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  1. #231
    Iridescenza
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    Come sempre un'ottima ed obiettiva analisi da parte di Burano!!

    Mi pare che la sintesi dal punto di vista puramente termico degli Inverni di questo decennio che va a concludersi sia:

    A) Dicembre molto negativo (il trittico "mortale" 2013-2014-2015" su tutti);
    B) Gennaio conservativo;
    C) Febbraio rimane da definire (si alternano annate molto buone come 2012, 2013 e 2017 ad altre molto negative come 2011, 2016 e 2019).

    N.B.: Io cmq conservo buoni ricordi di Dicembre 2013 e Febbraio 2016 per via della nevosità in montagna...

  2. #232
    Altostratus L'avatar di Burano
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    Dopo aver fatto il riepilogo di febbraio, vediamo com’è andato l’inverno appena concluso.
    Inizio mettendo i valori di temperatura e zero termico registrati nel corso della stagione, la media 1991/2018 (1991/92 – 2017/18) e gli scarti da essa; per maggiore chiarezza non ho riportato gli estremi giornalieri, che si possono recuperare dai vari riassunti mensili.

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ID: 93608

    Dicembre è stato interlocutorio, ossia è stato un mese che nel complesso non si è distinto in maniera particolare. La parte centrale è stata buona, quasi sempre sottozero e con ZT basso; le altre due senza nulla di particolare e anzi, la terza decade è stata un po’ mite. Alla fine questo mese si colloca a metà di tutte e tre le sue classifiche, lontano sia dai migliori e sia dai disastri del quadriennio 2013-2016 (e questo è stato il suo merito principale).
    Gennaio ha messo a segno un buon risultato: è stato privo di scaldate, ha avuto parecchi giorni con temperature sotto lo zero e ZT sotto i mille metri, ha avuto tutte le decadi con anomalie negative e si è piazzato ai primi dieci posti in tutte e tre le sue classifiche. Ha riscattato il deludente 2018.
    Febbraio invece è stato disastroso, di gran lunga il peggiore del trimestre e di parecchi altri febbrai recenti e non; è stato molto caldo, con ZT e gpt elevati, si è piazzato ai primi tre posti per tutte e tre le grandezze e trai primi dieci (o lì vicino) tra tutti i mesi invernali. Stavolta è stato la grande delusione dell’inverno, al contrario di gennaio è peggiorato moltissimo rispetto al 2018.

    L’inverno ha chiuso con una temperatura media di 0.2°C, a +0.6°C da quella di riferimento; esso è al 14° posto su 38 tra i più miti insieme al 2000/01, dietro alla stagione 1982/83 e davanti all’accoppiata 2014/15 e 2016/17 sempre di un decimo.
    Le due metà hanno avuto medie di -0.3°C (-0.5°C) e 0.8°C (+1.2°C); la prima è al 17° posto tra le più fredde, la seconda al nono tra le più calde nelle loro classifiche.
    Abbiamo avuto quattro decadi sottomedia: quella centrale di dicembre e le tre di gennaio.
    Le decadi con lo scarto assoluto più grande sono state la parte centrale di dicembre (-3.4°C) e quella finale di febbraio (+5.6°C).
    I valori estremi sono stati di -7.9°C e 8.6°C, registrati il quattro gennaio ed il 27 febbraio; non abbiamo battuto nessun tipo di record (decadale, mensile, stagionale), quelli assoluti sono i -16.1°C del 07/01/1985 e i 15°C del 13/12/1994.

    Lo ZT medio è stato di 1623 metri, a +78 dalla media 1991/2018; esso è al 14° posto tra le medie più alte, dietro al 1982/83 e davanti al 2000/01 di quattro ed un metro.
    Le due metà hanno avuto medie di 1582 (-74) e 1666 (+239) metri; la prima è al 18° posto tra le più basse, la seconda all’undicesimo tra le più alte.
    Abbiamo avuto sempre quattro decadi sotto la media: la seconda di dicembre e le tre di gennaio.
    Le decadi con lo scarto assoluto più grande sono state la seconda di dicembre (-673) e di febbraio (+963).
    I valori estremi sono stati di 98 e 3132 metri, registrati il 23 gennaio (durante la nevicata in pianura) ed il 17 febbraio; siamo andati vicino ad avere lo ZT al suolo, mentre non abbiamo avvicinato nessun primato positivo. Il valore record per la stagione invernale è di 3988 metri, registrati il 22/02/2016.

    I geopotenziali medi sono stati di 5540 metri, a +5 dal riferimento; essi sono al 17° posto fra i più elevati insieme al solito 2000/01, dietro all’inverno 1982/83 di tre metri e davanti di 14 all’accoppiata 1990/91 e 2014/15.
    Le due metà hanno avuto medie di 5539 (-15) e 5541 (+22) metri; la prima è al 17° posto tra le più basse, la seconda è al 14° tra le più alte.
    Le decadi sottomedia sono sempre le stesse delle due grandezze precedenti.
    Le decadi con lo scarto assoluto più grande sono state la parte finale di gennaio (-160) e di febbraio (+195); quest’ultima è stata da record per la sua classifica ed è una delle 15 decadi invernali ad aver superato la media di 5700 metri (tipica di fine maggio ed inizio ottobre).

    Adesso passiamo alla frequenza delle temperature:

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    Abbiamo avuto 45 giorni con temperature negative, di cui otto e mezzo sotto i -5°C; in dicembre i valori sottozero sono stati tredici e mezzo (tre con T inferiore a -5°C), in gennaio le giornate sono state ben 24,5 (5), in febbraio appena sette (con un solo valore sotto i -5°C e pure di poco).
    I giorni con temperature sopra i cinque gradi sono stati 12,5; quattro in dicembre, un solo valore in gennaio e ben otto in febbraio.
    Rispetto alla media decennale in corso abbiamo avuto un giorno in meno con temperature negative e 2,5 in più con valori sopra i cinque gradi; se alla fine questo inverno ha chiuso vicinissimo alla media di questo decennio, il grosso merito va senz’altro a gennaio e un po' anche a dicembre.
    Febbraio invece ha combinato ben poco e invece ha portato gran parte delle temperature oltre i cinque gradi.
    Anche la frequenza delle temperature sotto i -5°C è stata vicina alla media, nonostante le apparenze; semmai è mancata una stoccata un po' più decisa (ad esempio un picco di -9°C).
    L’esito del confronto non cambia se prendiamo come paragone gli anni ’90, che hanno avuto caratteristiche termiche molto simili a questo decennio.
    Se invece prendiamo gli altri due decenni il bilancio invece peggiora: da sette ad un grado positivo di scarto rispetto alla media, 5-7 giorni di temperature sottozero mancanti all’appello (quelle con valori inferiori a -5°C sono 4,5 – 7,5 in meno), 2,5 – 5,5 giorni di troppo con valori sopra i cinque gradi.
    Al momento l’inverno, al contrario delle altre stagioni, non mostra cambiamenti radicali: è vero che questo decennio è il peggiore, ma lo è veramente di poco, mentre le altre stagioni si sono scaldate ben di più dagli anni ’80 (la primavera di 1.2°C, l’estate di 1.6°C e l’autunno di 0.6°C).

    Ora è il turno dello zero termico:

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    Abbiamo avuto 42 giornate con zero termico sotto i 1500 metri, di cui 21 sotto i mille (2,5 sotto i 500); in dicembre ci sono state in totale dodici giornate (4,5 con ZT sotto i mille metri, un valore sotto i 500), in gennaio il totale è 23,5 (di cui quindici con valori sotto i 1000 metri e un paio sotto i 500), in febbraio solo sei e mezzo (1,5 sotto i mille ma nessuno sotto i 500).
    I giorni con ZT compreso fra 1500 e tremila metri sono stati 46,5: in dicembre ne abbiamo avuti 19, in gennaio sette e mezzo, in febbraio ben venti.
    Solo una giornata con ZT oltre i tremila metri, questi due valori sono stati registrati in febbraio.
    Facendo il raffronto con il decennio in corso abbiamo avuto una giornata in più con ZT inferiore a 1500 metri ed una in meno con valori sotto i mille; i giorni con ZT fra 1500 e tremila metri sono stati 4,5 in più mentre quelli sopra i tremila sono stati quattro in meno.
    In effetti anche la differenza dalla media decennale è quasi nulla (nove metri), mentre la punta massima è stata un po' bassa anche rispetto agli inverni più datati.
    Anche qui il merito principale è stato di gennaio, da solo ha fornito la metà delle giornate con ZT inferiore a 1500 metri e due terzi di quelle con valori sotto i mille; dicembre abbastanza bene mentre febbraio è andato molto male, ma se non altro non ha portato lo ZT a valori stellari.
    Pure nel caso dello ZT il giudizio peggiora se prendiamo come riferimento gli anni ’80 e il decennio scorso: 5-8 giorni in meno con ZT sotto i 1500 metri (6-9 in meno con valori sotto i mille), 9,5-10,5 in più con ZT fra 1500 e tremila metri ma 2-4 in meno con valori oltre i tremila.
    Anche in questo caso il decennio peggiore è quello in corso, anche se la differenza con gli anni ’90 è minima; pure in questo caso l’inverno è cambiato molto meno dagli anni ’80 rispetto alla primavera (+166 metri) e all’estate (+159) ma un pochino di più rispetto all’autunno (+91 metri contro +76).


    Ora la tabella riassuntiva:

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    In conclusione, questo inverno è un po' difficile da giudicare: il bilancio finale lo vede senza infamia e senza lode.
    Gennaio si è comportato più che bene, di fatto ha salvato la stagione: costantemente freddo pur senza picchi importanti e con ZT spesso basso (e quindi il freddo era presente sia al suolo che in quota), ha riscattato il deludente 2018. Secondo me è stato criticato troppo,
    Febbraio invece è stato pessimo, molto caldo come non capitava dal 1998; davvero una gran delusione, è tornato ad essere il peggiore del trimestre invernale come non capitava dal 2010/11.
    Dicembre si colloca nel mezzo: parte centrale buona, le altre né carne né pesce; è lontano sia dai peggiori che dai migliori.
    Forse questa stagione rappresenta un po' l’inverno classico delle nostre parti: alcune ondate di freddo ed alcune occasioni per la neve in pianura, parecchie altre giornate né carne né pesce, situazione prevalentemente statica.

    Tra qualche giorno metterò il promemoria per la primavera.

    Risponderò dopo a verza81 e ad Hailstone, altrimenti questo post diverrebbe più lungo di 10000 caratteri e non potrei postarlo.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

    :-D

  3. #233
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    Citazione Originariamente Scritto da verza81 Visualizza Messaggio
    Un pessimo febbraio ha rovinato un inverno che, nel bimestre dicembre gennaio, era discretamente sotto la media.
    Peccato.

    Inviato dal mio VTR-L09 utilizzando Tapatalk
    Già; se vogliamo vederla dall'altra parte, gennaio ha salvato un inverno altrimenti destinato alla mediocrità se non peggio.

    Citazione Originariamente Scritto da Hailstone Visualizza Messaggio
    Come sempre un'ottima ed obiettiva analisi da parte di Burano!!

    Mi pare che la sintesi dal punto di vista puramente termico degli Inverni di questo decennio che va a concludersi sia:

    A) Dicembre molto negativo (il trittico "mortale" 2013-2014-2015" su tutti);
    B) Gennaio conservativo;
    C) Febbraio rimane da definire (si alternano annate molto buone come 2012, 2013 e 2017 ad altre molto negative come 2011, 2016 e 2019).

    N.B.: Io cmq conservo buoni ricordi di Dicembre 2013 e Febbraio 2016 per via della nevosità in montagna...
    Grazie!
    Bentornato, era da tempo che non vedevo i tuoi post qui sul forum!
    Concordo con quanto dici, aggiungerei solo che dicembre ha avuto un pessimo 2016; quindi il trittico diventa un quadriennio. Il meno peggio di quel periodo è stato il 2014, grazie anche al finale freddo ma è facile fare meglio di quei mesi.
    Il problema di mesi come dicembre 2013 e febbraio 2016 è che sono stati miti in pianura, facciamo allora un febbraio 2013 che ha accontentato un pò tutti!
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    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  4. #234
    Altostratus L'avatar di Burano
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    Dopo aver visto com’è andato l’inverno, metto il promemoria per la stagione entrante.
    Inizio con le medie di riferimento (1991/2018) e le medie record per tutte e tre le grandezze:

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Nome: Tutte_medie.png 
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ID: 93710


    Ora facciamo un breve riassunto della primavera scorsa.
    Essa non era partita immediatamente, a differenza della stagione 2017: marzo 2018 era stato un mese praticamente invernale, con diversi valori negativi e con ZT varie volte sotto i mille metri (e perfino neve in pianura). Ha chiuso con una temperatura media di poco inferiore allo zero e con lo ZT sui 1300 metri; la terza decade ha ritoccato (di poco) il record negativo che apparteneva al 2013. Un mese del genere mancava proprio da cinque anni.
    Ad aprile era arrivata una svolta molto brusca, dopo due mesi piuttosto freddi: era iniziata una fase calda che, pur con delle pause, di fatto si protrarrà fino a metà novembre (circa) e condizionerà molto pesantemente la media di tutto l’anno.
    Come dicevo, ad aprile comincia a fare decisamente caldo soprattutto dalla seconda parte; la prima decade ha tutto sommato scarti (positivi) contenuti dalle medie di riferimento, per le altre due invece gli scarti sono molto pesanti (attorno ai cinque gradi e un po’ più di 700 metri) e la terza decade è stata da record nella sua classifica.
    Lo slancio è stato tale che aprile ha battuto perfino i record di temperatura e ZT (secondo come gpt) che appartenevano nientemeno che al 2007; un risultato davvero importante, che conferma con forza il grande cambiamento subito da questo mese.
    Pure maggio è stato caldo, in particolare durante la prima e la terza parte; ha avuto parecchi giorni moderatamente sopra la media con qualche interruzione nel mezzo (caratteristica di vari mesi del 2018), è tra i primi dieci per tutte e tre le grandezze.
    Alla fine la primavera 2018, pur con un marzo invernale, è stata calda ed ha avuto una seconda parte da record per tutte e tre le grandezze; da notare che nel 2017 erano stati stabilite le nuove medie record per la prima metà.

    Finito il tuffo nel passato, metto le classifiche mensili delle temperature:

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Nome: Classifica_Marzo_850hPa.png 
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Nome: Classifica_Aprile_850hPa.png 
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Nome: Classifica_Maggio_850hPa.png 
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ID: 93701


    Nel caso della primavera e dell’autunno la classifica combinata delle tre precedenti è quasi la loro unione (con poche eccezioni), per cui la ometto.
    Posto invece il grafico delle medie mensili stagione per stagione, l’esito del confronto fra i tre mesi e le medie decennali:

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Nome: MesexMese_850hPa.png 
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Nome: Confronto_850hPa.png 
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Nome: Grafico_decenni_850hPa.png 
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ID: 93705


    Nel terzo grafico ho messo in grigio i valori sopra l’istogramma arancione in modo che essi siano leggibili.
    Possiamo subito vedere che i tre mesi sono solitamente distanziati tra di loro; aprile è stato più freddo di marzo nel 1990, 1991, 1994, 1997 e 2012, c’è mancato poco anche nel 1989, 2001, 2002 e 2017.
    Maggio è stato sempre il più caldo dei tre e la sua supremazia non è stata mai messa veramente in discussione; si noti il 1991, con appena 1.5°C di differenza fra marzo (caldo) e maggio (il più freddo di tutti).
    I grafici mostrano che le evoluzioni nel tempo di marzo ed aprile sono simili, mentre maggio ha esibito un comportamento diverso dagli altri due.
    Marzo è rimasto praticamente stabile per i primi trent’anni: non sono mancati i mesi caldi (1982, 1989-1991, 1994, 1997, 2002), ma ci sono stati anche diversi mesi praticamente invernali (con media negativa).
    Tra questi sicuramente lasciano a bocca aperta il 1987 (più freddo di tutti i dicembri e sarebbe ai primi posti anche per gennaio!) ed il 1996.
    In questo decennio marzo si è scaldato di un grado: abbiamo avuto due mesi dal sapore invernale (2013 e 2018), altri vicini alle medie ma anche tre davvero molto caldi (2012, 2014 e 2017) i cui scarti positivi non sono stati compensati (e da qui l’aumento della media decennale).
    Aprile è rimasto quasi invariato nei primi vent’anni, più vicino a marzo che a maggio: lo conferma anche il fatto che quasi tutte le volte in cui si è scambiato di posto con marzo (o ci è andato vicino) si sono verificate proprio nei primi due decenni.
    In quei periodi troviamo un solo aprile veramente caldo (il 2000), diversi interlocutori ed alcuni davvero molto freddi (1991, 1997, 1982, 1990, 1994.. gli ultimi sono stati il 2001 ed il 2003).
    A partire dal 2007 c’è stata la grande svolta: è arrivato il record positivo (ritoccato dal 2018), da allora sono spariti i mesi freddi ed è aumentata la variabilità dei valori. In pratica ora si alternano mesi circa in media (ad esempio 2008, 2010, 2012, 2015 e 2017) con altri piuttosto caldi.
    La cosa è ben evidenziata dal terzo grafico: la media di questo decennio si è impennata anche perché è stato preso in pieno dal cambiamento ed ora aprile è a metà strada tra gli altri due mesi (le colonne celeste e viola hanno la stesa altezza).
    Maggio invece ha seguito una strada diversa: ha raggiunto il suo massimo durante il decennio scorso e in questo è tornato parzialmente indietro.
    Il record di questo mese risale al 1986: verrebbe da pensare che sia un’eccezione, ma un po' a sorpresa non è così. Infatti i mesi che hanno medie record (positive) risalenti agli anni ’80 e ’90 sono gennaio (1983), febbraio (1998), maggio (1986), luglio (1983), settembre (1987) ed ottobre (1995).
    Come dicevo, maggio aveva raggiunto il culmine nel decennio scorso: in effetti si notano subito mesi come 2001, 2003, 2007 e 2009 (l’unico veramente molto fresco è stato il 2004). In questo decennio abbiamo avuto mesi freschi (tipo 2013, 2014 e 2016), uno molto caldo (2018) e due che lo sono stati discretamente (2011 e 2015).

    Ora metto i grafici della prima e seconda metà primaverile:

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Nome: Grafico_seconda_metà_Primavera_850hPa.png 
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    Le due parti della stagione si sono scaldate in maniera molto simile: la prima ha medie decennali di 1.6°C, 1.2°C, 1.5°C e 2.8°C mentre le medie della seconda sono 6.3°C, 6.7°C, 7.7°C e 7.5°C.
    Dato che le metà stagionali sono composte per gran parte dai dati di marzo (e maggio), il loro andamento è fortemente influenzato dal comportamento del primo e terzo mese della primavera; ad ogni modo, il risultato finale è lo stesso (+1.3°C/+1.2°C rispetto agli anni ’80).

    Adesso posto la classifica delle primavere ed il grafico:

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Nome: Grafico_Primavera_850hPa.png 
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ID: 93709



    Come è ormai evidente da anni, la primavera si sta scaldando: nei primi vent’anni è rimasta invariata (3.9°C), poi è salita a 4.6°C ed ora è a 5.1°C con un progresso complessivo di 1.2°C.
    In questo caso il cambiamento avvenuto dal 2007 è ancora più evidente: a partire da quell’anno sono sparite le primavere fredde (le più rigide, ossia la 2010 e 2013, sono in undicesima e tredicesima posizione) e quelle calde sono diventate molto più frequenti. Basti pensare che, oltre all’imbattuta 2007, abbiamo anche la 2009, 2011, 2012, 2014, 2017 e 2018 che sono ai primi posti della classifica e sono tutte più calde di quella più rovente ante -2007 (è quella del 2001).
    (continua)
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    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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    Ora faccio la stessa carrellata per zero termico e geopotenziali; in questi casi sarò più breve, in quanto l’andamento di queste grandezze è simile a quello delle temperature.

    Ecco le classifiche mensili dello zero termico:

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Nome: Classifica_Marzo_ZT.png 
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Nome: Classifica_Aprile_ZT.png 
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Nome: Classifica_Maggio_ZT.png 
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ID: 93713

    E adesso il grafico delle medie mensili per ogni primavera, l’esito del confronto tra i mesi e le medie/differenze decennali:

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Nome: MesexMese_ZT.png 
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Nome: Confronto_ZT.png 
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Nome: Grafico_decenni_ZT.png 
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ID: 93716

    Anche nel caso dello ZT maggio è stato sempre il mese con la media più elevata del trimestre primaverile; di solito ha un bel vantaggio rispetto agli altri due mesi, ma occasionalmente è stato insidiato da essi.
    In particolare mi riferisco alla primavere 1987, 1991 (in questo caso maggio è stato avvicinato moltissimo da.. marzo!), 2004, 2007, 2013, 2014, 2016 e 2018.
    Tra quelle citate sopra si vede come la stagione 1991 sia stata davvero particolare, è la primavera con lo scarto minore tra il mese più caldo e freddo complici un aprile e maggio molto freddi.
    Nel caso delle temperature, aprile è stato per cinque volte il mese con la media più bassa del trimestre; nel caso dello ZT il totale è invece pari a dieci: lo scambio con marzo si è verificato nel 1989, 1990, 1991, 1994, 1997, 2001, 2002, 2003, 2012 e 2017.
    L’andamento delle medie decennali e delle differenze tra i mesi è simile a quello delle temperature: possiamo vedere come la differenza media fra maggio e marzo sia salita sino al decennio scorso ed ora è la più bassa, inoltre essa è cambiata molto meno rispetto alle altre due.
    Infatti si vede che, pur con le inevitabili oscillazioni, la differenza fra aprile e marzo è stata più contenuta rispetto a quella fra maggio ed aprile fino al decennio scorso; in questo invece aprile si è staccato da marzo e ora è circa a metà strada tra gli altri due mesi.
    La cosa si apprezza anche visivamente, con le linee rossa e celeste che erano ben più vicine in passato rispetto ad ora; si noti anche che l’evento “aprile con media più bassa di marzo” ha calato drasticamente la sua frequenza dal 2004 in poi.
    L’evoluzione delle medie decennali mensili somiglia a quella delle temperature: maggio ha raggiunto il massimo durante il decennio scorso ed ora è ritornato parzialmente indietro, presenta un comportamento diverso rispetto agli altri due.
    Marzo ed aprile hanno aumentato le loro medie, il secondo in maniera decisamente più brusca e in misura ben maggiore.
    Marzo è salito un po' negli anni ’90 e in questo decennio, per aprile vale il discorso fatto per le temperature: brusco cambiamento dal 2007 in poi e questo decennio è stato preso in pieno dal cambiamento avvenuto dodici anni fa.

    Adesso passiamo ai grafici delle due metà primaverili:

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Nome: Grafico_seconda_metà_Primavera_ZT.png 
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    La due metà stagionali hanno incrementato le loro medie in maniera simile, ma con andamento diverso.
    La prima parte ha medie decennali di 1782, 1744, 1786 e 1951 metri (+169 in totale); la seconda ha medie di 2487, 2538, 2641 e 2644 metri (+157 totali).
    Vediamo quindi che la prima parte è rimasta quasi invariata durante i primi trent’anni e poi è salita bruscamente; la seconda invece è salita gradualmente durante lo stesso periodo di tempo e poi si è fermata (nonostante il nuovo record positivo fatto segnare lo scorso anno).
    Ora la classifica delle primavere e il grafico:

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Nome: Classifica_Primavera_ZT.png 
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Nome: Grafico_Primavera_ZT.png 
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ID: 93720

    La primavera è rimasta identica durante i primi vent’anni, le medie sono state di 2132 e 2139 metri; poi è salita a 2213 metri ed ora è a 2298 (+166 in totale).
    Anche in questo caso si vede subito il brusco cambiamento intervenuto dal 2007 in poi: in quell’anno abbiamo stabilito il record (che resiste ancora), in seguito abbiamo avuto ben sei primavere su undici (2009, 2011, 2012, 2014, 2017 e 2018) con medie paragonabili o più alte di quelle delle stagioni con le medie più alte ante 2007.
    Ovviamente le stagioni sotto la media sono ancora presenti, ma ben più rare rispetto a i decenni scorsi.

    (continua)
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    Ora concludo il promemoria con i geopotenziali; ecco le classifiche mensili:

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Nome: Classifica_Aprile_GPT.png 
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Nome: Classifica_Maggio_GPT.png 
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ID: 93723

    Adesso è il turno del grafico delle medie mensili per stagioni, di quello delle differenze + medie decennali e del confronto:

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Nome: MesexMese_GPT.png 
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Nome: Confronto_GPT.png 
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Nome: Grafico_decenni_GPT.png 
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ID: 93726

    Balza subito all’occhio una cosa: a differenza delle temperature e ZT, maggio ha perso il confronto con aprile per tre volte (nel 1987, 2007 e 2013), nel 1991 e 2012 marzo ha sfiorato il colpaccio, nel primo caso perché maggio aveva avuto una media bassissima mentre nel secondo grazie alla media record di marzo.
    Aprile ha avuto una media più bassa di marzo per undici volte, praticamente tante quante quelle dello ZT (dieci): l’evento si è verificato nel 1983 (pari), 1989, 1990, 1991, 1994, 1997, 1998, 2002, 2003, 2012 e 2017.
    Gli anni in cui questa cosa è accaduta sono quasi gli stessi dello ZT; qui si sono aggiunti il 1983 ed il 1998 mentre manca il 2001. Anche in questo caso l’evento è quasi sparito dal 2004 in avanti.
    Riguardo l’evoluzione nel corso dei decenni, troviamo parecchie analogie con le altre due grandezze; d’altro canto la calura in montagna è portata dall’alta pressione subtropicale che è caratterizzata alti geopotenziali in quota ed ovviamente il caldo è anche associato allo ZT alto.
    Maggio ha raggiunto il massimo nel decennio scorso ed ora è tornato indietro agli anni ’90; marzo al momento non presenta trend evidenti, in quanto i decenni si alternano.
    Aprile aveva curiosamente la stessa media di marzo negli anni ’90, poi essa è aumentata in maniera sensibile; pure qui vediamo che in passato il secondo mese primaverile era più vicino a marzo che a maggio ed ora è a metà strada fra i due.

    Infine vediamo l’andamento stagionale, con i soliti grafici della prima e seconda metà:

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Nome: Grafico_seconda_metà_Primavera_GPT.png 
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ID: 93728

    Le medie decennali sono aumentate in misura molto simile (29 e 24 metri), ma con un andamento differente; la prima è rimasta stabile per i primi trent’anni (5536, 5537, 5534 metri) e poi è passata a 5565, la seconda è invece salita nei primi tre decenni e al momento si è fermata (5624, 5632, 5649 e 5648 metri).
    Anche qui notiamo che nelle due stagioni precedenti abbiamo stabilito il nuovo record positivo per la prima e seconda metà stagionale; nel secondo caso il record precedente è stato battuto in maniera più netta (sedici metri contro due).

    Adesso la classifica stagionale ed il grafico:

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Nome: Classifica_Primavera_GPT.png 
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Nome: Grafico_Primavera_GPT.png 
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ID: 93730

    I geopotenziali primaverili sono aumentati costantemente nel corso dei decenni, con un salto più netto passando a questo: la serie è 5580, 5584, 5592 e 5606 metri.
    In questo caso il capofila è il 2011, mentre il 2007 è quarto; anche qui la tendenza è al rialzo e pure in questo caso abbiamo varie stagioni recenti tra le prime dieci (2011, 2017, 2015, 2012 e 2014, a cui aggiungerei anche 2003, 2007 e 2009), ma occasionalmente abbiamo ancora avuto primavere indietro in classifica (la 2016 è tredicesima, la 2013 addirittura quinta).
    Nel caso dei geopotenziali non si vede un cambio di passo netto post-2007 come avvenuto per le altre due grandezze, anche se indubbiamente è aumentata la variabilità dei valori.
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    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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  7. #237
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    Ora è giunto il momento di vedere come si è comportato il primo mese primaverile del 2019; ecco i valori registrati ad 850 hPa:

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Nome: Andamento_T.png 
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ID: 93929

    La prima decade è stata interamente sopra la media, con scarti positivi compresi generalmente fra due e quattro gradi.
    In seguito la situazione si è movimentata: fra i giorni dodici e 14 le temperature sono diminuite portandosi un po’ sotto lo zero, poi nuova risalita sopra (con un picco di ben 10.6°C).
    Anche questa fase è durata poco, infatti dal giorno 18 è tornato nuovamente l’inverno (ovviamente non crudo) e la temperatura è ritornata nuovamente in territorio negativo.
    Dal giorno 22 nuova fase sopra la media, stavolta gli scarti sono stati elevati ed il caldo si è fatto sentire per bene anche in pianura e nelle vallate; in seguito nuovo ritorno di temperature sottozero (seppur di poco) ed il mese si è concluso con un paio di giorni miti.
    Pertanto questo mese è stato vario, dal giorno dieci c’è stata un’altalena termica che ha portato temperature invernali e pienamente primaverili, questo però è avvenuto in un contesto piuttosto secco.


    Marzo ha chiuso con una media finale di 2.6°C, a +1.5°C dalla 1991/2018; esso è al dodicesimo posto tra i più caldi, dietro al 1983 e davanti al 2001 di tre ed un decimo.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 3.2°C (+3.2°C), 0.7°C (-0.9°C) e 3.7°C (+2°C); la prima e la terza sono al quarto e settimo posto tra le più calde, la seconda al 18° tra le più fredde nelle loro classifiche.
    I valori estremi sono stati di -3.5°C e 10.6°C, registrati nei giorni 19, 20, 26 e 16; non abbiamo avvicinato nessun record, essi sono di -13.9°C e 13°C, registrati il 01/03/2005 e 02/03/2012.

    Adesso vediamo com’è stata la frequenza dei valori registrati:

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Nome: Distribuzione_T850.png 
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Nome: Decenni_T850.png 
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ID: 93932

    Abbiamo avuto nove giorni con temperatura negativa, tredici e mezzo con valori compresi fra zero e cinque gradi, i rimanenti otto sopra (con un valore poco oltre i dieci gradi).
    Facendo il paragone con la media decennale in corso vediamo che i giorni sottozero sono stati perfettamente in media (ma ne è mancato uno con valori sotto i -5°C); i giorni con temperature fra zero e cinque gradi sono stati due e mezzo in meno, quelli sopra i cinque gradi sono stati tre in più.
    Lo scarto (positivo) rispetto alla media attuale è di sei decimi.
    Se facciamo il confronto con i decenni passati lo scarto della media mensile sale a 1.8°C-1.9°C; i giorni con T negative sono stati 2-4 in meno, quelli con valori fra zero e cinque sono stati da mezzo a 2,5 in meno mentre quelli sopra i 5°C sono stati 4-5 in più.
    Notiamo come il mese di marzo sia rimasto invariato nei primi vent’anni e che si è avuto un leggero riscaldamento nel decennio scorso; in questo il cambiamento si è fatto molto evidente con un guadagno di oltre un grado.
    Possiamo anche vedere come marzo a volte si sia travestito da mese invernale con medie mensili vicine allo zero o addirittura sotto; colpiscono in particolare il 1987 (meglio di tutti i dicembri e tra i primissimi pure per gennaio) e il 1996, citiamo anche i .
    In questo decennio ci sono stati due marzi invernali (2013 e 2018), ma anche tre mesi caldissimi (il 2012, 2014 e 2017 sono ai primi quattro posti); questi ultimi, con l’aiuto anche del 2019, hanno condizionato pesantemente il risultato decennale.


    Adesso analizziamo lo zero termico:

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Nome: Andamento_ZT.png 
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ID: 93933

    Il suo andamento, come accade spesso, è molto simile a quello della temperatura ad 850 hPa.
    La prima decade è trascorsa interamente sopra la media di riferimento, con ZT vicino ai duemila metri e con qualche puntata verso l’alto; gli scarti sono stati molto vari, passando da qualche centinaio di metri fin oltre i mille.
    Il giorno undici è arrivato un calo brusco, e per tre giorni lo ZT si è portato sotto i 1500 metri; tra il sedici ed il 18 nuova impennata, con lo ZT risalito velocemente oltre i tremila metri.
    Questo però è durato poco, nel corso del giorno 18 lo ZT è crollato fin sotto i mille metri e vi è rimasto nelle vicinanze per qualche giorno.
    L’altalena è proseguita con una nuova impennata, lo ZT si è riportato vicinissimo ai tremila metri (con scarti di 900-1200 metri dal riferimento); altro crollo il giorno 26, lenta risalita nei giorni successivi ed ultima impennata il giorno trenta.


    La quota media dello ZT è stata di 2030 metri, a +285 da quella di riferimento; essa è all’undicesimo posto tra le più alte, dietro al 1197 e davanti al 1991 di dieci ed otto metri.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 2114 (+556), 1750 (-82) e 2216 metri (+380); la prima e la terza sono quarto ed ottavo posto tra le medie più alte, la seconda al 19° posto tra le più basse nelle rispettive classifiche.
    I valori estremi sono stati di 944 e 3317 metri, registrati nei giorni 18 e 17; non abbiamo avvicinato nessun record, essi sono di 94 (suolo) e 3693 metri, la punta massima è stata segnata il 11/03/1990.

    Ora passiamo alla distribuzione dei valori:

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Nome: Distribuzione_ZT.png 
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Nome: Decenni_ZT.png 
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ID: 93935

    Ci sono stati nove giorni e mezzo con ZT inferiore a 1500 metri, sette e mezzo con valori fra 1500 e duemila, dodici fra duemila e tremila, il rimanente (uno e mezzo) sopra.
    Rispetto al decennio in corso abbiamo avuto lo stesso numero di giorni con ZT sotto i 1500 metri (ma ne è mancato uno e mezzo con valori inferiori a mille metri); i giorni con valori fra 1500 e duemila metri sono stati 2,5 in meno, quelli con ZT fra duemila e tremila due in più, un valore in più oltre i tremila metri.
    Anche qui vediamo come la frequenza dei valori sia stata molto simile a quella del decennio in corso e che la media mensile invece sia stata ben più alta (204 metri in più).
    Anche nel caso dello ZT il paragone con i decenni passati vede uno scarto maggiore con le medie decennali ed una differenza più grande con i valori più bassi: infatti la differenza con le medie decennali sale a 300-370 metri, i giorni con ZT sotto i 1500 metri diventano 1,5-2,5 in meno, quelli nella fascia subito sopra diventano 0,5-1,5 in meno, quelli con ZT fra duemila e tremila metri 2-5 in più ed infine i valori oltre i tremila metri sono stati in linea.
    Lo ZT medio di marzo, analogamente alla temperatura, è salito; lo ha fatto in maniera leggermente diversa perché c’è stato un primo balzo negli anni ’90 ed uno più consistente in questo decennio; anche nel caso dello ZT ci sono stati marzi pressoché invernali (anche qui il 1987 e 1996 si fanno notare) ed altri con media quasi da aprile.
    Anche nel caso dello ZT questo decennio è stato condizionato fortemente da mesi come 2012, 2014, 2017 e 2019; abbiamo avuto due marzi invernali (2013 e 2018) ed altri interlocutori che non hanno compensato quelli molto caldi.


    I geopotenziali medi sono stati di 5590 metri, a +51 dalla 1991/2018; essi sono all’ottavo posto tra i più alti insieme al 1989, dietro al 2011 e davanti al 2014 di tre ed otto metri.
    Gli estremi sono stati di 5470 e 5770 metri, registrati nei giorni 5 e 22; l’estremo positivo è il nuovo record per la terza decade, batte i 5760 metri del 24 marzo 1994 e 2011.

    Al momento il 2019 ha avuto una temperatura media di 0.9°C, a +1°C dal riferimento; esso è all’ottavo posto su 38 tra i più caldi, dietro al 1998 di due decimi e davanti al trittico 1983-1992 e 2008 di uno.
    Lo ZT è stato mediamente a 1727 metri, con uno scarto di 164 dalla media; è all’undicesimo posto tra i valori più alti davanti al 1992 e dietro al 2008 di una ventina di metri.
    I gpt medi sono stati di 5545 metri, a +15 dalla media; essi sono al 17° posto tra i più alti, davanti al 2014 e dietro al 1994 di uno e due metri.

    Ecco la tabella riassuntiva:

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Nome: Tabella.png 
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ID: 93936

    In conclusione, marzo è stato un mese sopramedia per tutte e tre le grandezze, ma movimentato: dalla seconda decade si sono alternate brevi fasi calde interrotte da brusche raffreddate.
    Marzo è stato però sopra le medie di riferimento perché le fasi fredde sono state più brevi e meno incisive di quelle calde; il tutto è avvenuto in un contesto piuttosto secco.
    Al momento il 2019 si è comportato all’incontrario rispetto al 2018: abbiamo avuto un buon gennaio seguito da un febbraio/marzo molto e discretamente caldi, l’anno scorso gennaio era stato deludente ma febbraio e marzo erano stati molto e discretamente freddi.
    Vediamo come continua il 2019, ricordo che l’anno scorso ad aprile era partita una fase calda/molto calda che si era veramente conclusa verso metà novembre (circa).
    I tipi di utenti nei forum meteo:

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    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

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    Adesso vediamo com’è andato aprile; ecco i valori registrati ad 850 hPa con i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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ID: 94286

    Notiamo subito che il mese non ha avuto fasi molto prolungate di caldo o di freddo.
    I primi due giorni sono stati piuttosto miti con scarti di 4-5 gradi, ma i successivi sei sono stati vicini alle medie giornaliere di riferimento; tra i giorni otto ed undici si è avuta una breve fase mite con scarti di 3-4 gradi, in seguito si è avuta la fase sottomedia più prolungata e significativa di questo aprile.
    La temperatura è scesa gradualmente fino allo zero e poi è si è portata attorno ai due gradi; in questo caso gli scarti dalla media sono stati più contenuti (1-2 gradi).
    In seguito abbiamo avuto una decina di giorni con temperature quasi sempre miti e con scarti positivi di due-tre gradi; poi è arrivato il brusco raffreddamento che ha riportato.. l’inverno e la neve in montagna.

    Aprile ha avuto una media complessiva di 4.4°C, a +0.3°C da quella di riferimento; è al nono posto su 39 tra i più caldi, dietro al 2016 e davanti alla coppia 1983-2010 di sei e due decimi.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 4.7°C (+1.6°C), 3.2°C (-0.3°C) e 5.5°C (-0.3°C); la prima e la terza sono al nono e diciottesimo posto tra le più calde, quella centrale è al 18° posto tra le più fredde nelle loro classifiche.
    I valori estremi sono stati di -0.1°C e di 8.8°C, registrati nei giorni 29 e 26; non abbiamo neppure lontanamente avvicinato nessun record, quelli mensili sono di -8.3°C e 15.2°C, registrati il 07/04/2003 ed il 08/04/2011.
    Ora vediamo la distribuzione dei valori di questo mese:

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ID: 94288

    Abbiamo avuto una giornata e mezzo con temperatura pari a zero o negativa (e pure di poco), nessun valore è sceso sotto i -5°C; i giorni con valori compresi fra zero e cinque gradi sono stati sedici e mezzo, quelli con temperatura tra cinque e dieci gradi sono stati dodici.
    Facendo il confronto con la media del decennio corrente è mancato un valore negativo, abbiamo avuto 4.5 giorni in più con valori fra zero e cinque gradi, quattro in meno con temperature superiori (e tre in meno con valori in doppia cifra); questo paragone ci indica che questo aprile è stato più fresco rispetto alla media di questo decennio (e questo è testimoniato anche dagli scarti rispetto alle frequenze medie degli ultimi nove anni), è stato in linea rispetto al decennio scorso ma ben più caldo rispetto alle medie degli anni ’80 e ’90.
    Infatti i paragoni con i primi vent’anni, molto simili tra di loro, indicano che abbiamo avuto 2.5-4.5 giorni con T negative in meno, 1.5 giorni in meno (e in più) con valori fra zero e cinque gradi, 3-4 giorni in più con valori maggiori di cinque gradi. Inoltre, lo scarto dalle medie decennali è di circa un grado positivo.
    Questo aprile è ben lontano da quelli più caldi, ma si mette dietro anche parecchi del passato pur non avendo avuto scaldate imponenti; questo rappresenta un’ulteriore conferma del cambiamento radicale avvenuto dal 2007 in poi.
    A partire da quell’anno sono praticamente spariti i mesi di aprile freddi e quelli caldi sono diventati molto più frequenti (si vede subito come un aprile caldo come il 2000 sia stato avvicinato o superato molto più spesso rispetto a prima), ora i mesi più freschi si avvicinano alle medie dei primi vent’anni ma rimangono sopra di esse come se stessimo oscillando attorno ad una media nettamente più elevata.
    Provando a calcolare le medie 1981-2006 e 2007-2019 otteniamo un risultato di 3.3°C e 5.2°C: la differenza è di ben 1.9°C.
    Naturalmente si tratta di un risultato indicativo, dato che ho messo a confronto medie di durata molto diversa (26 e 13 anni).

    Ora passiamo allo zero termico:

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ID: 94289

    Come accade spesso, l’andamento dello zero termico è simile a quello della temperatura ad 850 hPa.
    I primi due giorni sono stati sopra la media, con lo ZT attestato sui 2300-2500 metri; in seguito lo ZT è sceso sotto i duemila metri (tranne un valore isolato) per cinque giorni con scarti negativi di 100-200 metri.
    Tra il giorno otto e dieci c’è stata una breve risalita oltre i duemila metri e con scarti positivi di circa 300, poi anche in questo caso abbiamo avuto cinque giorni con valori via via inferiori; abbiamo avuto scarti di 2-300 metri ed un paio di valori sono stati inferiori (di poco) ai 1500 metri.
    In seguito abbiamo avuto la fase sopramedia più prolungata di questo mese, con lo ZT che è salito gradualmente fino a tremila metri e con scarti positivi di 3-600 metri; poi brusco calo, con un picco poco sotto i 1500 metri e poi con valori sotto i duemila.

    La media mensile è stata di 2118 metri, con uno scarto.. nullo (!) dalla 1991/2018; essa è al 14° posto tra le più alte, dietro al 2017 e davanti al 1995 di 61 e 15 metri.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 2062 (+81), 1938 (-41) e 2353 metri (-42); esse sono al 18°, 19° e ventesimo posto tra le più alte nelle loro classifiche.
    I valori estremi sono stati di 1401 e di 3019 metri, registrati nei giorni 14 e 22; anche in questo caso non abbiamo avvicinato nessun record, quelli mensili sono di 465 e 3780 metri, registrati nei giorni 13/04/1986 e 27/04/2012.
    Adesso è il turno della frequenza dei valori registrati:

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ID: 94291

    Ci sono state 1.5 giornate con ZT inferiore a 1500 metri (nessun valore sotto i mille), quelle con ZT fra 1500 e duemila metri sono state undici, i giorni compresi nella fascia superiore sono stati dodici e quelli con valori oltre i 2500 sono stati 5.5 (un solo valore sopra i tremila).
    Rispetto al decennio in corso abbiamo avuto la metà dei giorni attesi con ZT sotto i 1500 metri, cinque giorni in più con valori compresi fra 1500 e duemila metri, tre in più nella fascia 2000-2500 e la metà con ZT sopra i 2500; lo scarto dalla media decennale è di -186 metri.
    Anche in questo caso vediamo come questo aprile non sia stato in linea con le medie del decennio e che i valori alti siano stati in difetto.
    Il paragone con i primi vent’anni ci dice che i giorni con ZT inferiore a 1500 sono stati 2.5-5.5 in meno, quelli nella fascia superiore 1-2 in più, quelli con ZT tra duemila e 2500 metri tre in più e quelli con valori sopra i 2500 sono stati circa uno di meno; lo scarto dalla medie decennali diventa positivo e va da 68 a 125 metri.
    Pure in questo caso l’aprile appena trascorso non avvicina quelli con la media più alta e si mette ugualmente dietro parecchi di quelli passati (ma è un po’ più indietro in classifica) pur essendo stati quasi privo di valori veramente elevati.
    La svolta del 2007 è visibile pure qui, anche se in tre casi (2008, 2010 e 2012) aprile si è avvicinato moltissimo alle medie dei primi vent’anni; pure per lo ZT i mesi con medie basse sono scomparsi, abbiamo molto più spesso mesi con medie elevate e/o un po’ sopra a quelle del primo ventennio.
    Calcolando le medie 1981-2006 e 2007-2019 troviamo che esse sono di 2004 e 2291 metri, con un incremento di 287; ovviamente pure questo calcolo è indicativo.


    I geopotenziali medi sono stati di 5580 metri, a +6 dal riferimento; essi sono al tredicesimo posto tra i più alti, dietro al 2014 e davanti al 1996 di dieci ed un metro.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5532 (-27), 5596 (+50) e 5613 (-5) metri; la prima è al 14° posto tra le più basse, le altre due sono al nono e 18° tra le più alte nelle loro graduatorie.

    Il primo quadrimestre del 2019 ha una temperatura media di 1.8°C, a +0.9°C dalla 1991/2018; esso è al settimo posto tra i più caldi, dietro e davanti alle coppie 2002-2011 e 1983-2016 di due ed un decimo.
    Lo ZT è stato mediamente a 1825 metri, a +123 dal riferimento; esso è al 14° posto tra i più alti, dietro al 2011 e davanti al 2016 di uno e due metri.
    I gpt medi sono stati di 5555 metri, con uno scarto di 14 metri dalla media 1991/2018; essi sono al 14° posto tra i più alti, dietro al 2014 e davanti al 2008 di un metro (rispetto ad entrambi).

    Ecco la tabella riassuntiva:

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ID: 94292

    In conclusione, aprile è al momento il mese del 2019 con gli scarti minori dalle medie prese come riferimento per tutte e tre le grandezze.
    È stato abbastanza vario, con alternanza di periodi di segno opposto e quasi mai con scarti davvero molto alti dalla media; non ha avuto scaldate o raffreddate davvero significative.
    Nonostante sia stato lontanissimo dal 2018 (record) e nonostante non abbia avuto scaldate imponenti, è nella prima metà di tutte e tre le graduatorie e si colloca tra i primi dieci più caldi; pertanto è arrivata un’ulteriore conferma del cambiamento iniziato dal 2007.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

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    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
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    Adesso vediamo com’è andato maggio 2019; ecco i valori registrati ad 850 hPa con i relativi scarti dalla media 1991/2018:

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ID: 94586


    Come ci siamo accorti ed è evidente dal grafico, il mese è stato molto freddo e le anomalie negative si sono protratte dall’inizio alla fine.
    Maggio è iniziato molto vicino alla media di riferimento (primi due giorni) ma poi la temperatura è subito scesa sotto la media e vi è rimasta fino al giorno 24; gli scarti negativi in genere sono stati di 3-5 gradi, con le fasi fredde principali attorno ai giorni 6-8 e 15.
    Siamo addirittura scesi sotto lo zero e lo abbiamo fatto per ben tre volte: come vedremo nell’analisi delle frequenze delle temperature, i valori negativi in maggio sono davvero molto rari ed è come avere temperature di -10°C al di fuori del trimestre invernale o valori sopra i 20°C al di fuori del bimestre luglio-agosto.
    Vi anticipo subito che abbiamo stabilito nuovi record per le prime due decadi e anche per il mese: i -1.1°C del giorno sei battono i -0.7°C del 01/05/1984 e i -1.5°C del giorno 15 superano i -0.9°C del 16/05/2012, entrambi i valori sono inferiori al vecchio record mensile (i -0.9°C citati poco fa).
    Abbiamo quindi battuto il record negativo per maggio nel giro di una decina di giorni; se invece consideriamo tutti gli anni con dati a disposizione (la serie inizia dal 1973), troviamo che nel 1978 eravamo scesi ancora più in basso (due -3.7°C ed un -2.3°C fra il 12 ed il 13 maggio).
    Nell’ultima parte il freddo si è parzialmente attenuato, in tre occasioni siamo anche saliti di.. mezzo grado sopra la media ma il mese si è chiuso con l’ennesima raffreddata.

    Maggio ha avuto una media complessiva di 5.4°C, a -2.9°C dalla 1991/2018; esso è al secondo posto tra i più freddi, dietro al 1991 e davanti al 1984 di nove e un decimo.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 3.7°C (-3.5°C), 4.6°C (-3.5°C) e 7.8°C (-1.8°C); esse sono al secondo, terzo e decimo posto tra le più fredde nelle loro classifiche.
    Piccola curiosità: le prime due decadi mensili hanno avuto una media identica alla coppia terza decade di marzo – prima di aprile, ma in quel caso gli scarti erano molto diversi (+2°C e +1.6°C) proprio perché eravamo un mese e mezzo prima.
    Come detto in precedenza, abbiamo battuto due volte il record negativo mensile e stabilito quelli delle prime due decadi; il valore massimo mensile (10.4°C) è stato di registrato nel giorno 26, il record positivo (20.8°C il 25/05/2009) è ovviamente lontanissimo.

    Ora passiamo alla frequenza dei valori registrati:

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ID: 94588


    Nel complesso abbiamo avuto un giorno e mezzo con temperatura sottozero, 8.5 giornate con valori compresi fra zero e cinque gradi, i giorni con temperatura fra cinque e dieci gradi sono stati 18.5 ed infine abbiamo avuto appena un giorno e mezzo con temperature in doppia cifra (e pure di poco).
    Prendendo qualunque decennio come termine di paragone, arriviamo alla stessa conclusione: grande surplus di giornate fredde e grande mancanza di giornate calde, grande scarto negativo dalle medie decennali ( da 2.3 a 3.4 gradi).
    Rispetto a questo decennio abbiamo avuto 1.5 giorni sottozero in più, un surplus di 2.5 giorni aventi temperature fra zero e cinque gradi, 1.5 giorni in più con valori tra cinque e dieci gradi e sei giorni e mezzo in meno con valori in doppia cifra.
    Il confronto con i primi vent’anni dà risultati molto simili a quello appena scritto; il paragone con lo scorso decennio (il più caldo) vede 1.5 giorni in più con temperature negative, 4.5 in più nella fascia superiore, un valore in più compreso fra cinque e dieci gradi ed 8.5 in meno con valori in doppia cifra (due in meno con T sopra i 15 gradi).
    In effetti questi risultati non stupiscono: non abbiamo mai avuto occasione per vere e proprie scaldate ma un peggioramento dietro l’altro accompagnato da aria fresca e le temperature sono rimaste a lungo su valori simili; da notare anche non solo abbiamo stabilito il nuovo record negativo mensile, ma che il picco massimo è il peggiore (insieme a quello del 1989).
    Come abbiamo già visto, maggio è uno dei mesi che sono cambiati in misura minore (è rimasto quasi invariato): è l’unico ad essersi raffreddato in maniera apprezzabile nel corso di questo decennio, questo maggio è stato sì molto freddo ma abbiamo avuto di recente anche il 2013, 2014 e 2016 che sono al momento tra i primi dieci più rigidi (il 2018 invece è stato piuttosto caldo, lontano anni luce da questo).
    Notiamo anche che la presenza di isoterme negative in questo mese è veramente rara: in precedenza eravamo scesi sottozero solo nel 1984 e 2012 (una volta ciascuno) ed avevamo toccato lo zero anche nel 1982, 1987 e 1991, se invece consideriamo valori di qualche grado positivo allora vediamo come siano quasi scontati.

    Adesso passiamo allo zero termico:

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ID: 94589


    Come prevedibile, anche lo zero termico è stato pesantemente sotto la media; dico prevedibilmente perché le nevicate in montagna fino a quote piuttosto basse sono state rese possibili proprio dallo zero termico attestatosi a quote insolitamente basse per il periodo.
    In questo caso siamo sempre stati sotto la media, spesso in maniera davvero pesante e penso che questa sia una cosa davvero rara: abbiamo avuto parecchi scarti negativi attorno ai 6-800 metri, in alcuni casi perfino oltre i 1000-1200 e brevissimi ritorni vicino alle medie.
    Anche qui spiccano alcuni valori come quelli fatti segnare i giorni sei e 15: in quei casi siamo scesi sotto i 1500 metri (e sottozero ad 850 hPa), in pratica era tornato.. l’inverno!
    Anche per lo zero termico il sottomedia si è attenuato durante l’ultima parte mensile e si è avuta l’ultima botta durante i giorni 29 e 30.

    Maggio ha chiuso con una media di 2308 metri, a -467 da quella di riferimento; esso è al secondo posto fra le medie più basse, dietro al 1991 e davanti al 2004 di 201 e di 25 metri.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 1995 (-593), 2192 (-547) e 2697 (-281); esse sono al terzo, quarto e decimo posto tra le più basse nelle loro classifiche.
    I valori estremi sono stati di 1278 e 2961 metri, registrati nei giorni sei e 25; il picco negativo ha sfiorato il record decadale e mensile (1274 metri il 01/05/1984), quello massimo non ha neppure fatto il solletico a quello assoluto (4321 metri il 29/05/2001).
    Da segnalare anche il valore di 1303 metri, registrato nel giorno 15: esso batte il record della seconda decade (1313 metri il 16/05/2012).

    Adesso vediamo la distribuzione dei valori:

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ID: 94591


    Ci sono stati 1.5 giorni con ZT inferiore a 1500 metri, sei giornate con valori compresi fra 1500 e duemila, 13.5 giorni con ZT fra duemila e 2500 metri e dieci giornate nella fascia superiore.
    Anche il confronto fatto per lo zero termico dà il medesimo risultato di quello fatto per le temperature: parecchi giorni con valori bassi e pochi con valori alti, gli scarti negativi dalle medie decennali sono davvero pesanti e vanno da 685 a 820 metri.
    Rispetto al decennio corrente ci sono stati 1.5 giornate in eccesso con ZT sotto i 1500 metri, tre giorni in più con valori fra 1500 e duemila metri, 5.5 in più con valori fra duemila e 2500 e dieci in meno con lo ZT sopra i tremila metri.
    L’esito del paragone con i primi vent’anni è molto simile anche nel caso dello zero termico; prendendo come confronto il decennio appena passato vediamo che ci sono stati 1.5 giorni in più con ZT sotto i 1500 metri, quattro in più nella fascia superiore, 5.5 con valori fra duemila e 2500 metri, uno in più con valori fra 2500 e tremila metri e ben dodici in meno con ZT sopra i tremila.
    Pure in questo caso gli estremi mensili fanno parlare di sé: il valore minimo è vicinissimo al record negativo mensile, quello massimo è il peggiore in assoluto e questo maggio è l’unico a non aver mai superato i tremila metri.
    Anche per lo ZT maggio ha fatto marcia indietro in questo decennio tornando ai livelli degli anni ’90 (e la sua media è calata di un centinaio di metri rispetto al decennio scorso); questo mese è il più freddo del decennio e stacca per bene i pur freschi 2013 (sesto), 2010 (settimo), 2016 (decimo) e 2014 (dodicesimo), ovviamente il paragone con il 2018 (settimo, ma tra le medie più alte) è impietoso per quest’ultimo.
    Vediamo anche che lo ZT sotto i 1500 metri è un fatto davvero raro, al pari delle temperature negative: i precedenti sono stati registrati nel 1984, 1987, 1991, 2004 e 2012 (nove volte in tutto).

    (continua)
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    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
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    Ora finiamo con i geopotenziali.

    Il mese ha avuto una media complessiva di 5599 metri, a -67 dalla 1991/2018; si colloca al terzo posto tra le medie più basse, davanti al 1987 e dietro al 1991 di due e sedici metri.
    Le tre decadi hanno avuto medie di 5547 (-91), 5586 (-75) e 5659 (-38) metri; esse sono al quinto, settimo ed ottavo posto tra le più basse nelle loro graduatorie.


    Il 2019 al momento ha una temperatura media di 2.6°C, a +0.2°C dal riferimento; è al 18° posto tra i più caldi insieme al 2015, davanti al 1994 e dietro al 2018 di un decimo.
    Lo ZT è stato mediamente a 1925 metri, sei sopra la media 1991/2018; è in 18° posizione fra le più basse, davanti al 2000 e dietro al 2009 di undici e 14 metri.
    I gpt medi sono stati di 5664 metri, oltre il riferimento; questo risultato è in posizione, davanti al 2003 e dietro al 1994 di un metro.
    Al momento il 2019 risulta nel complesso molto vicino a tutte e tre le medie di riferimento: maggio è stato molto rigido ed anche gennaio lo è stato discretamente, dall’altra parte abbiamo un febbraio molto caldo con un marzo ed aprile discretamente sopra le medie.

    Ecco la tabella riassuntiva:

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    In conclusione, maggio è stato un mese veramente molto freddo che però non è stato in gradi di insidiare veramente il 1991 (è più vicino al terzo posto che al primo): ha avuto una grande costanza dall’inizio alla fine con un sottomedia intenso e persistente, in un paio di casi la temperatura e lo ZT sono scesi a livelli praticamente invernali.

    Abbiamo stabilito per due volte il record negativo di temperatura (dagli anni ’80 in poi), lo ZT è stato sempre sotto la media e non hai mai oltrepassato i tremila metri (mai successo in precedenza).
    A differenza di altri mesi, maggio è cambiato molto poco nel corso dei decenni; il verificarsi di mesi come questo ne è una conferma, mesi come aprile e giugno invece non sembrano più essere in grado di far segnare medie molto basse proprio perché sono cambiati in maniera radicale rispetto al passato.

    Il prossimo appuntamento sarà il riassunto della primavera 2019.
    I tipi di utenti nei forum meteo:

    • La meteora: si iscrive, si presenta e non si fa più vivo; serve ad aumentare il numero degli iscritti per la gioia degli amministratori.
    • Il tuttologo pignolo: a suo dire sa tutto di qualunque argomento e deve intervenire a tutti i costi anche solo per fare precisazioni pedanti ed inutili.
    • Il megalomane: da lui accade sempre il finimondo, ossia 50°C in estate, supermegatornado, grandine grossa come palloni da calcio, blizzard da 1 mt/h.. eccetera.
    • Il fanatico: odia in maniera patologica un tipo di tempo (a suo dire causa di tutti i mali del mondo) e chi non la pensa come lui; sa solo lamentarsi ed insultare, è la rovina dei forum.
    • Il guru: a suo dire ha sempre ragione, se gli altri non sono d’accordo è perché ce l’hanno con lui; prevede sempre scenari fantascientifici per conquistare simpatie, tanto prima o poi ci azzecca (e il merito è solo suo ovviamente) e nessuno si ricorda di tutti i flop precedenti.
    • Il nivofilo buono: meteorologia = inverno = neve a casa sua, per due fiocchi in croce farebbe qualunque follia; da marzo a novembre va in letargo.
    • Il nivofilo lamentoso: secondo lui l’inverno “vero” non si farebbe vivo da milioni di anni, nevica e fa freddo sempre troppo poco a casa sua ed eccessivamente altrove, anche una nevosità da monte Canin lo lascerebbe profondamente insoddisfatto.
    • Lo statistico: tabelle, medie, grafici.. da i numeri, si spera non nella vita reale.
    • Il moralizzatore: è il leader (autoproclamatosi) etico-morale, la sua missione è convincere gli altri della visione “giusta” (la sua) della vita; chi non la pensa come lui è una persona cattiva e senza cuore.
    • Capitan Ovvio: “prima o pioverà”, “il tempo fa quello che vuole”.. eccetera sono i suoi imperdibili interventi super didattici.

    :-D

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