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  1. #231
    Cumulonimbus
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    Citazione Originariamente Scritto da Burano Visualizza Messaggio
    Si può fare un esempio speculare con il mese di agosto: il sole sarà più basso e le giornate più corte rispetto ai due mesi precedenti, ma se a 850hpa arriva la +20°C fa cmq molto caldo (anche di notte).
    Allacciandomi al post di FilTur, anche agosto è un mese molto variabile: a volte ha decretato la fine anticipata dell'estate (2005 e 2006), altre volte è stato il mese più caldo del trimestre estivo (2003, 2009, 2011 e 2012).
    Però, giusto per fare il pignolo, agosto ha una media storica quasi uguale a luglio, in pratica la probabilità che risulti il mese estivo più caldo è decisamente elevata (direi un 4/10); febbraio, al contrario, climatologicamente è il nostro mese invernale più mite!
    Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame - odio lo scirocco - gelo fan club.

    Io che ho provato il clima mediterraneo dico: che noia!

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  2. #232
    Cumulonimbus
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    Citazione Originariamente Scritto da flavio-resana Visualizza Messaggio
    credo che la nevicata del 19/12/2009 abbia tempi di ritorno "non umani" per il trittico PD-VE-TV, i massimi, oltretutto, avvennero proprio tra Treviso e la Castellana con accumuli fino a 30 cm di neve sublime. Ho un video che è epico ed ogni tanto riguardo le foto!
    Non esageriamo direi che è cosa rara, ma con la speranza di vita attuale mi auguro francamente di rivedere altri episodi simili! Limitatamente a Padova, so già di aver visto il 3 marzo 2005, e poi il trittico 1985-'86-'87 (nel gennaio 1985 c'era mezzo metro a terra, dicono...perché io ero troppo piccolo per ricordarmi ).
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  3. #233
    Cumulus Congestus L'avatar di old_Burano
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    Citazione Originariamente Scritto da FilTur Visualizza Messaggio
    Però, giusto per fare il pignolo, agosto ha una media storica quasi uguale a luglio, in pratica la probabilità che risulti il mese estivo più caldo è decisamente elevata (direi un 4/10); febbraio, al contrario, climatologicamente è il nostro mese invernale più mite!
    Il fatto che febbraio sia il mese invernale più mite lo spiego con la maggiore durata delle giornate e maggiore altezza del sole rispetto ai due mesi precedenti; come mai invece non vale il discorso inverso per agosto (che ha giornate più brevi e sole più basso rispetto a luglio e giugno)?
    Come mai questa "asimmetria" rispetto a febbraio?
    La causa è astronomica (per esempio: l'allungamento e l'accorciamento delle giornate avvengono a ritmi diversi, la distanza Terra-Sole è differente.. etc) oppure climatica?
    In questo forum si impara che:

    Può non piovere per mesi ma non è secco perché prima e dopo ha piovuto, la parola "secco" è una bestemmia.
    Un evento è tale solo se accade a casa propria.
    I meteorologi sbagliano anche quando azzeccano.
    I modelli sono carta straccia se non mostrano cìò che si vuole.
    I dati sono validi solo se confermano le proprie idee.
    La normalità coincide con le proprie ossessioni.
    Chi apprezza la pioggia è un malato mentale.

  4. #234
    Cumulonimbus
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    Citazione Originariamente Scritto da Burano Visualizza Messaggio
    Il fatto che febbraio sia il mese invernale più mite lo spiego con la maggiore durata delle giornate e maggiore altezza del sole rispetto ai due mesi precedenti; come mai invece non vale il discorso inverso per agosto (che ha giornate più brevi e sole più basso rispetto a luglio e giugno)?
    Come mai questa "asimmetria" rispetto a febbraio?
    La causa è astronomica (per esempio: l'allungamento e l'accorciamento delle giornate avvengono a ritmi diversi, la distanza Terra-Sole è differente.. etc) oppure climatica?
    Direi climatica ed astronomica. Prendendo delle localitá "a caso", direi che febbraio é piú freddo di dicembre sia nel Nord Europa, che in Russia, che nel Mediterraneo; l'inverno é praticamente costante a Londra, differenze pressoché nulle tra i tre mesi; ed infine, nel Nord Italia come nell'area danubiana, dicembre é invece piú freddo di febbraio.
    La nostra "anomalia" in particolare la spiego con la minor forza delle inversioni, e col fatto che le irruzioni artiche ci vedono sottovento alle Alpi, con effetti favonici. Farei lo stesso ragionamento per novembre/marzo.
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  5. #235
    Nimbostratus Rete Stazioni M3V

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    Riporto in alto questo thread poichè, arrivati a questo punto, mi pare doverosa un'analisi conclusiva non tanto per capire se è stata correttamente inquadrata la tendenza, ma piuttosto per capire perchè è andata in un certo modo e non in un altro. In linea di massima mi sento dire dire che è stata inquadrata bene la configurazione barica generale a livello europeo sia per la prima che la seconda metà dell'inverno, ma con le retrogressioni da est che si sono mantenute parecchio alte di latitudine senza mai interessarci direttamente. Ne segue che dal freddo secco prospettato siamo passati a un clima umido con temperature nella media. Inoltre mi par di notare che le caratteristiche di inverno crudo con spiccate caratteristiche di continentalità si stiano perpetrando a buona parte del mese di marzo per buona parte dell'europa, in maniera probabilmente più significativa che a gennaio, denotando una sorta di lieve ritardo nelle tempistiche. Questa è una mia impressione generale, ma mi piacerebbe capire il perchè di queste retrogressioni così alte e se gli esperti se le aspettavano tali.
    Davide, amante del gelo secco in inverno

  6. #236
    Cumulonimbus
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    Citazione Originariamente Scritto da Remigio zago Visualizza Messaggio
    Come accade ormai da qualche anno, incoraggiato dai discreti risultati ottenuti torno a scrivere le mie considerazioni sulla prossima stagione invernale relativamente al nostro Triveneto, squisitamente su base probabilistico-teleconnettiva.
    Premettendo che l’inverno 2012-2013 presenta parametri teleconnettivi di particolare difficoltà interpretativa e/o addirittura con caratteristiche inedite, andiamo brevemente a diagnosticare le principali teleconnessioni predittive:

    La QBO (Quasi Biennial Oscillation) dovrebbe rimanere nettamente negativa per tutta la stagione; il SF (Solar Flux) nonostante la prossimità del massimo del ciclo 24 continua a presentare caratteristiche di notevole debolezza; l’ENSO (El Nino Southern Oscillation) dovrebbe mantenersi in fase positiva (NINO) ma su valori inferiori a 1, quindi di debole intensità; la PDO (Pacific Decadal Oscillation) continua nella sua fase negativa mentre la AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) si presenta ampiamente positiva.
    Un occhio di riguardo dovrà infine essere rivolto alla ESC (Eurasian Snow Cover) attualmente in linea con le medie del periodo e alla drammatica situazione tardo estiva dei ghiacci artici che quest'anno hanno registrato il minimo assoluto di estensione.

    A fronte di tale panorama teleconnettivo credo ci si possa aspettare una partenza stagionale molto ritardata con prevalenza di pattern EA+ , nonostante un Vortice Polare disturbato proprio a causa del deficit dei ghiacci artici.
    L’inizio della stagione infatti potrebbe essere condizionato dalla presenza più settentrionale della media del sistema cella di Hadley-cella di Ferrel con conseguente localizzazione ben oltre il 55° N del solco subpolare depressionario e intorno al 40/45° della fascia anticiclonica subtropicale.

    La probabile crescita sostenuta dello Snow Cover grazie alla scarsa dinamicità nel settore orientale europeo potrebbe aprire scenari diversi per la seconda parte della stagione, indicativamente dopo le festività di fine anno; in questa fase la progressiva termicizzazione dell’est europeo dovrebbe instaurare un regime anticiclonico continentale, freddo e asciutto. Una variante a tale situazione potrebbe essere data dalla discesa di nuclei freddi artico-continentali (gocce retrograde) in grado di produrre ciclogenesi mediterranee particolarmente “produttive” sul nostro territorio.

    Per riassumere mi aspetto un inverno triveneto a due facce: una prima mite , relativamente poco piovosa (pochi episodi anche se rilevanti), molto umida, all’insegna di un atlantico solo temporaneamente debolmente ciclonico; una seconda di segno opposto, fredda e asciutta, continentale con possibilità di eventi perturbati anche di notevole portata, sempre di tipo continentale e accompagnati da precipitazioni frequentemente di “tipo solido”.
    Fatto benissimo a uppare questo post, visto che è il momento di fare la cosiddetta "forecast verification".

    Riguardo alla mia proiezione di cui sopra devo dire di esserne molto parzialmente soddisfatto, in primis per l'errore dell'uscita troppo precoce (16 ottobre); probabilmente aspettando un mese avrei inquadrato meglio la situazione che si stava preparando in stratosfera e le conseguenze successive che hanno poi determinato tempistica e dinamica di tutta la stagione. Personalmente mi piace uscire molto presto, forse per primo in assoluto, magari a scapito della precisione (comunque non richiesta in questo tipo di previsioni) proprio per non essere minimamente condizionato/influenzato dalle altrui proiezioni.
    Tornando al merito, come detto sopra la evoluzione stratosferica ha determinato prima uno spostamento in avanti di un paio di decadi dell'impianto generale dell'inizio stagione (con il Canadian Warming) per cui il dicembre che ipotizzavo è cominciato intorno al 15 del mese, mentre la fase fredda di inizio mese secondo me doveva appartenere al finale di autunno: qui un primo errore. A cascata poi il seguito, con il MMW, il superamento della soglia del NAM e la lunghissima fase in AO- tuttora quasi a fondo scala. Fattori che hanno in sostanza prodotto la frantumazione del VP con annessa una antizonalità esasperata che ha relegato le retrogressioni continentali all'Europa centrosettetrionale mantenendoci sotto flussi mediamente occidentali e solo temporaneamente confluenti con le masse fredde di origine artica (di qui i ripetuti episodi nevosi anche in pianura). Nella mia idea invece doveva essere il contrario, con prevalenza di flussi continentali temporaneamente confluenti con correnti miti occidentali, e questo è il secondo errore.
    Ombre e luci quindi, se mi dovessi dare un voto questo sarebbe 6--, principalmente per aver sottovalutato l'evoluzione stratosferica, la cui attenta e puntuale osservazione nonostante scetticismi vari (non in questo forum) è risultata ancora una volta fondamentale e indispensabile per una attendibile proiezione del semestre freddo boreale.

    Remigio Zago - freelance

  7. #237
    Altostratus L'avatar di old_Simo90
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    Complimenti comunque per la previsioni, alla fine piccoli perticolari hanno fatto la differenza come sempre..

  8. #238
    Supercella L'avatar di old_bugimeteo
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    Citazione Originariamente Scritto da bugimeteo Visualizza Messaggio
    in sti giorni causa probabile licenziamento mio e di tutti i miei colleghi ho ben poca voglia di dilungarmi sulla mia tendenza stagionale quindi la faccio breve:

    1 dicembre condizionato nella prima parte dell attuale disturbo al VP/Vps(quindi mediterraneo depresso) la seconda parte del mese dovrebbe invece vedere una vivace ripartenza del Vp indotta dall attuale SC.

    2 probabilmente a gennaio assisteremo ad un MMW split(?) vista la situazione tropostrato(ENSO+/QBO-) con tendenza già ben evidente a blocchi in atlantico e pacifico.
    La conseguenza diretta non è ad oggi ipotizzabile ma si può comunque pensare ad un gennaio/febbraio in prevalentementa AO neg(quindi con freqyuenti episodi invernali)

    3 a marzo sarà primavera con nessuna ondata fredda tardiva di rilievo
    Più che bene l inverno, disastro la primavera :)))) gli effetti del MMW sono stati(e sono) molto più lunghi delle mie aspettative(si noti il picco a quasi -6 dell AO nel prossimi giorni). Comunque era una tendenza davvero fatta in fretta e furia, poco dettagliata e spiegata.,..va beh la prossima spero di avere più tempo

  9. #239
    Supercella L'avatar di old_lukeud
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    L’Europa e un inverno freddo
    Temperature medie “fredde”, ma comunque senza eccessi

    Che inverno ha vissuto l’Europa nel suo complesso? Ci aiutano a capirlo gli esperti del Climate Prediction Center (CPC) della NOAA, i quali rielaborando tutti i dati in loro possesso hanno realizzato questa mappa dalla quale si deduce che la stagione invernale nel nostro continente è stata mediamente fredda, senza tuttavia il carattere dell’eccezionalità: insomma un inverno “old style”, del tipo di quelli cui eravamo abituati qualche decennio fa e del resto simile anche alle ultime stagioni invernali.

    In effetti in gran parte del continente le temperature medie della stagione sono risultate in linea con la media dell’ultimo trentennio (aree non colorate) o al limite caratterizzate da valori solo leggermente al di sotto della norma (regioni colorate di rosa).

    Anche nelle aree in cui ha fatto più freddo del normale, e fra queste ci sono pure alcune zone del Nord e Centro Italia, si è trattato di scostamenti dalla norma intorno a 1-2 gradi (zone colorate di celeste), e quindi non elevati.

    Solo alcune regioni della Scandinavia Meridionale sembrano aver sopportato un inverno particolarmente freddo, con temperature medie di almeno 3-4 gradi al di sotto della norma (zone colorate di azzurro): e in effetti anche i meteorologi norvegesi confermano come nelle regioni meridionali del loro paese l’inverno si sia mostrato eccezionalmente freddo e, al contempo, anche insolitamente asciutto (fino al 75% in meno di piogge)!

    In realtà comunque anche in quelle zone del continente in cui la temperatura media dell’inverno è risultata in linea con l’andamento dell’ultimo periodo, spesso il tempo ha oscillato tra fasi insolitamente miti e altre estremamente fredde.


    Giuliacci

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Nome: Europa Inverno 2013 EMB.jpg 
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