensati a vicenda, abbiamo battuto un record decennale e abbiamo avuto due mesi freddi che mancavano da alcuni anni.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  6. #196
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    Ora facciamo il bilancio di maggio, mettendo il grafico con i valori registrati di temperatura con i relativi scarti dalla media 1991/2017; mancano alcuni giorni all’inizio del mese:

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ID: 90188


    La prima parte del mese, pur con alcuni giorni mancanti è stata sopra la media i alcuni gradi; attorno alla metà (giorni 15-17) c’è stata l’unica vera rinfrescata del mese con temperature scese anche sotto i cinque gradi. In seguito si è avuto un progressivo riscaldamento, con un sopramedia via via più marcato; non abbiamo avuto valori veramente alti, ma le temperature sono diventate praticamente estive.
    Come ci siamo accorti anche senza usare il termometro, in maggio è continuata la fase che è iniziata a metà aprile: caldo quasi ininterrotto con qualche breve e temporanea pausa.

    La media finale di maggio è stata di 10.1°C, a +1.8°C dalla 1991/2017; essa è al quarto posto tra le più calde, dietro al 1986 (10.5°C), alla coppia 2003-2009 (10.4°C) e in compagnia del 2001.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 9.5°C (+2.3°C), 8°C (-0.1°C) e 12°C (+2.9°C); la prima e la terza sono al quarto posto e secondo posto tra le più calde, quella centrale è al 17° tra le più fresche (nelle loro classifiche).
    I valori estremi sono stati 3.2°C e 14.6°C, sono stati registrati nei giorni 15 e 31; non abbiamo battuto e neppure avvicinato nessun record (-0.9°C del 16/05/2012 e 20.8°C del 25/05/2009).

    Ora vediamo la frequenza dei valori registrati:


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ID: 90190


    Due giorni con temperature sotto i cinque gradi, undici con valori compresi fra cinque e dieci, i restanti quattordici e mezzo sopra; rispetto alla media decennale in corso sono mancati tre giorni con temperature inferiori a cinque gradi e cinque nella fascia sopra, questo deficit diventa surplus per le temperature in doppia cifra e questa conclusione rimane valida anche se prendessimo le altre medie decennali.
    Anche se mancano alcuni valori, si può vedere come la forza di questo mese sia stata la costanza: non abbiamo avuto picchi da ondata calda estiva (l’ultimo è datato 2012, erano molto più comuni nel decennio scorso e quello clamoroso del 2009 appare davvero isolato), ma un gran numero di giornate moderatamente calde che ha portato la media finale molto in alto.
    Osservando il primo grafico, vediamo che un maggio così caldo mancava dal 2009 e che l’ultimo con parecchi valori oltre i dieci gradi era il 2011: in seguito avevamo avuto mesi circa in media o anche sotto (2013, 2014, 2016). Come abbiamo visto e si può notare, maggio è cambiato molto meno rispetto ad aprile e giugno, finora è uno dei mesi che è variato di meno dagli anni ’80 in poi; anzi, è un po’ tornato indietro rispetto a quelli del decennio passato che avevano avuto spesso vere e proprie ondate di calore di stampo estivo. Il maggio appena trascorso è evidentemente in controtendenza rispetto al decennio in corso, ma al momento non si può dire se è un caso isolato o se è stato l’avvio di una nuova fase.

    Adesso è la volta dello zero termico:

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ID: 90191


    L’andamento della quota dello zero termico è molto simile a quello delle temperature: prima metà mensile prevalentemente sopra la media, pausa dal 15 al 19 (quindi è durata due giorni in più rispetto a quella delle temperature) e poi nuovamente sopra con valori estivi e scarti crescenti con il passare dei giorni.

    La media finale di maggio è stata di 2958 metri, a +189 dalla 1991/2017; essa è al settimo posto tra le più alte.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 2801 (+218), 2650 (-93) e 3331 (+367) metri; la prima e la terza sono al settimo posto e quarto posto tra le più alte, quella centrale è al tredicesimo posto tra le più basse (nelle loro classifiche).
    I valori estremi sono stati di 1894 e 3691 metri, sono stati registrati nei giorni e ; non abbiamo battuto o avvicinato nessun record (1274 metri del 01/05/1984 e 4321 metri del 29/05/2001).

    Ora passiamo alla frequenza dei valori rilevati:

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    Mezza giornata sotto i duemila metri, tre con lo zero termico compreso fra duemila e 2500 metri, dodici e mezzo con valori fra 2500 e tremila metri, dodici e mezzo sopra (quattro oltre i 3500 metri).
    Anche in questo caso abbiamo un deficit dei valori bassi a favore invece di quelli alti: rispetto al decennio in corso mancano sei giorni e mezzo con ZT sotto i 2500 metri a favore di quelli fra tremila e 3500.
    Anche per lo ZT non abbiamo avuto picchi davvero elevati, abbiamo avuto una grande presenza di valori oltre i 2500 metri a sfavore di quelli inferiori (il verde chiaro si spinge molto più in baso rispetto agli acorsi anni); analogamente alle temperature, maggio ha fatto qualche passo indietro in questo decennio ed è cambiato molto meno rispetto ad aprile e giugno ma per trovarne uno simile a questo dobbiamo risalire solo al 2015.


    Adesso qualche parola sui geopotenziali: la media finale di maggio è stata di 5695 metri, a +30 dalla 1991/2017; essa è al nono posto tra le più alte.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5645 (+7), 5652 (-10) e 5762 (+68) metri; la prima e la terza sono al 18° e al terzo posto tra le più alte, la seconda al quindicesimo tra le più basse.
    I valori estremi sono stati 5550 e 5820 metri, sono stati registrati nei giorni 15 e 27; non abbiamo battuto o avvicinato nessun record.

    Al momento il 2018 sta procedendo in linea con le medie di riferimento: temperatura di 2.7°C (+0.3°C), ZT a 1929 metri (+10) e geopotenziali a 5557 (-10). È metà classifica per tutte e tre le grandezze, a conferma di quanto appena detto.

    Infine la tabella riassuntiva:

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ID: 90194


    In conclusione, maggio è stato molto caldo come non accadeva da anni e ha proseguito la fase rovente iniziata a metà aprile; c’ è stata solo una breve rinfrescata a metà mese, nonostante i temporali ha fatto decisamente caldo e con gpt elevati a riprova che non abbiamo avuto pause vere e proprie.


    A breve il riassunto della primavera, sulla quale ci sarà parecchio da dire.
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    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
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    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
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  7. #197
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    Dopo aver analizzato maggio, facciamo il bilancio della primavera appena conclusa; di seguito ci sono i grafici con tutti i valori registrati di temperatura e ZT con gli scarti dalla media 1991/2017:

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ID: 90196

    Marzo è stato freddo, ha avuto caratteristiche invernali: ha avuto una temperatura media di poco negativa, lo ZT vicino a 1300 metri e geopotenziali molto bassi.
    In particolare, si sono distinte la prima e la terza decade che hanno avuto T media negativa, ZT medio sotto i 1500 metri (con vari valori sotto i mille) e neve fino in pianura o quasi; sono ai primi posti nelle loro classifiche, la terza inoltre ha fatto segnare la nuova media record (1361 metri contro i 1369 del 2013).
    Aprile è iniziato circa in media, ma poi la situazione è cambiata bruscamente: ha fatto caldissimo, in particolare nella terza decade, e lo slancio è stato tale che è stato ritoccato il record mensile di T e ZT battendo nientemeno che il 2007!
    In particolare, gli scarti positivi della seconda e terza decade sono stati davvero molto alti per tutte e tre le grandezze; la seconda decade è sul podio per tutte e tre le grandezze, la terza ha fatto segnare i nuovi record per T, ZT e gpt (10.7°C, 3144 e 5719 metri).
    Inoltre, questo aprile si è preso il record dello ZT per la parte centrale e il record assoluto mensile di geopotenziali (5840 metri il giorno 19, battuti i 5790 del 15/04/2013).
    Maggio è iniziato piuttosto caldo, sulla scia di aprile; nella parte centrale è stato in media e poi ha fatto nuovamente caldo con medie da metà giugno. Come visto nel post precedente, è stato davvero caldo come non accadeva da anni (2009 e in parte 2011).

    La primavera ha avuto una temperatura media di 5.6°C, a +1.1°C da quella di riferimento; è al quarto posto tra le più calde dietro alla 2007 (6.5°C), 2009 (5.9°C) e 2012 (5.7°C), è alla pari con la 2011 e la 2014.
    Le due metà hanno avuto medie di 1.2°C (-0.6°C) e di 10.2°C (+3°C); la prima è al 18° tra le più fredde mentre la seconda ha stabilito il nuovo record di caldo (battuto di sette decimi il 2007).
    Solo marzo è stato sottomedia (-1.4°C), gli altri due sopra con aprile in maniera davvero pesante (+3.5°C) mentre maggio un po’ meno (+1.8°C); abbiamo avuto quattro decadi sottomedia (le tre di marzo e la parte centrale di maggio) e le altre sopra, gli scarti più alti in valori assoluto sono stati registrati nei periodi 21-31 marzo (-2.4°C) e 21-30 aprile (+5.1°C).
    Gli estremi sono stati -12.5°C e 14.6°C, registrati nei giorni 01/03 e 31/05; non abbiamo battuto record, ma il valore minimo è di tutto rispetto..
    Lo ZT è stato mediamente di 2303 metri, a +95 dalla media di riferimento; con questo risultato, la primavera si posiziona al decimo posto tra le medie più alte.
    Le due metà hanno avuto medie di 1650 (-174) e di 3003 metri; la prima è al 13° tra le più basse mentre la seconda ha fatto segnare il nuovo record positivo (battuto il 2000 di 105 metri).
    Analogamente alle temperature, solo marzo è stato sottomedia (-426 metri), gli altri due sopra con aprile in maniera davvero pesante (+613 metri) mentre maggio decisamente meno (+189 metri); abbiamo avuto quattro decadi sottomedia (le tre di marzo e la parte centrale di maggio) e le altre sopra, gli scarti più alti in valori assoluto sono stati registrati nei periodi 21-31 marzo (-493 metri) e 21-30 aprile (+777).
    Gli estremi sono stati 94 metri (suolo) e 3691 metri, registrati nei giorni 01/03 e 30/05; davvero notevolissimo il valore minimo, lo ZT al suolo in marzo (e per giunta tutto il giorno, nonché quarto consecutivo dell’irruzione gelida di fine febbraio) è un fatto piuttosto raro che era accaduto solo nel 1986, 1987 e 2005.
    I geopotenziali medi sono stati di 5597 metri, a +4 dalla media; essi sono al 15° posto tra le medie più alte.
    Le due metà hanno avuto medie di 5493 (-53) e di 5707 (+66) metri; la prima è all’ottavo posto tra le medie più alte mentre la seconda ha stabilito il nuovo record positivo (battuto il 2003 di 16 metri).
    Anche l’andamento dei gpt è molto simile a quello di temperature e ZT: solo marzo sottomedia e pure marcatamente (-97 metri), gli altri due sopra con aprile in maniera davvero pesante (+93) mentre maggio decisamente meno; abbiamo avuto sempre le stesse decadi sottomedia (le tre di marzo e la parte centrale di maggio) e le altre sopra, gli scarti più alti in valori assoluto sono stati registrati nei periodi 11-20 marzo (-130 metri) e 11-20 aprile (+143).
    Gli estremi sono stati 5340 e 5840 metri, registrati nei giorni 06/03 – 19/03 e 19/04; il valore massimo è il nuovo record per aprile (battuti i 5790 metri del 15/04/2013).


    Ora vediamo le frequenze delle temperature registrate; ricordo che in totale mancano otto valori (quattro giorni):

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    Abbiamo avuto 14 giorni con temperature negative, di cui due e mezzo sotto i -5°C, 29 e mezzo di valori compresi fra zero e cinque gradi, 18 e mezzo nella fascia superiore e i rimanenti 26 oltre i dieci gradi.
    Facendo il confronto con le medie decennali osserviamo che i giorni con temperatura negativa sono stati vicini alle medie: però questi valori si sono verificati tutti in marzo, il contributo di aprile è stato nullo.
    Abbiamo avuto dai quattro agli otto giorni in meno di temperature fra zero e cinque gradi, dagli undici ai sedici in meno nella fascia superiore; entrambi i deficit diventano surplus (da 14 a 18) nella fascia di valori oltre i dieci gradi, a riprova della gran calura che è arrivata nella seconda parte di aprile.

    Adesso vediamo il bilancio dello zero termico:

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ID: 90200

    17 giorni e mezzo con ZT inferiore a 1500 metri, di questi sette e mezzo sotto i mille; quindici giorni con ZT fra 1500 e duemila metri, tredici con valori fra 2000 e 2500 metri, 18 e mezzo con ZT fra 2500 e tremila e i restanti 24 sopra (sei e mezzo oltre i 3500).
    Come per le temperature, i valori bassi sono stati registrati solo in marzo: il loro numero è vicino alle medie degli anni ’80 e ’90 mentre lo è sopra per le due successive e anche in questo caso marzo ha fatto tutto da solo.
    I valori compresi fra 1500 e 2500 metri invece sono stati meno delle medie, a favore dei valori più alti: infatti i giorni con lo ZT oltre i tremila metri sono stati ben il doppio della media!
    Nella discussione sui ghiacciai è stata sottolineata la forte fusione della neve accumulata lo scorso inverno e le cifre qui riportate confermano quanto si è visto: da metà aprile ha fatto davvero molto caldo in montagna (ovviamente non solo lì) con clima più simile a fine maggio/inizio giugno, per cui è stato dilapidato quanto fatto nei mesi precedenti.
    E non è la prima volta che succede: anche l’inverno 2008/09 era stato molto generoso di neve e anche la primavera successiva era stata molto calda (in particolare maggio). L’arretramento dei ghiacciai non è dovuto solo alle estati più cattive rispetto ad un tempo (soprattutto giugno ed agosto) ma anche alle primavere aventi scaldate così potenti e durature (e meno male che marzo ha avuto caratteristiche invernali!).

    Ora la tabella riassuntiva:

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ID: 90201

    In conclusione, questa primavera è stata letteralmente divisa in due: prima parte sottomedia con un marzo invernale che mancava da cinque anni, la seconda caldissima tant’è vero che sono stati battute tutte e tre le medie della seconda parte!
    Altro fatto importante, abbiamo superato nientemeno che aprile 2007 come temperature e ZT; maggio è stato molto caldo come non succedeva da anni (2009 e 2011).
    Non abbiamo battuto le medie stagionali, ma la cosa a mio avviso che lascia stupefatti è l’aver stabilito i record delle metà primaverili in due anni consecutivi: ricordo che anche la primavera 2017 era stata molto calda con medie finali simili a queste, l’anno scorso avevamo battuto i record della prima metà grazie soprattutto ad un marzo caldissimo.
    Non credo che si debba insistere oltre, il grande cambiamento della primavera è stato ribadito con molta forza negli ultimi due anni; non intendo dire che sarà sempre così, ma che la tendenza al riscaldamento non pare fermarsi.

    Prossimo appuntamento con il promemoria per l’estate.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  8. #198
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    Dopo aver visto i riassunti di maggio e della primavera, è giunto il momento del promemoria sulla stagione entrante.
    Ecco le medie di riferimento (1991/2017) e le medie record per tutte le grandezze e tutti i periodi dell’estate:

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    Come si può notare, l’estate 2017 ha lasciato il segno: è stata molto calda, si è verificata a breve distanza dalla 2012 e 2015, come distribuzione delle anomalie per me è quella che ricorda di più la 2003 (ed entrambe sono finite bruscamente a fine agosto/ inizio settembre).
    Come le due precedenti, non regge il confronto con la 2003 al suolo ma ad 850 hPa recupera, come ZT e gpt azzera il distacco; è sul podio per tutte e tre le grandezze (seconda come T insieme alla 2012 e davanti di due decimi alla 2015, seconda come ZT a 17 metri dalla 2015 e pure seconda come gpt a due metri dalla 2003).
    Giugno era stato molto caldo e piuttosto stabile, come caratteristiche è quello che si avvicina di più all’eccezionale 2003: è arrivato sul podio per tutte e tre le grandezze (secondo, terzo per i gpt).
    Inoltre si è preso qualche record importante: i picchi di T e ZT mensili.
    Ha raggiunto i 21.6°C, per me si tratta di un valore di assoluto rilievo dato che i rilevamenti sopra i 20 gradi in giugno sono stati solo quattro (due nel 2003, uno nel 2005 e 2017); per quanto può sembrare strano, i valori pari o sopra i 20 gradi sono molto rari in giugno e settembre (per maggio c’è solo il 2009, per me ancora più eccezionale) e non sono molto frequenti neppure durante gli altri due mesi (14 lugli e 12 agosti hanno superato quella soglia almeno una volta, si tratta quindi di 25 mesi su 74 finora censiti).
    Lo ZT aveva raggiunto i 4927 metri, valore che sarebbe molto alto anche per gli altri due mesi; la parte centrale del mese aveva superato la media dei 4000 metri per la prima volta, tra le decadi estive manca solo la prima parte di giugno (il 1996 resiste ancora con 3937 metri). Le decadi con media pari o superiore a 4000 metri finora sono 51 su 333, a giugno sono solo quattro (di cui due nelle ultime due stagioni).
    Luglio aveva avuto una media molto simile a giugno; dato che le sue medie di riferimento sono ben più alte, è stato molto meno anomalo.
    Era iniziato caldo, ma poi si era calmato scorrendo relativamente tranquillo; nel complesso è stato un luglio come tanti che sarebbe potuto benissimo capitare in altre stagioni, finora è uno dei più clementi del decennio.
    Agosto era iniziato con un’ondata di calore molto violenta, che merita un breve approfondimento.
    La prima decade aveva avuto una media di 19.5°C, è al terzo posto assoluto dietro ai periodi 1-10 agosto 2013 (20.1°C) e 21-31 luglio 1983 (20°C); lo ZT è stato di 4449 metri ed ha segnato il nuovo record assoluto (batte il periodo 21-31 luglio 1983 di 41 metri), i gpt di 5882 metri e in questo caso è stato eguagliato il record assoluto risalente al periodo 1-10 agosto 1992.
    La temperatura era salita a ben 23°C e lo ZT a 4968 metri, eguagliando il record decadale nel primo caso e sfiorandolo nel secondo; non sono stati battuti i record mensili, ma si tratta cmq di valori davvero molto alti.
    Una botta così forte mancava da quattro anni in quota, un paio al suolo; dopo la violenta fiammata, il caldo si era attenuato ma non era sparito sino al termine del mese.
    Agosto è stato nel complesso molto caldo (quinto assoluto in classifica generale con 16.4°C) e ha superato i 4000 metri di media (quarto assoluto); un mese davvero tosto, tant’è vero che è quello con i gpt più alti in assoluto (primato che condivide con l’agosto 1992 e luglio 2006).

    Chiuso l’amarcord sull’estate 2017, comincio con le temperature mettendo le classifiche per mese e quella generale:

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    Ora i valori mese per mese con il confronto tra i mesi e le differenze tra di essi:

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    Nonostante la sua grande prestazione, giugno 2017 è finito ultimo; questo ribadisce che questo mese è comunque distante dagli altri due e penso che non riuscirà mai a raggiungerli (se non in casi sporadici).
    Agosto è stato il migliore, si è riscattato dopo tre sconfitte e rimane vicinissimo a luglio nel computo complessivo; questi due mesi viaggiano a braccetto anche le medie mensili, giugno ha recuperato terreno dagli anni ’80 ma ultimamente ne ha perso un po’ di terreno dalla coppia al comando.
    Un possibile paragone tra i decenni può anche essere il numero di mesi con media di 15°C o al di sopra: un mese una media del genere è generalmente caldo/molto caldo.
    Durante gli anni ’80 troviamo solo il luglio 1983, nel decennio successivo sono sei (luglio 1994 e 1995, agosto 1992, 1994, 1998 e 2000), in quello scorso sono ancora sei (giugno 2003, luglio 2006 e 2010, agosto 2001, 2003 e 2009) e in questo siamo già nove su 21 (solo la stagione 2014 ne è esente).

    Adesso passiamo alla classifica delle estati e al grafico relativo:
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    Le medie decennali sono salite al ritmo di mezzo grado a decennio: 12.6°C, 13°C, 13.6°C e 14.1°C (finora).
    La prima metà si è scaldata in misura maggiore della seconda e ha ridotto un po’ il suo distacco: infatti la serie della prima è 11.5°C, 11.8°C, 12.8°C e 13.2°C (+1.7°C complessivi) mentre quella della seconda è 13.8°C, 14.3°C, 14.4°C e 15°C (+1.2°C complessivi) con la differenza che è scesa da 2.3°C a 1.8°C.
    Dal grafico è ben visibile come si siano succedute estati molto calde a breve distanza che sgomitano per il podio dietro alla 2003; in precedenza si erano verificate stagioni piuttosto calde, ma erano ben distanziate (1983, 1994, 2003 e 2012) mentre ora quella regola empirica non sembra essere più valida.
    E quando non ha fatto molto caldo, ci sono un se ed un ma: nel 2014 la piovosità è stata da record (è vero che per avere stati fresche è necessario tempo spesso instabile, ma in passato si è fatto meglio con meno pioggia), l’estate 2016 non ha avuto forti ondate di calore ma è tra le prime dieci più calde e supera quasi tutte quelle dei primi vent’anni.

    (continua)
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  9. #199
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    Ora andiamo avanti con lo ZT, seguendo lo stesso schema; ecco le classifiche mensili e quella generale:

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    Ecco il grafico mese per mese con il confronto e le differenze tra i mesi:

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    Nel caso dello ZT giugno è riuscito a scavalcare luglio: niente male, anche perché luglio non è stato sottotono, ma poi è arrivato agosto che ha vinto nettamente la sfida.
    Per lo ZT la situazione tra i mesi è un po’ diversa rispetto a quella delle temperature: giugno rimane quello con la media più bassa e ha ridotto in parte le distanze dagli altri due mesi, ma la sfida tra luglio ed agosto vede quest’ultimo in grande vantaggio.
    Luglio è stato alla pari ad agosto negli anni ottanta e nel decennio scorso, ha vinto cinque sfide (su 12) negli anni ottanta ma poi ha ceduto il passo ad agosto sempre più spesso; il terzo mese estivo si è incattivito a partire dal 2008 circa, a parte qualche eccezione sta facendo segnare medie dai 3900 metri in su e per due volte è andato sopra i 4000. Tra l’altro, i mesi con media sopra i 4000 metri sono complessivamente sette (luglio 1983 e 2015, agosto1992, 2001, 2015 e 2017) e di questi ben tre si sono verificati nelle ultime tre stagioni (la 2014 addirittura due).

    Adesso la classifica delle estati e il grafico:

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    Qui la situazione cambia leggermente: le medie decennali sono di 3543, 3544, 3627 e 3708 per una differenza complessiva di 165 metri, la salita è cominciata il decennio scorso e non durante gli anni ’90.
    Anche in questo caso la media della prima metà è salita maggiormente rispetto a quella della seconda e pertanto la distanza tra le due si è ridotta un po’; infatti la serie della prima metà è 3347, 3349, 3487 e 3543 metri (+196 complessivi) mentre la serie della seconda è 3739, 3733, 3766 e 3873 (+136 complessivi) con la differenza che è scesa da 392 a 330 metri.
    Pure qui si nota il rapido succedersi di estati con medie molto alte che sta caratterizzando (finora) questo decennio e si vede anche come l’estate 2003 sia stata superata (ma non strabattuta) un paio di volte; tralasciando la 2014 che sembra aver sbagliato decennio, notiamo come la 2016 si piazzi al quinto posto assoluto ma d’altro canto ci sono anche la 2011 e la 2013 che riequilibrano un po’ la situazione.

    (continua)
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  10. #200
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    Dopo aver visto lo ZT, terminiamo il promemoria con i geopotenziali; ecco le classifiche mensili e quella generale:

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    Ora il grafico mese per mese con il confronto e le differenze tra i mesi:

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    Giugno è stato ultimo, anche se vicinissimo a luglio; agosto ha eguagliato il record assoluto del 1992 e del luglio 2006.
    L’esito del confronto tra i mesi è simile a quello dello ZT, ma i questo caso giugno è riuscito ad ottenere una vittoria vera e propria (nel 2002) e non solo a pari merito (come nel 1996) e agosto ha un po’ meno vantaggio su luglio.
    Pure qui si vede come giugno abbia recuperato terreno, anche se la sua rimonta è stata principalmente su luglio; questo mese è rimasto invariato nel complesso e si è alternato con agosto nei decenni come per le temperature, agosto ora ha preso il sopravvento in maniera decisa esibendo ripetutamente medie piuttosto alte (sette volte oltre i 5800 metri negli ultimi nove).


    Infine la classifica delle estati e il grafico:

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    Le medie decennali sono di 5764, 5768, 5773 e 5787 metri; nei primi trent’anni l’incremento era di 4-5 metri, ora è accelerato bruscamente.
    Anche per i geopotenziali la media della prima metà estiva è aumentata maggiormente rispetto alla seconda con una conseguente riduzione della differenza che le separa: infatti la serie della prima metà è 5740, 5742, 5758 e 5769 metri (+29 complessivi) mentre quella della seconda è 5789, 5794, 5787 e 5806 metri (+17 complessivi), la differenza è passata da 49 a 37 metri.
    Il salto deciso dei gpt medi in questo decennio (si vedano le due metà) è dovuto al solito fenomeno che abbiamo notato per temperature e ZT: il rapido succedersi di estati con medie molto alte, in brevissimo tempo abbiamo quasi eguagliato il 2003 per due volte, lo abbiamo insidiato (2012) e nel 2016 abbiamo eguagliato le medie più alte dei primi vent’anni (1983 e 1994), la 2014 conferma la sua forte anomalia classificandosi addirittura al terzo posto tra le più basse!
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

    :-D

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