Eccoci giunti al riassunto di giugno; metto come al solito il grafico dei valori di temperatura registrati insieme agli scarti dalla media 1991/2017:

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Il mese è cominciato con un sopramedia moderato, attorno ai 2-3 gradi, che ha interessato quasi tutta la prima metà del mese; non sono arrivate isoterme davvero alte, in fin dei conti siamo arrivati fino a 17 gradi (cosa che succedeva anche una volta), ma siamo nella prima parte di giugno e non di luglio o agosto (e da qui il sopramedia).
Dopo una breve pausa di due giorni (15 e 16), siamo tornati sopra di uno-due gradi; in seguito è arrivata la decisa rinfrescata di cui ci siamo accorti anche senza consultare il termometro, la temperatura è scesa sotto i dieci gradi per quattro giorni di fila (scarti negativi di 3-5 gradi) e poi è gradualmente risalita fino a riportarsi sopra la media da ieri pomeriggio.

Giugno ha avuto una media finale di 12.8°C, a +0.8°C da quella di riferimento; è al quinto posto tra i più caldi, dietro al 2002 di tre decimi e davanti al 2000 di uno.
Le tre decadi hanno avuto medie di 13.8°C (+3°C), 13.5°C (+1.5°C) e 11.2°C (-1.9°C); le prime due sono al quinto posto tra le più calde nelle loro classifiche, la terza all’undicesimo tra le più fresche.
I valori estremi del mese sono stati di 6°C e 17.4°C e, rilevati nei giorni 23 e 30; non abbiamo avvicinato nessun record, essi sono di 2.4°C (02/06/2006) e di 21.6°C (23/06/2017).

Ora vediamo le frequenze dei valori registrati e il confronto con le medie decennali:

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Abbiamo avuto quattro giorni con temperature sotto i dieci gradi, 22 e mezzo con valori fra dieci e quindici gradi e i rimanenti tre e mezzo sopra.
Rispetto alla media decennale in corso, abbiamo avuto pochi giorni con temperatura sopra i 15 gradi, sarebbero in media negli anni ’90; sono invece mancati tre per le temperature più basse, nonostante la rinfrescata finale.
Se facciamo il confronto con i decenni scorsi, ovviamente i giorni mancanti con temperature sotto i dieci gradi salgono a 7-10, mentre quelli in più per la fascia superiore diventano sei-sette.
Questi due grafici ci fanno capire il motivo per cui anche questo giugno è stato piuttosto caldo, anche se non regge il confronto ad esempio con il 2003 e il 2017: ci sono stati pochi giorni con temperature fresche (una miseria rispetto agli anni ’80 e in parte ’90), ha fatto curiosamente più caldo all’inizio che alla fine, non abbiamo avuto ondate di caldo davvero significative (il picco massimo non è nulla di particolare) ma una persistenza molto alta di temperature fra dieci e quindici gradi.
Si può vedere dal primo grafico come il colore giallo sia molto esteso rispetto all’arancione e al verde; quanto all’evoluzione di giugno nel corso dei decenni, questo appena terminato conferma appieno il suo forte cambiamento e che le medie di una volta sono davvero un ricordo lontano (l’ultima volta che siamo scesi sotto gli undici gradi è stata nel 2001, dal 2006 in poi dieci volte sopra i dodici).
I primi sei mesi dell’anno hanno avuto una media complessiva di 4.4°C, a +0.4°C dalla 1991/2017; sono al nono posto tra le medie più alte, insieme a 1998 e 2008.

Adesso passiamo allo zero termico:

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Pure lo ZT è stato sopra la media nella prima parte del mese, con scarti in genere compresi fra 200 e 400 metri; un primo picco è stato raggiunto il giorno 11 con lo ZT che ha superato i quattromila metri.
Dopo questo lo ZT si è portato leggermente sottomedia, con scarti però modesti (100-200 metri) e questa fase è durata leggermente più a lungo rispetto a quella della temperatura; tra il 19 e il 20 nuova brusca impennata con lo ZT di nuovo oltre i 4000 metri, poi anche in questo caso i valori sono calati vistosamente.
Lo ZT è sceso fino a 2600 metri e poi vicino ai tremila per sei giorni, nell’ultimo giorno e mezzo si è riportato oltre i 3500.
Il mese ha chiuso con una media complessiva di 3388 metri, a +28 dalla 1991/2017; essa è al dodicesimo posto tra le medie più alte, dietro al 2015 di tre metri e davanti al 1998 di cinque.
Le tre decadi hanno avuto medie di 3536 (+345), 3484 (+120) e 3144 (-380) metri; le prime due sono al decimo e dodicesimo posto tra le più alte nelle loro classifiche, la terza al sesto tra le più basse.
I valori estremi del mese sono stati 2591 e 4222 metri, rilevati nei giorni 23 e 21; non abbiamo avvicinato record, essi sono di 1765 (06/06/1986) e di 4927 metri (11/06/2017).

Passiamo alla distribuzione dei valori rilevati:

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Abbiamo avuto cinque giorni e mezzo con valori sotto i tremila metri, dodici e mezzo fra tremila e 3500, nove e mezzo tra 3500 e quattromila metri, i rimanenti due e mezzo sopra.
Rispetto alla media decennale in corso, sono mancati 2,5 giorni con ZT sotto i tremila metri, sei in più (22 contro sedici) con valori fra tremila e 4000 metri, tre e mezzo in meno con ZT sopra i quattromila.
Facendo il confronto con i decenni passati, i giorni con ZT sotto i tremila metri sono la metà e non abbiamo avuto valori sotto i 2500, 2-3 in più con ZT fra 3000 e 3500, qualcuno in più nella fascia superiore e in media per quelli oltre i quattromila.
Nel caso dello ZT, la media di questo giugno è stata un po’ inferiore a quella di questo decennio e molto vicina a quello scorso; in effetti la rinfrescata dell’ultima parte è stata un po’ più lunga e ha inciso non poco sul risultato finale (fino al giorno venti eravamo a 3510 metri, risultato che avrebbe collocato il mese al sesto posto assoluto), pure qui il picco mensile non è stato nulla di particolare ed è lontanissimo dal stupefacente record dello scorso anno.
Anche per lo ZT si possono fare le stesse considerazioni della temperatura: le medie di una volta paiono davvero impossibili da ripetere, nonostante l’assenza di ondate di calore persistenti.
I primi sei mesi del 2018 hanno avuto la media di 2177 metri, a +21 dalla 1991/2017; essi sono al 19° posto tra le medie più alte.

Ora passiamo ai geopotenziali.
La media mensile è stata di 5749 metri, a +4 da quella di riferimento; essa è al tredicesimo posto tra le più alte insieme al 1981, dietro al 1998 e davanti al 1983 di un metro.
Le tre decadi hanno avuto medie di 5764 (+44), 5753 (+8) e 5731 (-37) metri; le prime due sono al decimo e dodicesimo posto tra le più alte nelle loro classifiche, la terza al dodicesimo posto tra le più basse.
I valori estremi mensili sono stati di 5660 e di 5860 metri, registrati nei giorni e ; non abbiamo avuto avvicinato record.
I primi sei mesi del 2018 hanno avuto la media di 5589 metri, a -7 dalla 1991/2017; essi sono al 17° posto tra le medie più alte.

Adesso la tabella riassuntiva:

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ID: 90555

Giugno 2018 ha avuto un andamento curioso, con la prima parte più calda (e sopra la media) di tutte e con anomalie decrescenti con il passare delle decadi.
L’ultima parte ha proposto una rinfrescata decisa, che ha limitato le medie finali; tali periodi in giugno non sono spariti (prima parte del 2016, ultime del 2013 e 2015 sono gli esempi più recenti), ma sono ovviamente decisamente diminuiti a vantaggio di quelli caldi.
Nonostante il fresco dell’ultima parte, giugno è stato per l’ennesima volta decisamente più caldo rispetto a quelli di un tempo: non abbiamo avuto ondate di calore importanti, ma una notevole persistenza di valori moderatamente elevati che ha portato in alto la media mensile.
L’anomalia maggiore ha riguardato il lato delle temperature, per lo ZT e geopotenziali siamo un po’ più indietro ma sempre sopra la media dell’ultimo trentennio.
Al momento il 2018 è poco sopra la media come temperature e ZT, un pochino sotto per i geopotenziali; dal lato termico è discretamente caldo (nono), è invece a metà classifica per le altre due grandezze.
Questo risultato è frutto di periodi diametralmente opposti, quello caldo ha però prevalso: da un lato c’è stata l’accoppiata febbraio-marzo (rispettivamente gelido e freddo), dall’altro un aprile da record, un maggio ed un giugno piuttosto caldi con la seconda parte della primavera da record (indovinate di cosa).