Pagina 2 di 33 PrimaPrima 123412 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 329
  1. #11
    Miraggio
    L'avatar di Daniele Campello
    Data Registrazione
    Feb 2006
    Località
    Fiume Veneto (PN)
    Messaggi
    19
    Citazione Originariamente Scritto da Francomaz Visualizza Messaggio
    Quindi sembra scongiurare i famosi 60gg di nao/ao+???
    Sì e no. In realtà a livello statistico non sono 60, ma direi dai 30 ai 45 giorni.
    Baldwin-Dunkerton evidenziarono più o meno 2 mesi, ma il loro studio "Stratospheric Harbingers of Anomalous Weather Regimes" del 2001 si basava sugli eventi accaduti dal 1958 al 1999 (18 con vortice debole e 30 con VPS forte).
    Le condizioni della stratosfera non sono le stesse degli anni 60-70 e la risposta statistica è cambiata. Questo è stato evidenziato da diversi studi scientifici, ne ho postato uno qualche intervento fa, ma ricordo perfettamente dello stesso Baldwin con David W.J.Thompson del 2009 intitolato “A critical comparison of stratosphere–troposphere” che mostrava già delle differenze, come occorre per esempio sottolineare il lavoro Stefan Metzner, Andreas Kerschbaumer, Ulrike Langematz - Institut für Meteorologie, Freie Universität Berlin, del 2010 intitolato “Dynamic coupling between stratosphere and troposphere simulated with the EMAC chemistry climate model”.
    Oggi secondo me non ha senso parlare di 60 giorni, mentre dello studio di Baldwin-Dunkerton ha invece senso rimarcare ciò che gli autori hanno sottolineano, probabilmente per ribadire la natura prettamente statistica del lavoro: esistono anni dove questa “regola” non ha trovato riscontro, se non ricordo male (vado a memoria) citano per esempio il 1998-1999 dove ad anomalie di segno negativo sotto la soglia a 10 hPa la troposfera ha risposto in maniera contraria!
    [SIZE=4][COLOR=#000080][U][B]Neo[/B][/U][/COLOR][/SIZE][COLOR=#000000]
    [/COLOR]
    Nel mondo esistono 10 tipi di persone: quelli che conoscono i numeri binari e quelli che non li conoscono....

  2. #12
    Altostratus L'avatar di old_Francomaz
    Data Registrazione
    Jul 2008
    Località
    Ronchi dei Legionari, Suburbio NE 18 m s.l.m.
    Messaggi
    869
    Citazione Originariamente Scritto da Neo Visualizza Messaggio
    Sì e no. In realtà a livello statistico non sono 60, ma direi dai 30 ai 45 giorni.
    Baldwin-Dunkerton evidenziarono più o meno 2 mesi, ma il loro studio "Stratospheric Harbingers of Anomalous Weather Regimes" del 2001 si basava sugli eventi accaduti dal 1958 al 1999 (18 con vortice debole e 30 con VPS forte).
    Le condizioni della stratosfera non sono le stesse degli anni 60-70 e la risposta statistica è cambiata. Questo è stato evidenziato da diversi studi scientifici, ne ho postato uno qualche intervento fa, ma ricordo perfettamente dello stesso Baldwin con David W.J.Thompson del 2009 intitolato “A critical comparison of stratosphere–troposphere” che mostrava già delle differenze, come occorre per esempio sottolineare il lavoro Stefan Metzner, Andreas Kerschbaumer, Ulrike Langematz - Institut für Meteorologie, Freie Universität Berlin, del 2010 intitolato “Dynamic coupling between stratosphere and troposphere simulated with the EMAC chemistry climate model”.
    Oggi secondo me non ha senso parlare di 60 giorni, mentre dello studio di Baldwin-Dunkerton ha invece senso rimarcare ciò che gli autori hanno sottolineano, probabilmente per ribadire la natura prettamente statistica del lavoro: esistono anni dove questa “regola” non ha trovato riscontro, se non ricordo male (vado a memoria) citano per esempio il 1998-1999 dove ad anomalie di segno negativo sotto la soglia a 10 hPa la troposfera ha risposto in maniera contraria!
    Quindi da come esponi, bisogna ancora attendere almeno una decina di giorni per verificare un eventuale cooling stratosferico??? Speriamo nn avvenga come l'anno scorso che ci scombinò di brutto la prima parte stagionale invernale
    Socio attivo UMFVG/Redazione Meteorologica ( 2001 )

    Stazione meteo Davis Instruments Vantage Pro2

    Dati meteo on line su:
    http://meteoronchideilegionari.com/meteo/IT-FR-003.htm
    http://my.meteonetwork.it/station/fvg055/
    http://www.lineameteo.it/stazioni.php?id=953
    http://www.italiamn.it/dettaglio.php?st_id=293

    Un giorno senza un sorriso è un giorno perso. Charlie Chaplin

  3. #13
    Miraggio
    L'avatar di Daniele Campello
    Data Registrazione
    Feb 2006
    Località
    Fiume Veneto (PN)
    Messaggi
    19
    Un raffreddamento della stratosfera è già in atto da tempo, dato che la situazione troposferica non permette la propagazione verticale (http://wekuw.met.fu-berlin.de/~Aktue...cmwf100a12.gif). Tuttavia la situazione sembra destinata nel lungo a cambiare.
    Personalmente non do molta importanza alla soglia del NAM, io tendo a ragionare per nesso di causalità e prediligo trovare una spiegazione (o una soluzione) attraverso la dinamica stratosferica che la statistica. Mi concentro quindi sulla propagazione ed essa può verificarsi solo ed esclusivamente se vengono soddisfatte determinate condizioni (0<U<Uc).
    Come ho già scritto trovo tutta questa situazione ideale e favorevole dal punto di vista invernale.
    [SIZE=4][COLOR=#000080][U][B]Neo[/B][/U][/COLOR][/SIZE][COLOR=#000000]
    [/COLOR]
    Nel mondo esistono 10 tipi di persone: quelli che conoscono i numeri binari e quelli che non li conoscono....

  4. #14
    Altostratus L'avatar di old_Francomaz
    Data Registrazione
    Jul 2008
    Località
    Ronchi dei Legionari, Suburbio NE 18 m s.l.m.
    Messaggi
    869
    Citazione Originariamente Scritto da Neo Visualizza Messaggio
    Un raffreddamento della stratosfera è già in atto da tempo, dato che la situazione troposferica non permette la propagazione verticale (http://wekuw.met.fu-berlin.de/~Aktue...cmwf100a12.gif). Tuttavia la situazione sembra destinata nel lungo a cambiare.
    Personalmente non do molta importanza alla soglia del NAM, io tendo a ragionare per nesso di causalità e prediligo trovare una spiegazione (o una soluzione) attraverso la dinamica stratosferica che la statistica. Mi concentro quindi sulla propagazione ed essa può verificarsi solo ed esclusivamente se vengono soddisfatte determinate condizioni (0<U<Uc).
    Come ho già scritto trovo tutta questa situazione ideale e favorevole dal punto di vista invernale.
    Esaustivo come sempre,
    Socio attivo UMFVG/Redazione Meteorologica ( 2001 )

    Stazione meteo Davis Instruments Vantage Pro2

    Dati meteo on line su:
    http://meteoronchideilegionari.com/meteo/IT-FR-003.htm
    http://my.meteonetwork.it/station/fvg055/
    http://www.lineameteo.it/stazioni.php?id=953
    http://www.italiamn.it/dettaglio.php?st_id=293

    Un giorno senza un sorriso è un giorno perso. Charlie Chaplin

  5. #15
    Iridescenza L'avatar di old_BlackHole
    Data Registrazione
    Jan 2011
    Località
    Montorio Verona Italia
    Messaggi
    72
    Citazione Originariamente Scritto da Neo Visualizza Messaggio
    Un raffreddamento della stratosfera è già in atto da tempo, dato che la situazione troposferica non permette la propagazione verticale (http://wekuw.met.fu-berlin.de/~Aktue...cmwf100a12.gif). Tuttavia la situazione sembra destinata nel lungo a cambiare.
    Personalmente non do molta importanza alla soglia del NAM, io tendo a ragionare per nesso di causalità e prediligo trovare una spiegazione (o una soluzione) attraverso la dinamica stratosferica che la statistica. Mi concentro quindi sulla propagazione ed essa può verificarsi solo ed esclusivamente se vengono soddisfatte determinate condizioni (0<U<Uc).
    Come ho già scritto trovo tutta questa situazione ideale e favorevole dal punto di vista invernale.
    Ciao Daniele, leggerti è sempre un piacere... capirti, a volte, un pò meno :-(

    Potresti, x favore, spiegare quali sono le condizioni affinchè si verifichi la propagazione? Cosa significa: 0<U<Uc?

    Ciao e grazie Christian
    Ciao Christian

  6. #16
    Altostratus
    Data Registrazione
    Jul 2012
    Località
    Bassano del grappa est
    Messaggi
    931
    nam aggiornata all' 8 novembre +0,8....aumenta

  7. #17
    Cumulonimbus
    Data Registrazione
    Dec 2005
    Località
    Olmi di San Biagio (TV)
    Messaggi
    5,012
    Citazione Originariamente Scritto da BlackHole Visualizza Messaggio
    Ciao Daniele, leggerti è sempre un piacere... capirti, a volte, un pò meno :-(

    Potresti, x favore, spiegare quali sono le condizioni affinchè si verifichi la propagazione? Cosa significa: 0<U<Uc?

    Ciao e grazie Christian
    0<U<Uc significa Velocità di Rossby (U) compresa tra zero e Velocità critica di Rossby (Uc).

    Quando U è uguale o maggiore di Uc siamo in presenza di wave breaking, cioè la mancata propagazione d'onda in bassa stratosfera.

    Lascio comunque a Daniele ulteriori approfondimenti.


    Remigio Zago - freelance

  8. #18
    Nimbostratus L'avatar di old_nessuno
    Data Registrazione
    Jan 2009
    Località
    Lendinara (RO)
    Messaggi
    2,165
    Citazione Originariamente Scritto da Remigio zago Visualizza Messaggio
    0<U<Uc significa Velocità di Rossby (U) compresa tra zero e Velocità critica di Rossby (Uc).

    Quando U è uguale o maggiore di Uc siamo in presenza di wave breaking, cioè la mancata propagazione d'onda in bassa stratosfera.

    Lascio comunque a Daniele ulteriori approfondimenti.


    Grazie mille per la spiegazione...è un piacere avere due maestri come voi...

  9. #19
    Miraggio
    L'avatar di Daniele Campello
    Data Registrazione
    Feb 2006
    Località
    Fiume Veneto (PN)
    Messaggi
    19
    Mi spiace BlackHole, il fatto è che cerco di non dilungarmi con concetti magari un po’ noiosi, comunque Remigio ha risposto benissimo.
    Cercherò di rimediare postando qualche mio appunto, cose che ho già parzialmente postato negli anni e che ritroverete nel mio lavoro che pubblicherò spero a fine mese. Mi auguro che questo “spoilerare” non faccia il giro del web, visto che molte cose mi sono costate fatica e vi posso garantire che non esistono almeno in italiano cose simili. Ad ogni modo, per comprendere come avviene la propagazione verticale occorre avere chiari alcuni concetti quali “wavenumber verticale” e “velocità critica di Rossby”.

    Definire numericamente il wavenumber verticale è un’operazione complessa, l’importante comunque è sapere che per onde stazionarie la propagazione verticale può avvenire solo quando il valore del wavenumber verticale al quadrato risulta superiore a zero (m2>0). Tale risultato può verificarsi solo se vengono soddisfatte determinate condizioni scoperte da Charney & Drazin nel 1961:


    0<U<Uc

    dove U rappresenta il flusso medio zonale e Uc la velocità critica di Rossby il cui valore dipende dalla scala orizzontale delle onde. Questo ci suggerisce che anche in presenza di un minimo strato dove il vento è orientale (U<0), le onde stazionarie non possono propagarsi verticalmente. Allo stesso modo, se i venti sono occidentali, ma troppo “forti”, non c'è possibilità di propagazione. Questo ci fa comprendere che se d'inverno la propagazione è in ogni caso possibile (U>0), nella stratosfera estiva i venti sono orientali per cui tale condizione non viene soddisfatta e la propagazione verticale resta confinata in troposfera.
    La velocità critica di Rossby (Uc) è un valore calcolato che dipende dalla scala orizzontale delle ondulazioni, il che significa che la propagazione verticale dipende da vari aspetti legati al wavenumber zonale (Charney & Drazin hanno calcolato che alle medie latitudini per un'onda con una lunghezza zonale di 14.000 km e meridionale di 20.000 km il valore di Uc=38 m/sec). In pratica, se valutiamo l’insieme delle ondulazioni di Rossby (N), è importante considerare che al crescere di N diminuisce la lunghezza delle onde, aumenta la velocità di gruppo, il che significa che anche Uc diminuisce al crescere di N. Quindi, la propagazione diventa più difficile al crescere di N, dove la finestra d’opportunità sottolineata da Charney & Drazin [U<Uc] si restringe all’aumentare di tale valore. Ciò comporta che nella stratosfera risulteranno attive un numero di ondulazioni verticali decisamente basso, limitatamente da 1 e 2 e molto raramente da 3 ondulazioni.
    La figura sottostante illustra i diversi livelli critici per numeri d’onda di Rossby: notare come solo le onde più lunghe (wavenumber 1 e poi 2) hanno un livello critico ben sopra la troposfera, mentre numeri d’onda superiori sono sottoposti al wavebreaking al limite della tropopausa [è un po’ quello che sta “didatticamente” succedendo in questi giorni, dove l’EP flux è attivo in troposfera]

    Clicca l'immagine per ingrandirla. 

Nome: 1strato.jpg 
Visualizzazioni: 21 
Dimensione: 13.4 KB 
ID: 12660


    Tenendo conto che l’ampiezza della propagazione verticale delle onde di Rossby aumenta esponenzialmente con l’altezza, in quanto a diminuire è la densità dell’aria, è intuibile come l’ascensione delle ondulazioni più lunghe (wave1 e wave2) debba avere anche un limite, dove si raggiunge la deformazione irreversibile dell’onda. Tale quota viene detta “livello critico”, la ragione dell’assorbimento è che attraverso tale livello m2 passa da valori positivi (m2>0) a negativi (m2<0) e quindi la soluzione decade esponenzialmente. Questo fenomeno illustra come sia possibile l’interazione tra l’onda e il flusso zonale dove l’ondulazione viene assorbita.
    Ora abbiamo tutti gli elementi per introdurre un nuovo concetto, il flusso di Eliassen-Palm o EP flux, ossia una grandezza vettoriale ricavata dalla formula:

    E = jEy + kEz

    dove j rappresenta il vettore unitario su asse meridionale y, k il vettore unitario su asse verticale z e Ey e Ez sono le componenti verticali e meridionali del vettore di EP.
    L'espressione Eliassen-Palm Flux è stata introdotta per la prima volta da Andrews e McIntyre (1976), basata sulla teoria del lavoro pionieristico di Eliassen e Palm (1961) e derivata direttamente dalla media Euleriana trasformata. Andrews e McIntyre furono i primi a suggerire una circolazione detta residua in grado di unificare e definire il ruolo dei flussi di calore e di momento eddy. Ovviamente la circolazione residua è nulla quando l'EP flux è nullo (per onde lineari, stazionarie e conservative), in questo caso il riscaldamento netto è zero e l'atmosfera si trova in equilibrio radiativo.
    La componente verticale dell’EP flux mostra la divergenza o la convergenza dei flussi verticali prodotti proprio dalle waves sulla circolazione zonale (interazione fra l’onda e il flusso zonale). Dove c’è convergenza/divergenza negativa dei flussi, che si manifesta con i vettori dell’EP flux verso il Polo, si ha produzione di calore attraverso l’attrito e trasporto di quantità di moto. Una forte convergenza dell’EP flux è in grado di decelerare il flusso zonale e produrre calore, fino a provocare manifestazioni estreme che prefigurano l’inversione della circolazione con la conseguente rottura del VPS. Al contrario, le elevate vorticità potenziali dettate da un VPS forte con ondulazioni planetarie corte, quindi con elevate velocità di gruppo, impongono la rifrazione e la divergenza dell’EP flux al limite della tropopausa. In questo caso, dalla mancata propagazione del flusso di Eliassen-Palm nella stratosfera, deriva la totale assenza di disturbo meridionale al VPS.
    In pratica, la dinamica attraverso gli eddies è in grado di modificare la circolazione nella stratosfera invernale, sia in termini di accelerazione del flusso zonale, che in termini di rallentamento. Nel secondo caso, pare evidente che l’assorbimento di energia susseguente alla rottura delle onde planetarie è quello che, di fatto, riscalda o comunque modifica la media atmosfera.

    Mi piacerebbe dilungarmi sulla dinamica di assorbimento dell’EP flux e origine dei Sudden stratospheric warmings (SSW), ma mi fermo qui, spero di averti chiarito qualche dubbio.
    [SIZE=4][COLOR=#000080][U][B]Neo[/B][/U][/COLOR][/SIZE][COLOR=#000000]
    [/COLOR]
    Nel mondo esistono 10 tipi di persone: quelli che conoscono i numeri binari e quelli che non li conoscono....

  10. #20
    Miraggio
    L'avatar di Daniele Campello
    Data Registrazione
    Feb 2006
    Località
    Fiume Veneto (PN)
    Messaggi
    19
    Citazione Originariamente Scritto da Neo Visualizza Messaggio
    Mi piacerebbe dilungarmi sulla dinamica di assorbimento dell’EP flux e origine dei Sudden stratospheric warmings (SSW), ma mi fermo qui, spero di averti chiarito qualche dubbio.
    a sto punto tanto vale spendere due parole anche sugli SSW prima di terminare il concetto dell' EP flux. La scoperta del riscaldamento stratosferico improvviso viene accreditata al meteorologo tedesco Richard Scherhag con la prima storica pubblicazione il “Die explosionsartige Stratosphärenerwärmung des Spätwinters 1951/52” (ne custodisco una copia). Scherhag notò per primo un forte incremento della temperatura misurato dalla radiosonda sopra Berlino a 10 hPa il 30 gennaio 1952. Tuttavia tale fenomeno risultò sconosciuto almeno fino al 1957, quando cioè fu individuato e poi studiato dalla rete americana. Da qui partirono le prime analisi targate Lowenthal (1957) Teweles (1958) e Craig and Heting (1959).
    La dinamica dei Sudden stratospheric warmings (vedi figura in allegato) prevede che il flusso EP vada a forzare la circolazione media della stratosfera venendo assorbito a un determinato livello. Attorno a questa quota la divergenza del flusso di Eliassen e Palm è negativa, pertanto in flusso zonale viene decelerato. Dove l’ondulazione viene assorbita si ha trasferimento di moto e l’onda può essere dissipata. Ne può quindi risultare produzione di calore (attraverso l’attrito) e trasporto di quantità di moto.
    Per effetto della decelerazione prodotta dalla convergenza dell’EP flux, la forza di Coriolis necessaria per bilanciare il flusso diminuisce a sua volta e si stabilisce pertanto una circolazione residua costituita da una doppia cella nel piano meridionale. Nella regione in cui la velocità verticale è diretta verso il basso si ha compressione (quindi riscaldamento), viceversa nella regione in cui si ha un moto ascendente.


    Anteprime Allegate Anteprime Allegate 2strat.jpg‎  
    [SIZE=4][COLOR=#000080][U][B]Neo[/B][/U][/COLOR][/SIZE][COLOR=#000000]
    [/COLOR]
    Nel mondo esistono 10 tipi di persone: quelli che conoscono i numeri binari e quelli che non li conoscono....

Discussioni Simili

  1. Analisi stratosferica aggiornata 2011/2012
    Di Daniele Campello nel forum Meteo nord-est
    Risposte: 264
    Ultimo Messaggio: 21-02-2012, 18:40
  2. [TLC] Analisi stratosferica 2009/2010
    Di old_bugimeteo nel forum Meteo nord-est
    Risposte: 404
    Ultimo Messaggio: 14-09-2010, 14:55
  3. Analisi Stratosferica aggiornata 2008-09
    Di old_Remigio zago nel forum Meteo nord-est
    Risposte: 652
    Ultimo Messaggio: 28-03-2009, 17:22
  4. Analisi STRATOSFERICA aggiornata : 2007/08
    Di old_bugimeteo nel forum Meteo nord-est
    Risposte: 1313
    Ultimo Messaggio: 07-05-2008, 18:39
  5. Analisi stratosferica aggiornata: outlook inverno 07/08
    Di Direttivo M3V nel forum Meteo nord-est
    Risposte: 42
    Ultimo Messaggio: 10-02-2008, 17:21

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •