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  1. #1
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    Corrente del Golfo e nostro clima

    Mi chiedo spesso quale potrebbe essere l'effetto per il clima delle nostre zone qualora la Corrente del Golfo dovesse entrare davvero in crisi a causa del GW e relativo scioglimento copioso dell'Artico con inceppamento del meccanismo trasportatore dell'acqua calda caraibica.
    Ragioniamo: è praticamente certo che una CDG in crisi significherebbe una drastica diminuzione delle temperature dell'Atlantico europeo. Si stima che di riflesso l'effetto mitigatore si attenuerebbe o addirittura scomparirebbe, con alcuni gradi in meno nelle temperature medie dell'Europa occidentale. Basti pensare alla differenza che viceversa c'è oggi tra il clima, specie quello invernale, di New York e di Londra, che pure è molto più a Nord.
    Ma da noi??? Gran parte degli studi che ho avuto modo di leggere, e anche il buon senso, suggeriscono che questa diminuzione termica si estenderebbe, sia pure un po' attenuata, anche all'Europa intera e al Mediterraneo, cancellando in parte la mitezza di cui il nostro clima (ahimè! io dico, da freddofilo... ) gode.
    Però io mi chiedo, notando quanto accade in questi ultimi anni di SSTA- in zona azzorriana: non è che una anomalia termica negativa ancora più pronunciata dell'Atlantico europeo rischierebbe di portare a un insaccamento delle depressioni artiche verso la famigerata falla iberica ancora più intenso e frequente di quanto non accada già oggi? Non è che la nostra regione con una CDG in grande crisi si troverebbe, paradossalmente, sotto il tiro pressochè costante delle correnti africane?
    Mi rivolgo ai più esperti, sperando di essere SMENTITO!!!
    Franco

  2. #2
    Cumulonimbus
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    Un veloce intervento
    La questione è molto più complessa di quanto sembri. Innanzitutto, la Corrente del Golfo propriamente detta è appunto quella del Golfo del Messico; il calore viene trasportato verso il Nord Atlantico dalla Corrente Nord-Atlantica, che appunto è quella che interessa a noi. Tali correnti sono determinate dalla rotazione terrestre e dalla posizione dei continenti, ergo dubito fortemente che possano "interrompersi". Tuttavia, potrebbero attenuarsi, trasportando meno calore verso le latitudini settentrionali (mi chiederei però, il calore non smaltito, che effetti avrebbe sull'area mesoamericana e centroatlantica).
    Gli effetti, più che diretti, potrebbero essere dovuti a cambiamenti delle configurazioni bariche medie. Sicuramente, mari più freddi portano ad una diminuzione delle precipitazioni; è anche probabile che un flusso atlantico meno forte causerebbe inverni mediamente più rigidi; non mi preoccuperei troppo, invece, della "falla portoghese". E' comunque improprio paragonare Londra a NYC: latitudine diversa, ed estate molto più fresca in Inghilterra Semmai, Napoli e NYC, che sono circa sullo stesso parallelo: i partenopei non avranno mai il clima americano, dato che qui c'è un oceano e lì c'è il Canada a NW; però potrebbero vedere fenomeni decisamente poco consueti. Farei riferimento al periodo freddo prima dell'Impero Romano, quando, stando agli scrittori antichi, pare che il Tevere ghiacciasse relativamente spesso, e le nevicate fossero frequenti ed intense su Roma (e quindi anche Napoli avrà visto i suoi fenomeni "estremi"). Tenendo comunque conto che il Mediterraneo rimarrà relativamente caldo, e dopo 3 inverni a Genova ti assicuro che è un fattore non solo importante ma decisivo climi più continentali comunque!
    Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame - odio lo scirocco - gelo fan club.

    Io che ho provato il clima mediterraneo dico: che noia!

    http://www.meteo.sk/predpoved-pocasia/e ... lika/nitra

  3. #3
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    l'Europa gode di un clima mite non tanto per la presenza della corrente del golfo, come si pensava fino a qualche anno fa, ma sopratutto per il fatto che ad Ovest vi è un oceano che accumula e rilascia più lentamente il calore rispetto alal terraferma, combinato con il fatto che alle nostre latitudini mediamente la circolazione atmosferica va da Ovest ad Est, se si fermasse la corrente del golfo, in Europa non vi sarebbe una glaciazione ma tuttalpiù un lieve raffreddamento climatico locale circoscritto ad alcune regioni del Nord Europa, più direttamente lambite da questa corrente oceanica, se invece si invertisse la direzione dei venti atmosferici e andasse mediamente da Est ad Ovest, come spesso capitava in inverno durante la PEG, ecco che il clima in Europa subirebbe un notevole cambiamento...

  4. #4
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    a entrambi (per Fil: Londara la citavo apposta, so benissimo che è moooolto più a Nord di New York ).
    Ma entrambi non avete detto la vostra sulla possibile enfatizzazione della falla portoghese (o iberica), solo Fil ha accennato alla cosa dicendo solo che non lo preoccupa; ma perchè? Non lo spieghi! Dai, catenati, pendo dalle tue labbra... (occhio che peso 90 chili! )
    Franco

  5. #5
    Cumulonimbus
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    Credo che la "falla portoghese" (neologismo assolutamente infelice) verrebbe assorbita dalle restanti anomalie SSTA- di tutto l'atlantico che passerebbe rapidamente in AMO- .

    P.S. Credo comunque che sia un errore considerare la "falla portoghese" come causa di tutti i nostri mali quando invece è una conseguenza logica e diretta del posizionamento più a nord della cella di Hadley.
    Remigio Zago - freelance

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Remigio zago Visualizza Messaggio
    Credo che la "falla portoghese" (neologismo assolutamente infelice) verrebbe assorbita dalle restanti anomalie SSTA- di tutto l'atlantico che passerebbe rapidamente in AMO- .

    P.S. Credo comunque che sia un errore considerare la "falla portoghese" come causa di tutti i nostri mali quando invece è una conseguenza logica e diretta del posizionamento più a nord della cella di Hadley.
    Grande Remigio! Come sempre tu (non solo tu, ma tu in particolare!) con due pennellate (la meteo può essere anche arte... ) hai fornito una spiegazione interesante ed esaustiva, completando le già belle osservazioni degli amici sopra.
    Ma ti chiedo quale allora potrebbe essere, secondo il tuo parere di esperto (e non schermirti, tu esperto in questi campi davvero lo sei!), lo scenario climatico del nostro continente e ancor più del nostro paese, in caso di "blocco" della Corrente del Golfo. Perdonami per le terminologie usate, assolutamente "generiche" e non appropriate, ma è per capirsi senza stare a scrivere pagine su pagine .
    Franco

  7. #7
    Miraggio
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    Nel 1979 Ngar-Cheung Lau del NOAA aveva dimostrato da uno studio gli effetti di riscaldamento e di raffreddamento prodotto dalle onde atmosferiche su grande scala in Europa e nella parte orientale del Nord America. Negli anni 80 Brian J. Hosking e Paul J. Valdes dell’università di Reading e del NOAA avevano mostrato come era l’atmosfera a mitigare il clima europeo. Alla fine degli anni 80 Syukuro Manabe e Ronald J. Stouffer avevano usato un modello accoppiato oceano-atmosfera per determinare gli impatti di un eventuale arresto della circolazione termoalina. Nel loro modello il clima si raffreddava di un paio di gradi su entrambe le sponde dell’Atlantico e lasciava invariata la molto più cospicua lasciando invariate le differenze Europa/Nord America. Recenti dati satellitari hanno mostrato come alle medie latitudini il trasporto di calore effettuato dall’atmosfera superi di diverse volte quello degli oceani. Infine sono da sottolineare le pubblicazioni di Richard Seager, che indubbiamente hanno chiarito in modo convincente e definitivo il ruolo e l'importanza della Corrente del Golfo, ossia: se si considera la regione oltre i 35 gradi nord è l’effetto combinato del trasporto di calore atmosferico e dell’immagazzinamento e rilascio di calore stagionale a mitigare gli inverni non tanto la CDG.
    L'unica parte realmente dipendente dalla CDG in Europa è la Scandinavia.
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    Nel mondo esistono 10 tipi di persone: quelli che conoscono i numeri binari e quelli che non li conoscono....

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Neo Visualizza Messaggio
    Nel 1979 Ngar-Cheung Lau del NOAA aveva dimostrato da uno studio gli effetti di riscaldamento e di raffreddamento prodotto dalle onde atmosferiche su grande scala in Europa e nella parte orientale del Nord America. Negli anni 80 Brian J. Hosking e Paul J. Valdes dell’università di Reading e del NOAA avevano mostrato come era l’atmosfera a mitigare il clima europeo. Alla fine degli anni 80 Syukuro Manabe e Ronald J. Stouffer avevano usato un modello accoppiato oceano-atmosfera per determinare gli impatti di un eventuale arresto della circolazione termoalina. Nel loro modello il clima si raffreddava di un paio di gradi su entrambe le sponde dell’Atlantico e lasciava invariata la molto più cospicua lasciando invariate le differenze Europa/Nord America. Recenti dati satellitari hanno mostrato come alle medie latitudini il trasporto di calore effettuato dall’atmosfera superi di diverse volte quello degli oceani. Infine sono da sottolineare le pubblicazioni di Richard Seager, che indubbiamente hanno chiarito in modo convincente e definitivo il ruolo e l'importanza della Corrente del Golfo, ossia: se si considera la regione oltre i 35 gradi nord è l’effetto combinato del trasporto di calore atmosferico e dell’immagazzinamento e rilascio di calore stagionale a mitigare gli inverni non tanto la CDG.
    L'unica parte realmente dipendente dalla CDG in Europa è la Scandinavia.
    Dopo Remigio, ecco un altro amico cui non si può che attribuire un: (senza che gli altri bravissimi forumisti se la prendano... ).
    Comunque, ragazzi, se qualcuno ha altre idee, discutiamole!!!
    Franco

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