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  1. #1
    Altostratus L'avatar di old_Thewolf1991.1991
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    Inverno 2004 - 2005: Una perla dimenticata, spesso da molti...ma non da tutti!

    Ho preso spunto per il 3D del 1985, e mi sono permesso di aprirne un'altro...spesso a volte dimenticato (annata 2004 - 2005) ove sulla pianura, e zone limitrofe caddero molti cm di neve, e più volte!

    Cosa dite, se ognuno, come sull'altro thread...racconti l'evento del febbraio 2004 e marzo 2005?

    Posto alcuni articoli qui sotto, citando ovviamente la fonte dell'autore:

    Articolo di Siro Morello:

    Un evento irripetibile che ha segnato la storia meteo del basso Veneto. Nel Polesine gli accumuli hanno toccato i 40 cm!

    Spesse volte capita di tenere a cuore un evento meteo, una nevicata, molte volte poi col passare del tempo i nostri racconti assumono contorni romanzeschi, le fotografie nitide di quell'evento diventano pittoreschi quadri in stile acquerello e ad ogni racconto si aggiungono nuovi particolari e nuovi aneddoti.
    Si sta parlando della nevicata regina mai registrata dall'inverno 1991/92 ad oggi nei giorni 28/29 febbraio 2004 nelle zone del basso Veneto e parte delle province di Vicenza, Padova e Venezia.

    L'inverno scorre senza particolari sussulti, alcuni eventi nevosi si sono verificati alla fine di gennaio, poi l'inverno è tornato in grande stile dalla metà di febbraio in poi con una serie di perturbazioni fredde che hanno portato un trend precipitativi degno del più piovoso autunno.
    Il 19 febbraio deboli nevicate associate a venti nordorientali (Bora scura) hanno colpito la regione, mentre dal 21 al 23 del mese si sono fatte strada correnti sciroccali che hanno innalzato il limite della neve fino ai 1400m, nello stesso periodo a Torino e dintorni si è registrato un accumulo nevoso superiore ai 50 cm.
    Dal 24 però sono ritornate le perturbazioni provenienti dal Nord Europa e le temperature sono scese nuovamente, in pianura è cominciata una serie di eventi che sono stati alternativamente nevosi e piovosi, e poi via via sempre più a carattere nevoso.
    Nel periodo che va dal 23 al 27 la zona che ha goduto maggiormente di accumuli nevosi è stata quella dei Colli Euganei: infatti, se in pianura la neve è stata mista a pioggia per pochi decimi di grado, sopra i 150/200m la precipitazione è caduta solo sotto forma di neve e gli accumuli si sono fatti importanti, si scoprirà poi che fino al 7/8 marzo sulla cima del Venda si sono toccati i 2 m, ma torniamo a quella settimana.
    Il 25 e il 26 locali rovesci nevosi serali colpiscono la pianura, superiori ai 5cm a Piacenza d'Adige e Castelbaldo e in altre zone del Polesine.
    Il giorno 27 è un giorno di transizione: alla TV e su internet il solito treno di previsioni meteo non annuncia nulla di buono per i nevofili, la previsione di neve non è così palese da poter sperare in una grossa nevicata, il modello Bolam è caduto nell'errore di veder scivolar via il minimo depressionario, ma molto probabilmente di fronte a quell'evento eccezionale nessun modello poteva prevedere chiaramente la storicità dello stesso.

    La mattina del 28 febbraio un nucleo perturbato entra dalla Valle del Rodano, le temperature minime registrate sono state nei dintorni degli 0°C, le correnti ruotano in maniera diversa su Emilia e Veneto e mentre nella prima si contavano già le prime abbondanti nevicate su Reggio Emilia, Modena e Bologna, nella seconda ha imperversato la solita Bora scura mista a Scirocco che ha fatto aumentare la temperatura, nella zona che è stata soggetta all'evento si sono toccati i 3.7°C di massima a Castelnovo Bariano e i 5.5°C a Padova; a cavallo del mezzogiorno è iniziata una intensa precipitazione piovosa mentre il nucleo perturbato dopo aver passato Liguria, Toscana e Marche stava risalendo verso il Delta del Po.

    Nel mezzogiorno stava prendendo forma la "Comacchio Low" mentre le temperature si sono schiodate di poco dalle massime sopra menzionate (molto probabilmente per colpa di uno strato di inversione termica duro ad andarsene) e una forte Bora scura ha imperversato sulla regione; con l'avanzare del tempo però il centro di bassa pressione è rimasto quasi fermo, muovendosi solo di qualche km, nella sua posizione e lo strato di inversione ha cominciato a sfaldarsi molto probabilmente a causa delle forti precipitazioni: bisogna rammentare infatti che più sono forti quest'ultime e maggiore sarà la possibilità di riversare aria fredda nei bassi strati e perciò di creare le prerogative per una precipitazione nevosa.
    Dalle 16 alle 18 c'è un continuo calare della temperatura, da est verso ovest si sono fatti strada i primi fiocchi in mezzo alla pioggia, ma il bello doveva ancora arrivare.

    Riporto qui sotto una radarata del 28 febbraio 2004 alle ore 17:30

    Andando a rovistare i miei ricordi vi racconto un episodio significativo dell’evento: quel giorno sono partito alle 17:30 da Bresega per andare a Castelbaldo. Nella mia 106 avevo installato un termometro sul vetro, strada facendo mi sono accorto che la temperatura scendeva costantemente km dopo km, molto probabilmente ho compiuto il tragitto proprio quando la perturbazione ha dato i suoi frutti sfaldando lo strato di inversione. Arrivato a Castelbaldo ho notato i primi fiocchi in mezzo alle gocce di pioggia ma, vista la temperatura a +1.7°C e i precedenti meteo, non ho dato molto peso alla situazione; alle 18:00 sono arrivato a destinazione e sono rimasto tranquillamente in casa ignaro di quello che stava succedendo fuori. Oramai dopo anni di attese, quel giorno ho fatto di tutto per archiviare ed eliminare le speranze nevose, ma qualcosa ha girato per il verso giusto
    Alle 18:30 ho ricevuto una telefonata da casa mia e incredulo mi hanno detto che fuori nevicava, allora ho aperto la porta e mi sono accorto che nel giro di pochi minuti sopra la mia auto c’erano già alcuni centimetri di neve... era solo l’inizio.

    Andando a ripescare una vecchia discussione fatta sul forum di MeteoGiornale ci si accorge subito che tra le 17:45 e le 19:00 è il momento in cui la neve fa la comparsa in pianura, lo stesso sconforto che ho avuto io in quei momenti lo hanno avuto anche altre persone, ma alla fine in molti verranno ripagati.

    Le precipitazioni sono rimaste dell'intensità avuta nel pomeriggio, mentre dalle ore 19 del 28 in molte zone del basso Veneto la temperatura è scesa sotto gli 0°C e tale è rimasta fino all'alba del giorno dopo. Ma è meglio tornare al 28.
    Tra le 20:00 del 28 e le 03:00 del 29 c'è stato il momento più propizio dell'evento: le temperature prossime agli 0°C, leggermente negative in alcune località, unite ad una forte intensità delle precipitazioni hanno portato a degli accumuli che crescevano a vista d'occhio.
    La situazione si è fatta intrigante: il nucleo di bassa pressione è rimasto miracolosamente nella stessa posizione e l'intensità della nevicata non ha accennato a diminuire, i vari "Meteo-men" il giorno 28 (sabato) avevano previsto una iradazione dei fenomeni tra la notte e il primo mattino del 29, ma ancora una volta l'eccezionalità dell'evento ha portato fuori strada i vari previsori.


  2. #2
    Altostratus L'avatar di old_Thewolf1991.1991
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    Le mie impressioni sulla portata dell'evento nel frattempo sono cresciute: fino alle 22:30 sono rimasto a casa della mia fidanzata non curante della situazione esterna, sempre pronto a vedere il passaggio a pioggia visti i precedenti ma ho sottovalutato le precipitazioni. Sono partito a quell'ora e con la mia umile 106 sono tornato a casa alle 23:30 : cioè ci ho messo un'ora per fare 20 km! In quei 60 minuti di viaggio il mio cuore si è riempito di gioia (anche un pò di paura per il manto stradale scivoloso) nel constatare l'eccezionale intensità della nevicata in atto, incredibile è stato vedere lo strato di neve aumentare a vista d'occhio dove 5 minuti prima era passato lo spazzaneve. Proprio in quei momenti l'evento mi è entrato nel cuore. Arrivato a casa, il sentore dell'evento storico ha avuto conferme nel trovare mio padre alla finestra con lo sguardo fisso fuori da ore, nato nel 1943 lui ha potuto godersi nevicate come quelle di alcuni eventi significativi degli anni '50 e '60, molte volte l'avevo visto poco coinvolto dagli eventi nevosi dell'ultimo decennio così blandi per i gusti di chi ha vissuto altri tempi, perciò il fatto di vederlo lì fu una grossa sorpresa.

    Nel frattempo i disagi nella circolazione sono aumentati a dismisura, nonostante il grosso impiego di mezzi spazzaneve, almeno nelle strade principali, è risultato difficile tener buono l'assetto viario; nel cuore della notte vi è stato pure un generale black-out a causa di cavi elettrici tranciati per via di un effetto frusta causato dalla neve pesante.
    Proprio nella notte è nato il mito della nevicata "romantica": difatti lo spesso manto nevoso candido ha permesso comunque alle varie stanze della casa di avere una buona luce a causa del riflesso bianco.

    Ma l'evento doveva ancora finire, seppur con minore intensità per tutta la notte e al mattino del 29 una neve più fina ha continuato imperterrita a cadere, mentre già da diverse ore nell'alto Veneto i giochi erano finiti, la temperatura non è salita oltre gli 0°C per buona parte della mattinata. La sorpresa di quella mattina è stata accorgersi della particolare rotazione che hanno subito le correnti nel corso dell'evento (parlo per Bresega): quand'è iniziata la nevicata alle 18 del 28 le correnti soffiavano da E/NE, ma per colpa della particolare posizione assunta gradualmente dal nucleo di bassa pressione le correnti sono virate da W, a mio parere evitando così l'intrusione a tutte le quote di correnti miti provenienti dal mare e mettendo in cassaforte la nevicata.

    Gli ultimi sussulti si sono avuti a cavallo del mezzogiorno, anche se la colonnina di mercurio oramai salita a segno positivo non ha più permesso nuovi accumuli.

    La potenza dell'evento è stata stimata da diversi parametri:
    - gli accumuli raggiunti hanno superato i 35 cm nel Polesine, i 25 cm in alcune zone del basso Padovano, i 20 cm in buona parte del medio-basso Veneto, accumuli poi compattatesi con il peso della neve stessa.
    - la durata: dalle 18 del 28 la neve è caduta senza soste fino alle 14 del 29 (non in tutte le zone) per un totale di 20 ore di precipitazioni nevose.
    - l'intensità delle precipitazioni stesse: difatti dopo che la pioggia era caduta forte per sei ore questo fattore ha permesso un attecchimento immediato al primo virare da pioggia a neve.

    Dalla foto del satellite si nota chiaramente un buco precipitativo a SE dei Colli Euganei: in quella zona verde gli accumuli sono stati inferiori ai 5 cm, la neve è caduta quasi sempre stata mista ad acqua e in temperatura positiva. Dopo diversi anni e discussioni con gli appassionati di meteo non si è ancora riusciti a capire il motivo di quanto successo, si possono fare alcune ipotesi ma che però non sono supportate da dati, manca in effetti una mappa dei venti e delle temperature a 925 hPa per spiegare al meglio la situazione.

    Riporto qui sotto il commento di Silvio Davolio:
    Nella seconda parte della giornata del 28 febbraio si è assistito alla formazione di un vortice a mesoscala (originatosi nel core del ciclone baroclino) sul Mare Adriatico, alimentato probabilmente per instabilità WISHE (Wind-Induced Surface Heat Exchange), simile a quella che dà origine a uragani, polar lows e 'Medicanes' ('uragani' mediterranei di piccola scala). Il vortice risulta visibile chiaramente nelle carte di analisi del Centro Europeo di Reading (ECMWF) ed anche, nella sua fase matura, attraverso una foto da satellite NASA nonchè in accordo con alcune immagini del radar di S. Pietro Capofiume. Successivamente si e' spostato lentamente verso nord, posizionandosi poi sul nord Adriatico dove è rimasto stazionario, indebolendosi, per buona parte del 29 febbraio.
    In un vortice di questo tipo, il profilo verticale di temperatura dell'aria tende a seguire l'adiabatica umida, quindi neutrale rispetto ai moti verticali saturi. La principale sorgente di energia consisterebbe quindi nell'evaporazione alla superficie del mare in presenza di forti venti (effettivamente registrati sulla piattaforma oceanografica al largo di Venezia) e nel successivo rilascio di calore latente (con forte precipitazione attorno al centro del vortice) e con probabile formazione di warm core (come indicato dai modelli).

    Sono passati quattro anni da quell'evento, dopo le varie invernate che si sono succedute e gli annessi eventi nevosi, quel 28/29 febbraio 2004 sembra sempre più assumere caratteri eccezionali, i tempi di ritorno sembrano più che mai grotteschi.

  3. #3
    Altostratus L'avatar di old_Thewolf1991.1991
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    Nel Venda caddero ben 150 cm di neve tra febbraio e inizio marzo:

    Clicca l'immagine per ingrandirla. 

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ID: 68519

    Qui siamo comunque, sul viale lungo della strada militare del venda a 400 metri.


    DOMENICA 7 MARZO - Era dal '45 che non accadeva una cosa del genere sui Colli Euganei! E cosa poteva accadere se queste perturbazioni invece di arrivare a marzo arrivavano a gennaio! Così dicono gli anziani del posto.
    Non è raro che d'in inverno gli Euganei, si stagliano imbiancati all'orizzonte sulla circostante pianura anzi piuttosto frequente.
    Particolari invece sono le copiose precipitazioni nevose che si ripetono a cadenze regolari in questi giorni e che hanno accumulato, sui vigneti e sui boschi di queste colline, uno spessore di neve di oltre un metro sino ad arrivare ad oltre 150 cm sulle zone al disopra dei 450 m.
    Era veramente incredibile il paesaggio che si presentava a chi, domenica mattina a piedi (solo i trattori potevano avanzare sulle strade), saliva dalla circostante pianura sulle vie dei colli.
    Nel giro di qualche cinquantina di metri di altitudine si passava da una neve fradicia e mista a pioggia ad una fitta nevicata di neve secca che si depositava da sabato pomeriggio, con la stessa intensità, sul manto di neve preesistente dalla scorsa settimana.
    Alberi sradicati sotto il peso della neve e delle sferzate del vento e famiglie, senza energia elettrica, isolate nelle centinaia di abitazioni sparse per i versanti dei colli.
    Questo in breve ciò che è accaduto in questo gruppo di colline che si eleva improvvisamente dalla pianura veneta.
    Quando nevica non resisto alla tentazione di uscire sui miei colli e di inoltrarmi nei boschi magari sui versanti più alti e più esposti alle raffiche della bora che spesso soffia in queste occasioni portando l'aria secca e fredda dell'est.
    È per me qualcosa di unico fermarmi ad ascoltare il rumore delle sferzate del vento sui rami nudi del bosco in veste invernale e, lasciarmi naufragare nelle onde delle chiome che sembrano danzare all'unisono.
    In alcuni momenti, in occasione delle raffiche più forti, si ode una sorta di boato che si propaga in tutto il versante.
    Altre volte si ode il suo rumore lontano ma, dove ci si trova, non soffia un alito di vento e allora mi fermo, quasi impaurito, ad aspettare (e a sperare) di essere investito dalla raffica.
    Tutto questo con i fiocchi che sferzano il viso e che non riescono ad appoggiarsi sul terreno creando degli accumuli e delle dune degne della sabbia del deserto.
    Alaska? Siberia? No, Colli Euganei!

  4. #4
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    L'avatar di old_simone '71
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    annata sbagliata........nel senso che la stagione e' la 2003-2004
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    prec. '13 ...152mm (aggiornato al 02/02)



    inverno e' quando freddo fa' (V.Boskov)

  5. #5
    Iridescenza L'avatar di Yuki-arashi
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    Oddio era il 2004/2005
    21 febbraio 2005 rodanata da paura, ondata gelida continentale(-12 il primo marzo) e poi gran nevicata diffusa il 3marzo

    2003/2004 fece qualcosa si a febbraio ma non ho idea

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Yuki-arashi Visualizza Messaggio
    Oddio era il 2004/2005
    21 febbraio 2005 rodanata da paura, ondata gelida continentale(-12 il primo marzo) e poi gran nevicata diffusa il 3marzo

    2003/2004 fece qualcosa si a febbraio ma non ho idea

    Ripeto....gli eventi citati sono inerenti alla stagione 2003-2004
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  7. #7
    Altostratus
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    Citazione Originariamente Scritto da simone '71 Visualizza Messaggio
    Ripeto....gli eventi citati sono inerenti alla stagione 2003-2004
    Confermo... Fra la seconda metà di Febbraio 2004 e la prima metà di Marzo 2004 diverse incursioni di matrice artico-marittima generarono una serie di perturbazioni a carattere di neve e-o neve mista pioggia anche in pianura... Dove nevicò sempre, a quote collinari (Berici-Euganei, etc...) si formò uno spessore di neve superiore ai 50 cm... CI FURONO ADDIRITTURA EPISODI DI MICRO-SLAVINE nei colli Euganei...

  8. #8
    Cumulonimbus L'avatar di old_Piovoso92
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    Si tratta sicuramente di fine febbraio-inizio marzo 2004. Qui ci sono state numerose nevicate (ricordo che ormai mi ero abituato a veder nevicare, il che non accade spesso in questa zona), ma l'alternanza tra momenti di neve e momenti di pioggia ha impedito accumuli particolari (non credo si siano mai superati i 10cm al suolo). Appena sopra al paese invece ne ha fatta tantissima: ad inizio marzo ho fatto una passeggiata con i miei sui sentieri che conducono verso il Monte Tomba e siamo stati costretti a tornare indietro per l'eccessivo spessore della neve già intorno a quota 5-600m. Per le basse quote prealpine si tratta probabilmente di uno tra i periodi più nevosi almeno degli ultimi 15 anni. Il bimestre 2004-2005 è stato davvero spettacolare, pagherei oro per riviverlo!
    Hp, vade retro!!!!!!!

  9. #9
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    Idem vicenza, un sacco di nevicate, ma sempre con T positive.
    Accumuli trascurabili, già 100m sopra invece l'apoteosi bianca.
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    Baroni: "La meteorologia é da considerarsi scienza inesatta, che spesso elabora dati incompleti con metodi discutibili per fornire previsioni inaffidabili."

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  10. #10
    Altostratus L'avatar di old_robertozeta79
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    Da noi caddero splatter per 3 gg di fila. Il cansiglio comunque era una fiaba.... d'altri tempi.
    LA NEVE DEL VICINO E' SEMPRE LA PIU' BIANCA!:snowman

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