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  1. #1
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    [NEVE] Tuttoneve: una "NEVEPEDIA" delle nostre terre

    Io, come quasi tutti gli appassionati meteo, sono un "malato" della neve ancora prima che del freddo. Ecco perchè vorrei sempre vivere in un inverno 2009-10 perenne più che in un perenne inverno 1985...!
    Bene, questa mia grande passione mi ha portato a scrivere una sorta di "Enciclopedia della neve a Nordest" ("Nevepedia" l'ho chiamata nel titolo) in cui racconto, descrivo e spiego anche dal lato della circolazione atmosferica, tutti i miei ricordi "nevosi", uno a uno, anche i più piccoli, da quando ho memoria (primi anni '70, io sono nato nel 1963) a oggi, una Enciclopedia che, oltre tutto, può considerarsi in costante evoluzione (perchè da oggi all'eterntià vedrò ancora qualche nevicata... o no??? :furiosii ).
    Questo è uno studio certosino che già avevo proposto su un altro Forum dove scrivevo e oggi non scrivo più , comunque da quei tempi ho avuto modo di affinare e cambiare i vari "capitoli" che oggi mi piace riproporre qui nella nuova versione.
    Tengo a precisare che proporrò tutte le nevicate cui ho assistito in località un po' distanti tra loro (ma sempre del Triveneto), a seconda di dove risiedevo all'epoca: a Mestre, dove ho abitato fino al 1990, a Caorle dove ho abitato dal 1990 al 1999 e poi a Torre di Mosto dove abito tuttora. Prima di ogni descrizione o gruppo di descrizioni preciserò in maiuscolo a quale località il tutto si riferisce! Evidenzierò (limitatamente alla prima citazione) in rosso anche il nome dei vari mesi che si succedono man mano che procedo con la descrizione, in modo da favorire la comodità di un'occhiata sinottica in senso cronologico.
    Mi auguro che il lavoro possa piacere e valere anche come base per la grande Mostra fotografica su "Neve e... dintorni a Caorle e... dintorni" che terremo a fine anno al Centro Pertini di Caorle (ne riparleremo...).
    Proporrò il lavoro relativo alle varie invernate (o "semestri freddi", si parla di neve anche in novembre o aprile...) a puntate successive.
    Spero diciate la vostra intercalando spesso i miei post!
    Franco

  2. #2
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    Gli inizi, nei meandri della memoria

    I miei primi ricordi “documentati” (delle agendine che conservo tutt’oggi come autentiche reliquie) risalgono al gennaio 1973. Riguardo il “prima”, io brancolo nel buio; rammento delle grandi nevicate a MESTRE forse risalenti al 1968 (la neve accumulatasi sul poggiolo di casa mia era così alta da impedire a me, bimbetto di 4 – 5 anni, di vedere fuori), e poi una grande nevicata il giorno di Capodanno del 1970 o 1971, e altre cose interessanti ma ancor più perdute nell’oblio della memoria.
    Sarebbe bellissimo se qualcuno, magari più attempato di me, riuscisse a essere più preciso su questi eventi e su altri, come un'improvvisa nevicata temporalesca di circa mezz’ora intorno al mezzogiorno di un giorno d’ottobre (!!!) di fine anni ’60 o inizio anni '70. Amici veneziani e limitrofi, vi ricordate qualcosa di più preciso su questo evento?
    E poi ho raccolto la testimonianza di più persone anziane le quali mi assicurano che a Venezia ci sia stata, circa 70 - 80 anni fa, una nevicata con tanto di centimetri accumulati al suolo, ai primi di maggio! A voi risulta qualcosa?
    Alla prossima!
    Franco

  3. #3
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    Periodo 1973 - 1976 (Mestre)

    Semestre freddo 1972-73.
    MESTRE
    Prima del gennaio 1973 non ho grandi ricordi, lo confesso.
    Una modesta nevicata da addolcimento cade per un’oretta circa nel tardo pomeriggio del 27 gennaio 1973, dopo un breve flusso da Nordest cui si va a sovrapporre uno scorrimento più mite collegato all’entrata sul Mediterraneo di una saccatura nordoccidentale: temperatura intorno a +2 °C e nessun accumulo, proprio nulla.
    I primi giorni del marzo 1973 sono caratterizzati dalla crescente influenza di impulsi freddi di origine artica convogliati da un’attiva saccatura scandinava: uno di questi causa una violenta ma breve nevicata quasi temporalesca per una mezz’ora a metà pomeriggio del 9: larghe falde, forte Bora, temperatura in picchiata dagli iniziali +10 °C fin verso i +3 °C. Nessun accumulo.
    Situazione sinottica molto simile anche nella fase centrale del mese successivo, aprile, quando un attivissimo fronte artico temporalesco transita nel primo pomeriggio del giorno 13 causando una violenta precipitazione a carattere di rovescio nelle prime ore pomeridiane la quale, di tanto in tanto, si trasforma in grossi e abbondanti fiocchi di neve bagnata; la temperatura cala bruscamente dagli iniziali +14 °C fin verso i +7 °C. Con tali valori termici nessun accumulo, ovviamente; comunque garantisco che erano fioccazzi di neve, non grandine !

    Semestre freddo 1973-74. La fase finale del novembre 1973 è molto fredda con ripetuti afflussi di aria artica: una profonda depressione si scava al Sud e il Veneto rimane generalmente protetto dal maltempo. Tuttavia l’irrompere di un impulso freddo il 29 provoca estesi annuvolamenti con circa +2 °C, Bora debole o quasi moderata e una modestissima precipitazione di gragnuola nelle ore pomeridiane, senza alcun accumulo.
    Gli ultimi giorni del mese di febbraio 1974 vedono una estemporanea e non troppo incisiva estensione dell’alta pressione russa verso il Mediterraneo: il successivo sopraggiungere di una depressione dall’Iberia causa pochissime faville da addolcimento verso l’ora di pranzo e poi l’ora di cena del 1° marzo, senza ovviamente nessun accumulo e valori termici intorno a +3 °C.

    Semestre freddo 1974-75.

    Nulla di nulla! :furiosii

    Semestre freddo 1975-76.

    Finalmente si cambia registro! Gennaio freddo quello del 1976, con un VP molto disturbato dopo l’iperattività dei primi giorni; la ripetuta discesa di attive saccature artiche causa fra l’altro un bel temporale nevoso, con tanto di lampi, tuoni e raffiche di vento, nella sera del 24: la temperatura scende in un paio d’ore da +6 °C a +2 °C e la pioggia intensa si trasforma presto in una neve bagnata e sferzante che cade per circa 3 ore, dalle 20 alle 23; non si è registrato nessun accumulo, mentre ricordo benissimo le belle nuvole bianche che si rincorrevano veloci stagliandosi sul nero cielo notturno a fine episodio.
    Tra il 26 e il 29 gennaio l’influenza artica si accentua e i valori termici calano sensibilmente; l’inserimento di un’attivissima depressione iberica in rapido spostamento verso Est-Nordest provoca i primi annuvolamenti la sera del 29; con temperature intorno a +1 °C verso le 10 del 30 inizia a nevicare a intermittenza, con una discreta ventilazione di Bora; questa bella nevicata da addolcimento si intensifica nelle ore pomeridiane, con temperature scese a circa 0 °C, raggiungendo il proprio acme verso le 19.00, quando si trasforma in pioggia sotto l’incalzare del vento marittimo risalente l’Adriatico. Accumulo di circa 5 cm. La circolazione depressionaria rimane comunque abbastanza fredda e nei giorni successivi, con temperature di +2 o +3 °C, si hanno altre 2 modestissime cadute di neve: una mezz’oretta di gragnuola la mattina dell’1 febbraio, nevischio misto ad acqua la mattina del 2.
    Un’alta pressione continentale europea convoglia dopo il 10 febbraio 1976 un moderato flusso freddo sull’Italia: l’allungarsi di una saccatura dalle Isole britanniche verso il Mediterraneo occidentale la smantella il giorno 13 ma provoca una bella nevicata da addolcimento sulla nostra zona: nevischio e +3 °C verso le 16, poi rapida trasformazione in neve che cade moderata fino all’1 di notte, con valori termici poco superiori allo 0 °C e un accumulo di circa 4 cm.; poi diventa pioggia.
    La nevicata più bella di questo triennio è quella del marzo 1976. Fin dai primi del mese un lembo dell’alta russa, ben spalleggiato da una depressione scavatasi sui Balcani, convoglia aria molto fredda sull’Italia. L’8 entra franca una depressione originatasi sulle Baleari e provoca una nevicata da addolcimento davvero notevole, direi da "antologia nevosa": il richiamo sciroccale alle basse quote è modesto, quasi ininfluente, così la neve cade indisturbata dalle 10 del giorno 9 per oltre 24 ore consecutive, con poche pause e valori termici che oscillano tra 0 °C e +2°C. E’ una precipitazione spesso placida, a larghe falde, a tratti molto abbondante, che alla fine avrà depositato circa 15 cm. Qualche altro fiocco cade anche nel pomeriggio del 10. Alla prossima!
    Franco

  4. #4
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    Periodo 1976 - 1980

    MESTRE
    Semestre freddo 1976-77.

    Che bella la nevicata del 28 – 29 dicembre 1976! Senza dubbio si è trattato della nevicata più abbondante (e spettacolare) del decennio, e probabilmente trova posto, se non nella top 10, almeno nella top 20 dell’intero secolo . Dopo una fase abbastanza lunga caratterizzata dall’influenza di un attivo ciclone atlantico foriero di maltempo e aria molto mite dai quadranti meridionali, appena prima del Natale l’intera struttura depressionaria, molto indebolita, si porta verso i Balcani, favorendo un graduale abbassamento termico con debole richiamo da Nordest. Intanto un ramo dello sbrindellato VP, che a metà mese aveva favorito la fase caldo – umida sbilanciandosi verso l’Iberia, si spinge con vigore verso l’Europa centro – orientale, ben spalleggiato a occidente da una risalita anticiclonica che in pochi giorni crea una situazione di blocking atlantico; la porta occidentale è chiusa e si apre quella scandinava: diversi impulsi, con effetti anche favonici, si dirigono verso l’Italia, tanto che il 27 è una giornata bella ma davvero fredda su gran parte del Nord. Intanto il muro anticiclonico aveva mostrato una falla all’altezza del Portogallo e, in conseguenza dell’entrata di aria instabile oceanica e dell’azione di una goccia fredda antizonale dalla Francia, una piccola depressione si era formata sulle Baleari; nel suo movimento verso Est-Nordest, aveva iniziato a pompare aria umida e mite verso il nostro paese. I primi strati compatti invadevano i cieli già nella notte, e soprattutto nella prima mattinata del 28: attorno alle 9.30, con temperatura di circa –1 °C, iniziava la nevicata, destinata a durare fino alle 20.00 del giorno successivo (!!!). Il 28 era segnato da una classica nevicata da addolcimento, con un cielo molto chiaro tanto da far intravedere il pallido disco solare, almeno fino a metà giornata. Le temperature salivano di un paio di gradi. Col sopraggiungere delle prime ombre pomeridiane la precipitazione si intensificava facendosi anche più grossa, e ammantava bene tutto il paesaggio, complice un ritorno delle temperature poco al di sotto dello zero. Intanto si scavava la pressione e un bel minimo andava a posizionarsi tra Toscana e Umbria, avvettando sempre più decisamente aria mite e umida che nella notte intensificava ulteriormente la nevicata, davvero molto fitta, ma allo stesso tempo alzava i valori termici sino a sfiorare i +2 °C; quando eravamo ai limiti della trasformazione in pioggia, ecco il colpo di scena: l’ennesimo impulso gelido in rotolamento dalla Scandinavia verso Sud – Sudest entrava di prepotenza nella circolazione depressionaria, nel frattempo traslata verso Est di quel tanto sufficiente a far cessare il richiamo caldo e a instaurare un flusso di intensa Bora scura al suolo che dal primo mattino del 29 trasforma la nevicata in un’autentica bufera: ore e ore di blizzard con temperature che tornano prossime allo zero e vento sibilante lasciano a terra un manto complessivo di quasi 25 cm. Nella notte successiva il tempo migliora, le temperature precipitano a – 4 °C, nella mattinata scende ancora qualche fiocco da un cielo irregolarmente nuvoloso, e in serata nuovo crollo termico fino a –8 °C. Comunque il flusso artico è finito, la breccia portoghese si è ormai aperta e il 31 entra una depressione con un flusso sciroccale che la sera del 31 stesso ci regala un’ultima oretta di neve fina fina, destinata presto a divenire acqua.
    Gennaio è avarissimo: rade e finissime faville, scese da un cielo oltretutto molto chiaro, si fanno vedere per meno di un’ora a metà giornata il 20, con temperature comunque di +3 °C, grazie a correnti caldo – umide che fanno la barba a una depressione iberica tesa a scalzare un’alta pressione centroeuropea che aveva avvettato un po’ di aria fredda nei giorni precedenti.
    Per rivedere il bianco incanto bisogna andare alla fine di marzo: dopo un’onda di calore anticiclonica forse imbattibile, culminata il 24 con una massima di oltre +25 °C (!), già dal 25 si nota la forte vivacità di una depressione, figlia del VP in vena di estensioni meridiane, che dalla Finlandia lancia una propaggine verso Sudovest andando via via ad abbracciare gran parte dell’Europa, mentre l’alta azzorriana rompe il proprio matrimonio con l’Africa e inizia a flirtare col Polo: la conseguenza è un rapido e intenso peggioramento che inizia tra il 27 e il 28 a carattere ancora caldo e umido, vista la disposizione sudoccidentale delle correnti; ma nella mattinata del 29 irrompe l’aria fredda che scava una profonda depressione proprio nel cuore del Mediterraneo: tracollo termico (da +13 °C a +4 °C in poche ore), pioggia e fortissima Bora scura. Ciò prosegue anche il 30 quando, dopo una temporanea attenuazione dei fenomeni, nel pomeriggio l’intrusione di un nuovo bolide artico riattiva il maltempo con altre raffiche di Bora, riabbassa le temperature da +7 °C fino ai +2 °C serali, e proprio di sera, dopo le ore pomeridiane caratterizzate da fiocconi frammisti a pioggia, cade una nevicata di circa due ore a carattere quasi di bufera, che però non imbianca stante la temperatura un po’ altina e la tanta acqua presente al suolo.
    Ultima segnalazione: una situazione sinottica molto simile si ripete anche a inizio aprile e alcuni conoscenti di CAORLE giurano che il giorno di Pasqua (10/04/1977) lì sarebbe nevicato per alcune ore nella mattinata con accumulo al suolo. Io dove abitavo all’epoca (Mestre, ribadisco) non ricordo neve; qualcuno può aiutarmi a districare la matassa?

    Semestre freddo 1977-78.
    Un buon insediamento anticiclonico sull’Europa centro-orientale avvetta un po’ di aria fredda tra il 3 e il 5 dicembre 1977 sull’Italia, subito incalzato da una penetrazione depressionaria atlantica che da occidente si fa strada il giorno 6 convogliando aria mite e umida sopra il cuscinetto freddo; risultato: breve e debole nevicata da addolcimento il 6 mattina, con valori termici poco superiori allo zero e lievissimo strato bianco prima della trasformazione in pioggia.
    Avarissimo di neve gennaio: pochi fiocchi bagnati per circa 15 minuti la mattina del 18, con quasi +4 °C, a causa di una piccola goccia fredda inserita in un ampio ambiente depressionario atlanico.
    Meglio va a febbraio. Si inizia con una breve e debole nevicata nella tarda nottata sul 2: alcune ore di neve moderata con un paio di gradi al di sopra dello zero, per un impulso all’interno di un letto depressionario umido e freddo, tipica situazione atlantica nordoccidentale. Appena 1 cm. di manto.
    Prima del 10 un redivivo anticiclone nordeuropeo avvetta un po’ di aria fredda verso l’Italia, così il 10 stesso l’entrata dell’immancabile depressione iberica è causa di una modesta nevicata da addolcimento nella mattinata, con fiocchi a intermittenza e due gran fiammate, una tra le 7.30 e le 8.00, un’altra tra le 13.00 e le 14.30, prima della trasformazione in pioggia che scioglie i 2 cm. scarsi di manto. Discreta ventilazione orientale e valori termici in progressiva risalita dagli 0 °C del mattino ai +2 °C delle ore centrali.
    L’interazione fra correnti fredde avvettate da Est grazie all’allungamento dell’alta nordeuropea e le sempre più pronunciate spinte occidentali miti e umide è causa anche di altre 2 modeste nevicate.
    La prima si verifica il 16, con valori termici fra i +2 °C e +4 °C, e dura per gran parte della giornata, ma è debolissima, faville davvero rade e sottili spesso miste a qualche goccia di pioggia. Si intensifica e diviene solo neve alla sera, tra le 19.30 e le 21.30, lasciando su auto e qualche tetto un leggerissimo strato.
    La seconda avviene il 19, prodromo della franca, tiepida entrata delle depressioni atlantiche: unitamente a una certa ventilazione orientale, per gran parte della mattinata si alterna nevischio a pioggia, e per un paio d’ore nel pomeriggio nevica piuttosto forte, lasciando a terra un manto di un paio di cm.; i valori termici calano da quasi +4 °C della prima mattinata a +2 °C del pomeriggio.

    Semestre freddo 1978-79
    Dicembre si apre con ripetuti apporti freddi causati dal collasso del VP già a fine novembre: alte pressioni sbilanciate verso Nord e depressioni a zonzo tra il Mediterraneo e i Balcani, con temperature davvero basse. Il 7 si manifesta la franca volontà di entrata sul Mediterraneo di una complessa depressione atlantica capace di causare un’importante nevicata da addolcimento tra l’8 e il 9: è una nevicata placida, senza vento, con valori termici costantemente al di sotto dello zero di 1 o anche 2 gradi, che attacca subito e dura dal mezzodì dell’8 alla tarda nottata sul 9, con rari intervalli, il più lungo dei quali in serata, dalle 19.00 alle 21.15 circa. Quasi 10 cm. di manto.
    Un forte anticiclone ben posizionato sull’Europa centrale è invece causa della nevicata da Bora scura del 19 e 20 dicembre: l’avvezione fredda, iniziata con cieli coperti, vento forte e crollo termico già il 18 (valori che scendono da quasi +9 °C del mezzogiorno a + 3 °C della sera), scava una depressione proprio sull’Umbria e il 19 è all’origine di una nevicata accompagnata da forte vento nordorientale e temperature comunque quasi sempre al di sopra dello zero da mezzo grado a quasi 3 gradi. La neve, davvero intensa nella prima mattinata (momenti di autentica bufera), si alterna a pause, a fasi di pioggia, e dura con questi intervalli sino alla tarda notte sul 20. Il manto deposto a terra è stato di 5 – 7 cm.
    Gennaio interessante quello del 1979: il Nordeuropa già a fine dicembre si era raffreddato in modo vistoso e un importante allungamento dell’alta russo-siberiana dominava in senso antizonale appena al di sopra del 50° parallelo; al di sotto flusso zonale mite e umido. L’1 gennaio la svolta: un imperioso innalzamento dell’alta azzorriana blocca la porta atlantica e, collegandosi con il dominio altopressorio gelido del Nordeuropa, fa tracimare l’aria freddissima verso il Mediterraneo. Tracollo termico e grande instabilizzazione, con numerosi minimi a zonzo per il Mare Nostrum; uno fa cadere poche e rare faville di neve il 4, fenomeno quasi inavvertibile, mentre l’entrata di una piccola depressione dal Golfo di Guascogna organizza una moderata nevicata da addolcimento il giorno 9: iniziano i fiocchi in nottata, con temperature appena sopra lo zero, e la moderata precipitazione prosegue fino a mezzogiorno, alternandosi a pioggia o nevischio, prima del definitivo passaggio a pioggia; accumulo di circa 3 cm.
    Ma la circolazione resta sempre molto fredda e altri apporti avvettati dall’alta nordeuropea, assai forte e strutturata, creano un altro cuscinetto gelido in attesa che una nuova depressione, questa volta più organizzata e di diretta provenienza marocchina, entri il giorno 20, coprendo i cieli con i classici strati da addolcimento; tuttavia non nevica; la neve cade invece debolmente in nottata, poi cessa e riprende la mattina del 21, debole o moderata, intensificandosi verso le 10.00 e mostrandosi piuttosto fitta prima di cessare e passare a pioggerella attorno al mezzogiorno; la temperatura ha oscillato dagli 0 °C del mattino ai +2 °C a fine fenomeno; manto di circa 3 cm.
    E’ invece un classico transito perturbato da Nordovest, un fronte nordatlantico, a causare la nevicata debole o quasi moderata caduta fra la sera del 28 febbraio e la notte sul 1° marzo; un preesistente flusso abbastanza freddo convogliato da un’espansione dell’alta atlantica verso Nordest aveva creato condizioni favorevoli; il 28 il tempo è buono fino al pomeriggio, con circa +8 °C di massima; nonostante l’incipiente e rapido annuvolamento, la temperatura si porta a sera inoltrata a solo un paio di gradi sopra lo zero e consente quindi la precipitazione solida, che lascia come eredità appena un lievissimo strato su tetti e automobili.

    Semestre freddo 1979-80
    La prima nevicata è un fenomeno da addolcimento il 5 gennaio. Si veniva da un periodo freddo, inizialmente favonico, con frequenti irruzioni nordeuropee convogliate da un’alta azzorriana molto propensa ad elevarsi disturbando il VP; l’arrivo di un fronte dalle Isole britanniche causa uno scorrimento più mite a precedere sul cuscinetto freddo e la relativa nevicata che dura per tutta la sera, fino a trasformarsi in pioggia verso la mezzanotte. Fenomeno quasi moderato o al più moderato, verificatosi con temperatura appena sopra lo zero, ha causato un manto di un paio di cm.
    Le evoluzioni azzorriane molto sviluppate verso Nord e verso Est sono causa, nel prosieguo del mese, del consolidarsi di una zona a pressione piuttosto alta su tutta la fascia centro-settentrionale europea, la quale avvetta aria fredda da Est-Nordest sul Mediterraneo, causando l’approfondirsi di una depressione sulle nostre regioni centrali; l’entrata di un bolide artico provoca una breve ma forte nevicata con gran Bora scura la mattina del 12: dopo qualche fiocco portato dalle raffiche di vento fin dalle 9.00, si scatena una vera bufera dalle 11.30 alle 13.30, prima che il fenomeno si attenui e cessi in breve tempo. Attecchisce un manto limitato a soltanto un paio di cm. a causa dei valori termici aggirantisi attorno a +1 / +2 °C.
    La fine dell’ondata di freddo di estrazione orientale è segnata da una nevicata da addolcimento il giorno 15: un paio di cm. caduti nelle ore notturne, con vento abbastanza intenso dai quadranti orientali, divenuta presto pioggia stante il sensibile aumento della temperatura portatasi da 0 °C della notte a +2 °C già in mattinata; infatti il tutto era governato da un’attiva depressione originatasi sul mediterraneo centro-occidentale per un’ennesima discesa fredda nordeuropea verso le Baleari, capace di attivare un temporaneo richiamo sciroccale prima del successivo calo termico .
    A presto.
    Franco

  5. #5
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    Re: Tuttoneve: una "NEVEPEDIA" delle nostre terre

    Ma vi piace questo studio?
    Vedo tantissimi contatti ma nessun commento...
    Franco

  6. #6
    Miraggio Rete Stazioni M3V

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    Re: Tuttoneve: una "NEVEPEDIA" delle nostre terre

    Spettacolo, gran lavoro , é proprio un piacere leggerti. Ovviamente continua pure

  7. #7
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    Re: Tuttoneve: una "NEVEPEDIA" delle nostre terre

    Citazione Originariamente Scritto da venicemeteo
    Spettacolo, gran lavoro , é proprio un piacere leggerti. Ovviamente continua pure
    Grazie! Finalmente qualcuno che batte un colpo...
    Appena posso continuo!
    Franco

  8. #8
    Mesociclone Rete Stazioni M3V

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    Re: Tuttoneve: una "NEVEPEDIA" delle nostre terre

    Bel lavoro Franco ma ghe vol tempo par leza tut
    interessante comunque , aprivi un post del genere a dicembre e avresti già avuto 5 pagine di topic

    Complimenti
    Giorgio Pavan -
    collaboratore di Severe Weather Europe

    METEOSTRETTI - METEOSTRETTIblog
    foto su FLICKR

    "There's no better place to chase like home"
    http://my.meteonetwork.it/station/vnt232/sticker-forum


  9. #9
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    Re: Tuttoneve: una "NEVEPEDIA" delle nostre terre

    Citazione Originariamente Scritto da Giorgio
    Bel lavoro Franco ma ghe vol tempo par leza tut
    interessante comunque , aprivi un post del genere a dicembre e avresti già avuto 5 pagine di topic

    Complimenti
    Benon! Vol dir che ghe ze stae tante nevegade da contar!!!
    Quanto al periodo, io credo sia più interessante e corroborante per le nostre menti (e anime) nivofile dedicarsi alla neve in estate, quando essa è lontana, piuttosto che in inverno, quando può farci visita con relativa facilità. E poi mi interessa che il lavoro sia pronto, letto e digerito in vista del mega-evento nevoso cui stiamo per dare il via al Centro Pertini e che, come ormai saprai (e saprete) avrà il suo momento culminante nella Mostra fotografico/scientifica che inaugureremo appunto a dicembre!
    In ogni caso il thread rimarrà aperto per la lettura e per tutti i contributi che potranno implementarlo (e speriamo pure che venga spesso "aggiornato", perchè vorrebbe dire che abbiamo nuovi eventi da raccontare) anche col passare dei mesi.

    Franco

  10. #10
    Cumulonimbus
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    Re: Tuttoneve: una "NEVEPEDIA" delle nostre terre

    Se posso permettermi solo un suggerimento - ma è già un bellissimo thread da leggere mentre i programmi di calcolo fanno le loro simulazioni - ti direi questo: potresti, alla fine di ogni stagione, mettere un quadretto riassuntivo, con giorni di neve, e cm di accumulo?
    Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame - odio lo scirocco - gelo fan club.

    Io che ho provato il clima mediterraneo dico: che noia!

    http://www.meteo.sk/predpoved-pocasia/e ... lika/nitra

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