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  1. #181
    Cirrus L'avatar di Burano
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    Adesso passiamo allo ZT:

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Nome: Dicembre.png 
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Nome: Gennaio.png 
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ID: 86897

    Ora il grafico con il confronto e la differenza tra i mesi:

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Nome: Confronto.png 
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Nome: Differenze.png 
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ID: 86900

    Anche in questo caso gennaio ha avuto la media più bassa del trimestre per la seconda volta consecutiva; con questo risultato scavalca di poco dicembre, ma resta ben dietro febbraio.
    Dicembre ha rafforzato il primato di mese con la media più alta del trimestre, lo è stato per ben quattro volte nelle ultime cinque stagioni; d’altro canto se continua a far segnare medie così alte è ben difficile che venga superato dagli altri due mesi, per esempio gennaio è salito sopra i duemila metri solo quattro volte e sono pure datate (1983, 1989, 1993 e 2007) mentre febbraio solo un paio (1990 e 1998).
    L’andamento delle differenze nei corso dei decenni è molto simile a quello delle temperature: febbraio alza le sue medie fino a raggiungere gennaio, i tre mesi si compattano durante gli anni ’90 e nel decennio scorso poi dicembre prende il volo.
    Adesso il grafico delle medie invernali e la relativa classifica:

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Nome: Inverni.png 
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ID: 86902

    Anche in questo caso siamo entrati in una fase opposta rispetto ai cicli 2001/02 – 2005/06 e 2008/09 – 2012/13, d’altro canto con almeno un mese avente media molto alta è quasi impossibile competere con i migliori.

    (continuo nel prossimo post perché non si possono allegare più di 15 file in un messaggio)
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

    :-D

  2. #182
    Cirrus L'avatar di Burano
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    Terminiamo la carrellata con i geopotenziali:

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Nome: Dicembre.png 
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ID: 86912

    Ora il grafico con il confronto e la differenza tra i mesi:

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ID: 86915

    Anche l’analisi dei geopotenziali mostra risultati molto simili a quelli della temperatura e dello ZT: lo scorso gennaio ha avuto la media più bassa del trimestre per la seconda volta consecutiva ma rimane ancora quello che ha vinto la sfida meno volte, dicembre ha consolidato il primato opposto (quattro volte nelle ultime cinque stagioni) e anche in questo caso ha esibito medie difficilmente eguagliabili dagli altri due.
    Pure l’andamento delle differenze decennali è simile, con gennaio e febbraio che tendono ad equivalersi (ma in questo è gennaio a diminuire la propria media più che febbraio ad alzare la sua) e dicembre che sta facendo storia a sé.
    Classifica e grafico degli inverni:

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Nome: Inverni.png 
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ID: 86917

    Non mi dilungo perché il grafico è simile a quello delle temperature e dello ZT; non è un caso che lo sia, in fin dei conti queste tre grandezze sono legate fra di loro, alti gpt sono associati all’alta pressione subtropicale che porta caldo e ZT alto, bassi gpt sono propri delle ondate di freddo (anche secche) e di conseguenza anche lo ZT è basso.

    Adesso vediamo come va dicembre, per ora pare molto diverso dagli ultimi (ma ci voleva ben poco).
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  3. #183
    Iridescenza L'avatar di arci
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    Lavoro straordinario ed encomiabile. Grazie!

  4. #184
    Cirrus L'avatar di Burano
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    Citazione Originariamente Scritto da arci Visualizza Messaggio
    Lavoro straordinario ed encomiabile. Grazie!
    Prego, non c'è di che!
    Mi fa piacere che venga apprezzato!

    Prima di fare il bilancio del 2017, facciamo quello di dicembre; ecco l’andamento delle temperature:

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Nome: 850hPa_dic2017.png 
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ID: 87347

    Il mese è stato profondamente diverso dai quattro precedenti, caratterizzati quasi esclusivamente da clima secco e caldo: fino al venti hanno prevalso i valori sottomedia e negativi, anche se non particolarmente bassi. Le scaldate sono state brevi, una il giorno sette e poi la sciroccata del dodici; prima di essa non era arrivata aria veramente fredda (appena una -5°C), ma il tempismo del peggioramento ha giocato a nostro favore e ci ha regalato un po’ di neve in pianura (mentre a gennaio il gran freddo è stato letteralmente buttato via dal un prefrontale infinito).
    Dopo la sciroccata è entrata nuovamente aria fredda ed abbiamo raggiunto il picco minimo mensile il giorno 19; attorno Natale è arrivata l’alta pressione e con essa una scaldata intensa (picco massimo mensile) ma durata quattro giorni e senza valori davvero infuocati; poi abbiamo oscillato vicino alla media di riferimento.
    Dicembre ha chiuso con una media di -0.2°C, a -1.2°C dalla 1991/2016; è al dodicesimo posto su 37 tra i più freddi.
    Le tre decadi hanno avuto medie di -1.1°C (-2.3°C), -1.2°C (-1.4°C) e +1.7°C (+1.9°C); le prime due sono all’ottavo e all’undicesimo posto tra le più fredde, la terza al nono tra le più miti.
    I valori estremi sono stati di -6.5°C e +9.6°C, raggiunti rispettivamente nei giorni 19 e 25; i record (+15°C il 13/12/1994 e -15.5°C il 29/12/1996) sono ben lontani.
    Come accennato sopra, questo dicembre è stato molto diverso dai quattro precedenti: lo scarto rispetto ad essi va da 1.8°C (dal 2014) ad addirittura 4.9°C (dal 2015)!!
    Tanto per rendere l’idea, metto due grafici con l’andamento dei caldissimi 2015 e 2016; media di riferimento ed estremi sono sempre gli stessi, così si può subito fare il confronto con il 2017:

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Nome: 850hPa_dic2015.png 
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Nome: 850hPa_dic2016.png 
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ID: 87349

    La differenza è enorme, siamo passati da due mesi totalmente anticiclonici, molto caldi e privi di ondate fredde ad uno con vari peggioramenti e con qualche ondata fredda moderata; appare lontanissimo proprio perché i due precedenti sono stati direi estremi e sembra di fare il confronto con due mesi non invernali.
    Ora vediamo le frequenze dei valori registrati:

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Nome: 850hPa.png 
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Nome: Decenni_850 hPa.png 
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ID: 87354

    Sedici giorni e mezzo con temperature negative (di cui due e mezzo sotto i -5°C), dieci e mezzo con valori compresi fra zero e cinque gradi, quattro sopra.
    La media mensile e la distribuzione dei valori sono molto simili a quelle del decennio scorso; la media mensile è tornata negativa dopo ben cinque anni e non abbiamo superato i dieci gradi (ultima volta nel 2013). La differenza con i quattro dicembri precedenti è molto netta, avevamo avuto dai 2,5 ai cinque (otto nel 2014) giorni con temperature negative contro i sedici e mezzo di questo, dai 21 ai 28 giorni con temperature positive e a volte pure in doppia cifra. Questo mese però non ha avuto ondate fredde importanti, il valore minimo è stato un po’ modesto; la media decennale in corso ovviamente rimane molto più alta di quella scorsa, d’altro canto due mesi buoni non possono da soli controbattere ad almeno tre bollenti.
    Ora passiamo allo ZT:

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Nome: ZT_dic2017.png 
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ID: 87350

    Anche in questo caso il mese è stato molto diverso dai precedenti: anche qui le prime due decadi sono state ben sottomedia e con valori anche sotto i mille metri, si evidenziano anche qui le scaldate del giorno sette e la sciroccata del dodici.
    Poi lo ZT è salito di parecchio, raggiungendo il massimo mensile a Natale; nuova discesa a valori pienamente invernali fino al trenta e poi rapidissima risalita.
    Il mese ha chiuso con una media di 1532 metri, a dalla 1991/2016; è al tredicesimo posto su 37 tra le medie più basse.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 1353 (-476), 1241 (-422) e 1959 (+371) metri; le prime due sono al decimo e nono posto tra le più basse, la terza al nono tra le più alte.
    Gli estremi sono stati 537 e 3308 metri, raggiunti nei giorni 4, 12 e il 2015; lo ZT non ha raggiunto il suolo (ultima volta a dicembre, il 31/12/2014) e il record positivo (3964 metri il 28/12/1983) è un po’ lontano.
    Metto anche qui gli andamenti dei dicembri 2015 e 2016, i quali hanno avuto medie più alte di 1295 e 714 metri (!!!):

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Nome: ZT_dic2015.png 
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Nome: ZT_dic2016.png 
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ID: 87352

    Pure in questo caso sembra di confrontare mesi non invernali, in particolare nel 2015 lo ZT non è mai sceso sotto i 1800 metri ed ha avuto la media di.. ottobre.
    Se non si abita in montagna e/o non la si frequenta è difficile credere che dicembri del genere siano davvero accaduti, anche se nel 2016 le massime in pianura (complice l’aria spesso secca) sono state piuttosto alte e spesso oltre i dieci gradi (nel periodo di Natale anche oltre i 15, come fossimo a Pasqua..).
    Adesso le frequenze dei valori:

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Nome: Decenni_ZT.png 
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ID: 87356

    Diciassette giorni con valori sotto i 1500 metri e di cui dieci sotto i mille, sei con valori tra 1500 e duemila, i restanti otto sopra (di cui due e mezzo sopra i tremila).
    Anche l’analisi dello ZT conferma che questo mese ha la media e la distribuzione dei valori molto più simili a quelle medie del decennio scorso piuttosto che a questo; tuttavia il valore minimo non è stato basso (ma fortunatamente la neve è arrivata in pianura) e pure quello massimo è un po’ alto (da anni ’80).
    Il confronto con i precedenti quattro è stridente: quest’anno abbiamo avuto 17 giorni con ZT sotto i 1500 metri, il migliore era stato il 2014 (sette e mezzo), gli altri vanno da zero (2015) a quattro e mezzo (2013).
    Naturalmente la situazione si inverte se confrontiamo per esempio i valori sopra i duemila metri: nel 2017 otto giorni, il più vicino è ancora il 2014 con dodici e mezzo, gli altri lontani (2013 quindici e mezzo, 2015 trenta, 2016 diciannove).
    Una caratteristica che il 2017 ha in comune con i mesi di questo decennio è la scarsità di valori sotto i 500 metri: solo tre nel 2012 e un paio nel 2014, in passato erano ben più numerosi (e si vede che il colore viola è quasi sparito).

    I geopotenziali medi sono stati di 5512 metri, a -45 dalla media; sono al decimo posto su 37 tra i più bassi.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5504 (-67), 5458 (-97) e 5568 (+23) metri; le prime due sono all’undicesimo e sesto posto tra le più basse, la terza al 17° tra le più alte.

    Ecco la tabella riassuntiva:

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Nome: Tabella.png 
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ID: 87357

    In conclusione, dicembre non è stato nemmeno lontano parente degli ultimi quattro: al posto di clima mite e secco, è stato moderatamente freddo e con vari peggioramenti, è tornata la neve in pianura dopo quasi tre anni ed abbondante in montagna.
    Nulla di storico, ma questo dicembre è tornato nuovamente riconoscibile come anche lo scorso novembre.
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    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
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  5. #185
    Cirrus L'avatar di Burano
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    Eccoci all’appuntamento con il riepilogo del 2017.
    Per prima cosa metto una tabella che comprende medie decadali, mensili e stagionali (tranne l’inverno, che ovviamente è sempre a cavallo di due anni), scarti dalla media di riferimento, posizione nella propria classifica ed estremi; in pratica, questa tabella racchiude tutte quelle riassuntive che metto ogni mese.
    Ricordo che le posizioni colorate in rosso sono calcolate in ordine decrescente (quindi dalla più calda/alta) e che i valori in grassetto e sottolineati segnalano che un record è stato eguagliato o superato:

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Nome: Tabella.png 
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ID: 87425

    Ora commenterò ogni mese soffermandomi sui dati a mio parere più significativi.

    Dopo un dicembre bollente, gennaio ha segnato una brusca svolta.
    A partire dall’Epifania è arrivata aria artico-continentale molto fredda, sebbene il suo obiettivo principale sia stato il centro-sud si è fatta sentire pesantemente anche qui; lo ZT è tornato al suolo dopo due anni (Capodanno 2015) e siamo scesi sotto i -10°C dopo cinque (febbraio 2012).
    L a seconda decade è stata la più rigida dell’anno, quella con lo scarto negativo maggiore del 2017, sempre sottozero e con ZT quasi sempre sotto i mille metri: ha stabilito il nuovo record decadale (battendo il 1985 di un grado) e ha sfiorato quello dello ZT; tra quelle di gennaio è la terza più fredda, la quindicesima tra tutte quelle invernali (insieme ai periodi 1-10 feb 1986 e 21-31 gen 2005) e ventesima assoluta per lo ZT.
    Una decade così rigida mancava dalla parte centrale del febbraio 2012; ovviamente le due ondate fredde non sono paragonabili nel loro complesso poiché questa ha avuto medie di -4.3°C/-5.8°C mentre il 2012 di -9.8°C/-5.6° (discorso simile per il 1985, -10.3°C e -4.8°C).
    Gennaio nel complesso è stato piuttosto freddo, ha interrotto una serie di dieci mesi invernali consecutivi o caldi o in media, è stato il mese con lo scarto negativo maggiore del 2017; è terzo nella sua classifica e dodicesimo in quella generale, quarto per lo ZT con una media poco sopra i mille metri, un gennaio così in forma mancava dal 2010.
    Febbraio invece è stato deludente per la terza volta negli ultimi quattro inverni: quasi due gradi sopra la media, valori negativi mai sotto i -3°C/-4°C e pochi valori sottomedia, ZT spesso alto e solo occasionalmente sotto i mille metri. È ai primi dieci posti per tutte le grandezze (gpt compresi) tra le medie più alte, a conferma che è stato un mese senza sussulti invernali veri e propri.
    L’inverno 2016/17 nel complesso si colloca un po’ sopra la metà classifica delle stagioni più calde (12° per le T, 11° per lo ZT e ottavo per i gpt): dicembre e gennaio si sono annullati, mentre febbraio non ha fatto quasi niente.

    Marzo è stato molto caldo, ha avuto anomalie crescenti con il passare delle decadi ed è stato il mese con lo scarto positivo maggiore del 2017.
    Non abbiamo avuto valori davvero elevati e non abbiamo avvicinato record, il mese è tra i primi nelle sue classifiche grazie alla sua costanza: sopramedia quasi ininterrotto con parecchi valori sopra i cinque gradi, nessuna invernata fuori stagione, ZT molto spesso oltre i duemila metri, gpt elevati e da record per la parte finale del mese (il loro scarto dalla media è stato il più alto di tutto l’anno, ben 141 metri).
    Marzo è stato molto caldo per la terza volta nelle ultime sei, infatti abbiamo avuto anche il 2012 (record) e il 2014 (quarto).
    Aprile è cominciato simile a marzo, ossia con un forte sopramedia (tre gradi e quasi 500 metri per lo ZT), poi il caldo si è smorzato gradualmente; all’inizio della terza decade è arrivato il.. freddo con addirittura l‘ingresso di isoterme negative e un sottomedia quasi continuo.
    Un mese dai due volti, che nel caso delle temperature si sono controbilanciati (appena un decimo di scarto); nonostante ciò, aprile è tra i primi 10-12 in tutte e tre le classifiche tra le medie più alte, a conferma del suo brusco cambiamento avvenuto dal 2007 in poi.
    Maggio è iniziato sottomedia, sulla scia di aprile; poi però siamo tornati sopramedia quasi senza interruzioni e nella parte finale è cominciata l’estate vera e propria. Anche questo mese ha avuto due volti, ovviamente invertiti rispetto ad aprile: sottomedia deciso all’inizio, poi con anomalie positive crescenti per tutte le grandezze (terza decade ai primi dieci posti per tutte) che hanno controbilanciato la prima parte tant’è vero che il mese ha avuto scarti simili a quelli di aprile.
    La primavera è stata complessivamente molto calda: è sesta come temperature, seconda per ZT e geopotenziali.
    La prima metà è stata da record per tutte e tre le grandezze, ha avuto medie di 4.6°C (+2.9°C), 2283 (+472) e 5617 (+74) metri; batte il 1981 e il 2014 di tre decimi, ancora il 1981 di 14 e il 2011 di un paio.
    La seconda parte è circa a metà classifica, per via della fase fresca e perturbata a cavallo tra aprile e maggio; una primavera calda non fa più notizia, le prime otto più roventi appartengono a questo secolo e di queste sei si sono verificate dal 2007 in poi.

    L’estate è partita fortissimo, con un giugno bollente: il mese si è travestito da luglio (o da agosto) con tempo molto stabile e medie finali simili a quelle di riferimento degli altri due mesi estivi.
    Il sopramedia è stato intenso e persistente, lo scarto maggiore si è avuto nella parte centrale del mese per ZT e gpt, alla fine per le temperature.
    Il giorno 23 abbiamo registrato 21.6°C: è il nuovo record mensile, batte di un grado il 25/06/2003. È stato uno dei quattro valori sopra i venti gradi nella storia di giugno, gli altri due sono i 20.2°C del 14/06/2003 e i 20°C del 28/06/2005.
    Il giorno 11 lo ZT è schizzato a ben 4927 metri: è il nuovo record mensile (battuti i 4776 metri del 19/06/2002) e della prima parte estiva (battuti i 4902 del 07/07/1988), mentre per la temperatura resistono ancora i 22.8°C del 01/07/2012.
    La parte centrale del mese ha avuto uno ZT di 4072 metri: è il nuovo record nella sua classifica, ma soprattutto abbiamo superato per la prima volta la media di 4000 metri nella parte centrale di giugno (ma il 2002 aveva fatto segnare 3980 metri, per cui mancava davvero poco). Le decadi di giugno con media sopra i quattromila metri sono state complessivamente quattro, oltre a quella citata abbiamo i periodi 21-30 giu 2008 (4080), 2006 (4061) e 2016 (4028), l’unica decade estiva che rimane fuori è la prima di giugno (resiste ancora il 1996 con 3937 metri).
    Giugno è secondo come temperature a 1.5°C dal 2003 e davanti di otto decimi al 2012, è secondo come ZT a 15 metri dal 2003 e terzo come geopotenziali; è stato come un luglio o un agosto leggermente sopramedia, il fatto che sia ai vertici nelle sue classifiche eguagliando la media gli altri due mesi rimarca la grande differenza con essi (divario che continua ad esserci), per me è stato l’unico che si sia davvero avvicinato al 2003 e in effetti le loro caratteristiche sono simili.
    Luglio è cominciato discretamente caldo, poi le anomalie si sono quasi azzerate anche perché le medie di riferimento salgono fino alla prima parte di agosto; il mese ha alternato giornate calde a pause con passate temporalesche e alla fine ha chiuso vicino alle medie di riferimento per tutte e tre le grandezze.
    È stato leggermente più caldo di giugno, ma avendo ovviamente medie più alte è risultato molto meno anomalo del mese precedente; per me è stato un luglio come tanti che sarebbe potuto benissimo capitare in altre stagioni, è stato ben lontano dal 2015 (-2.2°C) e dal 2012 (-0.9°C), più fresco anche di 2013 e 2016 (-0.5°C).
    Ad agosto si è spalancata la fornace africana, che aveva accumulato moltissimo calore a causa di un’ITCZ molto alta.
    La prima decade del mese è stata infuocata: media di 19.5°C, è la terza assoluta dietro ai periodi 1-10 ago 2013 (20.1°C) e 21-31 lug 1983. La punta massima è stata di 23 gradi: è un valore davvero molto alto (a sei decimi dal record mensile fatto segnare nel 2011), mancava sempre dall’agosto 2013.
    Lo ZT medio è stato di 4449 metri: è il nuovo record assoluto anche considerando tutte le altre decadi, ha superato i 4408 metri di fine luglio 1983. Quest’ultima decade ha quindi perso anche il record dello ZT medio, tuttavia mantiene ancora i picchi assoluti (25.8°C e 5098 metri); lo ZT ha toccato i 4972 metri, altro valore elevatissimo dopo quello di giugno.
    I gpt medi sono stati di 5885 metri: anche in questo caso la decade è da record anche considerando tutte le altre, tuttavia il primato è condiviso con il periodo 1-10 agosto 1992.
    Insomma una decade di fuoco che in quota mancava da quattro anni, senza la pausa relativa del giorno sette vien da pensare che avrebbe potuto prendersi anche il record di temperatura.
    In seguito la calura si è attenuata, ma non ha fatto fresco dato che siamo rimasti mediamente sui 15 gradi, ZT tra 3700-4000 metri e gpt sempre oltre i 5800 metri.
    Agosto ha chiuso con pesanti anomalie positive e ai vertici di tutte le classifiche: terzo come temperature, secondo come ZT e primo come gpt insieme al 1992. È stato uno dei sei mesi con ZT superiore a 4000 metri (quarto assoluto in classifica generale), il più recente era l’agosto 2015; come temperature bisogna tornare indietro al tremendo luglio 2015 (quattro decimi più caldo) e limitandosi ad agosto al 2012 (quattro decimi più fresco).

    (continua)
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    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  6. #186
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    L’estate, come è facile indovinare, è stata caldissima: le medie sono state di 15°C, 3864 e 5809 metri, che la posizionano al secondo posto per tutte e tre.
    Nel caso delle temperature ha eguagliato la 2012, segue la 2003 di nove e precede la 2015 di due; per lo ZT segue la 2015 di 17 metri e precede la 2003 di tredici, per i gpt segue la 2003 di due ed è davanti alla 2015 di uno (quindi la stagione 2003 rimane imbattuta solo per le temperature, per ZT e gpt è stata raggiunta ma non superata di netto).
    È stata molto costante, difatti le due metà hanno avuto medie molto simili e sono entrambe sul podio delle rispettive classifiche per tutte e tre le grandezze; in questi ultimi anni l’estate ha picchiato parecchio, abbiamo avuto la 2012, la 2015, questa e la parte centrale della 2013 molto sopra le righe. La 2014 è stata fresca ma con una piovosità altissima e la 2016 non è stata così innocua soprattutto per ZT e gpt (alti).

    Dopo un’estate bollente, a settembre si è avuto un altro brusco cambio di rotta come accaduto passando da dicembre 2016 al gennaio successivo.
    Il tempo è divenuto perturbato e fresco, con anomalie crescenti al trascorrere delle decadi: in particolare la seconda e la terza parte sono state piuttosto fresche con ZT e gpt bassi, il giorno 19 abbiamo avuto appena 4 gradi e ZT a 1928 metri e la neve è comparsa perfino sulle Prealpi.
    Settembre ha chiuso ai quarto, sesto ed ottavo posto tra le medie più basse delle tre grandezze, un risultato del genere mancava dal biennio 2007/08; lo ZT e i gpt sono stati perfino inferiori al successivo ottobre.
    Ottobre è cominciato fresco, ma nella parte centrale è arrivata una poderosa rimonta dell’alta pressione nordafricana: non è durata molto, ma ha portato temperature estive (sui 15 gradi), lo ZT a 4500 metri (molto alto per ottobre) ed ha eguagliato il picco (non la media decadale) di gpt ottobrini esibendo un valore di 5910 metri (come nel 2001 e 2008).
    La scaldata non è stata da record, ma questa decade ha avuto gli scarti positivi maggiori di tutto l’anno per le temperature (4.5°C) e ZT (843 metri).
    In seguito la calura si è smorzata con l’alternanza di giornate calde ad altre più fredde ma siamo rimasti cmq sopra la media.
    Ottobre ha in pratica controbilanciato settembre, risultando tra il quinto e il settimo posto tra le medie più alte per tutte e tre le grandezze, lo ZT e i gpt sono stati (seppur di poco) più alti del mese precedente e questa cosa capita abbastanza di rado.
    A novembre è ripreso il tempo fresco/freddo e perturbato: tutte e tre le decadi sono state sottomedia e nella prima metà delle loro classifiche (ma non tra le prime dieci), verso metà mese abbiamo avuto le prime temperature negative e alla fine il primo anticipo invernale vero e proprio (con ZT sotto i mille metri), non c’è stata nessuna scaldata vera e propria.
    Novembre ha chiuso al nono posto tra i più freddi, a metà classifica per ZT e gpt; un mese ben diverso dai precedenti molto caldi (2011, 2012, 2014 e 2015) e come temperature mancava dal 2007.
    L’autunno, a differenza della primavera e dell’estate, è stato sottomedia: il nono più freddo, 15° come ZT e gpt (questi ultimi in media perfetta). Analogamente all’inverno, i primi due mesi si sono controbilanciati (scambiandosi però le parti) ma novembre è stato freddo al contrario di febbraio. La prima metà stagionale è stata fredda (quarta), la seconda a metà classifica a conferma che questa stagione è stata diversa dalle precedenti.

    Infine anche dicembre ha presentato caratteristiche ben diverse dai vicini predecessori: il clima caldo e secco è stato sostituito da quello freddo e perturbato in particolare nei primi venti giorni, è pure ricomparsa la neve in pianura dopo tre anni ed è tornata abbondante in montagna.
    Questo dicembre ricorda un po’ il 2012 (che però è stato più freddo di otto decimi); non sono entrate isoterme veramente fredde e non ha fatto nulla di clamoroso, è lontano dai migliori (2001, 2005 e 2010) ma anche dai catastrofici predecessori (non che ci volesse molto, eh!).

    Dopo il lungo racconto mese per mese, vediamo brevemente le medie annuali.
    La temperatura media è stata di 6.5°C, a +0.4°C dalla 1991/2016; il 2017 è al nono posto su 36 tra i più caldi, segue di un decimo la coppia 1994/2016 e precede di uno la quaterna 1989/1992/2006/2009.
    Ora metto un grafico esplicativo:

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Nome: Temperatura.png 
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ID: 87426

    Si nota un lento riscaldamento, più marcato sul finire del decennio scorso e che pare esploso in questo: infatti i tre decenni precedenti hanno avuto medie di 5.9°C, 5.8°C e 6° mentre questo finora è a 6.7°.
    In particolare, dal 2011 c’è uno scalino verso l’alto amplificato dal fatto che il 2010 è stato molto freddo (secondo con il 2005 e a quattro decimi dal 1996); abbiamo avuto i tre anni più caldi (2011, 2014 e 2015) e tranne il 2013 gli altri sono circa a livello dei più caldi di quelli dei decenni precedenti.
    In altre parole, confrontate il 2012, 2016 e questo con i decenni precedenti: sono nettamente più caldi rispetto a svariati altri, pochi hanno media simile e sono i più caldi (1983, 1994, 2007 e poi i quattro a 6.4°C che ho citato sopra).
    Sembra quasi che ora si oscilli attorno ad una media più alta rispetto alle precedenti, un po’ come accaduto alle primavere dal 2007 in poi.

    Lo ZT medio è stato di 2622 metri, a +84 dalla media; anche in questo caso il 2017 è al nono posto tra i più alti, segue il 2012 di dieci metri e precede il 2006 di ventiquattro.
    Ecco il grafico relativo ad esso:

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Nome: ZT.png 
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ID: 87427

    Le considerazioni che possiamo fare sono identiche a quelle delle temperature: le medie decennali sono state di 2527, 2488, 2518 e questa in corso è di 2647 (+129 rispetto alla precedente).
    Pure qui lo scalino del 2011 appare evidente: ora sembriamo oscillare attorno ai 2600 metri mentre in precedenza una media del genere capitava poche volte.

    I geopotenziali medi sono stati di 5661 metri, con uno scarto positivo di 17; l’anno è al quinto posto tra le medie più alte insieme al 1983, segue il 1992 di uno e precede il 1994 di tre.
    Ultimo grafico:

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Nome: GPT.png 
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ID: 87428

    Le medie decennali sono di 5642, 5641, 5639 e 5658 metri; anche per i gpt la media in corso si discosta in maniera decisa dalle altre ma i valori che registriamo adesso sono stati più frequenti in passato (fine anni ’80 inizio anni ’90) e abbiamo avuto delle pause più decise (triennio 2012-2014).
    Ad ogni modo, la tendenza è simile per tutte e tre la grandezze.

    Riassumendo, il 2017 è stato un anno discretamente caldo e con vari episodi da ricordare in entrambi i sensi.
    Marzo, giugno ed agosto sono stati roventi, febbraio ed ottobre caldi, aprile, maggio e luglio circa in media, freddi settembre, novembre e dicembre con gennaio decisamente rigido.
    Primavera ed estate molto calde, autunno invece discretamente fresco.
    Abbiamo avuto ritorni al passato e anche conferme di tendenze recenti: i primi sono stati gennaio, settembre, novembre e dicembre, i secondi marzo, la primavera e l’estate.
    Ci sono stati dei record importanti: i nuovi picchi positivi di giugno e la prima decade di agosto per ZT e gpt.
    È stato un anno vario, ma il risultato finale è stato in linea con quelli di questo decennio a conferma dell’evidente cambiamento climatico in atto.
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  7. #187
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    Adesso è arrivato il momento di fare il riepilogo di gennaio:

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Nome: Andamento_T.png 
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ID: 87939

    Il mese è iniziato sopramedia, e i valori sopra di essa hanno insistito fino al giorno otto; poi la temperatura è scesa sotto lo zero, ma senza vere irruzioni fredde (al massimo quasi -5°C attorno al quindici). In seguito siamo risaliti sopra e negli ultimi giorni del mese ha fatto piuttosto caldo, ce ne siamo accorti anche quaggiù perché eravamo alle prese con tempo umido e nebbioso.

    La media mensile è stata di 0.8°C, a +1.4°C dalla media 1991/2017; essa è al nono posto su 37 tra le più alte.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 2.2°C (+2.5°C), -1.4°C (-1.1°C) e 1.6°C (+2.7°C); la prima e la terza sono al settimo e all’ottavo posto tra le più miti nelle loro classifiche, la seconda al 15° tra le più fredde.
    Gli estremi mensili sono stati di -4.7°C e 8.2°C, registrati nei giorni 15 e 30; non sono stati battuti o avvicinati record di nessun tipo, quelli mensili sono i -16.1°C del 07/01/1985 e i 13.8°C del 20/01/2007.
    Ora vediamo la frequenza dei vari valori:

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ID: 87941

    14 giorni con temperature negative, 14 e mezzo con valori compresi fra zero e cinque gradi e i restanti sopra. Si vede subito la mediocrità di questo mese, che finora è quasi il peggiore di questo decennio: rispetto alla media di questo decennio mancano quattro giorni di temperature sotto i -5°C (quindi è mancata del tutto un’irruzione fredda vera e propria), abbiamo avuto più giornate con temperatura positiva. L’anno scorso (più freddo di ben quattro gradi) sembra essere stato un’eccezione, difatti questo gennaio ha media (e frequenze simili) ai vari 2014-2015 e 2016; gennaio, pur con le inevitabili oscillazioni, è rimasto quasi invariato a parte le medie dei picchi minimi e massimi (entrambe in aumento).
    Ora passiamo allo ZT:

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Nome: AndamentoZT.png 
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ID: 87942

    Anche in questo caso il mese è iniziato sopra la media, in particolare a Capodanno e a cavallo dell’Epifania; in seguito abbiamo avuto dodici giorni di sottomedia ma non abbiamo raggiunto valori veramente bassi (pochi sotto i mille). Poi nuovo rialzo, con un sopramedia significativo e con lo ZT vicino ai tremila metri.
    Gennaio ha chiuso con una media di 1802 metri, a +290 da quella di riferimento; esso è all’11° posto tra le medie più alte.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 1997 (+435), 1213 (-387) e 2160 (+775) metri; la prima e la terza sono al nono e quinto posto tra le più alte nelle loro classifiche, la seconda al decimo tra le più basse.
    I valori estremi sono stati di 694 e 3347 metri, registrati nei giorni 16 e a Capodanno; non sono stati battuti o avvicinati record, quello negativo è ovviamente al suolo mentre quello positivo è di 3947 metri registrato il 07/01/1999.
    Adesso passiamo alla frequenza dei valori:

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ID: 87944

    Dodici giorni e mezzo con ZT sotto i 1500 metri (di cui tre e mezzo sotto i mille), otto con valori fra 1500 e duemila, nove e mezzo fra duemila e tremila, uno sopra.
    Anche per lo zero termico possiamo fare le stesse considerazioni: pochi valori bassi (dodici gg contro sedici, tre e mezzo contro nove sotto i mille) e in eccesso quelli alti. Non abbiamo avuto un picco massimo importante, ma balza subito all’occhio la modestia del valore minimo; pochi gennai hanno fatto così male da questo punto di vista, perfino il derelitto (al piano) 2014 ha fatto un po’ meglio.
    Anche per lo ZT il confronto con l’anno scorso è stridente, il 2017 per poco non è entrato nel club “media mensile sotto i mille metri” che conta solo undici partecipanti (l’ultimo arrivato è il febbraio 2013) mentre questo è il secondo peggiore; guardando indietro fino agli anni’80 notiamo che le caratteristiche del mese sono rimaste nel complesso inalterate, sia come distribuzione dei valori che come estremi, per me è un fatto che va sottolineato dato che altri mesi (marzo, aprile, giugno..) sono cambiati pesantemente.

    I geopotenziali medi sono stati di 5560 metri, a +22 dalla media; essi sono all’undicesimo posto tra i più alti.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5560 (+15), 5471 (-83) e 5641 (+125) metri; la prima e la terza sono al 17° e settimo posto tra le più alte nelle loro classifiche, la seconda al nono tra le più basse.

    Ecco la tabella riassuntiva:

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Nome: Riassunto1.png 
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ID: 87945

    In conclusione gennaio è stato un mese insipido e noioso, direi mediocre; non ha avuto vere irruzioni fredde e infatti è stato piuttosto mite al piano, la parte centrale è stata discreta ma più per l’assenza di scaldate che per il freddo in sé (modesto).

    Prossimo appuntamento con il riepilogo di febbraio, che è chiamato al riscatto dopo quattro anni insipidi, e con il riassunto dell’inverno (finora senza infamia e senza lode).
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  8. #188
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    È giunta l’ora di fare il riassunto di febbraio; ecco i valori registrati con gli scarti dalla media 1991/2017:

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ID: 88969

    Si vede subito come questo febbraio sia stato un mese decisamente freddo: è stato sopramedia solo per quattro giorni e mezzo in tutto, un giorno e mezzo all’inizio, un paio a metà e brevemente durante il 24.
    Per gran parte del mese le temperature si sono mantenute costantemente sotto lo zero e con scarti negativi di 2-5 gradi, ma senza raggiungere valori veramente bassi (al massimo -6.3°C).
    Poi, come ci siamo accorti, l’inverno ha giocato l’asso di briscola con l’arrivo di una potentissima ondata artico-continentale: le temperature sono crollate portandosi sui -14°C e rimanendo lì per ben due giorni e mezzo!
    Dando uno sguardo al passato, solo nel gennaio 1985 (tra il 6 e l’8) e nel febbraio 1991 (giorni 6-7) isoterme del genere hanno insistito per un paio di giorni (nel febbraio 2012 “solo” il giorno 5, nel dicembre 1996 un giorno e mezzo a cavallo tra il 28 e il 29, nel 2005 un giorno a cavallo tra il 28 febbraio e il primo marzo), in effetti è già moltissimo che tali temperature arrivino fin qui; figurarsi quando non è solo una toccata e fuga come accade quasi sempre con temperature negative in doppia cifra (o, in estate, con valori sui 20°C o superiori).
    Febbraio ha chiuso con una media di -4.5°C, a -3.5°C dalla 1991/2017: è il quarto più freddo dietro a 2003 (-5.1°C), 1986 (-5°C) e 2005 (-4.8°C), precede di due decimi il 2012 (rovinato dall’ultima parte mite).
    è quinto su 113 mesi invernali, dietro anche a gennaio 1985 (-4.8°C).
    Le tre decadi hanno avuto medie di -2.6°C (-1.9°C), -4°C (-2.4°C) e -7.6°C (-7°C!); le prime due sono al decimo posto tra le più fredde nelle loro classifiche.
    La terza è la migliore nella sua graduatoria (supera il 2005 di mezzo grado) ed è quinta tra tutte le 336 decadi invernali finora censite insieme al periodo 11-20 febbraio 1985; è preceduta solo dai periodi 1-10 gennaio 1985 (-10.3°C), 1-10 febbraio 2012 e 1991 (-9.8°C e -8.6°C) e 11-20 febbraio 1984 (-7.7°C), sta davanti al periodo 11-20 febbraio 1981 di tre decimi.
    Una decade tanto fredda mancava proprio dal 2012, anche se è giusto ricordare la parte centrale di gennaio 2017 (-5.8°C, sedicesima) che cmq ha fatto segnare un bel valore; da questi dati si vede come questo febbraio non sia stato solo l’ondata gelida finale e che probabilmente sarebbe stato buono anche senza di essa.
    Il valore massimo è stato di 3.4°C registrato il giorno 16 e si tratta di un valore basso rispetto agli altri picchi mensili; quello minimo è di -14.5°C registrato il giorno 27, è il nuovo record decadale (battuto il 2005 di sei decimi), il secondo a livello mensile e quinto assoluto di tutta la serie (si veda qui: http://forum.meteotriveneto.it/showt...01#post1003701).
    Ora vediamo la frequenza dei valori registrati:

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ID: 88975

    Appena due giorni con temperature positive (di poco), 15 e mezzo con valori compresi tra -5°C e zero gradi, dieci e mezzo con valori inferiori (tre e mezzo in doppia cifra).
    Anche questi grafici confermano la bontà di questo febbraio, i giorni con temperature negative sono stati nove in più rispetto alla media di questo decennio e sei in più rispetto a quella degli anni ’80.
    Come osservato nei post precedenti, febbraio aveva deluso tra il 2014 e il 2017 (con la parziale eccezione del 2015) non presentando quasi ondate fredde e risultando anonimo: questo è stato decisamente più tosto, si vede come i colori freddi siano tornati ai livelli dei migliori e che un mese del genere mancava dal 2013. Certo, l’ondata gelida ha dato più di una mano per il risultato finale (però il 2012 rimane irraggiungibile con ben sette giorni di T inferiori a -10°C in due ondate), ma cmq questo mese ha avuto il merito di essere stato costante senza avere cedimenti significativi; ha ribadito che si mette davvero d’impegno può esibire risultati e medie difficilmente raggiungibili da gennaio e fuori portata di dicembre.
    La media decennale in corso oramai può essere paragonata alle precedenti, dato che mancano solo due anni: sono saliti un po’ i valori minimi e massimi, la media mensile è quasi identica al decennio scorso e un po’ più alta degli anni ’80, la frequenza dei valori negativi è uguale al decennio scorso e un pò più alta degli anni ’80. Questo mese non è cambiato più di tanto, tiene duro a differenza ad esempio di aprile, giugno e novembre.
    La media del primo bimestre è stata di -1.7°C, a -0.9°C da quella di riferimento; è al dodicesimo posto tra i più freddi insieme anche a 2004 e 2013.

    Ora passiamo allo zero termico:

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ID: 88970

    Anche lo ZT si è mantenuto sotto la media di riferimento per molti giorni, è salito sopra solo a metà mese per poco e il giorno 24.
    Abbiamo avuto parecchi valori sotto i mille metri, di questo ci siamo accorti anche perché ci sono state nevicate che hanno lambito la pianura; poi lo ZT è crollato al suolo e vi è rimasto incollato per tre giorni di fila. Anche questo è un indicatore dell’intensità di un’ondata di freddo, di solito lo ZT è al suolo per poco tempo (ammesso che arrivi fin lì) e non per giorni interi consecutivi.
    Il mese ha chiuso con una media di 874 metri, a -554 da quella di riferimento; è al sesto posto tra le medie più basse, dietro al 1986 (663 m), 2003 (675 m), 1983 (801 m), 2005 (816 m) e 1996 (870 m), precede il 2012 di 58. È ottavo tra tutti i mesi invernali dietro anche a gennaio 1985 (824 m) e 2010 (850 m); è uno dei dodici mesi invernali con media inferiore a mille metri, gli altri sono gennaio 2004 (886 m), febbraio 2013 e 1991 (965 m e 990 m).
    Le tre decadi hanno avuto medie di 1021 (-452), 979 (-346) e 568 (-928) metri; esse sono al decimo, tredicesimo e terzo posto tra le più basse nelle loro classifiche.
    La terza decade è sedicesima assoluta tra tutte, anche in questo caso non bisogna tornare indietro molto per trovarne una con un valore simile poiché la parte centrale di gennaio 2017 ha fatto segnare 635 metri; a titolo di curiosità, le decadi con media inferiore a mille metri sono 61 su 336 (il 18.2% del totale).
    Il valore massimo è stato di 2790 metri registrato il giorno 16; siamo molto lontani dal record di 3988 metri (che è anche record stagionale) registrato il 22/02/2016.
    Ora passiamo alla distribuzione dei valori:

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ID: 88973

    Diciannove giorni e mezzo con ZT sotto i mille metri (di cui quattro sotto i 500 e tre consecutivi al suolo), sette con valori compresi fra mille e 1500 metri, il rimanente fra 2500 e tremila.
    Solo i valori sotto i 500 sono stati in media, ovviamente sono mancati parecchi valori elevati a favore di quelli sotto i mille metri (dieci giorni in più rispetto alla media decennale).
    Anche in questo caso si vede che questo febbraio non c’entra nulla con i precedenti quattro e che somiglia molto di più alla coppia 2012-2013: ZT tornato al suolo dopo cinque anni, valori elevati di passaggio, forte presenza di valori bassi e compatibili con freddo e neve a bassa quota in caso di precipitazioni.
    La media decennale è cambiata poco, sono saliti un po’ i valori minimo e massimo; anche la distribuzione dei valori è rimasta simile rispetto al decennio scorso, rispetto agli anni ’80 semmai sono un po’ più frequenti i valori oltre i tremila metri e la media è salita di cento metri, ma alla fine questo mese non si è stravolto.
    La media del primo bimestre è stata di 1366 metri, a -106 dalla media; è al 15° posto tra le medie più basse.

    I geopotenziali medi sono stati di 5424 metri, a -91 dalla media; essi sono al sesto posto tra i più bassi.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5435 (-90), 5468 (-38) e 5357 (-156) metri; esse sono al dodicesimo, 19° e terzo posto tra le più basse nelle loro classifiche.
    La media del primo bimestre è stata di 5496 metri, a -31 dalla media; è al tredicesimo posto tra le più basse.

    Ecco la tabella riassuntiva:

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ID: 88971

    In conclusione, febbraio è stato un mese molto freddo che ha riscattato i precedenti quattro; è stato un mese costante, senza scaldate e pienamente invernale, alla sua fine è arrivata la botta gelida che per me è paragonabile ad episodi come dicembre 1996 e marzo 2005 (è stata più breve rispetto a 1985 e 2012).
    Davvero un gran finale di inverno che mancava da anni; febbraio ha ribadito che può essere molto crudo se si mette d’impegno, in caso contrario diventa uno stanco trascinarsi verso la primavera-
    Prossimo appuntamento con il riassunto dell’inverno; vi anticipo che questo non ha presentato le caratteristiche salienti del quadriennio 2013/14 – 2016/17 e questa è una novità interessante.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  9. #189
    Cirrus L'avatar di Burano
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    Adesso facciamo il bilancio dell’inverno appena terminato.

    Inizio mettendo i valori di temperatura e ZT registrati durante la stagione con i relativi scarti dalla media 1991/2016 (1991/92 -> 2016/17):

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    Dicembre è stato discretamente freddo, profondamente diverso dai quattro precedenti caldi e secchi.
    È partito sulla scia di novembre, quindi moderatamente sottomedia, e lo è stato per i primi venti giorni; non ha portato valori veramente bassi (al massimo una -6.5°C), ma neppure scaldate molto forti e persistenti e ha riportato la neve in pianura dopo tre anni (cinque se ci limitiamo alla prima parte mensile).
    La terza parte invece è stata anticiclonica e mite, attorno Natale c’è stata una scaldata intensa ma breve che oramai sembra essere diventata una consuetudine.
    Il mese ha avuto due decadi su tre sottomedia per tutte e tre le grandezze, esse sono quasi tutte ai primi dieci posti nelle loro classifiche; il mese ha chiuso sottomedia per tutte e tre le grandezze e questa è stata un’ulteriore riprova del fatto che non è stato nemmeno lontano parente dei suoi quattro predecessori.

    Gennaio, al contrario del 2017, è stato deludente: è stato un mese scialbo e piatto, senza vere irruzioni fredde (mai sotto i -5°C e lo ZT mai sotto i 700 metri).
    La parte migliore è stata quella centrale, a metà classifica tra le più fredde nella sua classifica e unica sottomedia del mese; le altre due sono state miti con scarti di 2.5°C circa (5-700 metri per lo ZT), la terza anche con geopotenziali elevati poiché c’era stata una rimonta anticiclonica che aveva portato clima mite in montagna e nebbia in pianura.
    Alla fine gennaio ha chiuso con un discreto sopramedia per tutte e tre le grandezze, risultando ai primi dieci posti nelle rispettive classifiche; come detto prima, è stato un mese deludente e senza nerbo, sia in montagna che al piano.
    È stato il peggiore del trimestre invernale per tutte e tre le grandezze: è la dodicesima volta che succede per tutte e tre.
    Febbraio, come visto nel post precedente, è stato decisamente freddo e lo sarebbe stato anche senza la botta gelida finale.
    È stato un mese in crescendo, per le prime due decadi con un moderato sottomedia quasi ininterrotto; nell’ultima parte è arrivata la burianata che ha portato valori sui -14°C (e ZT al suolo) per tre giorni di fila.
    La terza decade è stata davvero molto fredda, tant’è vero che è addirittura quinta su 336 decadi invernali e ha presentato scarti di sette gradi e quasi mille metri rispetto alle medie di riferimento; il picco minimo è stato di -14.5°C che è quinto valore assoluto di tutta la serie che considero (insieme al 07/01/1985).
    Febbraio, come dicembre, è stato sottomedia per tutte e tre le grandezze e in maniera marcata; anch’esso si è riscattato alla grande dopo aver dormito quattro anni. È stato il migliore del trimestre invernale per la diciottesima, diciottesima e ventunesima volta su 38.

    L’inverno ha avuto una temperatura media di -1.2°C, a -0.8°C dalla 1991/2016; esso è tra il 15° su 37 tra i più freddi, dopo cinque anni è tornato ad avere la media negativa.
    La due metà hanno avuto medie di 0.3°C (+0.1°C) e di -2.6°C (-1.5°C); esse sono al 18° e all’ottavo posto tra le più fredde nelle loro classifiche (la seconda è in compagnia del 1990/91).Le decadi con media negativa sono state sei (le prime due di dicembre, la parte centrale di gennaio e le tre di febbraio), quelle sottomedia sono state sempre le stesse; quelle più fredda e calda sono rispettivamente la terza di febbraio (-7.6°C) e la prima di gennaio (2.2°C), quelle con scarti negativo e positivo maggiori sono la terza di febbraio e di gennaio (-7°C e +2.7°C) .
    Il valore massimo è stato di 9.6°C, registrato a Natale; non è stato avvicinato nessun record di nessun tipo.
    Il valore minimo è stato di -14.5°C, fatto segnare il 27 febbraio; è tra i migliori del mese e quinto assoluto della serie.

    Lo quota media dello ZT è stata di 1423 metri, a -122 dalla 1991/2016; essa è al sedicesimo posto su 37 tra le più basse.
    Le due metà stagionali hanno avuto medie di 1611 (-46) e di 1229 (-227) metri; esse sono al 19° e all’undicesimo posto tra le più basse nelle loro classifiche.
    Abbiamo avuto due decadi con media inferiore a mille metri (la parte centrale e finale di febbraio), cinque sottomedia (le prime due di dicembre, la parte centrale di gennaio e tutto febbraio); quelle con la media più bassa e alta sono la terza di febbraio (568 metri) e di gennaio (2160 metri), quelle con lo scarto negativo e positivo maggiore sono quelle appena citate (-928 e +775 metri).
    Lo ZT è stato al suolo solo durante gli ultimi giorni di febbraio; il picco massimo è stato di 3347 metri, è stato registrato a Capodanno e non ha avvicinato nessun record.

    Ora vediamo la frequenza delle temperature registrate:

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    56 giorni con temperature negative, di cui tredici sotto i -5°C (e di questi tre e mezzo in doppia cifra negativa), sei giorni e mezzo con valori sopra i cinque gradi. I giorni con temperature negative sono stati quasi la metà a febbraio (26), 14 a gennaio e sedici a dicembre; dei tredici sotto i -5°C ben dieci e mezzo sono arrivati a febbraio, i restanti a dicembre.
    Da questi dati si vede qual è stato a mio parere il principale merito di quest’inverno: l’assenza di scaldate veramente durature, si vede che il colore verde chiaro e scuro sono arretrati vistosamente rispetto agli inverni scorsi a favore delle varie tonalità di blu.
    In effetti i giorni con temperature negative sono stati parecchi, e questo rispetto a qualunque media decennale: 56 contro 50, 45, 52 e di nuovo 45.
    D’altro canto c’è anche il rovescio della medaglia: abbiamo avuto un’irruzione davvero gelida, ma a parte questa non ci sono state sfreddate incisive; in altre parole, prima del 25 febbraio non siamo scesi sotto i -6.7°C di metà mese e questo sarebbe stato un risultato davvero pessimo (peggio solo il 1987/88, 1989/90 e 2013/14). Insomma, quest’inverno si è salvato da questo punto di vista grazie al MMW altrimenti non sarebbe probabilmente riuscito ad avere un’irruzione almeno moderata che è alla portata di molte altre stagioni. A questo proposito si noti il colore blu: è ben più basso di altri inverni con media simile, e questo conferma quanto appena detto.
    La media decennale è in aumento rispetto allo scorso decennio e finora è la peggiore: sono diminuiti i giorni con temperature sottozero, ora sono 45 mentre prima erano 50, 45 e 52. In particolare sono diminuite le temperature sotto i -5°C, quindi le ondate di freddo da moderate in su: ora i giorni sono mediamente nove, contro 13, 10 e 16. Di converso sono aumentate le temperature positive, si vede che certi mesi molto miti (tipo i dicembri scorsi) hanno lasciato il segno.
    Questo non deve stupire, lo scorso decennio si è preso gran parte degli inverni migliori (e i due più rigidi) che fanno parte dei due mini cicli 2001/02 – 2005/06 e 2008/09 – 2012/13; questo finora invece ha avuto due inverni buoni, uno discreto (questo), due anonimi e due molto caldi.
    Ora passiamo alla distribuzione dello ZT:

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    56 giorni con valori sotto i 1500 metri, 14 con ZT fra 1500 e duemila metri e 19,5 sopra (tre e mezzo sopra i tremila). I valori pienamente invernali (per me inferiori a 1500 metri) si sono concentrati in febbraio con 26,5 giorni, in dicembre sono stati sedici e mezzo e i rimanenti 12,5 a gennaio.
    Quelli inferiori a mille metri sono stati in totale 33, di cui 19,5 a febbraio, 3,5 a gennaio e i rimanenti dieci a dicembre; lo ZT è stato al suolo durante gli ultimi tre giorni di febbraio e basta.
    Per ritrovarlo lì durante l’ultima parte del mese bisogna risalire al 2005 (nel 2006 è stato a cento metri..), se consideriamo tutto febbraio basta tornare indietro al 2012 mentre in assoluto è sufficiente fermarsi al gennaio 2017.
    Anche per il valore minimo dello ZT si può fare la stessa osservazione della temperatura: senza l’irruzione gelida non sarebbe sceso sotto i 537 metri e questo sarebbe stato il risultato peggiore di tutti.
    Riguardo invece alla frequenza dei valori, l’irruzione gelida non è stata decisiva nel computo finale grazie anche ai numerosi giorni con ZT basso avvenuti a febbraio e in parte anche a dicembre (pochissimi in gennaio).
    Pure la media decennale dello ZT è in aumento in questo decennio e finora è la più alta di tutte: sono diminuiti i giorni con ZT inferiore a 1500 metri (44 contro 47, 43 e 50) e in particolare la frequenza di quelli sotto i 500 metri è la più bassa di tutti i decenni presi in considerazione.
    Sono aumentate le giornate con ZT fra 1500 e 2000 metri e quelle con valori oltre i tremila; anche in questo caso i mesi miti o molto caldi hanno lasciato il segno, in fin dei conti si tratta di periodi “rubati” all’inverno.

    Ora qualche parola sui geopotenziali.
    La media finale è stata di 5502 metri, a -33 dalla 1991/2016; essa è al decimo posto su 37 tra le più basse.
    Le due metà stagionali hanno avuto medie di 5523 (-31) e di 5480 (-43) metri; esse sono al decimo posto nelle rispettive classifiche, la prima è in compagnia del 1993/94.
    Dicembre e febbraio sono stati discretamente sottomedia, gennaio discretamente sopra; le decadi sottomedia sono le stesse delle temperature e dello ZT, quindi le prime due di dicembre, la parte centrale di gennaio e le tre di febbraio.
    Le decadi con gli scarti negativo e positivo maggiore sono state la terza di febbraio (-156 metri) e di gennaio (+125 metri).

    (continua)
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    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
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  10. #190
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    Ecco la tabella riassuntiva:

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ID: 89014

    In conclusione, quest’inverno ha avuto delle caratteristiche diverse da i quattro che lo hanno preceduto: niente dicembre caldo e febbraio rigido.
    A mio parere il principale merito di questa stagione è il non aver avuto scaldate forti e persistenti che si portano via decadi come niente: l’inverno è stato spesso sottomedia a dicembre e a febbraio, mentre gennaio è stato deludente.
    D’altro canto il sottomedia non è stati quasi mai marcato: senza l’irruzione gelida di fine febbraio (una sorta di fine dicembre 1996 – inizio marzo 2005 potenziato) avremmo avuto un picco minimo davvero modesto e staremmo a commentare una stagione un po’ piatta che non ha mai tirato una stoccata decisa.
    Invece la stoccata è arrivata alla fine, seppur grazie ad un raro MMW, e verrà ricordata per la gran persistenza di temperature gelide (ricordo che valori di -14/-15 di solito sono di passaggio, ammesso che arrivino, e non durano alcuni giorni come accaduto la settimana scorsa) che ci ha regalato un finale davvero con il botto.
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    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
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