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  1. #1
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    [NEVE] Le nevicate da ADDOLCIMENTO: caratteristiche ed evoluzioni sinottiche

    Come molti amici di M3V sanno, nel dicembre del 2012 sul mio posto di lavoro (Centro Pertini del Comune di Caorle) abbiamo organizzato, con la fattiva collaborazione proprio di M3V, una grande Mostra scientifico - fotografica sulla NEVE a Caorle e dintorni (per la verità ci siamo spinti con alcune bellissime foto a una nevicata estiva, mese di giugno, addirittura a Monaco di Baviera, quindi... dintorni un po' larghetti... ).
    A quella bellissima Mostra abbiamo fatto seguire un opuscolo che se non ricordo male, oltre a essere linkato su questo Forum per chi fosse stato interessato a scaricarselo, è stato anche pubblicato tra le "notizie" per alcuni giorni.
    Ora mi piace, proprio per mantenere vivo il legame tra Associazioni che operano sul territorio come M3V (e lo fanno molto bene) e Strutture lavorative private e/o pubbliche (nel mio caso pubbliche) che si occupano (anche) di divulgazione scientifica, tirare un po' le fila di quell'esperienza e seguire un po' le caratteristiche sinottiche delle situazioni che portano la neve (in pianura) presso lenostre zone in seguito ad ADDOLCIMENTO; poi, in successivi thread, approfondiremo le caratteristiche delle nevicate da IRRUZIONE FREDDA (RODANO), da IRRUZIONE FREDDA (BORA), e da MOTI CONVETTIVI.
    Tutto ciò sulla scorta dei nostri ricordi, andando ad attingere alle nevicate più belle e significative (anche da un punto di vista sinottico) della nostra memoria, intesa come la memoria di noi, dei nostri genitori, dei nostri nonni.
    Tralascerò i dati tecnici riguardanti frequenza, intensità, accumuli, etc... di queste varie tipologie nevose, anche perchè ognuno può leggerseli sull'opuscolo al solito link: http://www.comune.caorle.ve.it/publi...scolo_neve.doc e invece vedrò di esaminare le sinottiche che portano alle migliori nevicate dei vari tipi sopra elencati.
    In questo thread iniziermeo, appunto, dalle nevicate da addolcimento.
    Prima di mettermi al lavoro non posso non ricordare il grande e prezioso contributo fornito dagli utenti del Centro Pertini alla Mostra e, di conseguenza, all'opuscolo e ai lavori successivi come questo!

  2. #2
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    30 gennaio 1976

    Quando si parla di nevicata da addolcimento in sostanza si intende il fenomeno "neve" che viene a manifestarsi perchè una massa di aria più mite e umida inizia a scorrere su un cuscinetto diaria fredda e pesante precedentemente depositatosi nei bassi strati atmosferici.
    L'aria calda è sì più leggera, ma molto spesso tende poi a scalzare gradualmente anche il cuscinetto freddo nei bassi strati, facendo risalire le temperature: ecco perchè queste nevicate (che talvolta terminano molto bagnate o addirittura come pioggia) sichiamano "da addolcimento": perchè avvengono contemporaneamente a un'avvezione calda che "addolcisce" il rigore dell'aria.
    Le nevicate da addolcimento rappresentano di gran lunga i fenomeni nevosi più frequenti sulle nostre zone, essendone quasi il 50% del totale (un 40% circa le nevicate da Bora, un 10% circa quelle da Rodano, trascurabile la percentuale di quelle da convezione fredda).
    Conditio sine qua non per la nevicata da addolcimento è un precedente flusso freddo che accumuli un buon cuscinetto nei bassi strati. Così, a memoria, tra i tanti episodi me ne viene in mente uno davvero da antologia, quello del 30/01/76: a Venezia 9 ore di nevicata, 5 cm. che per la città lagunare non sono pochissimi, e poi gran pioggia!
    Ma vediamo cosa era successo i giorni prima:

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    Il 25 gennaio si nota bene come sia in atto un flusso freddo da Nord sulla nostra regione; le tempertaure iniziano a scendere in modointeressante.
    Ma è il 29 che il flusso da freddo (settentrionale) si fa gelido, oltre che secco (nordorientale), con una lingua anticiclonica da brividi che si spinge dalla Russia verso il Mediterraneo portando aria davvero rigida e formando un ottimo cuscinetto sulla pianura padano - veneta:

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    Un occhio alle tempertaure a 850 hpa (circa 1.550 mt.):

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    Sulla nostra verticale circa una -12 °C, che corrispose in quei giorni a minime in pianura anche sotto i -5 °C, grazie anche ai cieli sereni.
    ma se osserviamo la barica del 29 notiamo che già al largo dell'Europa occidentale si sta facendo strada un'importante depressione: sarà quella a ricacciare l'anticiclone russo verso Est e a sfondare verso il Mediterraneo provocando il richiamo più mite e umido da Sudest con relativa copertura del cielo e nevicata il giorno 30, quandola situazione barica infatti così si era modificata:

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    La barica si riferisce alla mezzanotte del 30, a inizio giornata insomma, quando i cieli su di noi erano ancora abbastanza sereni, ma la corrente meridionale è in agguato, come ben si vede, e nella successiva mattinata, fin dalle prime ore, inizia a cadere la neve.
    Il cuscinetto sierode abbastana presto, entro la serata e ancora più entro la notte sul 31 quando lo scirocco ormai ha conquistato la nostra regione, come si evince dall'ultima barica che postiamo:

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    Il ciclone atlantico con un profondo minimo sul Golfo di Guascogna abbraccia ormai con le sue spire meridionaleggianti tutta l'Italia e la pioggia conquista metri su metri verso i colli e chilometri su chilometri verso occidente. Per capire il senso dell'addolcimento e l'entità del riscaldamento, osserviamo questa termica, relativa appunto al 31 gennaio:

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    Dai -12 °C di due giorni prima siamo passati a 850 hpa a circa -3 °C. 9 gradi guadagnati in 48 ore! Inpianura l'aumento è meno vistoso, ma comunque le condizioni per nevicate generalizzate non sussistono più. Alla prossima!

  3. #3
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    21 dicembre 1981

    Dalle nostre memorie nevose emerge un'altra nevicata da addolcimento praticamente da "antologia" per la sua genesi, dinamica ed evoluzione (verso la pioggia... ). Si tratta dell'episodio del 21 dicembre 1981. Episodio in verità un po' inatteso perchè venuto a inserirsi all'interno di un periodo caratterizzato da un lungo dominio zonale atlantico, mite, instabile e piovoso. Osserviamo infatti, ad esempio, la barica relativa al giorno 16:

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    Evidente la collana depressionaria che, praticamente dalle nostre medesime latitudini,ci raggiunge con piogge e venti miti.
    Ma qualcosa muta imporvvisamente, e temporaneamente, tra il 19 e il 20: al seguito di una delle tante depressioni oceaniche si manifesta un improvviso e sensibile aumento della pressione con un bel cuneo che va a svilupparsi dall'Algeria fin verso le Isole britaniche:

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    creando poi un sottile ma importante corridoio altopressorio sull'Europa occidentale fin quasi all'artico:

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    il quale, giocando di sponda col vortice ormai fuggito verso la regione balcanico-danubiana, ha compito facile a far affluire aria molto fredda da Nordest proprio sull'Italia. La giornata del 20 è serena ma molto fredda sul nostro comparto, e la notte sul 21 la temperatura scende bene grazie a una -8 °C a 850 hpa, che corrispose a valori di qualche grado sotto lo zero al suolo:

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    Il cuscinetto è ormai ben costituito e la demolizione del sottile corridoio anticiclonico ad opera della successiva depressione oceanica in arrivo da occidente, ben evidente dalla barica relativa a quella notte stessa:

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ID: 40740
    favorisce la copertura del cielo e nella mattinata del 21 l'inizio della nevicata sotto l'incalzare delle correnti d'addolcimento meridionali.
    Nevicherà praticamente per l'intera giornata, con un buon accumulo (attorno ai 7 cm. su Venezia), prima che lo scirocco faccia alzare le temperature a tutte le quote trasformando la precipitazione solida in acqua. Ciò avviene tra la serata e la notte sul 22, quando la barica ormai mostra chiaro il dominio delle correnti meridionali:

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    Il flusso zonale con alternanza tra correnti da Sud e correnti da Ovest riprende; per la neve in pianura non c'è più spazio!
    Ultima modifica di franco forte; 13-09-2013 alle 11:37

  4. #4
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    16 dicembre 1983

    Stupenda per la sua genesi e interessante per alcune caratteristiche "estreme" (lo scarsissimo spessore del cuscinetto freddo) fu anche la nevicata del 16 dicembre 1983, una nevicata che, raccontano gli anziani di Caorle, sulla costa assunse anche il carattere della "bufera" ma che, come le classiche nevicate da addolcimento, finì, senza gloria, in acqua!
    Per capire le genesi diamo un'occhiata alla sinottica barica dei giorni precedenti:

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    L'11 una depressione artica convoglia molto bene aria fredda dall'Europa del Nord, mentre l'hp azzorriana se ne sta piuttosto defilata, acennando appena a una rimonta sull'Europa occidentale. Ne consegue una fase piuttosto fredda e ventosa per la nostra penisola.
    Tuttavia, la mancata elevazione dell'alta pressione e lo scarso se non nullo intervento di figure russo-siberiane, non consentono un raffreddamento molto sensibile sul comparto del Mediterraneo centrale, tanto che dell'intera fase considerata il culmine del freddo in quota, a 850 hpa, può essere individuato nel giorno 13, con appena una -4 °C sulla nostra verticale:
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ID: 40750

    Intanto, tra il 14 e il 15 si rafforza un'alta pressione sull'Europa orientale la quale comunque poco o nulla ha di russo-siberiano; tuttavia è una figura parzialmente termica la quale ha il merito di mantenere viva una ventilazione orientale dalla porta della Bora sulla nostra regione, il che accumula una buona quantità di aria relativamente fredda e secca nei bassi strati:
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ID: 40751

    Una complessa, intensa e soprattutto vasta depressione atlantica spinge con vigore da occidente e già lambisce con il suo alito tiepido meridionale l'Europa occidentale. Entro il 16 fa evidenti progressi verso il nostro continente portando il proprio minimo dall'Islanda fin verso la Guascogna, e il flusso mite meridionale, piuttosto intenso, ormai accarezza anche l'Italia:
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    E' proprio in questo momento che inizia la nevicata sulla nostra regione veneta, una nevicata a tratti violenta, sferzata da una corrente che al suolo rimane per alcune ore da Est, da Bora quindi, una nevicata che cade copiosa (su Venezia 12 cm. finali, entro il mezzodì successivo, 12 ore quindi di precipitazione abbondante ) con temperature che al suolo sono di qualche grado sotto lo zero (fra i -3 °C e i -4 °C), mentre in quota, ai soliti 1.400 mt. circa, sono attorno ai -4 °C, quindi analoghe alle zone pianeggianti! Ciò a testimoniare il minimo spessore ma la grande intensità ed efficacia a fini nevosi del cuscinetto freddo e secco accumulatosi! Guardare per credere:
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    Nel pomeriggio del 16 avviene la trasformazione in pioggia, l'addolcimento è totale e supera la soglia della precipitazione solida, la Bora al suolo diventa scirocco (notate le maiuscole e minuscole per i venti... ) e infatti vediamo che il 17 la depressione ormai ci investe con correnti meridionali intense:
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    mentre le temperature superano abbondantemente lo zero anche a 850 hpa:
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    Potete notare che si passa dai -4 °C di 24 ore prima a circa +2 °C.
    La distruzione di un cuscinetto così poco spesso ma così forte porta a un aumento ancora più sensibile al suolo dove si passa, come già detto, da qualche grado sotto lo zero al momento dell'inizio della nevicata, a quasi 10 °C; un aumento di una dozzina di gradi in 24 - 36 ore!
    Alla prossima! E adesso intendo passare in un nuovo thread "parallelo" a esaminare altre tipologie di nevicate, quelle da "irruzione di Bora"

  5. #5
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    bel thread e bel progetto
    forse sta pure meglio nella stanza di didattica

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Nik Visualizza Messaggio
    bel thread e bel progetto
    forse sta pure meglio nella stanza di didattica
    Infatti sì, lo pensavo anch'io, ma sia per armonizzarlo con l'attività del mio lavoro di cui parlo all'inizio, basata diffusamente sul "ricordo", sia per dare maggiore visibilità (credo che questa stanza sia più visitata) ho pensato così. Comunque hai molta ragione

  7. #7
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    Una nevicata “ibrida”: 28-29 dicembre 1976

    Adesso voglio proporre una nevicata dalle caratteristiche davvero eccezionali, non tanto per la sua intensità che comunque non è stata certo disprezzabile, quanto per il fatto di essere stata un classico fenomeno “ibrido”; sto parlando di quella del 28-29 dicembre 1976, è iniziata come tipica nevicata da addolcimento e poi trasformatasi in una potente tormenta da irruzione di Bora scura.
    Ma esaminiamo la situazione. Già da diversi giorni si stavano manifestando discese fredde dall’Europa settentrionale, causate da un'elevazione dell’hp azzorriana verso l’Artico la quale giocava di sponda con una profonda figura depressionaria in area scandinava, braccio di un Vortice Polare assai male in arnese in quei giorni, dunque poco compatto e soggetto a spezzettarsi e a inviare bombe gelide verso Sud con facilità. Vediamo a titolo di esempio la barica del giorno 27 dicembre:

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ID: 40849

    In quei giorni sulla nostra regione il tempo è abbastanza bello, aria limpida e freddina, non gelida comunque, anche se la mattina del giorno 28 su Venezia si sfiorano i -4 °C. E si sarebbe potuti andare ancora più giù se il cielo si fosse mantenuto sereno per l'intera nottata, cosa che invece non fa perchè la circolazione cambia improvvisamente e radicalmente; non più le correnti da Nord, anzi addirittura da Nordest che vediamo bene nella barica del 27, bensì un blando Sud, causato da un modesto west-shift del flusso freddo con scavo barico nei pressi delle Baleari ove si origina una depressione destinata poi a muoversi rapidamente verso Nordest, cioè verso l'Italia centro-settentrionale:

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    Sono anzi ben due i nuclei depressionari formatisi durante la notte, uno presso le Baleari appunto e l'altro su Gibilterra, entrambi in rapido moto verso di noi; la corrente meridionale che li precede, ben evidenziata da quell'isobara che taglia il nostro paese dallo Stretto di Sicilia fino al confine lombardo-piemontese, ci mette poco a causare il classico "addolcimento", a coprire i cieli e a far iniziare nella mattinana del 28 la nevicata, prima debole e intermitente, poi via via più intensa.
    Il culmine della prima fase di raffreddamento si era avuta il 27, con una -9 °C sulla nostra verticale a 850 hpa, ma ancora il 28, quando inizia la nevicata, le termiche sono bassine: circa -7 °C. Ma la cosa interessantissima è l'ulteriore riscaldamento che si ha a inizo giornata del 29, quando la barica è la seguente:

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    e la termica è questa:

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    Ebbene, sia dalla barica che soprattutto dalla termica, si nota come aria più mite sia entrata ormai sul Mediterraneo, con la depressione marittima centrata sulla Corsica e con l'isoterma 0 °C in rapida risalita attraverso l'Adriatico (su di noi "appena" una -4 °C).
    Ma, ancora una volta dalla barica e soprattutto dalla termica, si nota anche che un nuovo cambiamento sta per intervenire improvviso: un altro blocco di aria fredda dall'Europa centrale sta per gettarsi nel Mediterraneo, risucchiato proprio dalla depressione sulla Corsica (consideriamo che le carte si riferiscono alla mezzanotte, quindi a inizio giornata), testimonianza ne è l'hp interciclonica formatasi sulla Germania; ma l'incipiente irruzione gelida si evince soprattutto dalla termica, con quella acuminata lingua fredda (una -10 °C a sfiorare ormai l'Austria) pronta a intervenire sul nostro scenario meteorologico.
    In quella notte da antologia meteo infatti la temperatura aumenta anche al suolo su Venezia, arrivando persino a superare i +2 °C, dopo essere stata attorno o un po' sotto allo 0 °C per tutta la giornata precedente, comunque la precipitazione abbondante e continua non si trasforma mai in pioggia. Poco dopo le 8 della mattina succesiva, quella del 29, irrompe invece violentissima la Bora a trasformare la nevicata da addolcimento (ormai... addolcitasi quasi a diventare acqua: fiocconi abbondanti, molto grandi ma bagnati, coreografici ma pericolosi per la tenuta del fenomeno bianco) in una vera bufera artica, con il termometro che perde in pochi minuti un paio di gradi e che si manterrà poi attorno allo 0 °C per l'intera giornata, una giornata di neve intensa fino alla prima serata quando si conteranno circa 20 cm. al suolo: diciamo una decina da addolcimento e un'altra decina da Bora scura!
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  8. #8
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    Ragazzi, non capisco proprio perchè alla fine del messaggio precedente si sia ripetuta la carta del 26/12/76
    Boh...? Comunque ignoratela, cosa posso dirvi...?

  9. #9
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    Un'altra "ibrida": 11 febbraio 2013

    Mi dispiace che non vi siano le carte disponibili da postare perchè quella dell'11 febbraio 2013 è un'altra nevicata "ibrida" interessantissima, questa volta iniziata come addolcimento e finita come irruzione da Rodano.
    Riassumo quindi brevemente l'evoluzione sinottica di quel periodo e poi, magari fra alcuni mesi quando il portale dedicato avrà messo a disposizione le mappe, vedrò di implementare l'approfondimento con un nuovo post ad hoc.
    Iniziamo col dire che il mese di febbraio 2013 era già iniziato con una serie di flussi freddi settentrionali, forse figli del potente Starwarming di qualche settimana prima che aveva lasciato in eredità, per chi crede a una correlazione stretta tra simili fenomeni, uno spezzettamento del Vortice polare in grado di lanciare corposi bolidi freddi verso l'Europa mediterranea.
    I giorni precedenti la data dell'11 aveva fatto quindi piuttosto freddo, con minime sulle nostre pianure attorno ai -2 / -4 °C. Il tempo si era mantenuto abbastanza variabile con un sussulto addirittura instabile la sera di sabato 9 quando il transito d'una goccia fredda sull'Alto Adriatico aveva causato persino dei temporali nevosi anche di una certa consistenza (tratteremo l'interessantissimo episodio nel thread apposito fra un po' di tempo, anche qua comunque per alcuni mesi non si possono postare le cartine ).
    Domenica 10 era trascorsa all'insegna di un tempo molto bello, aria limpida e secca, leggera ventilazione di Bora, valori diurni quasi gradevoli e serali decisamente freddini con minima nella notte successiva ancora una volta sottozero.
    La sinottica mostrava una lingua altopressoria transitoria di origine continentale (a seguire la goccia fredda temporalesca del 9) in rapido dissolvimento per la penetrazione dal Golfo di Guascogna di un'importante depressione, non molto ampia ma "cattiva", assai veloce e incisiva nella sua penetrazione verso Est - Sudest, insomma una massa d'aria fredda polare marittima. Il suo ingresso nel comparto italico avviene nella notte sull'11 e, ovviamente, si manifesta innanzitutto con il consueto flusso mite meridionale in quota a ricoprire i cieli con un'ampia nuvolosità stratiforme dalla quale già in prima mattinata inizia a scendere la classica neve da addolcimento: temperature poco sopra lo zero, faville fini, secche, e sole che ogni tanto si intravede al di là dello schermo nuvoloso.
    Durante il corso della giornata, con l'intensificarsi del flusso mite in quota, la precipitazione assume caratteri più abbondanti, il termometro rimane ancorato attorno allo zero ma soprattutto, verso metà pomeriggio, avviene la svolta: la neve da abbondante diviene un'autentica tormenta, un pazzesco muro di fiocchi si abbatte sulla nostra zona e il vento si intensifica dai quadranti nordorientali; che cosa è successo? E' avvenuta a pieno titolo la penetrazione dal Rodano del blocco freddo atlantico, molto instabile, che, accompagnandosi al ciclone, ha innescato il vento (che comunque, per motivi orografici, sulla nostra zona non è quasi mai nordoccidentale, ma piega sempre da Est - Nordest) oltre ad aver instabilizzato sensibilmente l'atmosfera, tanto che in alcune località della nostra regione, in piena tormenta, si manifestano fenomeni elettrici anche diffusi e importanti! Spettacolo eccezionale!
    Ma l'instabilizzazione dell'atmosfera ad opera della "rodanata" porta però anche a "rovinare" la colonna d'aria secca continentale che aveva favorito la neve da addolcimento fino a che veniva "accarezzata" negli strati superiori dal richiamo mite, così, paradossalmente ma non troppo, l'irruzione fredda dal Rodano, provoca sia un aumento termico più sensibile sulle coste dove il vento a tratti gira a levante o a scirocco, sia la formazione di sacche d'aria molto umida e meno fredda a quote diverse per cui la neve in alcune zone, specie costiere, lascia spazio alla pioggia o al nevischio; siccome comunque l'aria in arrivo è pur sempre polare fredda marittima, appena il richiamo sciroccale si affievolisce, anche lì dove in serata era piovuto con valori termici impenatisi fino a 5 - 6 gradi sopra lo zero, riprendono intermittenti alcune precipitazioni di nevischio o neve mista a pioggia per tutta la nottata.
    Alla fine il fenomeno ha lasciato tra i 10 e i 20 cm. di manto sulle nostre pianure .

  10. #10
    Cumulus Congestus L'avatar di old_Burano
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    Che bei reportage, Franco!
    Nel pomeriggio posterò un articolo scritto qualche anno fa da Marco Virgilio sulla nevicata di fine dicembre 1976 (così si potrà fare il confronto con quanto avvenuto ad Udine); se hai tempo (e voglia, naturalmente!) che ne diresti di raccontare anche le nevicate del gennaio 1985, 31/12/1996, 03/03/2005, 24/11/2008 e 31/12-01/01/2009?
    Sono stati episodi importanti (se non addiritura storici) x gran parte del 3V..
    In questo forum si impara che:

    Può non piovere per mesi ma non è secco perché prima e dopo ha piovuto, la parola "secco" è una bestemmia.
    Un evento è tale solo se accade a casa propria.
    I meteorologi sbagliano anche quando azzeccano.
    I modelli sono carta straccia se non mostrano cìò che si vuole.
    I dati sono validi solo se confermano le proprie idee.
    La normalità coincide con le proprie ossessioni.
    Chi apprezza la pioggia è un malato mentale.

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